MEI compie trent’anni e Faenza torna capitale della musica indipendente italiana
Dal ballo liscio alla trap: come il MEI racconta trent’anni di evoluzione musicale italiana. Dall’1 al 4 ottobre a Faenza (Ravenna)
C’è qualcosa di rassicurante nel fatto che il MEI, il Meeting delle Etichette Indipendenti, arrivi al traguardo dei trent’anni senza aver perso la sua natura originaria: quella di essere un luogo di incontro reale, fisico, tra chi fa musica fuori dai grandi circuiti e chi la ascolta con attenzione. Dall’1 al 4 ottobre Faenza tornerà a ospitare quella che gli organizzatori hanno voluto chiamare edizione “30 e lode!”, reduce da un’edizione precedente da oltre 30.000 presenze. Numeri importanti per una manifestazione che, va detto, ha sempre rifiutato la logica dei grandi festival mainstream, restando fedele a un’idea di musica come filiera, comunità, mestiere.
Una delle cose che rende il MEI un caso quasi unico nel panorama italiano è la capacità di far coesistere generazioni e linguaggi apparentemente incompatibili. Si parte l’1 ottobre con il Premio Arte Tamburini, assegnato quest’anno a Francesca Mazzuccato, in un omaggio dichiarato alla tradizione del ballo romagnolo. Il giorno dopo, il 2 ottobre, la giornata si sposta bruscamente sulle sonorità urban e trap, con MEI Urban e la presenza di Fiore, rapper cesenate dai testi autobiografici, insieme a un lungo elenco di nomi emergenti della scena romagnola. Non è un dettaglio da poco: pochi festival italiani riescono a mettere sullo stesso palco, nella stessa settimana, il ballo liscio e la trap, senza che l’operazione risulti forzata.
Se c’è un giorno che racconta bene cosa sia diventato il MEI nel tempo, è sabato 3 ottobre. Cisco, storica voce dei Modena City Ramblers, ritirerà il PIMI – Premio Italiano Musica Indipendente 2026, un riconoscimento che negli anni ha certificato il percorso di artisti come Motta, Brunori Sas, Colapesce Dimartino e Lucio Corsi, per citarne solo alcuni. Proprio Motta sarà protagonista della giornata con un evento dedicato al decennale di “La fine dei vent’anni”, disco che ha segnato una generazione di cantautori italiani, e che lui stesso ripercorrerà in un incontro pubblico con il critico Federico Guglielmi, prima di esibirsi dal vivo in serata.
Sempre il 3 ottobre si terrà l’undicesima edizione del Forum del Giornalismo Musicale, diretto da Enrico Deregibus, un appuntamento che vale la pena sottolineare: in un momento storico in cui la critica musicale fatica a trovare spazi editoriali stabili, il MEI continua a riservarle un momento dedicato, con la consegna del Premio Michele Manzotti allo stesso Guglielmi, tra le firme più autorevoli del giornalismo musicale italiano.
La giornata conclusiva di domenica 4 ottobre cambia ancora registro, aprendosi a temi di spiritualità e inclusione sociale, nell’anno degli 800 anni dalla morte di San Francesco. The Gang, storica band folk rock italiana, riceverà il Premio MEI alla carriera esibendosi con l’Orchestra di Musica Popolare di Forlimpopoli, mentre saliranno sul palco anche i vincitori dei contest “Il Mio Cantico Libero” e Pythika, quest’ultimo dedicato alla musica per l’inclusione sociale. Una chiusura che conferma come il MEI non si limiti a celebrare la musica indipendente in senso stretto, ma la intenda come strumento sociale, quasi comunitario. Con oltre 650 richieste ricevute per il MEI Superstage e progetti già in cantiere per i trent’anni della manifestazione, tra cui un docufilm e una compilation con l’Opera Indie, il Meeting delle Etichette Indipendenti dimostra di avere ancora la stessa energia delle prime edizioni, semplicemente più consapevole del proprio ruolo. In un panorama musicale sempre più polarizzato tra grandi eventi commerciali e nicchie digitali, Faenza continua a offrire un modello alternativo, fatto di incontri reali e di attenzione autentica verso chi la musica indipendente la fa ogni giorno, lontano dai riflettori.





