T-shirt e blue jeans. Struccata, aria ingenua e vagamente assente, capelli un po’ arruffati, Norah Jones vista da vicino sembra ancora più giovane dei suoi 23 anni. “Ascoltata da vicino, pure”, afferma (malignamente) qualcuno. Non riferendosi, ovviamente, al suo modo semplice e diretto di conversare quanto piuttosto alla (vera o presunta) inconsistenza della sua proposta artistica.
Eppure, forse proprio questo aspetto, dolcemente comune, da girl next door, questa sua tenera freschezza da ragazzina acqua e sapone possono costituire uno degli elementi atti a spiegare i motivi del successo e del ‘fenomeno Norah’. Sono, in qualche modo, fattori simili a quelli che avevano trasformato in una star internazionale una timida songwriter dell’Alaska trapiantata nel sud della California. O, ancor prima, una folksinger di colore che, a fine anni 80, incitava tutti a “parlare di rivoluzione”. Ma sia Jewel che Tracy Chapman provenivano da un ambiente e da una ‘scuola’ (quelli del folk che, tradizionalmente, hanno alla base un forte meccanismo di identificazione tra pubblico e artista e che puntano molto sulla forza dei testi e sulla comunicazione politico-sociale) che sono assai diversi dal background culturale e stilistico di Norah.
La piccola Jones non scrive da sola le sue canzoni, come fa ogni folksinger che si rispetti; la sua formazione è indiscutibilmente legata al jazz classico e alla musica nera; i testi che canta sono romantici e introspettivi ma anche piuttosto banali.
“Le liriche di Come Away With Me? Noiosi dettagli di noiosa vita quotidiana”, ha commentato qualcuno (che, ovviamente, non stravede per la ragazzina texana). Eppure funzionano. Così, come funzionano le sue melodie, scolastiche ma assai raffinate. Eseguite con gusto ed eleganza. Che vanno diritte al cuore di un pubblico di ‘giovani adulti’ in cerca di emozioni delicate. Un pubblico (bianco) che, presumibilmente, non si riconosce negli eroi (neri) del nu soul (a proposito: è degli ultimi giorni il dato statistico che annuncia negli Usa il sorpasso nelle vendite discografiche del R&B sul rock. sigh.).
