Sarah Jane Morris & Tony Rémy, omaggio alle cantautrici in “The Sisterhood 2”
Presentato a Milano il secondo capitolo del progetto: un viaggio tra le voci femminili più influenti e un racconto in continua evoluzione
Lo scorso 21 aprile, presso lo Spazio Washington di Milano, Sarah Jane Morris e Tony Rémy hanno presentato alla stampa italiana The Sisterhood 2, il loro nuovo album, disponibile dal 6 marzo 2026 sulle piattaforme digitali e in formato vinile e CD, che rende omaggio, con brani originali, ad alcune delle più grandi cantautrici della nostra epoca. Visto anche il tema che ha ispirato il lavoro, i due hanno eseguito l’album dal vivo per la prima volta lo scorso 8 marzo al 229 Great Portland St. di Londra, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il progetto arriva dopo una prima tappa avviata nel 2024 e prosegue con una nuova serie di concerti anche in Italia, a partire da quello tenutosi lo scorso 23 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, per proseguire con le tappe dei prossimi 8 e 9 maggio al Blue Note di Milano e del 22 maggio al Teatro Sperimentale di Pesaro.

The Sisterhood 2 nasce dall’esigenza, già percepita dagli stessi autori dopo il primo volume, di ampliare il racconto: le artiste coinvolte inizialmente non erano sufficienti a rappresentare la complessità e la ricchezza delle storie femminili nella musica, e il lavoro è stato quindi integrato progressivamente, includendo nuove figure e nuove composizioni. Alla base del progetto c’è un criterio preciso: le artiste devono essere non solo interpreti, ma anche autrici delle proprie canzoni, e devono aver utilizzato la propria visibilità per affrontare temi sociali e civili. Si tratta di figure che, nel corso della loro carriera, hanno agito come testimoni e portavoce, assumendosi una responsabilità pubblica oltre che artistica. Tra i nomi presenti nel secondo volume figurano Peggy Seeger, Etta James, Joan Baez, Dolly Parton, Bonnie Raitt, Joan Armatrading, Janis Ian, Tracy Chapman e Amy Winehouse, che si affiancano a figure già incluse nel primo capitolo, come Patti Smith e Sinéad O’Connor.
Il lavoro nasce da una collaborazione consolidata: Sarah Jane Morris e Tony Rémy lavorano insieme dagli anni Ottanta e condividono un approccio musicale che attraversa jazz, soul, rock e influenze africane. Rémy, chitarrista e compositore, ha avuto un ruolo centrale come coautore e coproduttore, contribuendo alla costruzione sonora dell’intero progetto. Accanto alla dimensione artistica, il progetto ha anche una forte componente produttiva indipendente. Come raccontato dalla stessa Sarah Jane Morris, l’album è stato finanziato attraverso concerti, masterclass e iniziative dirette con il pubblico. Durante il secondo lockdown per il Covid-19, l’artista ha organizzato lezioni collettive, inizialmente online e poi dal vivo, in cui insegnava arrangiamenti vocali a più voci. Queste attività hanno permesso di sostenere economicamente la produzione del disco. Le masterclass si sono trasformate anche in eventi dal vivo in spazi come il Ronnie Scott’s, il Cadogan Hall e l’Alexandra Palace Theatre, attirando partecipanti da tutta Europa. Parallelamente, sono stati organizzati incontri più intimi, anche nella propria abitazione, in cui musica, scrittura e arti visive si intrecciavano, con il coinvolgimento diretto del pubblico. Questa modalità di lavoro si riflette anche nell’organizzazione dei concerti. Le date italiane sono state gestite infatti direttamente dall’artista, affrontando in prima persona le difficoltà logistiche ed economiche, dal viaggio dei musicisti all’alloggio, spesso risolto grazie a reti di contatti personali e al coinvolgimento dei fan.
I concerti presenteranno un repertorio che unisce i brani del primo e del secondo volume, mentre è già in fase di scrittura un terzo capitolo. Anche in questo caso, la selezione seguirà gli stessi criteri: centralità della scrittura, rilevanza artistica e impegno.
Sarah Jane Morris & Tony Rémy – Foto di Rod Morris

