15/05/2007

Sarah McLachlan

Afterglow – Arista/Bmg

La musica di qualità è finalmente in testa alle classifiche.” Così ha recentemente titolato il New York Times commentando l’uscita di Afterglow, il nuovo album della songwriter canadese Sarah McLachlan (che si è subito inserito al secondo posto delle chart di Billboard). A sei anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, il delizioso Surfacing, la fondatrice del Lilith Fair non delude le aspettative dei numerosissimi fan e ripropone con successo la sua classica formula di canzone d’autore introspettiva, elegantissima, estremamente femminile.

“Il titolo dell’album è emblematico”, spiega la stessa Sarah nelle note ufficiali pubblicate nel suo sito, “afterglow è una parola che in inglese significa ‘riverbero del tramonto’, quella luce rossastra che tinge il cielo una volta che il sole è calato. In altre parole, è il periodo di transizione tra il giorno e la notte. Descrive benissimo il momento di vita che sto attraversando: un passaggio tra situazioni emotivamente contrastanti in attesa di un ritorno alla normalità.”

Nascita, morte, tragedia, gioia. Questi sentimenti si sono alternati nella recente vita personale di Sarah: cinque mesi prima della nascita della figlia India, sua madre muore dopo una lunga lotta contro il cancro. “Impossibile sostenere di non essere stata influenzata da questi eventi”, spiega Sarah, “ecco perché ho impiegato tanto a finire il disco. Spesso sono rimasta bloccata nella scrittura e ho dovuto rifare tutto daccapo.”

Il suo folk-pop raffinato è impreziosito da liriche poetiche, da melodie intriganti, da arrangiamenti chic (al suo fianco, come al solito, il producer franco-canadese Pierre Marchand). Afterglow contiene dieci canzoni bellissime, tutte nella miglior vena artistica della McLachlan. A cominciare dalla dolcissima Push, dedicata al marito (il batterista Ashwin Sood) per proseguire con la successiva Answer, uno dei brani più intensi del lavoro (“Trasportami con dolcezza nel mattino / La notte trascorsa è stata tanto sgradevole / Conducimi in un posto puro / In cui possa lavar via questo brutto ricordo / E la scelta di non dover combattere”).

Così Sarah racconta di brutte avventure con la stessa levità e tenerezza con cui descrive il suo sentimento d’amore (Push): “Ogni volta che ti guardo, il mondo sembra sciogliersi / Le mie preoccupazioni e le mie paure scompaiono nel tuo affetto”.

La musica, soffice e romanticamente positiva, accompagna in modo esemplare i testi. Lo testimoniano le deliziose Perfect Girl o Stupid che sembrano una magnifica via di mezzo tra la sublime poesia sonora di Joni Mitchell, gli intensi psico-drammi sonici di Tori Amos e la semplicità melodica di folksinger raffinate come Mary Chapin Carpenter. In più, la McLachlan riesce a rendere fruibili le sue canzoni a un pubblico vasto: non si spiegherebbero altrimenti le 22 milioni di copie vendute con soli quattro album! (del disco d’esordio Touch, del 1989, se n’è quasi dimenticata la stessa Sarah). Ascoltate a tale proposito il brano d’apertura Fallen o le accattivanti Train Wreck o Time, formidabili esempi della sua capacità di trovare un equilibrio difficilissimo tra pop d’autore, folksinging e cantautorato rock di qualità.

Anche se a noi Sarah piace assai di più quando s’immerge in paesaggi sonori più semplici e sentiti. Come la conclusiva, magnifica Dirty Little Secret nella quale evidenzia il binomio pianoforte/voce attorno al quale è costruito l’intero lavoro.

“È la prima volta che non uso la chitarra per comporre”, confessa la McLachlan che pur avendo interrotto l’attività del Lilith Fair (il festival itinerante di musica al femminile che per tre anni è stato l’evento artistico più interessante d’America) continua imperterrita la sua opera benefica a favore dei bambini. “Il Sarah McLachlan Music Outreach Program”, spiega, “è una fondazione che finanzia programmi educativi musicali per i giovani.”

Sensibile, ispirata e piena di charme, questa 36enne della Nuova Scozia sta vivendo un momento d’oro. “Credo che traspaia dai pezzi di Afterglow. Tutto sta andando bene. E, credo, sia pure destinato ad andare meglio.”

Il futuro è già tracciato: nei prossimi due anni Sarah ritornerà in pista e girerà il mondo (Europa inclusa) con il suo nuovo tour. “Poi sarà tempo di dare un fratellino a India.”

Discograficamente, dunque, la rivedremo nel 2010: chi non ha voglia di aspettare tanto, corra subito a comprarsi una copia di Afterglow (con tanto di traccia interattiva inclusa). Non se ne pentirà.

——————————————————————————–

Voto: 8
Perché: è il ritorno della madrina del Lilith Fair è di livello assoluto. Folk-pop al femminile, intimista, emozionante, davvero fascinoso. Eccellente.

On demand

Iscriviti alla Newsletter

Vuoi rimanere sempre aggiornato su rock e dintorni? Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere tutte le settimane nuovi video, contenuti esclusivi, interviste e tanto altro!