Warren Ellis e il suo violino libero dagli schemi
All’Armani/Silos, per JazzMi, il polistrumentista australiano trasforma un’esibizione solista in un’esperienza fisica, sonora e teatrale
Uno spazio raccolto con i led a delimitare il perimetro della stanza che diventa palco. Un’atmosfera per pochi intimi intorno o affacciati sulle balconate dei vari piani. In questo scenario Warren Ellis si è esibito lo scorso lunedì 26 ottobre all’Armani/Silos nell’ambito di JazzMi. Solo un violino, una pedaliera, i loop e un microfono usato soltanto per parlare e intrattenere il pubblico insieme a una spettatrice che ha tradotto per lui le introduzioni dei brani dall’inglese.
Piglio da rockstar osservando il suo look: occhiali da sole, piumino dorato – poi tolto per esibire una maglietta con la scritta Elvis – e stivaletti rossi. Il suo universo sonoro, però, si espande ed esplora numerosi altri territori. Le sue improvvisazioni al violino hanno anche delle urla catartiche e ipnotiche, la fine di ogni brano è salutata con dei baci che con la mano arrivano idealmente anche a chi si trova sulle balconate dei piani superiori.
Non è semplicemente musica, è un rituale, in cui sono tutti coinvolti, dal semplice ascolto alla richiesta di ripetere cori e seguire il brano a tempo di mani, che si tratti di una preghiera, di un omaggio a Marianne Faithfull o della colonna sonora de L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford.
In questo percorso affiorano anche le diverse anime della ricerca di Ellis: la tensione sperimentale, l’immaginario spirituale, la capacità di muoversi tra malinconia e impeto. È difficile non pensare alla sua lunga collaborazione con Nick Cave and The Bad Seeds, così come al lavoro condiviso sulle colonne sonore, dove il suono può diventare racconto, paesaggio emotivo e strumento di evocazione. Qui, però, ogni riferimento sembra passare attraverso un processo di spoliazione: non c’è una band a sostenere il discorso, né una struttura tradizionale a guidarlo. C’è soltanto Warren Ellis. Ed è tutto ciò di cui c’è bisogno per una performance del genere.




