Davide Van De Sfroos al Teatro Dal Verme di Milano, il report (01/02/2026)
(Davide Van De Sfroos – Foto anteprima di Francesco Consolini)
Progetto teatrale con la Folkestra per Davide Van De Sfroos, tra racconti e aneddoti legati alle canzoni, ai personaggi e al suo repertorio
Al Teatro Dal Verme di Milano, il 1° febbraio 2026, è andato in scena il concerto di Davide Van De Sfroos & Folkestra, un nuovo progetto teatrale che colpisce per equilibrio, intensità e coerenza artistica. A emergere fin da subito è la dimensione complessiva dello spettacolo e il modo in cui Davide Van De Sfroos abita il palcoscenico: pienamente a suo agio nella dimensione teatrale, senza timidezze, con grande naturalezza, ironia e spirito.
Tra un brano e l’altro, Van De Sfroos accompagna il pubblico con racconti e aneddoti legati alle canzoni, ai personaggi e ai miti del suo repertorio, ma anche con riflessioni più ampie che toccano la città di Milano o l’assurdità delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, mantenendo sempre un tono leggero e partecipato.
Convince anche la proposta artistica nel suo insieme. La Folkestra, composta da otto giovani musicisti di formazione classica – violini, viole, violoncelli, clarinetti, trombe, tromboni e flauti – arricchisce e valorizza la poetica di Van De Sfroos. Ne emerge con chiarezza una qualità talvolta sottovalutata: quella di poeta, non solo nelle liriche, anche in dialetto, ma nella costruzione musicale complessiva. La sua profonda cultura musicale e il suo gusto per il suono trovano in questo progetto un’espressione particolarmente efficace.
Alcuni brani spiccano per intensità ed emozione, come New Orleans, Infermiera, La figlia del tenente e Crisalide (le ali del falco): ballate che richiamano a tratti atmosfere alla Neil Young e che restituiscono spessore, profondità e una forte carica emotiva, capace talvolta di sfiorare la commozione.
Accanto a questi momenti più intimi, il repertorio include naturalmente anche i classici più energici, quelli che il pubblico è abituato a vivere in modo partecipato. In questa veste teatrale risultano forse più smussati, ma non perdono il loro carattere. Tra questi spicca Yanez, che richiama anche la partecipazione di Van De Sfroos al Festival di Sanremo e il suo duetto con Irene Fornaciari.
Lo spettacolo è completato da un trio – basso, batteria e chitarra – formato da musicisti storici del progetto artistico di Van De Sfroos. Centrale la presenza di Angapiemage “Anga” Galiano Persico, al violino ma anche al mandolino, al bouzouki e ad altri strumenti: figura chiave dello spettacolo, riconosciuto come direttore musicale, ideatore del progetto e selezionatore dei musicisti.
Il tour proseguirà per ancora una dozzina di date nei principali teatri del Nord Italia e nel Canton Ticino, offrendo l’occasione di vedere Davide Van De Sfroos in una dimensione teatrale particolarmente riuscita, dove racconto, musica e parola trovano un equilibrio maturo e coinvolgente.








