01/05/2026

Brian Eno a Parma con “SEED” e “My Light Years” dal 1° maggio al 2 agosto

Installazioni e opere audiovisive dell’artista britannico in due spazi storici restituiti alla città

Dal 1° maggio al 2 agosto Parma ospita due progetti di Brian Eno, SEED e My Light Years, promossi dal Comune con la curatela di Alessandro Albertini. Le iniziative coinvolgono due complessi culturali cittadini riaperti al pubblico dopo anni di chiusura, il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio.

L’arrivo di Eno in città avviene a quattro anni dal suo precedente progetto in Italia e dopo il Leone d’Oro alla carriera ricevuto nel 2023 da La Biennale di Venezia. I due interventi si distribuiscono tra i Giardini di San Paolo e la Crociera dell’Ospedale Vecchio.

SEED è un progetto articolato in due fasi. Nella prima viene presentata “Installation for Giardini di San Paolo”, un’installazione audio site-specific basata su musica generativa, realizzata da Brian Eno insieme alla scrittrice e giornalista Ece Temelkuran. L’opera si estende su un’area di circa 8.000 metri quadrati e consente ai visitatori di muoversi liberamente, costruendo un’esperienza d’ascolto ogni volta diversa.

Nella seconda fase, l’esperienza sonora verrà registrata e trasformata in un vinile in copia unica, curato dallo stesso Eno, destinato a entrare nella collezione permanente della Casa del Suono a partire da agosto 2026.

Il progetto è realizzato dal Comune di Parma, prodotto da Influxus in collaborazione con Lumen London ed è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura.

Parma - I giardini di San Paolo che ospitano SEED

Parma – I giardini di San Paolo che ospitano SEED

Negli spazi della Crociera dell’Ospedale Vecchio si tiene My Light Years, presentata come la prima grande mostra europea dedicata alla produzione visiva e luminosa di Brian Eno. Il percorso riunisce installazioni, opere audiovisive e lavori storici dagli anni Ottanta a oggi, con opere mai esposte in Italia e nuove produzioni realizzate per l’occasione.

Tra i lavori in mostra figurano video degli anni Ottanta realizzati con tecnologia VHS, tra cui Mistaken Memories of Mediaeval Manhattan (1980-81), Thursday Afternoon (1984) e New York Portraits (1981). Sono inoltre presenti installazioni come 77 Million Paintings (2006), esempio di arte generativa, e lavori più recenti come Face to Face (2022), oltre a sculture, light boxes e stampe di grande formato. La mostra è accompagnata da una colonna sonora composta appositamente per Parma.

Anche My Light Years è promossa dal Comune di Parma, con il sostegno di Fondazione Cariparma e Gruppo Davines.

Parma - 77 Million Paintings, una delle opere della mostra "My Light Years"

Parma – 77 Million Paintings, una delle opere della mostra “My Light Years”

«Quando mi è stato chiesto di contribuire al restauro dei bellissimi Giardini di San Paolo insieme a Ece Temelkuran, ne sono stato felicissimo: racconta Brian Eno.
Credo che i parchi, i caffè, le gallerie e tutti gli spazi pubblici siano veri e propri centri di civiltà, dove le persone si incontrano alla pari e dove la società stessa viene nutrita.
Il progetto realizzato qui si chiama “SEED”, che vuol dire “SEME” e ciò che realizziamo a Parma è solo l’inizio del vero lavoro che verrà: il germoglio per le conversazioni che le persone avranno qui, le confidenze che verranno scambiate, il corteggiamento e le amicizie che prenderanno vita. Mi rende felice l’idea che il nostro contributo possa aiutare a creare una sorta di “giardino segreto” mentale, uno spazio di feconda quiete contro il rumore crudele dei nostri tempi.
Sulla mostra “My Light Years”, esposta all’Ospedale Vecchio, l’artista aggiunge: Mi ha davvero entusiasmato. È un edificio immenso ed è stata una vera e propria sfida capire come distribuire le opere in uno spazio così grande. Alcune sono contemporanee, ma la maggior parte sono più datate e includono alcune delle primissime installazioni luminose che ho realizzato negli anni ’80. Sarà uno spettacolo piuttosto vario e richiederà al pubblico lunghe camminate.»

Il curatore Alessandro Albertini commenta: «”My Light Years” e “SEED” ci guidano alla (ri)scoperta di due luoghi magici di una splendida città. In esse vive e rivive l’opera di uno straordinario artista e pulsa la passione di una vivace comunità. Un grazie a tutti coloro che vi hanno creduto e si sono lasciati entusiasmare, rendendole possibili.»

Il sindaco di Parma Michele Guerra dichiara: «La mostra di Brian Eno rappresenta un progetto assolutamente innovativo, capace di portare l’innovazione di un artista così versatile all’interno di spazi di straordinaria importanza per la nostra città. I Giardini del Complesso di San Paolo, recentemente interessati da un intervento di riqualificazione davvero significativo e l’Ospedale Vecchio, oggi protagonista di una nuova fase di vita grazie a un progetto di rigenerazione unico nel nostro Paese, saranno i luoghi di questo dialogo. Sarà un’occasione preziosa per inserire il contemporaneo all’interno di contesti storici, secondo quella volontà di creare una dialettica tra tempi diversi che questa amministrazione porta avanti con convinzione.»

Il vicesindaco e assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto afferma: «Con Brian Eno, Parma entra con decisione in una dimensione culturale internazionale, promuovendo l’opera di uno dei maggiori artisti contemporanei a livello globale. “SEED” mette in relazione suono, spazio e paesaggio e riapre il Giardino di San Paolo come luogo vivo, finalmente accessibile e attraversabile, “My Light Years” porta in città una delle più rilevanti esperienze espositive europee dedicate a Eno, celebrando l’inizio di un percorso di restituzione dell’Ospedale Vecchio come spazio aperto e centrale. Un risultato reso possibile dalla capacità di lavoro dell’Assessorato alla Cultura, grazie al quale Parma è riuscita ad accedere – per il progetto “SEED” ai Giardini di San Paolo e poi alla Casa del Suono – ai finanziamenti dell’avviso pubblico PAC2025 del Ministero della Cultura, passaggio decisivo senza il quale non sarebbe stato possibile offrire a cittadini e visitatori un progetto di questa portata, mentre per Ospedale Vecchio è stato fondamentale il sostegno di Fondazione Cariparma e di Davines. In entrambi i casi, si è trattato di un lavoro di squadra lungo e complesso – spesso silenzioso e tutt’altro che semplice – della macchina comunale e delle partecipate, che ha reso possibile riaprire e riattivare due luoghi simbolo della città. Un traguardo che arriva dopo decenni di difficoltà e di stallo e che segna insieme la chiusura di una fase e un nuovo inizio. È un segnale chiaro della direzione intrapresa: una città che sa inserire linguaggi globali dentro luoghi unici e che investe nella cultura come leva di sviluppo, dialogo e apertura verso il mondo.»

Brian Eno a Parma per SEED e My Light Years – Foto di Michele Riccomini

Brian Eno a Parma per SEED e My Light Years - foto di Michele Riccomini

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