10/09/2026

“Oasis: Don’t Look Back In Anger”, al cinema il documentario sulla reunion

In attesa di rivederli (stavolta anche in Italia), i fratelli Gallagher sono nelle sale con il documentario sul tour di reunion Oasis Live ’25, la prima intervista congiunta dopo tanti anni e le nuove generazioni che, insieme alle vecchie, cantano con devozione le loro canzoni

 

Alla fine Noel Gallagher afferma addirittura che il fratello Liam è “delightful”, delizioso. Se ne stupisce lui stesso rispetto a quanto accaduto. E sono proprio le scene in cui si vedono insieme in un’intervista congiunta dopo tanti anni tra le più interessanti di Oasis: Don’t Look Back In Anger, il documentario che racconta la reunion della band di Manchester per il tour Oasis Live ’25, nelle sale italiane da oggi, 10 settembre, prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno.

 

 

Dopo l’interruzione brusca del tour nel 2009 e il definitivo scioglimento del sodalizio Oasis, i due fratelli Gallagher hanno trascorso quindici anni senza parlarsi. Nemmeno i rispettivi figli si conoscevano, mentre adesso si vede addirittura una scena in cui cantano insieme Don’t Look Back In Anger, uno dei grandi successi della band, introdotta nel documentario dai fatti di Manchester del 22 maggio 2017, quando durante un concerto di Ariana Grande ci fu un attentato alla Manchester Arena, rivendicato dall’ISIS, dove a seguito di un’esplosione morirono 23 persone, compreso l’attentatore, e ci furono numerosi feriti.

Si sono tolti un peso, hanno deciso di guardare avanti, ciò che uno detestava dell’altro tutt’a un tratto sembra sparito e allora era davvero questo il momento per tornare insieme. Le scene iniziali mostrano tensione in sala prove, Liam non sempre si presenta, comunque i fratelli tendono a ignorarsi (almeno dinanzi alle telecamere), mentre le varie riprese del tour indugiano sul momento dell’ingresso sul palco, in cui si tengono per mano. Nel corso del documentario Noel riconosce le capacità da frontman di Liam, così come quest’ultimo sottolinea più volte i meriti del fratello nell’aver scritto le canzoni che ancora sono cantate e ricordate dopo trent’anni… e che fan della generazione successiva a quella che ha vissuto gli Oasis negli anni ’90 aspettavano di cantare insieme ai due fratelli finalmente insieme sul palco. Si vedono più volte spettatori e spettatrici che piangono per la commozione, alcuni raccontano anche in breve il loro legame con le canzoni degli Oasis, ma sono ancora i due protagonisti a tirare le fila del discorso e a cogliere l’occasione “per cambiare la narrazione della band” come dicono loro stessi.

Negli anni si è parlato fin troppo dei litigi tra i due fratelli Gallagher, spesso dimenticando che quelle canzoni sono più amate di quanto si possa pensare, come dimostra anche la reunion e il pubblico entusiasta a cantare ogni nota. Su Live Forever la dedica è per il bassista degli Stone Roses Gary “Mani” Mounfield, amico della band. Liam aveva visto gli Stone Roses dal vivo a Manchester e quell’esperienza fu decisiva per il suo desiderio di diventare cantante di un gruppo. Il bassista è scomparso il 20 novembre 2025 proprio durante il tour di reunion dei fratelli Gallagher; la sua immagine proiettata alla fine del brano fa commuovere gli stessi Oasis, che nel corso del tour non si sono soltanto mostrati più uniti, ma anche molto più umani di quanto si possa immaginare.

Il documentario, prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, è scritto da Steven Knight (Peaky Blinders, A Thousand Blows), sceneggiatore, produttore e regista candidato ai BAFTA e agli Oscar, e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace (Shut Up and Play the Hits, Meet Me in the Bathroom). Il film è stato presentato in anteprima mondiale il 5 settembre, fuori concorso, all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alla presenza di Liam e Noel Gallagher.

E l’Italia pare che sarà davvero protagonista del nuovo tour in cui saranno impegnati gli Oasis nel 2027. Noel Gallagher, ospite il 2 settembre in un programma radiofonico di un’emittente sportiva britannica, ha alimentato le voci sul ritorno della band nel 2027, lasciando intendere che gli Oasis potrebbero tornare sul palco il prossimo anno. Pochi giorni dopo, sul red carpet di Venezia, Liam ha risposto “sì” alla domanda di Adnkronos sulla possibile presenza di Roma nel tour. E il video pubblicato sugli account social ufficiali degli Oasis, con due ragazze in Vespa tra i vicoli di Trastevere, sembra aggiungere un ulteriore indizio al possibile concerto o ai possibili concerti nella Capitale.

 

 

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Non è l’unico video con cui la band sta disseminando indizi sulle prossime mete del tour, mentre sono già circolate diverse ipotesi sulle date. A Roma ci sarà più di un concerto? E i live saranno davvero quelle ipotizzati per il 24 e il 25 luglio 2027 allo Stadio Olimpico? Per ora non resta che aspettare l’annuncio ufficiale.

Forse, allora, gli Oasis hanno deciso davvero di non guardare più al passato con rabbia e, se il senso della reunion è tutto nel titolo di quel brano, Don’t Look Back In Anger, dobbiamo solo attendere che i fratelli Gallagher tornino, stavolta dopo un periodo più breve, a cantare insieme quelle canzoni che, dopo trent’anni, appartengono ancora a loro e a intere generazioni di fan.

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