Addio a Dick Parry, il suono che ha attraversato i Pink Floyd
Il sax che ha definito il sound della band, senza mai cercare il centro della scena, in album divenuti leggendari
Ci sono suoni che diventano più importanti dei nomi. Restano, si riconoscono al primo ascolto e finiscono per appartenere a tutti. Quello del sax di Dick Parry è uno di questi: attraversa Shine On You Crazy Diamond, si insinua in Time, diventa respiro in Us and Them e Money. Non serve sapere chi lo suona per sentirne il peso: basta ascoltare.
Dick Parry, storico sassofonista legato all’universo dei Pink Floyd, è morto ieri. La notizia è stata condivisa da David Gilmour su Instagram con poche parole, ma sufficienti a raccontare un rapporto umano e artistico che affonda le radici nei primi anni Sessanta, quando i due suonavano insieme già da adolescenti a Cambridge.
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Nato nel 1942, Parry è stato uno dei collaboratori più importanti – e allo stesso tempo più discreti – della galassia floydiana. Il suo contributo emerge in modo decisivo in The Dark Side of the Moon (1973), dove il suo sax tenore, caldo e lirico, diventa elemento chiave nell’architettura sonora di brani come Us and Them e Money. Un approccio lontano dal virtuosismo fine a sé stesso: poche note, scelte con precisione, spesso costruite su un fraseggio tra jazz e blues che aggiunge profondità emotiva senza mai sovraccaricare il tessuto musicale.
Oltre al lavoro in studio, Parry ha affiancato la band anche dal vivo, partecipando a diversi tour e tornando sul palco con Gilmour nell’On an Island Tour e con tutti i Pink Floyd in occasione del Live 8 del 2005. La sua carriera si è mossa tra collaborazioni, session e jazz, sempre con uno stile elegante e riconoscibile.
Con la sua scomparsa se ne va un musicista che non ha mai cercato il centro della scena, ma che ne ha definito il suono.









