Pipers – My Whole Lifetime (Live @ Jam TV)

Stefano De Stefano dei Pipers in “My Whole Lifetime” live a Jam TV

Intervista – Ilzendelswing

Claudio Sanfilippo e Massimo Gatti a Jam TV per parlare di un progetto molto molto particolare, “Ilzendelswing”…

Tricarico – Da chi non te lo aspetti (Live @ Jam TV)

Francesco Tricarico live con il brano che dà il titolo al suo nuovo album negli studi di Jam TV

Barro – Restiamo così (Live @ Jam TV)

Negli studi di Jam TV c’è Barro e ci fa ascoltare “Restiamo così”, dal suo nuovo album “Miocardio”.

Gerardo Balestrieri – Dimmelo (Live @ Jam TV)

Gerardo Balestrieri in compagnia del contrabbassista Giorgio Boffa in “Dimmelo” negli studi di Jam TV

Petrina – November 10th (Live @ Jam TV)

Petrina ci fa ascoltare “November 10th”, primo brano del suo ultimo album “Be Blind”, negli studi di Jam TV

Michele Gazich – Guerra Civile (Live @ Jam TV)

Michele Gazich ci fa ascoltare “Guerra Civile” a Jam TV

Intervista a Marcella Puppini – Everything is Beautiful

Un album solista delizioso, curioso e originale per Marcella Puppini. Il disco si intitola “Everything is Beautiful” e mescola la sua passione per gli anni ’30 e ’40 e il suo gusto per il vintage con eleganti e moderne sonorità elettroniche

Lars Ulrich

26 dicembre 1963 – Nasce Lars Ulrich, batterista dei Metallica

A Gentofte, in Danimarca, nasce il batterista e co-fondatore dei Metallica Lars Ulrich… ma tutto era iniziato con il tennis perché…

 

Oggi, 26 dicembre 1963

Gentofte, nord della Danimarca. Nasce Lars Ulrich. Suo padre è Torben Ulrich, campione danese di tennis, una delle racchette più fantastiche della storia.

A 15 anni, Lars lascia la Danimarca per seguire il padre in California: come lui gioca a tennis da professionista e ha in mente un futuro sui campi in terra rossa.

Qualche anno prima però (quando ancora abita a Copenhagen) proprio insieme a papà va a vedere un concerto rock: il sound dei Deep Purple lo affascina. Lars rimane talmente colpito da Ian Paice, il batterista del gruppo, da convincere i suoi genitori a farsi regalare una batteria. E così, in breve tempo, John Bonham dei Led Zeppelin e Nico McBrain degli Iron Maiden, diventano i nuovi eroi di Lars, insieme a Jimmy Connors, Bjorn Borg e John McEnroe.

Nel 1981, quando vive a Newport Beach, nel Southern California, tramite un annuncio, incontra un chitarrista appassionato (come lui) di punk e metal: si chiama James Hetfield. Nell’ottobre dello stesso anno, i due decidono di formare una band, i Metallica.

Nel 1983, pubblicano il loro album d’esordio Kill ‘Em All: il drumming veloce, tecnico e incalzante di Lars stupisce anche i cultori più raffinati dello strumento. Anche se è, soprattutto, il sound del gruppo a colpire il cuore appassionati: i Metallica sfondano al primo colpo e Lars appende al muro la racchetta da tennis per dedicarsi full time alle bacchette della batteria.

Il resto è storia anche se, non tutti sanno che (dopo essere entrato nel 1976 nella Tennis Hall Of Fame) oggi Torben Ulrich si dedica anche lui all’arte e alla musica e segue costantemente il figlio Lars mantenendo così lo stretto legame che c’è sempre stato tra i due. Si è solo invertito il rapporto economico. “Lars qualche anno fa mi ha regalato una Porsche Carrera”, ha dichiarato Torben, “soltanto che dopo qualche tempo sono stato costretto a venderla: tra assicurazione, bollo e benzina, non potevo permettermela …”

Ringo Starr - Una batteria in regalo a Natale 1959

25 dicembre 1959 – Ringo Starr, una batteria in regalo

È Natale a Liverpool e il futuro batterista dei Beatles, Ringo Starr, riceve in regalo una batteria

 

Oggi, 25 dicembre 1959

È Natale a Liverpool. Lo è anche nella casa operaia della famiglia Starkey.

All’ormai quasi diciottenne Ringo arriva un regalo bello grosso: una scintillante batteria.

È successo che Harry, il patrigno di Ringo (il padre naturale del futuro batterista dei Beatles se n’è andato di casa quando questi aveva 5 anni) si era dovuto recare nella vicina città di Romford per un funerale. L’intera famiglia aveva fatto una colletta mettendo insieme “l’astronomica” cifra di dodici sterline e Harry era tornato da là con una batteria.

“Fino ad allora” racconta Ringo “avevo suonato uno strumento a percussione che mi ero costruito da me, mettendo insieme scatole di biscotti e pezzi di legno. Quella batteria nuova era davvero qualcosa di sbalorditivo!”.

Ringo, che lavora come operaio in fabbrica, è (come la maggior parte dei suoi coetanei) tutto preso dalla passione per le nuove musiche che impazzano nell’Inghilterra di fine anni 50. In particolare, lo skiffle.

Con alcuni amici si ritrova a suonare provando ad accompagnare i dischi del momento; adesso che finalmente ha una batteria può cominciare a fare sul serio. Anche se a modo suo: “Ho sistemato la batteria in camera mia”, ricorda Ringo, “e ho iniziato a darci dentro”. “Poi dal piano di sotto sentivo mia madre che urlava: ‘Abbassa il volume: i vicini si lamentano!’ Ho suonato in casa due volte e per due volte mi hanno urlato dietro, così ho smesso di farlo. L’unico modo per continuare a suonare era di entrare a far parte di un gruppo”.

I gruppi, in realtà, sarebbero stati parecchi: i Darktown Skiffle Group prima, quello di Rory Storm poi – che peraltro lo convince ad adottare lo pseudonimo di Ringo Starr – e infine quello di Tony Sheridan, tutti molto popolari nella Liverpool del tempo. Poi c’è stata un’ultima band, in cui Ringo entra per caso e dalla quale non se ne sarebbe più andato. Si facevano chiamare The Beatles.

Martinelli – Rosso Natale (Live @ Jam TV)

Auguri speciali di Martinelli con la sua “Rosso Natale”, eseguita negli studi di Jam TV. Il brano è tratto dal suo album d’esordio “Sottoponziopilato”, pubblicato da Parola Cantata Dischi

Brian Wilson - Beach Boys

23 dicembre 1964 – Brian Wilson (Beach Boys) e la paura da palcoscenico

Era il 23 dicembre 1964 quando Brian Wilson, colpito da attacchi di panico, decide di “abbandonare” i Beach Boys

 

Oggi, 23 dicembre 1964, mentre sta volando da Los Angeles a Houston per l’inizio del nuovo tour della sua band, The Beach Boys, il cantante e compositore principale del gruppo californiano, Brian Wilson mostra evidenti sintomi di esaurimento nervoso. O meglio, è colpito da veri e propri attacchi di panico.

Quello di oggi è solo il primo di tre episodi analoghi che lo vedranno vittima nei successivi 18 mesi.

Dopo attento esame medico, Wilson scopre di soffrire anche di una parziale sordità all’orecchio sinistro. Tornato immediatamente a casa, annuncia che non tornerà mai più sul palco con i Beach Boys.

I “ragazzi da spiaggia”, da un paio d’anni, sono il gruppo più popolare d’America. Brian Wilson, però, non regge lo stress degli impegni dovuti al successo: comporre canzoni, curare la produzione dei dischi, viaggiare in lungo e in largo per gli Stati Uniti. Anche perché nella sua mente si nascondono fantasmi che, per colpa del massiccio uso di sostanze allucinogene, esploderanno in seguito in maniera clamorosa.

Il papà, Murry Wilson ha cresciuto Brian e i fratelli Carl e Dennis (anch’essi nei Beach Boys) da tirannico e violento padre/padrone che abusava psicologicamente dei figli. Le ferite subite dalla mente del più fragile dei tre ragazzi non si cicatrizzeranno mai più; al punto che Brian non si recherà nemmeno al funerale del genitore quando questi morirà nel 1973.

Non è la prima volta che Brian molla il colpo: già nel 1963 aveva rinunciato a seguire i Beach Boys in alcuni concerti ma poi, per l’abbandono di un altro membro del gruppo, David Marks, era stato costretto a rientrare nei ranghi. Questa volta però il ritiro dalle scene è definitivo. Al suo posto dapprima Glen Campbell, poi Bruce Johnston.

Brian Wilson continuerà a scrivere per i Beach Boys, arrivando di lì a poco a realizzare l’album/capolavoro Pet Sounds.

Cacciati i demoni e sconfitta la paura da palcoscenico, Brian Wilson tornerà nuovamente in concerto solo quarant’anni dopo, all’inizio del nuovo Millennio.

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