Ivan Cattaneo – “DUE.I”, 50 anni da artista controcorrente
Il nuovo progetto monumentale tra musica, romanzo, pittura e memoria
In questa lunga e intensa conversazione, Ivan Cattaneo racconta il suo nuovo e ambizioso progetto editoriale e musicale, DUE.I (dove la “I” sta per Ivan), un’opera monumentale che racchiude quattro CD, un DVD e un libro a due facce di oltre 300 pagine in maxi formato. Un lavoro che celebra cinquant’anni di carriera e che unisce musica, arte, scrittura e memoria, restituendo il ritratto completo di un artista che ha sempre attraversato linguaggi diversi.
Il progetto si presenta come un vero e proprio “Kolossal”: un volume di 304 pagine ricco di fotografie, immagini dei suoi dipinti e materiali visivi che accompagnano due percorsi paralleli. Da una parte un nuovo concept album di inediti, dall’altra una grande retrospettiva che ripercorre la sua storia artistica dal 1975 al 2025 attraverso racconti, poesie, aforismi, aneddoti autobiografici e una selezione di brani che hanno segnato la sua carriera.
Al centro dell’opera convivono infatti due anime distinte ma complementari. La prima è Titanic Orkestra, un progetto visionario che rilegge la vicenda del celebre transatlantico attraverso ventiquattro personaggi immaginari, ognuno dei quali prende voce in una delle ventiquattro canzoni del concept album. Il racconto prende forma sia nella musica — contenuta in due CD di brani inediti — sia in un romanzo di circa 130 pagine scritto dallo stesso Cattaneo. Tra i brani spicca il singolo di lancio Saffo-Love, mentre due canzoni sono state in passato affidate ad altri interpreti: La carezza che mi manca, portata al Festival di Sanremo da Patty Pravo, e Abbaio alla luna, interpretata da Al Bano.
Rovesciando il libro si entra invece nell’altra metà del progetto: Un mammifero che canta, un’autobiografia artistica e visiva che ripercorre cinquant’anni di percorso creativo. Qui Cattaneo raccoglie ricordi, riflessioni, poesie, aforismi e immagini dei suoi dipinti — ambito nel quale è da tempo riconosciuto anche come artista visivo — accompagnati da due CD che riuniscono diciannove brani simbolo della sua carriera, tra cui Una zebra a pois, Il Geghegè, La bambolina che fa no, no, no e Polisex, canzoni che hanno segnato la sua popolarità presso il grande pubblico.
L’intervista ripercorre anche gli esordi, dall’incontro decisivo con Nanni Ricordi alla nascita dell’etichetta Ultima Spiaggia, passando per l’esperienza del Festival del Parco Lambro, le sperimentazioni psichedeliche e l’album UOAEI. Non mancano aneddoti sorprendenti, come l’incontro casuale con Lucio Battisti o quello incredibile con Maria Callas e Leonard Bernstein.
Si parla poi del successo esplosivo degli anni Ottanta, della rilettura ironica del pop italiano con Duemila60 Italian Graffiati, del rapporto tra musica e arti visive e della pittura come spazio di libertà assoluta.
C’è spazio anche per temi personali e profondi: il rapporto con la popolarità, la scelta di diventare vegano già nei primi anni ’80, l’impegno per i diritti e una riflessione lucida sul concetto di morte, affrontato con la consueta miscela di ironia e filosofia.
Ne emerge il ritratto di un artista libero, controcorrente e multidisciplinare, capace di attraversare cinque decenni di cultura pop italiana senza mai smettere di reinventarsi.




