18/10/2022

Deep Purple, il report del concerto al Forum di Assago (Milano)

Deep Purple e in apertura i Jefferson Starship: gli anni ’70 del rock rivivono nella grande serata del Forum di Assago interamente sold out.

 

Deep Purple (e Jefferson Starship) – 17/10/2022 – Concerto al Mediolanum Forum di Assago (Milano)

 

Grande evento ieri sera al Forum di Assago (MI), in cartellone un programma che negli anni ’70 avrebbe fatto sobbalzare l’intero mondo rock. Da una parte i Jefferson Starship, lunga coda degli Airplane, che con i loro accenti psichedelici avevano infiammato l’area di San Francisco, dall’altra i Deep Purple, tra i primissimi a rendere duri i suoni del loro rock e a fondare la corrente hard. Gli anni passano, ma i duri resistono, molti si sono persi per strada, altri comprensibilmente invecchiati e altri ancora non ce l’hanno fatta. Dei vecchi Starship, che hanno aperto la serata, è rimasto solo David Freiberg, già bassista con i Quicksilver Messenger Service di John Cipollina, gli altri si sono aggiunti via via a colmare i vuoti lasciati dai membri originali, il più grave quello di Paul Kantner scomparso nel 2016.

Alla voce, a sostituire la silhouette di Grace Slick è arrivata Cathy Richardson, una valchiria bionda che funge anche da chitarrista e si muove da vera frontwoman sul palco rievocando brani da brividi come White Rabbit, Wooden Ship e Somebody To Love di reminiscenza Airplane. Slick Aguilar, Prairie Prince e Chris Smith chiudono la line up.

Quaranta minuti tirati che hanno scaldato platea e parterre del Forum in completo sold out. Un rock veemente che ha mantenuto ancora qualche reminiscenza psichedelica di antica memoria senza tuttavia perdersi in sentimentalismi.

Dieci minuti per cambiare la strumentazione ed ecco arrivare i Deep Purple, attesissimi e in gran forma. Ian Gillan è un miracolo vivente, a settantasette anni può ancora vantare una tonicità di fisico invidiabile e una voce stentorea, che non dà cenno a invecchiare. Dei componenti storici insieme a lui è rimasto il batterista Ian Paice, ancora una macchina da guerra, e il bassista Roger Glover che ha quasi subito preso il posto di Nick Simper; poi alle tastiere il virtuoso Don Airey che ha avuto l’onere di sostituire l’immenso John Lord, e il nuovissimo chitarrista Simon McBride che è ufficialmente entrato a fare parte del gruppo al posto di Steve Morse che si è ritirato per stare vicino alla moglie malata.

Si parte subito forte con Highway Star e poi vengono snocciolate Uncommon Man, Lazy, Anya, Perfect Stranger e altro ancora, sempre con quei classici incroci di chitarra e tastiere che fanno fremere, sostenuti da una sezione ritmica potente e precisa. A metà concerto, per prendere fiato, si lasciano a Don Airey una decina di minuti di improvvisazione alle tastiere che rivelano genialità e ironia, poi l’assalto finale che termina con il super classico Smoke on the water tra il delirio del pubblico. C’è ancora tempo per un bis che a quel punto non poteva essere altro che Black Night, un formidabile impatto che si prolunga nel tempo e riporta ai grandi fasti del passato.

Grande concerto.

Deep Purple concerto milano

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