29/05/2026

Francesco Cavestri torna con il nuovo album “Noè”

Nuovo album per il pianista e compositore bolognese che attraversa elettronica, minimalismo pianistico e scrittura orchestrale, partendo dal jazz come linguaggio aperto e in continua trasformazione

 

Tra jazz contemporaneo, musica elettronica, minimalismo pianistico e aperture sinfoniche, Francesco Cavestri ha presentato alla stampa, nella tarda mattinata di ieri, presso la sede milanese di Steinway & Sons, Noè, il nuovo album uscito oggi, 29 maggio, per Universal Music Italia.

La presentazione si è svolta in un’atmosfera intima e raccolta, tra racconti, esecuzioni dal vivo dello stesso pianista e riflessioni sul significato profondo del disco. Un lavoro che, come sottolineato anche da Universal Music Italia, rappresenta un caso quasi unico nel panorama discografico italiano contemporaneo: un album interamente sviluppato all’interno della struttura Universal, dalla registrazione negli Universal Recording Studios alla produzione visuale e publishing, con il supporto del programma “Per Chi Crea” promosso da MIC e SIAE.

Registrato in Dolby Atmos con un pianoforte Steinway B211, Noè è nato da un lungo percorso di scrittura iniziato nel settembre 2024 e sviluppato attraverso esperienze internazionali, collaborazioni orchestrali e una continua ricerca sul linguaggio musicale.

“Il jazz per me è un’arca”, ha raccontato Cavestri durante l’incontro. “È un linguaggio che può accogliere mondi diversi, dal cinema alla musica elettronica, dal pop alla classica. Noè nasce proprio da questa idea di attraversamento e convivenza.”

Il titolo dell’album richiama infatti il mito dell’arca come spazio capace di contenere differenze e trasformarle in dialogo. Una metafora che diventa anche poetica musicale: nei dieci brani originali del disco convivono pianoforte acustico, sintetizzatori, campionamenti elettronici, improvvisazione jazzistica e scrittura orchestrale.

 

Francesco Cavestri - Noè

 

Tra i momenti più significativi della presentazione, Cavestri ha ricordato la registrazione del brano conclusivo dell’album, Souvenir Di Un Bacio (Ararat), con la Budapest Scoring Symphonic Orchestra: “Sentire sessanta musicisti eseguire una mia composizione è stato qualcosa di impressionante. È stato il primo seme del disco.”

Noè rappresenta la naturale evoluzione del percorso iniziato con Early17 e IKI – Bellezza Ispiratrice e la colonna sonora originale Una Morte da Mediano, ampliandone ulteriormente la visione estetica. Se IKI – Bellezza Ispiratrice guardava alla bellezza come forza generativa, questo nuovo album esplora invece il concetto di contaminazione: non come semplice fusione di generi, ma come superamento delle categorie musicali tradizionali.

Il pianista ha poi più volte ribadito la sua idea di jazz come linguaggio “aperto”, storicamente nato dall’incontro tra culture differenti e quindi incompatibile con qualsiasi forma di rigidità stilistica.

“Spesso abbiamo una concezione novecentesca del jazz”, ha spiegato. “In realtà il jazz è il genere più meticcio che esista. Nasce dall’incontro e continua a trasformarsi.”

Un pensiero che attraversa anche le sue influenze musicali: da Bill Evans a Keith Jarrett, da Herbie Hancock a Ryūichi Sakamoto, fino ai grandi compositori italiani del cinema come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli e Riz Ortolani. Un percorso che negli ultimi anni lo ha portato anche a confrontarsi con mondi musicali differenti, come nella collaborazione con Willie Peyote nel singolo Entropia.

Classe 2003, diplomato in Pianoforte Jazz al Conservatorio di Bologna a soli vent’anni e formatosi anche al Berklee College of Music di Boston e alla The New School di New York, Francesco Cavestri appartiene a una nuova generazione di musicisti che vivono il jazz come spazio di dialogo tra tradizione e contemporaneità.

Negli ultimi mesi il pianista ha portato la sua musica tra New York, Chicago, Toronto, Londra, Parigi e Dubai, in un tour internazionale che ha anticipato l’uscita del disco. Dal settembre 2024 è inoltre entrato ufficialmente nel roster degli Steinway Artists.

Tornando alla presentazione, Cavestri ha raccontato come nascono i suoi brani: “Ci sono pezzi che nascono nel rapporto più intimo possibile con il pianoforte”, ha dichiarato, “e altri invece che prendono forma attraverso sintetizzatori, suoni digitali e texture elettroniche. Poi tutto torna insieme.”

Più che un semplice album, Noè si presenta come un lavoro che prova a ridefinire il rapporto tra jazz, composizione contemporanea e cultura musicale del presente, mantenendo al centro la dimensione melodica, narrativa ed emotiva della scrittura.

Un disco che conferma la volontà di Francesco Cavestri di muoversi tra linguaggi diversi, costruendo una ricerca personale in equilibrio tra tradizione jazzistica e sensibilità contemporanea.

Francesco Cavestri - Presentazione Milano 28052026 - Noè - Jam TV

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