30/11/2022

Giovanni Lindo Ferretti, “Óra. difendi conserva prega”

Molto più di un libro di preghiere per l’ex frontman di CCCP e CSI Giovanni Lindo Ferretti

 

«Quando prego poi sto bene, comunque meglio.

Se non prego è comunque peggio, ma ve l’ho già detto: sono stupido, debole, non aspettatevi granché, ne rimarreste delusi».

È forse per questa dichiarata stupidità, per questa ammissione di debolezza, che Óra. Difendi, conserva, prega è molto più di un libro di preghiere. Un breviario anomalo e non più partigiano, sicuramente parziale perché di parte. Proveniente dalla parte più intima, esposta senza timori, con orgoglio caritatevole, di Giovanni Lindo Ferretti. Un artista orante che, giunto alle soglie dei settant’anni, torna alla scrittura senza scossoni, senza grossi cambiamenti rispetto al tono, al verbo, alla spinta di suoi precedenti lavori come Non invano e ancora di più Reduce, al quale Óra in qualche modo si aggancia.

È infatti una sintesi spirituale della sua biografia – intrecciata ad accenni dell’esperienza musicale: il rapporto con la nonna, la montagna, la consapevolezza della discendenza, il ciclo delle stagioni, il dolore e la morte. Una vicenda nella quale il sacro non è un orizzonte lontano, non è trascendenza ma presenza, anzi immanenza. La preghiera è un dialogo col presente, un confronto con i lati oscuri alla ricerca di luce. Un invito a superare il dolore e ad accettare la transitorietà, come si legge nelle ultime pagine: quelle dedicate all’amico Dario Parisini dei Disciplinatha, assistito da Giovanni sul letto di morte e accompagnato all’ultimo respiro.

Un residuale che rivela malesseri antichi e condivide un’intimità preziosa, invitandoci alla contemplazione.

Giovanni Lindo Ferretti

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