Marlene Kuntz suona Il Vile live all’Alcatraz di Milano, il report (26.03.2026)
Trent’anni di energia rock in un live intenso all’Alcatraz, dove il secondo album del gruppo dimostra di non aver perso nulla della sua forza originaria
Senza dubbio c’è tanta esperienza dopo più di trent’anni di attività, ma prima ancora c’è tanta voglia di suonare nella maniera più rock possibile: trent’anni fa come oggi Il Vile suona in una maniera tremendamente attuale e i Marlene Kuntz lo sanno bene, riprendendo quelle inquietudini e quelle fragilità descritte nel disco e facendole dialogare con il presente. Per questo motivo portano sul palco (quasi) tutto l’album, insieme ad una serie di brani più o meno legati a quelle atmosfere.
Non è solo il momento della versione illustrata del loro secondo lavoro discografico, realizzata da Alessandro Baronciani e uscita lo scorso 6 marzo, ma è anche quello di suonarlo dal vivo con grande intensità, come stanno facendo nel corso di un tour che toccherà tutta Italia (qui la nostra intervista).
Ieri Cristiano Godano (voce e chitarra), Riccardo Tesio (chitarra), Luca “Lagash” Saporiti (basso) e Sergio Carnevale (batteria) hanno fatto tappa in un Alcatraz di Milano sold out. La scaletta nella prima parte segue l’ordine delle tracce de Il Vile, ma questo non ha reso i Marlene Kuntz prevedibili o ingessati sul palco, anzi… Unica eccezione è stata la penultima traccia del disco, E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare, sostituita da una sempre sontuosa Sonica, ideale anello di congiunzione con quella prima fase del gruppo, e a una sempre molto sentita Nuotando Nell’Aria.
Sul palco, tra le luci, dietro alla band spiccano anche quelle che formano a caratteri cubitali la scritta Il Vile, accese in più di un’occasione, compreso quando il pubblico “onora” come di consueto il brano cantandone il ritornello. È un pubblico di fedelissimi quello di gruppi come i Marlene Kuntz: canta, nelle prime file si lascia andare al pogo, e non aspetta altro perché si gode tutto. A volte forse idealizza troppo la band, se si pensa alla piccola frecciata di Cristiano Godano con tanto di dito medio su chi critica il gruppo da una certa fase in poi, reputandolo non più all’altezza dei suoi primi episodi musicali, ad esempio parlando di un album come Che cosa vedi, dal quale hanno ripreso La mia promessa e subito dopo Cara è la fine. La chiusura prima dei bis è affidata a Festa mesta, poi al rientro sul palco è ancora tempo di ascoltare Infinità, da Ho ucciso paranoia, e un altro grande classico come Lieve.
“Tacere, sai, sai dopo trent’anni è la cosa più semplice”, ma non davanti a un album così che dal vivo non ha perso nulla della sua potenza, anche per merito di chi, come i Marlene Kuntz, lo ha concepito trent’anni fa.
Scaletta:
- 3 di 3
- Retrattile
- L’Agguato
- Cenere
- Come Stavamo Ieri
- Overflash
- Ape Regina
- L’Esangue Deborah
- Ti Giro Intorno
- Il Vile
- Sonica
- Nuotando Nell’Aria
- La Mia Promessa
- Cara è la Fine
- Festa Mesta
Bis:
16. Infinità
17. Lieve





