Targhe Tenco 2026, tutti i vincitori di una scena in fermento
Con il record storico di 245 giurati, le Targhe Tenco continuano a fotografare le eccellenze del panorama nazionale. Trionfano Orbit Orbit come miglior album assoluto e l’esordio di Piji in categorie agguerritissime, mentre la statuetta per la miglior canzone singola premia il talento cristallino di Emma Nolde
C’è un momento preciso in cui la musica italiana, quella che mastica le parole e suona davvero, si guarda allo specchio per capire chi è diventata. Quel momento coincide immancabilmente ogni anno con le Targhe Tenco. E se qualcuno pensa sia ormai un rito stanco riservato a pochi addetti ai lavori, i numeri di questo 2026 smentiscono tutto: 245 votanti al ballottaggio, un record assoluto di partecipazione. Una mobilitazione che certifica quanto questo premio resti il bollino di garanzia più ambito da chi prova a fare dischi con un peso specifico reale.
La Targa per il Miglior album in assoluto va a Caparezza con Orbit Orbit. Un disco indiscutibilmente buono, che conferma la lucidità chirurgica di Michele Salvemini, capace di unire complessità testuale e un suono sempre a fuoco. Eppure, a voler fare i puntigliosi, questa vittoria arriva in un’annata talmente combattuta che il gradino più alto del podio lo avrebbero meritato in tanti. È stato un anno in cui la nostra scena ha sfornato lavori eccellenti, e il successo di Caparezza premia la solidità in una stagione in cui la concorrenza ai vertici è stata letteralmente feroce.
Un discorso simile si può applicare all’Opera Prima, andata a Piji per Sta registrando audio…. Si tratta di un trionfo meritato per un artista che gioca con ironia e contaminazioni di genere. Tuttavia, ascoltando con la dovuta attenzione le uscite degli altri esordienti in lizza, la sensazione è che la categoria potesse essere molto più contesa di così. Il livello delle opere prime in circolazione quest’anno era alto, segno di un fermento sotterraneo che le logiche brutali del mercato spesso celano, ma che continua a pulsare forte.
Dove invece la giuria ha centrato il bersaglio senza alcun margine di discussione è sulla Migliore canzone singola: Quello che deve essere sarà di Emma Nolde. Una vittoria sacrosanta che fa respirare a pieni polmoni, premiando un talento cristallino che ha consegnato un brano capace di fondere un’urgenza emotiva travolgente e una spiccata maturità compositiva in modo perfetto.
Il resto del palmarès restituisce una mappa affascinante delle nostre radici. Carmen Consoli stravince nel dialetto con Amuri Luci, con un disco assolutamente da ascoltare. C’è poi la memoria che si fa prepotentemente presente: Avincola vince come interprete con Avincola canta Carella, un recupero geniale e lontano da ogni retorica nostalgica. Infine, l’Album a progetto premia 80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo), prodotto da Filippo Graziani: un atto d’amore verso un padre nobile della nostra canzone di cui oggi c’è un bisogno disperato.
Alla fine della fiera, chiudendo il taccuino, la conferma è una sola. Le Targhe Tenco non sono mai una sterile classifica, ma restano il polso prezioso di una situazione discografica in continuo movimento, profondamente radicata a terra ma con lo sguardo ben aperto sull’oggi

