Federico Mecozzi, “Traiettorie impercettibili” – Viaggio nella musica di Franco Battiato
Al Teatro Menotti di Milano il violinista ha raccontato il nuovo progetto dedicato al Maestro: un lavoro prevalentemente strumentale tra memoria, ricerca sonora e spiritualità
Franco Battiato è stato prima di tutto “un faro” per Federico Mecozzi, come ha raccontato lo stesso musicista, ed è per questo motivo che domani, venerdì 29 maggio, esce per The Orchard il suo tributo prevalentemente strumentale dedicato al Maestro, Traiettorie impercettibili. Lunedì scorso, presso il Teatro Menotti di Milano, il violinista ha presentato alla stampa questo suo nuovo progetto discografico, la genesi del lavoro e il suo rapporto con l’universo battiatesco. Un riferimento artistico e umano capace di orientarne il percorso musicale fin dall’adolescenza, influenzandone non solo il gusto e la scrittura, ma soprattutto l’idea stessa di cosa possa essere la musica: ricerca, spiritualità, libertà e ascolto profondo.
Violinista, compositore e polistrumentista, da oltre diciassette anni al fianco di Ludovico Einaudi nei principali teatri e arene internazionali, Mecozzi affronta uno dei repertori più importanti e ricchi della musica italiana scegliendo però una strada precisa: non quella dell’omaggio celebrativo o della riproduzione fedele, ma quella di una rilettura personale e prevalentemente strumentale.

Il titolo del disco, Traiettorie impercettibili, richiama quei movimenti sottili e invisibili che attraversano la musica di Franco Battiato e continuano ancora oggi a influenzare artisti e ascoltatori di generazioni diverse. Durante l’incontro, Mecozzi ha spiegato di aver voluto raccontare tutto ciò che esiste “oltre la voce”, lasciando emergere nelle composizioni dettagli melodici, armonici ed emotivi spesso nascosti dentro brani ormai entrati nell’immaginario collettivo.
Il progetto è stato accolto con particolare favore da Grazia Cristina Battiato — presidente della Fondazione Franco Battiato — e da Francesco Cattini — storico manager di Franco Battiato e CEO di IMARTS — entrambi intervenuti durante l’incontro. Cristina Battiato, collegata in video da remoto, ha sottolineato come il disco riesca a restituire la delicatezza, la profondità e la dimensione spirituale della musica del fratello senza mai cadere nell’imitazione. Cattini ha invece evidenziato il coraggio necessario per confrontarsi con un repertorio tanto importante, apprezzando la libertà con cui Federico Mecozzi ha reinterpretato queste canzoni.
Dal punto di vista musicale, Traiettorie impercettibili si muove tra strumenti classici, pianoforte, violino, elettronica e ricerca timbrica. Le canzoni vengono spogliate e ricomposte dentro un linguaggio sonoro essenziale, cinematografico e meditativo, nel quale il violino prende spesso il posto della voce. Mecozzi ha raccontato di aver lavorato soprattutto sulla capacità evocativa della musica strumentale, cercando di preservare la tensione spirituale e il senso di sospensione che attraversano molte composizioni di Battiato.
Uno dei momenti più significativi del disco riguarda Voglio vederti danzare, brano in cui compare la voce originale di Franco Battiato nella parte finale. Mecozzi ha spiegato di aver voluto far emergere quella presenza come un’eco lontana, quasi impercettibile, capace di apparire all’interno del brano senza interromperne la delicatezza. La rilettura conserva il carattere evocativo dell’originale trasformandolo in una danza strumentale guidata dal violino. Il brano è accompagnato anche da un videoclip diretto da Francesco Gardini con la partecipazione del ballerino e coreografo Kledi Kadiu.
Tra i brani del progetto trovano spazio L’ombra della luce, Gli uccelli, La cura, Il re del mondo e Voglio vederti danzare, riletti da Federico Mecozzi attraverso un lavoro prevalentemente strumentale costruito su violino, pianoforte ed elettronica. L’obiettivo, come raccontato durante l’incontro, non era quello di replicare i brani originali ma di restituirne atmosfere, immagini e suggestioni personali, mantenendo centrale la componente emotiva e spirituale della scrittura di Battiato.
Nel disco sono presenti anche diverse collaborazioni legate all’universo umano e musicale del Maestro. In Shock in My Town compare Morgan, mentre Nomadi vede la partecipazione di Juri Camisasca e Thea Crudi. A chiudere il progetto è Simone Cristicchi in Invito al viaggio. In Voglio vederti danzare, invece, compare nel finale anche la voce originale di Franco Battiato, inserita da Mecozzi come una presenza discreta e quasi impercettibile all’interno del brano.
Nel corso dell’incontro è emersa anche una riflessione sul valore dell’ascolto in un presente musicale sempre più veloce e frammentato. In questo senso, Traiettorie impercettibili nasce anche come un lavoro che prova a recuperare attenzione, silenzio e una dimensione più contemplativa della musica, elementi che hanno sempre attraversato il percorso artistico di Battiato.
Una parte significativa della presentazione è stata dedicata anche alla copertina del disco, realizzata da Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Cattini ha raccontato che l’artwork nasce da una fotografia scattata all’aeroporto di Vigo durante l’ultimo tour spagnolo di Franco Battiato nel 2017, dalla quale lui stesso ha realizzato un primo schizzo poi affidato a Toffolo. Il fumettista lo ha trasformato nell’immagine definitiva del disco, mantenendo però quell’idea iniziale fatta di linee essenziali e di una presenza quasi sospesa.
La scelta di Toffolo non è stata casuale: Mecozzi ha spiegato di aver cercato un tratto poetico e umano, capace di restituire visivamente la stessa delicatezza presente nella musica. La copertina, proprio come il disco, non punta alla celebrazione diretta ma cerca piuttosto di evocare una presenza, una memoria e quelle “traiettorie impercettibili” che continuano a collegare artisti, esperienze e sensibilità differenti.
Tutto questo lo ha dimostrato anche nel concerto successivo alla presentazione, in cui Federico Mecozzi ha eseguito integralmente l’album insieme ai suoi musicisti e ha ospitato sul finale Morgan, protagonista della chiusura della serata e, in precedenza, anche Giovanni Caccamo.
Più che un tributo tradizionale, Traiettorie impercettibili si presenta così come un dialogo aperto con la musica di Franco Battiato: un lavoro costruito sulla misura, sulla sensibilità e sulla libertà interpretativa, nel tentativo di continuare ad attraversare un repertorio che ancora oggi sa rivelare nuove possibilità di ascolto.







