Desert Trip – La “Culinary Experience”
La parte speciale dedicata al cibo al Desert Trip è la cosiddetta “Culinary Experience”, ma pare che l’iniziativa non abbia avuto grande successo, forse perché la cenetta è un po’ cara…
La parte speciale dedicata al cibo al Desert Trip è la cosiddetta “Culinary Experience”, ma pare che l’iniziativa non abbia avuto grande successo, forse perché la cenetta è un po’ cara…
Recensione della prima serata della seconda settimana del Desert Trip. Sul palco Bob Dylan e Rolling Stones
Prima serata della seconda settimana del Desert Trip: sul palco il premio Nobel 2016 per la letteratura, Bob Dylan, e la più grande rock ‘n’ roll band del mondo, i Rolling Stones
C’è anche lo stand del merchandise ufficiale al Desert Trip. Sapete quanto costa il poster della manifestazione alla quale hanno preso parte le leggende del rock?
Lo sapete che all’interno del Desert Trip c’è anche una mostra fotografica con alcuni scatti entrati di diritto nella storia del rock? Guardate ad esempio questa foto di Bob Dylan e Joan Baez…
Siamo a Indio, California, per la seconda settimana del Desert Trip, il festival delle leggende del rock e vi aggiorneremo giorno per giorno con reportage in esclusiva!
Oggi, 18 ottobre 1947
Bronx, New York. Nasce Laura Nigro, primogenita di Gilda Mirsky (una libraia della zona) e di Louis Nigro, trombettista che, per sbarcare il lunario, fa l’accordatore di pianoforte. Grazie ai geni paterni e alla passione musicale della mamma (la cui spettacolare collezione di dischi spazia dal jazz di Billie Holiday alle composizioni raffinate di Ravel e Debussy) Laura inizia presto a suonare il pianoforte: impara da sola, a orecchio, ascoltando proprio i vinili materni. A 8 anni è già in grado di scrivere e suonare le sue prime canzoni.
Le scuole che frequenta ampliano formazione e orizzonti culturali: Laura divora libri di poesia e si accosta a nuovi universi musicali. Da adolescente trascorre le vacanze estive con la famiglia nella zona di Woodstock mentre, quando è a New York, suona con un gruppo di amici sotto la metropolitana o agli angoli delle strade del Greenwich Village. Non le piace il cognome paterno (Nigro, pronunciato così, in inglese significa “negro”) così lo modifica leggermente: toglie la “g” mette una “y” al posto della “i” e, per tutti, diventa Laura Nyro. Nel 1966, suo padre le presenta Artie Mogull, produttore e discografico esperto che ha già lanciato con successo le carriere di personaggi come Bill Cosby, Bob Dylan, Peter, Paul & Mary, e molti altri ancora. Grazie a Mogull (che diventa il suo manager) Laura vende per 5000 dollari la sua prima canzone (And When I Die) proprio a Peter, Paul & Mary, incide l’album di debutto per la Verve e partecipa al Festival di Monterey in piena “Summer Of Love”. Le sue canzoni raffinate, con influenze jazz, sono una novità assoluta per il mondo rock di fine anni 60. David Geffen e Clive Davis, vedendola a Monterey, la mettono sotto contratto portandola via a Mogull per una cifra allora stratosferica di quasi 500.000 dollari. Ma ne guadagnano assai più del doppio quando negoziano un nuovo accordo con la Columbia: proprio da quel fantastico affare parte la loro carriera di discografici leggendari.
Laura Nyro, invece, nonostante i successi, rimane sempre un po’ nell’ombra in virtù di un carattere scontroso e di un’attitudine artistica assai poco propensa al compromesso. A 50 anni, l’8 aprile del 1997, muore di cancro alle ovaie, lo stesso male che le ha portato via la mamma. La sua musica però, resta da allora e per sempre nel cuore degli appassionati.
Londra. Un appartamento al numero 34 di Montagu Square (a Marylebone) viene messo in vendita per poco meno di un milione di euro.
La casa, su due piani con due camere da letto, è famosa perché di proprietà di Ringo Starr che la usava come comoda base londinese particolarmente vicina agli studi di Abbey Road.
Ringo, poco prima di sposarsi con Maureen Cox e trasferirsi con lei a Sunny Heights (poco fuori Londra), nel 1965 aveva affittato il seminterrato di Marylebone a Paul McCartney che ci aveva installato diverse apparecchiature di registrazione trasformandolo in uno studio privato. Proprio lì, Ian Sommerville (ingegnere informatico di fama mondiale) aveva registrato con due Revox alcuni monologhi del poeta beat William Burroughs.
Successivamente, Ringo aveva deciso di affittare l’appartamento di Montagu Square ad altre rockstar o a suoi amici. Come, ad esempio, Chas Chandler e Jimi Hendrix. Si dice che, proprio in questo appartamento, Jimi abbia composto The Wind Cries Mary.
Anche Lilian Powell (la madre di Cynthia Lennon, prima moglie di John), stava a Marleybone quando veniva a Londra a trovare la figlia. Nel 1968, quando John Lennon e Yoko Ono rendono pubblica la loro unione, si trasferiscono proprio lì: sono i mesi in cui i Beatles incidono il White Album, ma anche quelli in cui John e Yoko in quella casa si fanno ritrarre nudi o rilasciano interviste oltraggiose per la rivista Rolling Stone.
Ono è incinta e trascorre buona parte della maternità nell’appartamento di Montagu Square. Che viene fatto oggetto di un raid da parte della Drugs Squad di Scotland Yard: i cani poliziotto trovano hashish in casa, John e Yoko vengono arrestati. John si assume tutta la colpa, Yoko viene rilasciata ma, non molto dopo, poi dovrà abortire. Dopo questo episodio, il proprietario dello stabile chiede a Ringo di non affittare più l’appartamento. Inoltre, pretende che non si suoni musica e non si installino strumenti di registrazione. Alla fine del 1969, Ringo Starr decide di liberarsi della casa al 34 di Montagu Square.
Oggi, 16 ottobre 1938
Colonia, Germania: nasce Christa Päffgen che, neanche 14 anni dopo, già è modella di grido a Berlino. Il mondo della moda la porta sull’isola spagnola di Ibiza. Bionda, occhi azzurri chiarissimi, magra e slanciata, lineamenti perfetti e sguardo penetrante, Christa è una ragazza fascinosissima che incanta tutti gli uomini che la incontrano. Persino quelli dichiaratamente omosessuali come il fotografo Herbert Tobias che, proprio a Ibiza, le dà il soprannome con il quale la Paffgen diventa famosa: in onore del suo ex-boyfriend, (il filmaker greco Nico Papatakis) Herbert la ribattezza Nico.
Trasferitasi a Parigi, Nico lavora per una maison di grido come Coco Chanel e per alcune tra le più importanti riviste di moda come Elle o Vogue. Capace di comunicare con naturalezza in cinque lingue diverse Nico si cimenta con cinema e televisione. Alberto Lattuada, nel 1958, la vuole per il suo film La Tempesta mentre Federico Fellini la nota nel backstage de La Dolce Vita e le affida un piccolo ruolo. Così, Nico decide di andare a New York per frequentare il celebre Actor’s Studio di Lee Strasberg. Costantemente in movimento tra Parigi e la Grande Mela, Christa nel 1962 dà alla luce il piccolo Ari. Il padre è il famoso attore francese Alain Delon che però non riconosce mai ufficialmente il figlio nonostante proprio i genitori di Delon aiutino Nico a crescere il bambino. Nel 1965 incontra Brian Jones, chitarrista dei Rolling Stones, con cui ha un flirt. Registra così il suo primo singolo I’m Not Saying. Attraverso un comune amico, l’attore Ben Carruthers, nello stesso anno conosce Bob Dylan che, stregato dal suo fascino, le dedica I’ll Keep It With Mine. Dylan la presenta ad Andy Warhol che immediatamente la fa lavorare nel suo film sperimentale Chelsea Girl.
In breve tempo, Nico diventa la musa di Warhol che decide di affiancarla alla rock band che aveva intenzione di produrre: i Velvet Underground di Lou Reed. Con loro Nico incide il leggendario album d’esordio, quello sulla cui copertina campeggia la famosa banana dipinta proprio da Andy Warhol. La lista delle rockstar che hanno perso la testa per Nico è infinita: a quelli già citati vanno aggiunti i nomi di John Cale, Jim Morrison, Jackson Browne, Tim Buckley, Iggy Pop e chissà quanti altri ancora. Ecco perché, su quell’album leggendario, interpreta una canzone che sembra proprio scritta apposta per lei: Femme Fatale, donna fatale.
A Merceuil, in Francia, una Porsche 911 Turbo sta viaggiando alla incredibile velocità di 225 chilometri all’ora: a bordo c’è Eric Clapton
Oggi, 14 ottobre 2004
Merceuil, Ovest della Francia
Siamo a 190 chilometri a est di Parigi, nei pressi di Dijon.
La police routière ferma una Porsche 911 Turbo che sta viaggiando alla incredibile velocità di 225 chilometri all’ora, e cioè circa 100 chilometri all’ora oltre il limite previsto in quel tratto di strada. Quando il capo della gendarmerie locale vede i documenti del pilota incosciente ha un sobbalzo. Lo guarda bene in faccia e non ha più alcun dubbio: si tratta di Eric Clapton, chitarrista favoloso e autentica leggenda del rock.
Il poliziotto, nonostante sia un ammiratore del mitico Slowhand, è però ufficiale serio e ligio: Clapton ha sbagliato e deve pagare.
Le sanzioni previste sono alquanto salate: per la rockstar inglese è prevista una multa di 750 euro (che Clapton paga in contanti) e il ritiro immediato della patente. Per almeno un anno, Eric Clapton non può guidare l’auto in territorio francese anche se (attraverso le vie diplomatiche) può riottenere il documento per condurre le proprie autovetture in Inghilterra e negli altri Paesi del mondo. Clapton ammette tranquillamente la sua colpa e prende il tutto con filosofia: dopo essersi fatto fotografare insieme al poliziotto suo fan, riparte con la Porsche. Stavolta, però, nel sedile a fianco del conducente: al volante, infatti, c’è il suo fido segretario. Meglio così…
Intervista a Giordano Sangiorgi, operatore culturale noto soprattutto come Direttore Artistico del MEI
Il cantautore insieme al contrabbassista Giorgio Boffa ci fa ascoltare “Son Snob”, libera traduzione di un brano di Boris Vian, dal suo nuovo album “Canzoni Nascoste”

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