27/03/2021

Sanctuary – Gli Iron Maiden, la loro mascotte Eddie… e Margaret Thatcher

Una copertina oltraggiosa per “Sanctuary”, secondo singolo dell’album di debutto degli Iron Maiden

 
Natale del 1975
La “vergine di ferro” era uno strumento di tortura del 1800: una sorta di sarcofago al cui interno c’erano degli spuntoni a mo’ di spine in cui venivano rinchiuse le vittime.
Dopo aver visto l’adattamento cinematografico del romanzo di Alexandre Dumas, La maschera di ferro, il bassista Steve Harris decide di chiamare la sua nuova band “vergine di ferro”, Iron Maiden. Cinque anni dopo la band inglese pubblica l’album di debutto il cui secondo singolo è il trascinante Sanctuary, un pezzo che parla di un evaso che cerca rifugio (sanctuary, appunto) dalla legge.
In quello stesso periodo, il primo ministro inglese Margaret Thatcher è reduce da un duro confronto politico con i leader sovietici. La sua forte intransigenza su quel fronte le vale l’appellativo di “iron lady”. E così la band di Steve Harris e Paul Di’Anno s’inventa per quel brano una copertina oltraggiosa: la mascotte del gruppo Eddie pugnala la “signora di ferro” Thatcher il cui viso (però) è coperto da una striscia nera quasi non la si volesse identificare.
Quella mossa furba, sul fronte promozionale, paga: i tabloid inglesi titolano: “È omicidio: Maggie aggredita dal mondo del rock”.
Ma gli Iron Maiden non hanno bisogno di mosse promozionali: la loro potenza sonora e il loro sound li porteranno in breve tempo nell’Olimpo del rock.
 
 

 

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