14/02/2026

“EPiC: Elvis Presley in Concert” – Lunga vita al Re

Il mito rivive sul grande schermo con i suoi live di Las Vegas

 

Chissà quali e quante emozioni hanno provato le spettatrici e gli spettatori che hanno potuto assistere ad un live di Elvis Presley, ma almeno oggi, grazie a un sapiente lavoro di restauro audio e video, possiamo beneficiarne anche noi con EPiC: Elvis Presley in Concert. Il film, a cura di NEON e Universal Pictures International, arriverà nelle sale italiane dal prossimo 5 marzo, ma debutta in realtà dal 20 febbraio con un’esclusiva IMAX® di una settimana. Alla regia c’è di nuovo Baz Luhrmann, già alle prese con il Re del rock ‘n’ roll per il biopic Elvis, uscito nel 2022.

 

Courtesy of Universal Pictures Content Group EPiC__06

 

Stavolta il protagonista è il vero Presley durante i concerti a Las Vegas, quelli che tiene stabilmente tra il 1969 e il 1976: circa 1.100 show, spesso due al giorno, a volte addirittura tre. Il ritmo è quello che ci aspetta dallo show energico del più grande talento che il mondo abbia mai conosciuto, la perfetta sintesi di musica popolare nera e bianca, appena smorzata dalla stessa voce di Elvis che in alcune interviste racconta il suo rapporto con il successo, interrotto dalla chiamata alle armi in Germania nel 1958, periodo segnato anche dalla perdita della madre. Come noto, il ritorno non è quello alla musica, complice anche un rock ‘n’ roll sul viale del tramonto in attesa di altre novità musicali in grado di far presa sui teenager, ma è l’approdo al cinema con un contratto faraonico con Hollywood stipulato grazie al suo manager, il cinico Colonnello Parker pronto a ottenere il massimo dalla sua gallina dalle uova d’oro.

La vera rinascita musicale arriva nel 1968 con il ’68 Comeback Special, la prima esibizione televisiva davanti a un pubblico dal vivo dopo oltre otto anni, uno spettacolo che consolida definitivamente la sua reputazione come uno dei più grandi performer di tutti i tempi.

Elvis è stato prima di tutto un Cantante con la C maiuscola ed è proprio questo che il film mette maggiormente in risalto.

Durante le prove con la band appare sempre con il suo stile inconfondibile e non perde mai di vista la tonalità e il fine ultimo della performance nemmeno quando sembra scherzare mentre canta i suoi brani. Ci tiene a fare bella figura, lo dichiara durante le interviste. D’altronde è il Re, non può deludere nessuno e prima di tutto deve tener fede a sé stesso e al ragazzo di provincia che era e che amava tutta la musica popolare in voga in quel momento, per poi trasformarla in qualcosa di unico e di leggendario. I brani tra cui scegliere sono molteplici (in un’intervista parla di 150, in qualche audio precedente arrivano al doppio), ma per ogni show vengono ridotti a una ventina circa. Sul palco afferma di intuire la presenza delle persone e di non poterle guardare tutte negli occhi, accecato dalle luci tutte su di lui, ed è in quel momento che però dà il meglio di sé, cercando di percepire il momento e di cambiare eventualmente all’occorrenza la scaletta, con una scossa di rock ‘n’ roll o con una ballad più intima. Grande merito va anche alla sua band, spesso sottovalutata o offuscata dalla sua figura ingombrante. Tutte le volte sul palco è come se fosse la prima volta: lo afferma lui stesso e tutti quelli che sono venuti dopo di lui lo sanno bene. È e sarà sempre il performer per eccellenza.

 

Courtesy of Universal Pictures Content Group INV13180

 

Le sequenze utilizzate nel film provengono da un prezioso materiale d’archivio riemerso durante la lavorazione di Elvis: nei caveau della Warner Bros. Sono state infatti ritrovate riprese girate in origine per i documentari Elvis: That’s the Way It Is – dedicato alla residency di Las Vegas dell’agosto 1970 – e Elvis on Tour, che seguiva il cantante durante la tournée americana del 1972. A questo si aggiungono filmati inediti in 8mm e registrazioni audio mai pubblicate, in cui Elvis racconta in prima persona frammenti della propria vita, restituendo un ritratto più intimo e diretto dell’uomo oltre il mito.

I grandi classici non mancano, così come i brani che ha reso celebri con la sua interpretazione, perché è davvero la musica la vera protagonista del film. E a tal proposito, prima di poterlo vedere al cinema, dal 20 febbraio in cd e in digitale, e poi dal 24 aprile in doppio LP, si potrà ascoltare la colonna sonora originale del film di Baz Luhrmann EPiC: Elvis Presley in Concert che esce per Legacy Recordings, la divisione catalogo di Sony Music Entertainment, e RCA Records. I brani sono in tutto 27, inclusi remix e due nuovi medley. Non manca ad esempio Hound Dog, famoso nella sua versione pur non essendo un brano originariamente suo, oppure si possono ascoltare delle intense interpretazioni di I Can’t Stop Loving You e di Bridge Over Troubled Water. C’è poi Little Sister, che dal vivo confluisce in un medley con Get Back dei Beatles, e c’è Suspicious Minds, il cui attacco viene ripetuto all’infinito nel finale, per non disperdere quell’onda emotiva che solo lui sa governare. Non è soltanto il look, non è soltanto lo stile o il personaggio: è proprio la sua voce che predomina sul resto.

Il primo brano che si può ascoltare dal vivo nel film è That’s All Right, cover di Arthur “Big Boy” Crudup che Elvis registrò il 5 luglio 1954 nei mitici studi della Sun Records di Memphis.

Da lì è iniziato tutto.

Da lì è iniziata la sua storia, quella del rock ‘n’ roll e quella di tutta la rivoluzione musicale che sarebbe arrivata dopo e senza la quale non saremmo nemmeno qui a parlarne e a scriverne oltre 70 anni dopo.

Epico.

 

epic - elvis presley in concert - al cinema dal 5 marzo

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