18/03/2026

Un’altra vita: la mostra su Battiato al Maxxi

Dai dischi ai ritratti, un percorso audiovisivo nell’opera del maestro. A Roma fino al 26 aprile

 

Una fitta scrivania di libri: Gurdjieff, Guenon, la filocalia, il Tantra. La tuta bianca multitasche del 1972. Il tappeto persiano del concerto di Baghdad. Il ritratto di Giuni Russo, Sgalambro e Gilgamesh. I manifesti dei concertoni anni ’80. Una parete di riviste – da «Rockerilla» a «XL», da «Ciao 2001» a «Cioè». All’ingresso, alla prima rampa di scale, un aforisma, più che un ritornello, da Inneres Auge: «La linea orizzontale ci spinge verso la materia; quella verticale verso li spirito». E una volta entrati, non più un’affermazione ma una domanda, inquieta ma necessaria, che resta dentro, presenza scomoda in tutto il cammino nella mostra: «Ti sei mai questo quale funzione hai?».

Quale funzione ha la mostra Franco Battiato – Un’altra vita, inaugurata lo scorso 31 gennaio al Maxxi a Roma e in corso fino al 26 aprile? Una funzione misuratamente celebrativa, saggiamente lineare nel presentare una panoramica dell’opera (dunque del pensiero, dei mondi interiori, degli orizzonti culturali e sapienziali) e persino dell’intimità di Battiato. Il curatore Giorgio Calcara, in collaborazione con la nipote del musicista Grazia Cristina Battiato, ha immaginato un percorso semplice – ma inevitabilmente denso ed emozionante – tra parole, immagini e note senza bombardare il visitatore, aprendo così una porta d’ingresso su un mondo che di volta in volta rivela risvolti e aspetti sorprendenti.

 

 

 

Dalla Milano beat dei tardi anni ’60 al raccoglimento catanese di oltre trent’anni dopo, dai concept distopici e sperimentali alle icone mistiche, Un’altra vita passa sinteticamente in rassegna i momenti chiave della storia di Battiato. Mostrando cimeli preziosi come poster, abiti, strumenti, video, libri e giornali, offrendo l’immersione nel suono di alcuni suoi classici in una saletta con Dolby Atmos, arriva anche a ricostruire una piccola parte della sua villa con i libri che coprivano interamente il tavolo da lavoro, il paravento liberty e la veduta sul mare dinanzi alla quale meditava. Preziosa la scelta di mostrare i ritratti, una fase meno altisonante – o meno enfatizzata e approfondita rispetto a tante altre – della sua opera, rarefatta e potente, che concorre insieme a quella più nota alla definizione di un uomo di cultura e di sensibilità fuori dal comune.

La mostra assolve in pieno alla sua funzione, soprattutto perché strutturata come manifestazione in divenire insieme a eventi correlati tra musica, dibattiti e attività educative. In particolare i neofiti, ma anche coloro che non hanno mai approfondito a dovere l’opera di Battiato, troveranno tante suggestioni e spunti di indagine.

 

Franco Battiato – Foto di Rosaria Aragiusto

Franco Battiato - Foto di Rosaria Aragiusto

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