27/06/2026

RCF Arena, C.Volo rompe il silenzio: «Basta diffamazioni, tuteliamo il nostro lavoro»

La società che gestisce l’RCF Arena attacca l’ex direttore artistico Victor Milani e il patron di Barley Arts Claudio Trotta, parla di diffamazione e si prepara a portare la battaglia in tribunale

Il caso RCF Arena non è più solo la storia di due concerti cancellati, ma di una frattura profonda tra chi quell’arena la gestisce, chi ci ha lavorato dentro e chi avrebbe voluto rilanciarla. Dopo settimane di veleni a mezzo stampa e social, C.Volo S.p.A., la società che ha in concessione l’area del Campovolo, ha deciso di rispondere colpo su colpo, firmando due note durissime contro l’ex direttore artistico del festival e uno dei promoter più importanti del Paese. Nel mirino, innanzitutto, c’è Victor Yari Milani, ideatore e direttore artistico dell’ex Hellwatt, oggi Pulse of Gaia Festival, con cui la collaborazione è stata interrotta a inizio maggio, in piena tempesta organizzativa. Milani, di recente, in un’intervista al Resto del Carlino, ha sostenuto che a C.Volo sarebbe “convenuto” far saltare tutto per non incassare perdite e ha messo in dubbio la scelta di non ricorrere al TAR contro il divieto prefettizio, arrivando a parlare di bigliettazione debole (per Travis Scott, solo 20mila tagliandi venduti) e di responsabilità gestionali pesanti da parte della società. Parallelamente ha lanciato addirittura una class action, invitando i fan che avevano comprato biglietti, voli e hotel per le date del 17 e 18 luglio alla RCF Arena a scrivere a un indirizzo dedicato, con l’obiettivo dichiarato di chiedere a C.Volo il rimborso non solo dei ticket ma anche delle spese accessorie. La replica della società è di quelle senza appello: le affermazioni di Milani vengono definite «gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento» e liquidate come un susseguirsi di allusioni maliziose, “rivelazioni clamorose” annunciate ma mai circostanziate, insinuazioni complottistiche sul provvedimento del prefetto che il comunicato bolla come prive di qualsiasi connessione logica o giuridica. Nel testo, C.Volo insiste su un punto: Milani non sarebbe mai stato parte della struttura societaria, ma solo un collaboratore esterno, il cui rapporto è stato chiuso “a tutela della società” a inizio maggio, e quindi non avrebbe né titolo né conoscenza diretta per ricostruire le scelte interne. La società, inoltre, lascia intendere che valuterà anche la “genuinità e autenticità” dei documenti di cui l’ex direttore artistico sostiene di essere in possesso e, soprattutto, annuncia di ritenere «ormai intollerabile» il protrarsi di quelle che definisce diffamazioni, preannunciando azioni legali per la tutela della propria reputazione e per il risarcimento dei «danni assai consistenti» che, a suo dire, ne stanno derivando.

Il contesto, intanto, è noto: il Prefetto di Reggio Emilia, dopo le segnalazioni del Codacons e della comunità ebraica di Modena e Reggio, ha vietato – per motivi di ordine e sicurezza pubblica – i concerti di Kanye West e di Travis Scott, due eventi consecutivi in un’arena da oltre 100mila posti, giudicati troppo critici da gestire in 24 ore tra rischio di contromanifestazioni, precedenti annullamenti all’estero e criticità su safety e security. Su quella decisione, e sulla scelta di non impugnarla immediatamente davanti al TAR, Milani ha costruito gran parte della sua narrazione, arrivando a sostenere che far saltare il festival potesse essere, per la società, la via meno dolorosa sul piano economico. È esattamente questo il cuore della contesa che C.Volo oggi rimanda al mittente, rivendicando di aver valutato da subito l’ipotesi di ricorso, «con l’attenzione e la ponderazione richiesta a ogni operatore del settore», e denunciando l’ex collaboratore per aver parlato di cose di cui – è la tesi della società – non aveva alcuna reale conoscenza.

Il secondo comunicato diffuso da C.Volo sposta lo scontro su un piano ancora più delicato: quello del rapporto con il sistema territoriale e con l’industria dei concerti. Questa volta il destinatario è Claudio Trotta, fondatore di BarleyArts, promoter storico di alcuni dei tour più importanti arrivati in Italia negli ultimi decenni. In un intervento durissimo comparso sulla Gazzetta di Reggio e sui social, Trotta aveva scritto che a Reggio Emilia si sta «scrivendo una delle pagine più raccapriccianti e imbarazzanti della storia della musica live in Italia», accusando apertamente tanto C.Volo quanto la politica locale e regionale di un dilettantismo imprenditoriale e politico che, a suo dire, avrebbe contribuito a mandare a monte una delle arene più promettenti del Paese. Nel suo racconto, Trotta rivendicava di aver presentato a Coopservice – uno dei soci della compagine legata all’Arena – una proposta di gestione alternativa, che prevedeva la messa da parte dell’attuale società per l’intero periodo dell’eventuale accordo, il rispetto dei patti esistenti con la vecchia Campovolo di Salzano e Maioli e un modello in cui Barley Arts avrebbe assunto la guida della programmazione senza accollarsi le perdite dei bilanci 2025 e 2026 né esporre direttamente la propria struttura al rischio finanziario dell’operazione. A quella proposta, raccontava il promoter, sarebbe arrivata una risposta fredda: «allo stato non ci pare vi siano le condizioni per un incontro». Anche qui, la controffensiva di C.Volo non fa sconti. Le parole di Trotta vengono definite «diffamatorie e prive di fondamento», il suo racconto smontato punto per punto. Secondo la società, la bozza presentata dal fondatore di Barley Arts avrebbe previsto un «impossessarsi letteralmente di RCF Arena in sostanziale esclusiva a costo zero», con la richiesta di una “estromissione totale” di C.Volo dalla gestione, ipotesi che – ricordano – sarebbe tecnicamente impossibile, trattandosi della concessionaria di un’area pubblica, la cui sparizione dalla governance metterebbe a rischio la concessione stessa. Viene contestata anche la scelta di Trotta di identificare in Coopservice il proprio interlocutore privilegiato: C.Volo sottolinea come il socio non abbia mai manifestato un interesse o esercitato un potere decisionale diretto sulle scelte della società, al di là della normale presenza negli organi societari alla pari degli altri partner.

Nella nota, poi, il discorso si allarga: le parole di Trotta, che colpiscono non solo la società ma l’intero “sistema territoriale” vengono lette come una delegittimazione generalizzata che trascina con sé anche l’immagine di Barley Arts. La chiusura è speculare a quella riservata a Milani: C.Volo annuncia l’intenzione di dare mandato ai propri legali per «analizzare l’accaduto e contrastarlo in ogni sede competente a tutela della propria immagine»

Di seguito i comunicati

C.VOLO S.P.A. RESPINGE LE GRAVI ACCUSE DEL SIG. VICTOR YARI MILANI E ANNUNCIA AZIONI LEGALI A TUTELA DELLA SOCIETÀ

REGGIO EMILIA, 27 giugno 2026 – C.Volo S.p.A. respinge con la massima fermezza le accuse denigratorie e le insinuazioni rivolte dal Sig. Milani nei confronti della Società, ancora ieri pubblicate su una testata locale (Il Resto del Carlino Ed. Reggio Emilia 26.6.26 pag.7), ritenendole gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento.

Con la consueta oramai intollerabile disinvoltura il Sig. Milani si è lanciato in affermazioni tanto suggestive quanto lontane dal vero, confidando forse che per C. Volo S.p.A. la policy di sobrietà nella comunicazione e l’obbligo di non divulgare informazioni riservate aziendali possano, ancora una volta, garantirgli l’impunità per quelle che si profilano senz’altro quali diffamazioni: così si allude con voluta malizia a rapporti di favore tra C.Volo S.p.A. e un partito politico per la festa dello stesso che – sia detto – per tradizione oramai trentennale si tiene nell’area del Campovolo (solo recentemente gestita da C.Volo S.p.A.), si preannunciano “rivelazioni clamorose” senza riferirsi a contenuto alcuno, si anticipa in modo generico la produzione di documentazione in possesso del Sig. Milani senza minimamente circostanziare, si insinuano infine sospetti generici e interpretazioni complottistiche prive di ogni connessione logica o giuridica sul provvedimento del Prefetto di Reggio Emilia 29 maggio 2026, che ha determinato il divieto di svolgimento dei concerti di Kanye West e Travis Scott, eventi portanti del rilevante Festival musicale in programma.

Per chiudere con un’affermazione tanto subdola e “ad effetto” quanto inconsistente: la domanda del perché C.Volo S.p.A. non abbia provveduto a presentare ricorso al TAR contro la decisione prefettizia. Quando invece non solo è intuitivo ma pure agli atti della Società che sin dal momento della notifica dell’atto di divieto C.Volo S.p.A. abbia provveduto, come ovvio, a coltivare questa ipotesi, con la attenzione e la ponderazione richiesta a ogni operatore del settore.

Il Sig. Milani non parla di cose che sa (in quanto non è mai stato parte della struttura sociale di C.Volo S.p.A. ma collaboratore esterno, il cui rapporto è stato risolto a tutela della Società agli inizi di maggio) e non può sostenere in buona fede le cose che insinua, in quanto non ha conoscenza diretta dei fatti. Quanto ai documenti o altre fonti a cui egli fa riferimento, ne sarà verificata all’occorrenza la genuinità e autenticità, la liceità del possesso o dell’eventuale divulgazione.

Il debordare di questo atteggiamento diffamatorio non può ulteriormente, nell’interesse sociale, essere tollerato e C.Volo S.p.A. assumerà quindi le iniziative legali del caso, per tutelare nei confronti del Sig. Milani ma anche di eventuali altri corresponsabili la propria reputazione e in definitiva l’integrità e consistenza del proprio patrimonio aziendale, richiedendo tra l’altro il risarcimento dei danni assai consistenti che il comportamento qui denunciato sta arrecando

C.VOLO S.P.A.: LE DICHIARAZIONI DELL’IMPRESARIO MUSICALE CLAUDIO TROTTA (BARLEY ARTS) RICHIEDONO UNA FERMA SMENTITA,

A TUTELA DELLA SOCIETA’ E DEL SISTEMA TERRITORIALE

 

REGGIO EMILIA, 27 giugno 2026 – C.Volo S.p.A. respinge con assoluta fermezza le dichiarazioni del Sig. Claudio Trotta, pubblicate oggi su una testata locale (Il Resto del Carlino Ed. Reggio Emilia 27.6.26 pag. 11), ritenendole diffamatorie e prive di fondamento.

Sorprende che un professionista da decenni considerato tra i maggiori operatori del settore abbia scelto di rendere pubblica una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà, peraltro violando quella stessa riservatezza da lui stesso richiesta ossessivamente, senza considerare il merito del suo approccio, che risultava tecnicamente inaccettabile anche con le migliori intenzioni di collaborazione.

Il Sig. Trotta infatti non solo ha proposto di impossessarsi letteralmente di RCF Arena in sostanziale esclusiva a costo zero, ma, per di più, ha richiesto (una non meglio definita) estromissione totale di C.Volo S.p.A., che è la concessionaria dell’area (pubblica) e quindi, di diritto, non può uscire completamente di scena, a rischio di revoca della concessione stessa.

Trotta introduce inoltre un elemento di evidente forzatura, indicando come proprio interlocutore altro soggetto rispetto a C.Volo S.p.A., ossia Coopservice, che sebbene come tutti gli altri soci abbia suoi rappresentanti all’interno degli organi della Società e talvolta possa intervenire in quanto socio agli incontri, allo stesso modo di altri soci, mai ha manifestato un interesse o esercitato un potere decisionale diretto sulle scelte di C.Volo S.p.A.

Alle ricostruzioni non corrispondenti ai fatti si aggiungono giudizi generalizzati e fortemente denigratori nei confronti non solo di C.Volo S.p.A., ma anche dell’intero sistema territoriale, reggiano e addirittura regionale, coinvolgendo indistintamente tutti gli attori politici, opposizioni comprese.

Una simile condotta meriterebbe a sua volta un’analisi su quali motivi possano spingere un manager affermato a bruciare con tali dichiarazioni la sua reputazione, trascinando peraltro con sé anche la sua società Barley Arts.

C.Volo S.p.A. rimanendo tuttavia al merito, si accinge senz’altro a conferire ai propri legali mandato per analizzare l’accaduto e contrastarlo in ogni sede competente a tutela della propria immagine.

Rcf Arena

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