26/12/2020

“Viaggio Senza Vento – Live In Milano” – Intervista ad Omar Pedrini

Di nuovo sulle tracce di Joe e non solo con Omar Pedrini, che ci ha parlato del live celebrativo appena pubblicato di “Viaggio Senza Vento”, concept album del 1993 dei Timoria
Viaggio Senza Vento – Live In Milano è il nuovo album live di Omar Pedrini uscito in vari formati, dal doppio CD al doppio LP, oltre che in digital download, streaming e streaming HD.
La registrazione raccoglie tutto il concerto del 2 dicembre 2019 al Fabrique di Milano. Dinanzi a 3.000 persone si celebrava ancora una volta Viaggio Senza Vento, il concept album del 1993 dei Timoria, ripubblicato nel 2018 in un’edizione speciale, cosiddetta 25th Anniversary Edition. Vista la mancata reunion del gruppo su cui Omar si era già soffermato qui, nel tour l’album è stato suonato per intero per tutte le 50 date sold out in giro per l’Italia, dalla nuova band che da anni accompagna Pedrini in serate molto ricche di ospiti non solo musicali e che lui ama definire happening. Per il concerto di Milano, in particolare, sono saliti sul palco anche Mauro Pagani ed Eugenio Finardi, già ospiti dell’album originario dei Timoria, e il “King del freestyle” italiano Ensi.
Di questo ritorno, anche live, sulle tracce del protagonista di Viaggio Senza Vento Joe, e non solo, ci ha parlato Omar Pedrini in quest’intervista.
 
Prima la Anniversary Edition nel 2018 per i 25 anni di Viaggio Senza Vento e poi un tour.
Sì, è uscito il disco in edizione speciale e ho pensato di fare un po’ di presentazioni in Italia… ti giuro, con la coda davanti ai negozi, proprio anche con tanti giovani! L’album ha raggiunto la Top 10 anche nella classifica dei vinili. Allora sono partito per il tour subito dopo, intanto con 5 o 6 date in sordina, e alla fine le date sono diventate 50! L’ultima era quella di questo live appena uscito al Fabrique di Milano e sono stato contento di suonare in un posto così grande e di averlo anche riempito in quell’occasione.
 
Quindi quest’album live è comunque un modo per proseguire le celebrazioni dei 25 anni di Viaggio Senza Vento?
Hai centrato il punto. Non avrei mai pensato di pubblicare un live in questo periodo, perché comunque il live mi sembra un po’ fuori moda negli ultimi anni, ma alla fine mi pare lo sia anche il concept album, come lo era e lo è Viaggio Senza Vento.
Con questo live volevo intanto che rimanesse almeno il documento per i miei fan e volevo che fosse proprio quel concerto così com’è stato. In genere per i dischi dal vivo si registrano una decina di date e poi si selezionano i pezzi venuti meglio tra i vari concerti. Invece io volevo un disco “Dogma 95” e quindi questo è il concerto fedele di Milano, compresi tutti gli errori, le stonature… però sai, ora con i social è semplice ricevere subito i feedback e vedo che i fan sono entusiasti perché sentono che è un disco vero.
Quando uscì Viaggio Senza Vento non mi aspettavo un successo del genere e adesso, poi, mi sono reso conto che è ancora tanto amato dopo tanti anni: mi era venuta la voglia di fare qualche concerto e mi sono accorto che ai live non c’era solo lo zoccolo duro interessato a quell’album, ma c’erano anche le nuove generazioni…
 
Allora non è vero, come si dice o si pensa negli ultimi anni, che le nuove generazioni non ascoltano il rock?
Le nuove generazioni per fortuna ascoltano ancora il rock e questo è proprio il motivo per cui chiudo il live con Hey Hey, My My (Into The Black) di Neil Young, perché quella canzone dice che il rock non morirà mai. La suono ormai da vent’anni, la facevo anche con i Timoria. Il rock ‘n’ roll non morirà mai. Il rock ‘n’ roll non è un genere musicale. Il rock non è solo un genere musicale, è come un contenitore, è come una matrioska che ha dentro di tutto, ha dentro l’arte, le copertine dei dischi, i vinili… perché sono così belli i vinili? Pensa a cosa hanno fatto i Pink Floyd, i Velvet Underground ed Andy Warhol, pensa alla Beat Generation, pensa a un film come Easy Rider… Il rock non è un genere musicale, non morirà mai e non morirà neanche questa volta. Toglietevelo dalla testa tutti!
 
In Viaggio Senza Vento – Live In Milano ancora una volta non ti fermi però solo al rock, pensando che non sono saliti con te sul palco solo Mauro Pagani ed Eugenio Finardi, ma anche Ensi.
Questa volta ho detto: “È tutto perfetto”. Pagani era entusiasta e ha suonato addirittura in due pezzi e non solo in uno come nell’album, poi c’era Finardi e con loro sembrava di stare a Milano al Parco Lambro negli anni ’70. Io in mezzo con due come loro di fianco ho pensato: “Chi me l’avrebbe mai detto quando ho cominciato?”.
Poi non volevo fare la cosa nostalgica, da vecchiotti… ho comunque 50 anni e non volevo fare “il funerale di Viaggio Senza Vento”, volevo anzi sottolinearne l’attualità e allora ho contattato Ensi, che mi ha sdoganato agli occhi delle nuove generazioni. Lui è uno di quelli che mi piace di più delle nuove generazioni e lo avevo conosciuto qualche anno fa quando sono stato ospite come giurato di una puntata di MTV Spit, programma in cui alcuni rapper si sfidavano tra loro a colpi di freestyle e che lui vinse. Poi ci siamo rivisti a Milano e dopo siamo diventati amici. C’è un bel rapporto con lui. Lui improvvisa, non sapeva niente: abbiamo mandato solo il bit funky e ha improvvisato su Lasciami in down.
Spero si capisca il divertimento che c’è anche nei miei concerti. Il mio palco è un orto aperto a chi vuol venire a portare qualcosa di suo da sempre. Io non lo chiamo neanche concerto, lo chiamo happening. È una mia cifra da anni.
La contaminazione comunque ha sempre fatto parte della mia carriera. Non dimentichiamoci che nel ’97 i Timoria avevano collaborato con i 99 Posse (Sudeuropa e Dubeuropa, che facevano parte di Eta Beta, erano stati realizzati infatti insieme a O’Zulu, ndr) e poi qualche anno dopo facemmo Mexico con gli Articolo 31 (che era in El Topo Grand Hotel del 2001, ndr).
 
Bene. Un’altra curiosità a proposito di un altro album dei Timoria: a luglio è uscita una 25th Anniversary Edition anche di 2020 Speedball, anche questa volta per i 25 anni dalla pubblicazione. Pensando a quel 2020 che avevate immaginato, non siete andati tanto lontano, vero? Anzi.
Sì, beh, ormai mi danno tutti del profeta! Noi avevamo anche l’uomo con la mascherina sul palco durante quel tour… la prossima volta devo preannunciare qualche buona notizia, magari da bresciano e da grande tifoso del Brescia, lo scudetto della mia squadra (ride, ndr)!
 
Chiudiamo tornando però a Viaggio Senza Vento: come te lo immagini o come lo vedi oggi Joe, il ventenne disadattato protagonista del concept, dopo più di 25 anni?
Bellissima domanda per chiudere l’intervista! Anch’io me lo sono chiesto. Il successo vero di quell’album non è dovuto solo all’impulso che ha dato al rock italiano. Viaggio Senza Vento è la storia di un ventenne… quindi in questa storia si riconoscono ancora oggi tutti i ventenni e secondo me quella è la magia che ha riportato tanti ragazzi giovani nella tournée dello scorso anno. Finché ci saranno i ventenni questo disco piacerà, questa è la mia lettura dopo 25 anni. È un disco che fa sognare i ragazzi di 20/30 anni, loro si identificano molto in Joe e quindi tra altri 25 anni, se non sarò di nuovo io, saranno i miei figli a fare una tournée di Viaggio Senza Vento (ride, ndr)!
 

On demand

Iscriviti alla Newsletter

Vuoi rimanere sempre aggiornato su rock e dintorni? Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere tutte le settimane nuovi video, contenuti esclusivi, interviste e tanto altro!