04/03/2026

Mozart, i giornalisti, il Piper e Patti Smith tra le molotov

Un viaggio tra libri che raccontano plagio, controculture e miti della musica italiana e internazionale

 

Terzo e ultimo appuntamento con l’indagine tra i libri per i mercoledì di Jam. Torneremo con le interviste ad autori e autrici mercoledì prossimo, ma ora ultima esplorazione tra alcuni dei titoli più interessanti in campo musicale che l’editoria ha pubblicato negli ultimi tempi.

Se i titoli possono fare la differenza, insieme alle copertine, uno a dir poco vincente è Anche Mozart copiava e plagiava i Beatles. Titolo vincente non solo per il gustoso anacronismo che cela ma anche perché specifica subito l’argomento: pubblicato da Minerva, il testo non è che una evoluzione del popolare Anche Mozart copiava, che Auditorium pubblicò vent’anni fa. Un testo di riferimento per il fenomeno del plagio, che secondo Voltaire era il meno pericoloso tra i crimini, ma che pur sempre è un danno all’altrui ingegno creativo. Eppure in questo oceano di citazioni, somiglianze, clonazioni e appropriazioni indebite del gesto creativo, Michele Bovi si destreggia sottolineando le differenze, soprattutto in un periodo di grande assorbimento e di maggiore velocità come il Novecento. Leggerlo in combinato disposto con il suo Ladri di canzoni (Hoepli, 2019) può essere ancora più utile per orientarsi tra pratiche, questioni legali, ispirazione sincera e omaggio insidioso. I contributi di specialisti quali Giorgio Assumma, Girolamo De Simone, Vincenzo Mastronardi, Nicola Battista e Gianpietro Quiriconi fanno il resto. Ancora più intrigante perché relativo a un evento a rischio di oblio è un altro volume dello stesso Bovi (memoria storica di primissimo piano nonché testimone di tanti accadimenti tra le pieghe della musica nostrana): C’ERA UNA VOLTA IL CANTASTAMPA – Quando i giornalisti spodestarono i parolieri (Coniglio) è un’indagine – insieme a un sodale del calibro di Pasquale Panella – sul “caso” Cantastampa. Ci riferiamo al Sanremo dei giornalisti, alla rassegna svoltasi dal 1963 al 1972 (o meglio fino al 1968, prima della sua fusione con il Cantagiro per le ultime quattro edizioni) alla quale partecipavano i giornalisti in veste di autori di testi di canzoni. Un testo piacevole per una storia che getta ulteriore luce sul periodo d’oro della musica leggera italiana, con protagonisti da Corrado a Paolo Conte, da Mike Bongiorno a Riccardo Cocciante, da Sandro Ciotti a Maurizio Costanzo. Da recuperare.

Molto più densi, meno leggeri ma non per questo non meritevoli di lettura, altri due libri italiani di due firme di notevole spessore, autorevolezza e credito scientifico. Il primo è Rumore Rosso: Patti Smith in Italia: rock e politica negli anni settanta (Il Saggiatore) di Goffredo Plastino, che a dispetto del titolo non racconta soltanto gli storici concerti bolognesi e fiorentini del 9 e 10 settembre 1979 dell’artista americana, ma si allarga – senza perdere di profondità – al rapporto tra musica, cultura, politica e fruizione dei concerti nell’Italia dell’epoca. L’autonomia, i rapporti col PCI, dinamiche e tempi ormai inconciliabili tra il rock americano e il pubblico italiano (pieno di aspettative, di slanci utopici ma anche cecità ideologiche), tutto scorre in un saggio prezioso che inquadra la musica ancora una volta come potente cartina di tornasole per capire la società. Diverso ma complementare – anche per il ruolo e la storia dell’autore – è Polvere di stelle – Dalla musica delle sfere ai concerti negli stadi (Mimesis) di Alessandro Carrera. Il professore ben noto agli amanti di Bob Dylan resta sul tema della fruizione della musica come gesto performativo ma lo amplia dando una lettura parziale – non nel senso di eccessiva o non equilibrata, bensì dalla sua parte, dal punto di vista musicologico – della storia dell’uomo, con il focus sulla musica come fenomeno umano, sociale, iniziatico per certi versi. Da Pitagora a Woodstock, dalla cosmogonia del suono alla popular music nella contemporaneità, da Wagner a Battiato, l’autore individua una serie di elementi simbolici che ci fanno comprendere il ruolo della musica nel lungo percorso dell’uomo. I lettori di Jam troveranno negli ultimi tre capitoli – il penultimo in particolare, vedi Greil Marcus – pane per i loro denti, soprattutto la individuazione della critica rock come genere letterario.

Un bizzarro accostamento in chiusura, da Roma ad Aosta, dalla capitale alle montagne nordoccidentali. In Il Piper Club – Tempio del beat dal 1965. Le immagini, le storie, i protagonisti (Vololibero) Corrado Rizza non offre novità eclatanti visto che la storia del celeberrimo club capitolino è al centro di tanta letteratura, ma insieme al recente lavoro della stessa editrice sui Musicarelli rilancia la centralità della ribollente industria musicale e pop italiana degli anni ’60. Un testo principalmente di immagini – e quelle provenienti dai Favolosi Sessanta sono sempre impattanti – utile per ricostruite un momento speciale della Golden Age italiana. Avviciniamo a Rizza un’operazione proveniente da una dimensione completamente opposto e rivolta a un pubblico “altro”. Dalla effervescenza romana di un’epoca lontana all’isolamento di Aosta negli anni ’80 e ’90: una posizione preziosa perché ha costretto tanti giovani a rimboccarsi le maniche per cercare gli stimoli altrove. Così un manipolo di punk rockers prese un furgoncino blu per diffondere il verbo HC: erano i Kina, giustamente e saggiamente celebrati in Questi anni (Stella nera), un libretto con il cd dal tour della reunion del 2019 e il Dvd del film di Gianluca Rossi Se ho vinto, se ho perso, con cartoline promozionali e tanto sentimento. Perché il segreto del trio era la passione deflagrante, il pensare vivere suonare come se fosse sempre l’ultima volta. Se qualcuno li definì “gli Hüsker Dü delle montagne” non era solo per la derivazione dal modello americano dell’HC melodico, ma anche per l’orgoglio, il sentimento della militanza nel difficile quotidiano di provincia, il linguaggio schietto e empatico, con la forza del sogno. Isolati ma storici, e ancora generosi.

Patti Smith

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