Bruce Springsteen torna in tour negli Stati Uniti tra musica e impegno politico
La E Street Band parte da Minneapolis il 31 marzo e il 28 marzo Springsteen suonerà Streets of Minneapolis alla manifestazione No Kings a St. Paul
Bruce Springsteen ha annunciato il Land of Hope and Dreams US Tour con la E Street Band, una serie di concerti negli Stati Uniti che prenderà il via il 31 marzo al Target Center di Minneapolis e si concluderà il 27 maggio a Washington. «Il tour avrà un carattere politico e tratterà temi di grande attualità legati a ciò che sta accadendo nel Paese», ha dichiarato Springsteen al Minneapolis Star-Tribune, aggiungendo che «la E Street Band è nata per i momenti difficili» e che sono «proprio questi i momenti in cui possiamo renderci utili alla comunità. Sono frangenti come questi che danno alla band uno scopo preciso e quindi cerco di costruire la scaletta attorno a queste idee».
Springsteen ha più volte espresso la propria posizione critica verso l’amministrazione Trump e ha recentemente pubblicato la canzone di protesta Streets of Minneapolis, scritta a gennaio in seguito all’uccisione di Renée Good e Alex Pretti da parte dell’ICE. Il 28 marzo la canterà in pubblico per la terza volta alla manifestazione No Kings a St. Paul, parte di una giornata nazionale di protesta contro l’amministrazione, alla quale prenderanno parte anche Joan Baez, Maggie Rogers e Jane Fonda. Springsteen ha ricordato la prima esecuzione dal vivo del brano al club First Avenue di Minneapolis il 30 gennaio: «Ci sono momenti in cui ti trovi nel posto giusto al momento giusto e accade qualcosa di significativo». Ha definito quell’esibizione «tra i concerti più significativi che ho fatto».
Riguardo alle scalette dei concerti, il musicista ha sottolineato che saranno costruite in funzione dei temi e del contesto sociale: «La E Street Band è fatta per i tempi difficili. Lo è sempre stata. Questi sono i momenti in cui penso che possiamo essere di vero valore e di vera utilità per la comunità».
Bruce Springsteen ha definito il periodo attuale come uno dei più critici della storia degli Stati Uniti: «Non ricordo un altro momento in cui il Paese è stato messo così duramente alla prova, in cui le nostre idee e i nostri valori fondamentali sono stati messi in discussione come adesso. Devo tornare indietro al 1968, quando avevo 18 anni, per trovare un altro momento storico in cui sembrava che il Paese fosse in una situazione tanto critica». Ha aggiunto di non preoccuparsi di eventuali ripercussioni o di perdere parte del pubblico: «Faccio quello che voglio fare, dico quello che voglio dire e poi la gente può dire quello che vuole al riguardo».









