Massive Attack - Tom Waits

Massive Attack e Tom Waits pubblicano il singolo “Boots on the Ground”

Il singolo è accompagnato da un film incentrato sulla situazione sociale e politica negli Stati Uniti e da una b-side spoken word: un ritorno con nuovo materiale per i Massive Attack e la prima registrazione di Tom Waits dal 2011

 

I Massive Attack hanno pubblicato insieme a Tom Waits il singolo Boots on the Ground, disponibile tramite Play It Again Sam. Il brano segna il ritorno con nuovo materiale per il gruppo di Bristol ed è accompagnato da una b-side firmata da Waits, The Fly, un pezzo spoken word.

Il singolo è affiancato da un film realizzato dalla band con l’artista statunitense thefinaleye, pubblicato il 16 aprile sulle piattaforme digitali. Il video affronta temi legati alla situazione sociale e politica negli Stati Uniti:

 

 

Boots on the Ground è il primo brano pubblicato dai Massive Attack dopo la rimozione del loro catalogo da Spotify. Il gruppo ha annunciato ulteriori uscite in concomitanza con i concerti previsti nei prossimi mesi, tra cui un tour europeo e alcune partecipazioni a festival estivi.

Massive Attack: “È un onore per la nostra carriera collaborare con un artista della grandezza, originalità e integrità di Tom, ma questo brano arriva in un clima di caos. In tutto l’emisfero occidentale, l’autoritarismo statale e la militarizzazione delle forze di polizia si stanno nuovamente fondendo con la politica neofascista. Nel contesto dell’emergenza americana, sia in patria che all’estero, questo brano trasmette impulsi di spietata insensibilità e di forte apatia.”

Tom Waits: “Molti anni fa accettai un invito dei Massive Attack a collaborare. All’epoca gli inviammo ‘Boots on the Ground’. Il lungo ritardo nella pubblicazione non mi ha mai preoccupato. È certo che oggi come ieri questa canzone è sempre attuale: la follia disastrosa dell’uomo è un ‘banchetto per le mosche’. Per questo la B-side del 12” dei Massive Attack, ‘The Fly’, contiene il mio apprezzamento per questo fastidioso insetto alato.”

La pubblicazione è disponibile anche in formato vinile “EcoSonic”, realizzato con PET riciclato e packaging sostenibile. I proventi delle vendite saranno devoluti a organizzazioni tra cui l’American Civil Liberties Union e lo Immigrant Defense Project.

Il brano rappresenta inoltre la prima nuova registrazione di Tom Waits dopo l’album Bad as Me del 2011.

Litfiba, 17 Re – La formazione storica tra inedito e tour

Litfiba, “17 Re” – La formazione storica tra inedito e tour

Il brano inedito, la storia dell’album e il tour celebrativo

 

A quarant’anni dalla pubblicazione di 17 Re, uno degli album più rappresentativi del rock italiano, i Litfiba tornano con un progetto legato a quel disco.

Il 17 aprile esce finalmente 17 Re, la title track originariamente esclusa dalla tracklist e rimasta inedita fino a oggi. Il brano, recuperato e rielaborato, è disponibile in formato digitale, mentre la versione in vinile maxi single numerato, distribuita tramite Sony Music, è già andata esaurita.

Abbiamo incontrato la band nella formazione degli anni ’80 — Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo — presso la sede milanese di Sony. Dopo la conferenza stampa, ci hanno concesso una breve intervista, partendo proprio dal nuovo brano 17 Re e dal suo legame con l’attualità.

Si parla poi delle origini della band e della storica cantina di via de’ Bardi a Firenze, dove nacque il progetto, e di come questa formazione abbia ritrovato dinamiche e modalità di lavoro di allora nella costruzione del brano.

Nel corso dell’intervista si affrontano anche aspetti legati alla storia e al contesto dell’album, secondo capitolo della “Trilogia delle vittime del potere” insieme a Desaparecido e Litfiba 3, oltre ad alcune curiosità sugli strumenti (come la fisarmonica, che questa volta sarà vera e non sarà riprodotta con una tastiera) e sugli arrangiamenti.

Si ripercorre anche un episodio particolare legato alla presentazione di 17 Re, avvenuta per la prima volta a Melbourne in Australia, e si guarda al presente con il tour Quarant’anni di 17 Re, in partenza dal 27 giugno. La tournée segna il ritorno sul palco della formazione storica dopo dodici anni, con 20 date in tutta Italia e oltre 70.000 biglietti già venduti, anticipata dalla partecipazione al concerto del Primo Maggio a Roma.

Il live porterà sul palco l’intero album 17 Re insieme ad altri brani del repertorio anni ’80, con un’attenzione anche alle atmosfere e alle soluzioni sonore dell’epoca.

In chiusura, una riflessione sul percorso della band e sul loro ruolo nella scena musicale.

Moya Brennan

Addio a Moya Brennan, cantante dei Clannad

Si è spenta in Irlanda a 73 anni la voce storica del gruppo folk

È morta lo scorso 13 aprile a 73 anni Moya Brennan, voce storica dei Clannad. La famiglia ha comunicato che l’artista si è spenta nella sua casa in Donegal; negli ultimi anni soffriva di fibrosi polmonare.

Figura centrale del folk irlandese contemporaneo, Moya Brennan aveva fondato i Clannad nel 1970 insieme ai fratelli Pól e Ciarán e agli zii Noel e Pádraig Ó Dúgáin. Il gruppo, nato inizialmente con un forte legame alla tradizione gaelica, ha poi progressivamente ampliato il proprio linguaggio fino a diventare uno dei nomi simbolo della musica celtica moderna.

La svolta internazionale arriva negli anni ’80 con Theme From Harry’s Game (1982), brano scritto per una serie televisiva ambientata nel conflitto nordirlandese, capace di entrare nelle classifiche britanniche e irlandesi. Poco dopo, nel 1985, arriva In A Lifetime, duetto con Bono degli U2, tra i brani più riconoscibili del loro repertorio.

Negli anni ’90 i Clannad consolidano la loro fama internazionale fino al Grammy vinto nel 1998 per Landmarks, premiato come miglior album new age.

Parallelamente, Moya Brennan aveva intrapreso una carriera solista dal 1992 con l’album Máire, pubblicando numerosi lavori e partecipando anche a colonne sonore come quelle di Titanic e King Arthur. La sua voce è rimasta uno dei simboli più distintivi del folk celtico contemporaneo.

Qui la nostra intervista in occasione del tour d’addio dei Clannad che aveva fatto tappa anche in Italia:

So long, Moya…

Eric Andersen - Thirsty Boots - Live - Jam TV

Eric Andersen – Thirsty Boots (Live)

Un brano del repertorio folk americano interpretato dal vivo da uno dei protagonisti della scena del Greenwich Village

Eric Andersen interpreta dal vivo negli studi di Jam TV Thirsty Boots, brano scritto negli anni Sessanta e tra i più rappresentativi del suo repertorio.

Composta durante il periodo in cui Andersen era parte integrante della scena del Greenwich Village di New York, Thirsty Boots è una canzone che unisce tensione poetica e impegno civile, evocando il viaggio, la libertà e la ricerca di un mondo più giusto. Nel tempo Thirsty Boots è stata riletta anche da altri interpreti, confermandosi come una delle composizioni più significative del repertorio di Andersen.

Ad accompagnarlo in questa esecuzione c’è Steve Addabbo, produttore discografico americano, compositore, ingegnere del suono e chitarrista, nonché proprietario dello studio Shelter Island Sound di New York. Addabbo ha collaborato con numerosi artisti di primo piano, contribuendo tra l’altro alla co-produzione dei primi due album di Suzanne Vega, contenenti brani come Luka e Tom’s Diner, e lavorando come mix engineer su alcune uscite della Bootleg Series di Bob Dylan, tra cui The Cutting Edge, che gli è valso un Grammy.

Con oltre sessant’anni di carriera alle spalle, Eric Andersen continua a essere una figura centrale del cantautorato folk internazionale. Nel 2025 ha pubblicato il doppio album Dance Of Love And Death, contenente 17 brani inediti e arricchito dalla partecipazione di numerosi musicisti, tra cui Lenny Kaye, Larry Campbell, Michele Gazich e lo stesso Steve Addabbo.

Saverio Lanza - By This River - Brian Eno Cover - Live - Jam TV

Saverio Lanza – By This River (Brian Eno Cover)

Uno dei brani più essenziali e sospesi della produzione di Brian Eno, costruito su una scrittura minimale e su una produzione che ha segnato profondamente l’estetica ambient e la musica contemporanea

Nel nostro studio, Saverio Lanza interpreta in versione live voce e chitarra By This River di Brian Eno.

Saverio Lanza è musicista, compositore e produttore, attivo tra scrittura, ricerca sonora e collaborazione con artisti della scena italiana contemporanea. Il suo percorso attraversa linguaggi diversi, dalla canzone d’autore alla sperimentazione, con una forte attenzione alla costruzione del suono e alla sua dimensione emotiva.

Il suo album Reunion, pubblicato nel 2025, rappresenta una sintesi del suo percorso artistico, in cui confluiscono esperienze maturate nel tempo tra musica, improvvisazione e ricerca, restituite in una forma libera e non vincolata ai generi.

Giulia Pratelli e Luca Guidi - Dio, come ti amo (Domenico Modugno Cover)

Giulia Pratelli e Luca Guidi – Dio, come ti amo

Dio, come ti amo è una delle canzoni d’amore più intense del repertorio di Modugno, costruita su una scrittura diretta e profondamente emotiva

Nel nostro studio, Giulia Pratelli e Luca Guidi interpretano dal vivo, in versione acustica, Dio, come ti amo di Domenico Modugno.

Il brano è tratto da Di Blu. Omaggio a Domenico Modugno, album di Giulia Pratelli e Luca Guidi finalista alle Targhe Tenco 2025 nella categoria Miglior album di interprete, progetto dedicato alla rilettura della musica di Domenico Modugno in chiave contemporanea.

In questa versione live acustica, l’interpretazione si muove tra misura e intensità, costruita sull’equilibrio tra voce e accompagnamento, in un dialogo essenziale che mette al centro il testo e la sua forza espressiva.

Bernardo Lanzetti recita It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding) di Bob Dylan

Bernardo Lanzetti recita “It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding)” di Bob Dylan

Uno dei testi più visionari e taglienti di Bob Dylan viene qui restituito nella sua forma più diretta e narrativa da Bernardo Lanzetti

 

Bernardo Lanzetti interpreta It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding) di Bob Dylan in forma di talking blues dal vivo.

It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding) è un flusso poetico e critico sulla società contemporanea, costruito su immagini rapide e osservazioni lucide, dove ironia e disincanto si intrecciano in una delle scritture più potenti della fase elettrica e letteraria di Dylan.

In questa versione live, Bernardo Lanzetti ne propone una lettura in stile talking blues, riportando il testo alla sua dimensione originaria di racconto parlato, in cui la parola diventa ritmo e struttura musicale.

Bernardo Lanzetti è cantante, autore e interprete tra le voci storiche del progressive rock italiano. Dagli Acqua Fragile alla PFM – Premiata Forneria Marconi, ha contribuito a definire una stagione fondamentale tra scrittura, ricerca vocale e apertura internazionale.

Luciano Panama - Disamistade (Fabrizio De André Cover)

Luciano Panama – Disamistade (Fabrizio De André Cover)

Un brano che continua a colpire per la sua forza narrativa e la sua attualità emotiva

 

Luciano Panama interpreta Disamistade di Fabrizio De André in versione live acustica.

Disamistade è uno dei momenti più intensi del repertorio di Fabrizio De André, in cui il tema del conflitto umano si intreccia con memoria, dolore e la natura ciclica e irrisolta della violenza.

In questa versione live acustica, Luciano Panama ne propone una lettura essenziale e diretta, lasciando che sia il testo a guidare completamente l’ascolto.

Luciano Panama è medico, musicista e autore polistrumentista. Dopo l’esperienza con il progetto Entourage – Enter In Our Age, con cui ha pubblicato album ed EP tra rock alternativo e scrittura cantautorale, ha intrapreso un percorso solista più essenziale e personale.

Il suo lavoro si muove tra musica, parola e ricerca artistica indipendente, con un approccio che unisce produzione autonoma, attività live e sperimentazione narrativa.

Nel 2024 pubblica Raggi che oltrepassano qualsiasi andatura: Composizioni per sole parole, che affianca il suo percorso tra scrittura e musica.

Dale Davis - Back to Black 20 anni dopo con la Amy Winehouse Band in Italia

Dale Davis – 20 anni di “Back to Black” con la Amy Winehouse Band in Italia

Com’è suonare Back to Black dopo 20 anni? La band di Amy Winehouse torna in Italia. Dale Davis svela retroscena, emozioni e l’eredità di un album leggendario

 

Era il 2006 quando usciva Back to Black, il secondo album di Amy Winehouse: il disco della consacrazione. Un lavoro trainato da una sequenza impressionante di singoli diventati hit, capace di scalare le classifiche di tutto il mondo mentre, in parallelo, la luce attorno alla cantautrice si affievoliva lentamente ed iniziava il suo declino. A vent’anni da quel capolavoro, la storica band che accompagnava Amy Winehouse torna in tour per celebrarlo, con alcune date anche in Italia. Abbiamo incontrato Dale Davis, bassista storico e direttore musicale, oggi alla guida della Amy Winehouse Band, per farci raccontare cosa significa riportare sul palco quell’eredità.

 

THE AMY WINEHOUSE BAND – Amy’s Original Band
Back To Black 20th Anniversary

Venerdì 24 aprile 2026
Pordenone, Capitol – Via Giuseppe Mazzini, 60
Inizio concerti h. 21:00
Biglietti su Ticketone
Posto unico in piedi: € 26,00 + prev. / € 30,00 in cassa la sera del concerto

Sabato 25 aprile 2026
Cesenatico (FC), Teatro Comunale – Viale Giuseppe Mazzini, 10
TUTTO ESAURITO

Domenica 26 aprile 2026
Milano, Santeria Toscana 31 – Viale Toscana, 31
Inizio concerti h. 21:00
Biglietti su Ticketone
Posto unico in piedi: € 30,00 + prev.

Martedì 28 aprile 2026
Firenze, Teatro Puccini – Via delle Cascine, 41
Inizio concerti h. 21:00
Biglietti su Ticketone
Platea: € 35,00 + prev.
Galleria: € 30,00 + prev.

Mercoledì 29 aprile 2026
Roma, Largo Venue – Via Biordo Michelotti, 2
Inizio concerti h. 21:00
Biglietti su Ticketone
Posto unico in piedi: € 26,00 + prev. / € 30,00 in cassa la sera del concerto

Giovedì 30 aprile 2026
La Spezia, Teatro Civico – Piazza Mentana
Biglietti su Ticketone
Poltronissima: € 40,00 + prev.
Primo e secondo settore platea: € 30,00 + prev.
Primo e secondo ordine palchi: € 30,00 + prev.
Terzo ordine palchi, barcacce e gallerie: € 25,00 + prev.

Nuova data
Domenica 12 luglio 2026
Taranto, Monreve Summer Festival / Mon Rêve Ecogreen Resort – Via Pesca Mazzisciata, 1
Biglietti su Vivaticket
Posto unico: € 25,00 + prev.

Rolling Stones © Mark Seliger

Rolling Stones, nuovo singolo in vinile sotto pseudonimo

(Rolling Stones © Mark Seliger)

Gli Stones tornano come The Cockroaches con un singolo su white label in tiratura limitata

Per i Rolling Stones il tempo passa, ma l’istinto per il colpo di scena no. Il nuovo singolo non è arrivato con il classico annuncio globale, né con una premiere sulle piattaforme, ma attraverso una mossa molto più furba e molto più rock: un’uscita in vinile, in tiratura limitata, pubblicata sotto pseudonimo.

Il nome scelto è The Cockroaches, cioè “gli scarafaggi”: un alias che i fan più attenti conoscono già, perché appartiene alla storia laterale della band ed è stato usato anche in passato per esibizioni segrete. Stavolta, però, lo pseudonimo è diventato il centro di una piccola operazione narrativa costruita benissimo, tra indizi, poster, sito dedicato e una diffusione iniziale solo su white label, senza streaming. Il brano si intitola Rough and Twisted ed è il primo tassello del nuovo progetto discografico degli Stones, atteso secondo diverse anticipazioni per luglio.

In Germania il vinile è stato persino venduto a 10,07 euro, cifra letta come riferimento alla data del possibile album, mentre in rete continuano a circolare indiscrezioni sul titolo del disco, che potrebbe essere Foreign Tongues. Al di là della canzone in sé, la cosa più interessante è forse proprio questa: in un presente dominato dalla simultaneità dello streaming, i Rolling Stones hanno scelto di rallentare tutto, creare mistero e rimettere il supporto fisico al centro del racconto.

Non solo un singolo, quindi, ma una mossa di linguaggio: far parlare della musica prima ancora di renderla davvero disponibile ovunque. Ed è un’operazione perfettamente stonesiana. Perché dentro c’è il gusto della maschera, della messinscena, del richiamo alla propria mitologia e anche un modo molto lucido di stare nel presente senza inseguirlo. Invece di adattarsi al flusso, gli Stones lo piegano alle loro regole: si nascondono, seminano tracce, riattivano l’attesa. E alla fine, ancora una volta, fanno parlare tutti.

 

Robert Plant torna ai Led Zeppelin ed esegue in TV "Ramble On"

Robert Plant torna ai Led Zeppelin ed esegue in TV “Ramble On”

Performance con i Saving Grace al Late Show with Stephen Colbert

Robert Plant è tornato a confrontarsi con il repertorio dei Led Zeppelin durante una recente apparizione al Late Show with Stephen Colbert, dove ha eseguito Ramble On insieme ai Saving Grace. La performance col brano, contenuto originariamente in Led Zeppelin II del 1969, è andata in onda lo scorso 8 aprile:

L’esibizione arriva a pochi giorni dalla conclusione del tour nordamericano di Plant, chiuso con una data a New York, e rappresenta la sua seconda ospitata nel programma negli ultimi mesi, dopo quella dello scorso novembre. Dopo le date in Nord America, il calendario live prevede concerti in Sud America con tappe a Buenos Aires, Córdoba e Rosario, seguite da una serie di show in Brasile. In estate il progetto arriverà in Europa, con tre concerti a Šibenik, in Croazia, e ulteriori date tra Turchia, Bulgaria e Grecia.

Nel corso della puntata, l’ex frontman dei Led Zeppelin ha proposto anche Higher Rock, brano tratto dal suo album realizzato con i Saving Grace, pubblicato lo scorso anno:

Tornando a Ramble On, la scelta ha avuto anche un forte valore simbolico. Il brano dei Led Zeppelin è infatti noto per i suoi riferimenti diretti all’universo di J.R.R. Tolkien, con richiami a Il Signore degli Anelli, di cui Stephen Colbert è grande appassionato, e citazioni di personaggi come Mordor e Gollum.

Il legame tra Robert Plant e l’universo di Tolkien non è nuovo. Oltre a Ramble On, anche altri brani dei Led Zeppelin come Misty Mountain Hop contengono riferimenti all’opera dello scrittore britannico. Nel corso di precedenti interviste con Colbert, Plant ha raccontato come questa influenza sia nata fin dall’infanzia, anche grazie alla passione trasmessa dai genitori.

«Do la colpa a mia madre e a mia padre. C’è una sorta di fusione, là dentro»

In un altro passaggio, il musicista ha spiegato il suo rapporto con i paesaggi britannici e il mondo narrativo di Tolkien:

«Tolkien mi parlava, perché i suoi punti di riferimento erano molto vicini a quelli che vedevo con i miei occhi. Molto vicini ai luoghi dove i miei genitori, senza saperlo, mi portavano da bambino, attraverso paesaggi dove ti ritrovavi immerso in un’altra cultura ancora viva; luoghi in cui potevi leggere, nel paesaggio stesso, ciò che proveniva dai tempi antichi, prima che arrivassero autostrade e cose del genere. È qualcosa di molto evocativo, e credo che Tolkien lo avesse capito fino in fondo».

E ancora:

«È davvero straordinario pensare che possa esistere una cultura spinta fino all’estremo ovest dell’Inghilterra, che non abbia praticamente nulla a che fare con gli inglesi. I gallesi sono britannici, ma appartengono a un altro mondo. E così, quell’intreccio di leggende, di viaggi, di storie antiche… è tutto lì, a quindici miglia da casa mia. Lo si avverte ovunque».

L’esecuzione all’Ed Sullivan Theater di New York ha trasformato il classico dei Led Zeppelin in una versione più intima e acustica, grazie anche all’apporto dei Saving Grace e alla voce di Suzi Dian. Questa reinterpretazione ha messo in evidenza l’approccio attuale di Robert Plant, sempre più orientato verso sonorità folk e blues, lontane ma in continuità con il suo passato rock. Il tutto si inserisce in una fase artistica in cui Robert Plant continua a rielaborare il proprio repertorio storico senza ricorrere a operazioni nostalgiche, preferendo nuove interpretazioni dei brani dei Led Zeppelin e un costante lavoro di reinvenzione musicale.

Veronica Marchi - "Bianca", il tour, Maieutica e i 20 anni di carriera - Jam TV

Veronica Marchi – “Bianca”, il tour, Maieutica e i 20 anni di carriera

Un disco tra fragilità e consapevolezza, il racconto del progetto Maieutica Dischi e uno sguardo a vent’anni di musica

 

Veronica Marchi ha pubblicato un nuovo album dal titolo Bianca (Doc Music (distr. Artist First)), un lavoro che la cantautrice veronese presenta come “di fatto, un elogio del fallimento”, in un’epoca in cui non siamo più abituati a imparare dai nostri sbagli e a prenderci il tempo necessario per ricostruire e andare avanti. All’interno di Bianca sono tanti gli ospiti – Cristiana Verardo, Andrea Mirò, Nicola Cipriani, Giada Ferrarin in arte Amaranto ed Eva -, ma il nostro incontro inizia parlando del titolo del nuovo album, ispirato anche a Bianca D’Aponte.

La cantautrice è impegnata anche in un tour dal vivo con un calendario sempre in aggiornamento. Queste sono per ora le prossime date in programma:

10 aprile – DLF – Velletri (Roma)
18 aprile – Officine Limoni – Montecchio Maggiore (VI)
26 aprile – Auditorium Bianca D’Aponte – Aversa (CE)
30 aprile – Arci Tambourine – SEREGNO (MI)
20 maggio – Pota la pizza – Calcinato (BS)

Tra le tante esperienze artistiche di Veronica Marchi è degna di nota Maieutica Dischi, la casa discografica fondata nel 2020 e dedicata alla musica fatta da donne, un progetto che va oltre la semplice etichetta.

La cantautrice ha poi festeggiato di recente vent’anni di carriera e, in conclusione, le abbiamo chiesto se si aspettasse di raggiungere questo traguardo.

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