19 marzo 1957 – Elvis e il mito di Graceland
La signora Ruth Brown Moore vende a Elvis Presley la sua villa: Graceland diventa ben presto il quartier generale del Re del Rock ‘n’ Roll
Oggi, 19 marzo 1957
La signora Ruth Brown Moore vende al re del Rock ‘n’ Roll Elvis Presley la sua villa coloniale situata nel quartiere Whitehaven di Memphis, Tennessee.
Prezzo pattuito: 100.000 dollari.
Appartenuta originariamente a Mr. Toof, editore del quotidiano Memphis Daily Appeal, la casa viene chiamata così in onore della figlia di Toof, Grace.
Ruth Brown Moore, una nipote della Toof, la eredita nel 1939.
Elvis, in quel momento in vetta alle classifiche con All Shook Up, brano di Otis Blackwell, mette subito in atto diverse modifiche strutturali. La villa viene ingrandita sino a raggiungere le attuali dimensioni di 1600 metri quadri con 23 stanze (tra le quali la celebre Jungle Room che sfoggia una cascata d’acqua) e 8 bagni. Elvis, inoltre, fa costruire una piscina, un campo da squash e impreziosisce l’ingresso con un cancello a foggia di pentagramma musicale.
Tutta l’abitazione è monitorata da un sistema televisivo a circuito chiuso.
Insieme a Presley, prendono possesso della casa il padre Vernon e la madre Gladys. Di lì a poco, Elvis fa di Graceland il quartier generale delle sue attività. Dopo il matrimonio avvenuto a Las Vegas nel 1967, Elvis, la moglie Priscilla Beaulieu e la primogenita Lisa Marie (che nasce un anno dopo) vivono a Graceland sino al divorzio del 1972.
Proprio durante una delle visite di Lisa Marie al padre, il 16 agosto del 1977 Elvis Presley viene trovato morto nel suo bagno personale, a Graceland.
Causa del decesso: attacco cardiaco. Viene seppellito, al fianco dei genitori, nei Giardini della Meditazione, nel parco della sua villa di Memphis.
Dall’anno successivo, Graceland è aperta al pubblico.
A tutt’oggi, dopo la Casa Bianca, è la residenza americana che vanta il maggior numero di visitatori: quasi un milione l’anno.
