Noinoncisanremo, Francesco De Gregori a Roma e Alberto Fortis a Milano

Noinoncisanremo, Francesco De Gregori a Roma e Alberto Fortis a Milano

Grande successo per la 4ª edizione di Noinoncisanremo, “una garbata contestazione al Festival della Canzone Italiana” di Luigi “Grechi” De Gregori insieme a I giovani del Folkstudio

 

Ormai da quattro anni, in contemporanea con la settimana sanremese, Luigi “Grechi” De Gregori, insieme a I giovani del Folkstudio, porta in scena Noinoncisanremo, quella che gli piace definire “una garbata contestazione al Festival della Canzone Italiana”, con l’intento di valorizzare una scena musicale lontana dai riflettori e che continua a produrre nuove proposte di valore.
Un appuntamento che quest’anno è andato in scena a Roma e per la prima volta anche a Milano: due serate che hanno visto alternarsi sul palco, oltre allo stesso Grechi a tirare le fila, dai protagonisti dello storico Folkstudio a cantautori e cantautrici sulle scene da anni fino a giovani talenti all’inizio del loro percorso.

Il 24 febbraio a Roma, sul palco del Teatro Garbatella, una delle protagoniste indiscusse è stata la storica e originale sedia rossa del Folkstudio che ha comodamente ospitato i più grandi autori e cantanti di quel fiorente periodo, compreso Bob Dylan. Venduta all’asta dall’ex gestore del Folkstudio Giancarlo Cesaroni, poi ricomprata dal cantautore Paolo Pietrangeli, alla sua morte è stata donata all’Istituto Ernesto De Martino, che ha deciso di cederla eccezionalmente per la serata romana di Noinoncisanremo, rafforzando il legame con la storia del Folkstudio e con la sua eredità artistica.
Tanti i nomi che si sono succeduti sul palco, dai dicianovenni Francesco Ripandelli e Lorenzo Giannini in duo, la giovanissima Nage e poi Daniele De Gregori e Lucio Bardi, Giovanni Block, fino all’uscita a sorpresa di Francesco De Gregori che ha omaggiato suo fratello interpretando Senza regole e poi Il panorama di Betlemme.

Il concept della serata si è poi replicato il 26 a Milano nell’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare per uno degli appuntamenti di Live Pop, condotti da Claudio Agostoni e per l’occasione anche da Ezio Guaitamacchi, con Luigi “Grechi” De Gregori spesso sul palco a raccontare anche per il pubblico milanese la storia del Folkstudio. A Milano si sono esibiti Claudio Sanfilippo, Veronica Marchi, Patrizia Cirulli, Folco Orselli, Petrina, Giovanni Block, che quindi è stato l’unico a prendere parte alle due serate di Noinoncisanremo, e come special guest Alberto Fortis.

Noinoncisanremo è diventato ormai un appuntamento immancabile che continua a crescere e ad allargare il suo pubblico… e chissà che nelle prossime edizioni non raggiunga altre città oltre a Roma e Milano…

Nicla Crippa, la fan italiana che incontrò Elvis Presley

Nicla Crippa, la fan italiana che incontrò Elvis Presley

Dal fan club italiano ai concerti di Elvis Presley a Las Vegas: il racconto di un incontro indimenticabile

In questi giorni viene proiettato al cinema EPiC: Elvis Presley in Concert. Il Re del rock’n’roll viene raccontato attraverso la sua stessa voce narrante e i concerti che tenne a Las Vegas tra il 1969 e il 1976, con un film che vede alla regia Buz Luhrmann, già nello stesso ruolo per il biopic Elvis, uscito nel 2022. Noi abbiamo incontrato chi quei concerti li ha visti, potendo conoscere nell’occasione lo stesso Elvis Presley in persona: la fan italiana Nicla Crippa.

Nicla racconta infatti la sua storia da fan di Elvis, una passione nata quando aveva appena dodici anni e destinata a segnare profondamente la sua vita.

Nel 1971 partecipò a un evento speciale a Milano: la proiezione del film concerto Elvis: That’s the Way It Is, uscito negli Stati Uniti l’anno precedente. L’iniziativa fu organizzata dalla RCA Records italiana e coinvolse il primo fan club italiano di Elvis, fondato nel 1962 da Livio Monari di Recanati. Poiché a Milano c’erano molti più fan, la proiezione venne organizzata proprio lì, al cinema Metro-Astra (oggi non più esistente), in Corso Vittorio Emanuele II.

Nicla, ancora giovanissima, aiutò a contattare decine di fan per riempire la sala. Durante quella proiezione maturò un sogno: andare negli Stati Uniti per vedere Elvis dal vivo. Il sogno si realizzò nel 1972, quando partì insieme a Livio Monari per Las Vegas, dove Elvis in quegli anni teneva abitualmente i suoi concerti.

All’inizio non fu facile avvicinarsi all’entourage dell’artista. Il manager, cioè il Colonello Tom Parker, e il collaboratore Joe Esposito negarono loro la possibilità di incontrarlo. La svolta arrivò grazie a Emilio Muscelli, maître d’hotel (Showroom Maitre D) durante i famosi spettacoli di Elvis Presley a Las Vegas tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Colpito dall’entusiasmo della giovane fan italiana, li aiutò a entrare ai concerti e a ottenere posti eccellenti.

Poco dopo arrivò anche il momento più emozionante: l’incontro con Elvis nel backstage. Nicla lo salutò con grande entusiasmo e l’artista si dimostrò subito gentile e disponibile. Elvis accolse con gratitudine anche una coppa che i fan italiani avevano fatto realizzare appositamente per lui, destinata poi a Graceland, la sua celebre residenza di Memphis.

Dopo un primo incontro senza fotografie riuscite, grazie all’intervento di Muscelli fu organizzato un secondo incontro con una fotografa dello showroom. In quell’occasione scattarono finalmente le foto ricordo e parlarono ancora con Elvis, che si mostrò affettuoso e spiritoso. Quando Nicla gli chiese cosa avrebbe voluto ricevere dall’Italia, lui scherzò rispondendo: una Ferrari.

Durante quella settimana Nicla e Livio assistettero a quattordici concerti consecutivi. L’ingresso di Elvis sulle note di Also sprach Zarathustra fu un momento indimenticabile, capace di lasciare il pubblico senza parole. Tra i brani più memorabili delle serate c’erano Burning Love, Love Me Tender e Polk Salad Annie, quest’ultima scritta da Tony Joe White, ma resa molto personale da Elvis in funzione del suo stile inconfondibile.

Nel 1973 Nicla tornò negli Stati Uniti e fece visita a Graceland, dove fu accolta dallo zio di Elvis, Vester Presley, fratello del padre Vernon, che fu molto gentile con lei e con gli altri fan.

La morte improvvisa di Elvis il 16 agosto 1977 arrivò come uno choc. Nicla si trovava sull’isola di Ponza quando apprese la notizia dai giornali del mattino seguente. Fu un momento di grande dolore: un fulmine a ciel sereno per milioni di fan nel mondo.

Nel corso degli anni Nicla ebbe anche l’opportunità di incontrare numerosi grandi artisti internazionali, come tour manager. Tra questi Frank Sinatra, Liza Minnelli, Sammy Davis Jr., Harry Belafonte, Etta JamesDr. John… ma il suo idolo rimane Elvis.

In totale Nicla Crippa ha visto 22 concerti di Elvis a Las Vegas: 14 nel 1972 e 8 nel 1973… e alla fine del nostro incontro ci ha mostrato anche alcuni oggetti appartenuti al Re del rock’n’roll, alcuni dei quali donati da lui stesso quando si sono visti a Las Vegas.

Ancora oggi Nicla custodisce quei ricordi come uno dei capitoli più intensi della sua vita: l’incontro con un artista straordinario che ha cambiato per sempre la storia della musica.

Ringo Starr - Long Long Road

Ringo Starr annuncia il nuovo album “Long Long Road”, in uscita il 24 aprile 2026

Una nuova collaborazione con T Bone Burnett dopo Look Up

Il 24 aprile 2026 uscirà Long Long Road, nuovo album di Ringo Starr, scritto e prodotto in collaborazione con T Bone Burnett. Il disco segue Look Up, pubblicato nel gennaio 2025.

Il 3 marzo 2026 è stato pubblicato il singolo It’s Been Too Long, con la partecipazione di Molly Tuttle e Sarah Jarosz. Il brano anticipa l’album, composto da 10 tracce, che include collaborazioni con Billy Strings, Sheryl Crow e St. Vincent.

“Sono fortunato ad avere T Bone nella mia vita in questo momento e a lavorare con lui su questi dischi”, ha dichiarato Ringo. “Dopo aver realizzato l’ultimo disco, che adoro ascoltare, questo è venuto fuori quasi per caso. Mi piace dire che a volte faccio le mosse giuste, come quando puoi andare a destra o a sinistra in qualsiasi momento, e una delle mosse giuste è stata quella di collaborare con T Bone per Look Up, e ora per questo, che ho chiamato Long Long Road, perché ho percorso una strada molto lunga”.

Long Long Road si muove tra sonorità country e americana, riflettendo le influenze musicali di Starr, tra cui Carl Perkins. “Ho registrato due canzoni di Carl Perkins con i Beatles, e sia T Bone che io ne volevamo una in questo disco”, ha spiegato Ringo, “e lui ha trovato questo bellissimo brano che non avevo mai sentito prima, I Don’t See Me In Your Eyes Anymore“.

L’album è stato registrato tra Nashville e Los Angeles e vede il coinvolgimento di diversi musicisti già presenti in Look Up. Tra questi Paul Franklin, David Mansfield, Dennis Crouch, Daniel Tashian, Rory Hoffman, Patrick Warren e Colin Linden. Burnett chiama affettuosamente il gruppo come The Texans, in riferimento alla band con cui Starr suonava a Liverpool nel 1959.

“Ho sempre amato il modo di suonare e cantare di Ringo”, ha dichiarato Burnett. “Poi una sera eravamo insieme a una lettura di poesie e lui mi ha detto: ‘Perché non scrivi una canzone per me?’ Così gli ho scritto una canzone in stile Gene Autry, perché ho sempre considerato Ringo un artista texano: il suo modo di suonare mi ricordava la musica del Texas. Ringo Starr è un artista di altissimo livello e volevo circondarlo di questi giovani maestri, apportando un po’ di quella straordinaria energia giovanile che si respira a Nashville in entrambi questi dischi”.

La precedente collaborazione, Look Up, pubblicata il 10 gennaio 2025, è stata il primo album country di Ringo Starr dopo cinquant’anni. Il disco ha raggiunto la Top 10 della classifica statunitense Billboard Top Album Sales e la prima posizione nella classifica country ufficiale nel Regno Unito. Nel febbraio 2025 Starr si è esibito al Grand Ole Opry, su invito di Emmylou Harris, durante due serate al Ryman Auditorium, registrate per uno speciale trasmesso su CBS e disponibile in streaming su Paramount+.

Tracklist

Side One
RETURNING WITHOUT TEARS
BABY DON’T GO
I DON’T SEE ME IN YOUR EYES ANYMORE
IT’S BEEN TOO LONG
WHY

Side Two
YOU AND I (WAVE OF LOVE)
MY BABY DON’T WANT NOTHING
CHOOSE LOVE
SHE’S GONE
LONG LONG ROAD

L’album è prodotto da T Bone Burnett e co-prodotto da Daniel Tashian e Bruce Sugar.

Sarà disponibile in formato digitale, CD, LP standard e LP Limited Edition in vinile colorato “Ultraviolet Dream”.

John Hammond Jr.

Addio a John Hammond Jr.

Il bluesman aveva 83 anni

È venuto a mancare lo scorso 28 febbraio all’età di 83 anni John Hammond Jr.. La notizia è stata confermata da Paul James, collaboratore e amico di lunga data, che ha riferito su Facebook di aver appreso della scomparsa dalla moglie dell’artista, Marla.

Nato il 13 novembre 1942 a New York, Hammond era figlio del produttore della Columbia Records John Hammond Sr., figura centrale dell’industria musicale statunitense che contribuì a lanciare artisti come Billie Holiday, Aretha Franklin e Bob Dylan. A differenza del padre, Hammond Jr. scelse di dedicarsi direttamente all’attività musicale, orientandosi verso le radici del blues.

Durante l’adolescenza scoprì i dischi di Robert Johnson, Muddy Waters e Howlin’ Wolf, sviluppando uno stile legato al fingerpicking e alle sonorità del Delta. Dopo aver lasciato l’Antioch College in Ohio, avviò la sua carriera musicale e nel 1963 firmò con Vanguard Records, pubblicando un album d’esordio composto in gran parte da reinterpretazioni di classici blues, tra cui brani di Lightnin’ Hopkins, oltre a Maybellene di Chuck Berry.

Nel corso della sua carriera, che conta oltre trenta album in studio, Hammond ha mantenuto un repertorio incentrato sul blues rurale e sul Chicago blues, senza seguire le tendenze di mercato. Tra i titoli più noti figurano So Many Roads (1965), realizzato con la partecipazione del chitarrista Mike Bloomfield e di tre futuri membri di The BandRobbie Robertson, Garth Hudson e Levon Helm — oltre a I Can Tell e Southern Fried. Nel 1973 incise Triumvirate insieme a Mike Bloomfield e a Dr. John.

Nel corso degli anni collaborò e strinse rapporti con musicisti come Duane Allman, Jimi Hendrix — che suonò brevemente nella sua band prima di affermarsi come solista — ed Eric Clapton.

Un capitolo particolare della sua discografia è rappresentato da Wicked Grin (2001), album interamente dedicato a brani di Tom Waits e prodotto dallo stesso Waits insieme a Kathleen Brennan. Il disco rilegge il repertorio dell’autore californiano riportandolo a una dimensione essenziale e radicata nel blues.

Figura di riferimento per più generazioni di musicisti, Hammond ha avuto un ruolo significativo nel revival del blues americano degli anni Sessanta, mantenendo nel tempo un approccio fedele alla tradizione. La sua scomparsa segna la fine di una delle voci legate a quella stagione, di cui ha rappresentato una presenza costante.

So long, John…

neil sedaka

Addio a Neil Sedaka

Leggenda del pop americano, ha attraversato generazioni tra successi internazionali e un profondo legame con l’Italia

Ci ha lasciato Neil Sedaka. Aveva 86 anni. A darne notizia è stata la famiglia: «Vera leggenda del rock’n’roll, fonte d’ispirazione per milioni di persone, ma soprattutto, almeno per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un essere umano incredibile che ci mancherà profondamente». Non sono state diffuse informazioni sulle cause della morte.

 

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Cantautore, pianista e autore di grandi successi, Sedaka è stato una delle figure centrali del pop statunitense tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta. Cresciuto a Brooklyn, ha saputo unire melodie immediate e scrittura raffinata, firmando brani diventati classici come Oh! Carol, Breaking Up Is Hard to Do e Next Door to an Angel. Parallelamente ha scritto anche per altri artisti, contribuendo a costruire il suono di un’epoca.

L’arrivo di nuove tendenze musicali nella seconda metà dei Sessanta mise alla prova la sua carriera. «Sentivo la radio e mi chiedevo cosa fare. Non era più il tempo dei tra-la-la e dei do-be-do, di cui ero il re. Volevo adattarmi alla cultura del tempo». La capacità di rimettersi in gioco lo portò a una seconda stagione di successo negli anni Settanta, anche grazie al sostegno di Elton John, con singoli come Laughter in the Rain e Bad Blood, che lo riportarono in vetta alle classifiche.

Molto legato all’Italia, dove incise diversi brani nella nostra lingua e partecipò a numerosi programmi televisivi, Sedaka ha continuato a esibirsi e pubblicare musica fino agli ultimi anni, mantenendo vivo un rapporto diretto con il suo pubblico.

So long, Neil…

documentario u2 - yours eternally

U2, online il corto documentario “Yours Eternally”

Diretto dal regista ucraino Ilya Mikhaylus, il film accompagna il brano tratto dall’EP Days of Ash ed è stato pubblicato nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina

Il regista ucraino Ilya Mikhaylus ha pubblicato un corto documentario ispirato al brano Yours Eternally degli U2, realizzato con la collaborazione di Ed Sheeran e dell’artista ucraino Taras Topolia. Il brano è tratto dall’EP Days of Ash, uscito la scorsa settimana.

Il corto, della durata di circa quattro minuti e mezzo, è stato diffuso oggi, 24 febbraio 2026, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Girato nel dicembre 2025, il film documenta la vita quotidiana di Alina e dei soldati del Corpo “Khartiya”, impegnati nella regione di Kharkiv. Il progetto fa parte di un documentario completo la cui uscita è prevista per la fine del 2026.

Il documentario è diretto da Ilya Mikhaylus e prodotto da Pyotr Verzilov. Tra i produttori esecutivi del progetto figurano Maksym Serdiuk e Artem Hryhorian (KNIFE! Films). Il film è stato realizzato con il contributo dei soldati del 2° Corpo “Khartiya” della Guardia Nazionale dell’Ucraina, del comandante Ihor Obolenskiy e di Vsevolod Kozhemyako.

Il regista Ilya Mikhaylus ha dichiarato: “Per quattro anni, l’Ucraina ha resistito all’invasione russa su vasta scala, e i soldati del Corpo di Khartia sono tra le centinaia di migliaia di ucraini che difendono la loro patria. In questo cortometraggio, e nel prossimo documentario completo, cerchiamo di mostrare il cuore pulsante di questi uomini e donne incredibili, le lotte e i sacrifici che compiono ogni giorno per la cosa più sacra su questo pianeta: la libertà”.

Yours Eternally è uno dei sei brani contenuti nell’EP Days of Ash, progetto pubblicato dagli U2 come lavoro autonomo in attesa del prossimo album in studio previsto entro la fine dell’anno. Il brano vede la partecipazione vocale di Ed Sheeran e Taras Topolia ed è accompagnato da questo nuovo corto documentario.

I contributi a sostegno della libertà e dei diritti umani legati al progetto saranno devoluti ad alcune organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, Committee to Protect Journalists e UNHCR.

Qui di seguito è possibile vedere il corto documentario:

Luigi De Gregori presenta NOINONCISANREMO 2026 - Jam TV

NOINONCISANREMO – Luigi “Grechi” De Gregori presenta la 4ª edizione

I GIOVANI DEL FOLKSTUDIO tornano con la rassegna che si svolge durante il Festival di Sanremo il 24 febbraio a Roma e il 26 febbraio a Milano

Per il quarto anno consecutivo Luigi “Grechi” De Gregori ripropone, insieme a I GIOVANI DEL FOLKSTUDIO, l’appuntamento NOINONCISANREMO, un titolo che gioca ironicamente con il Festival di Sanremo e che vuole essere una garbata contestazione alla manifestazione. La rassegna musicale, realizzata con la direzione artistica di Luigi “Grechi” De Gregori e Ezio Guaitamacchi intende riportare al centro la canzone d’autore, nello spirito che ha caratterizzato gli anni storici del Folkstudio, lontano dalle logiche più commerciali del mercato discografico.

L’edizione di quest’anno prevede una data a Roma, al Teatro Garbatella il 24 febbraio, e un appuntamento a Milano il 26 febbraio all’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare.

I GIOVANI DEL FOLKSTUDIO rappresentano oggi la continuità di un’esperienza storica. Dopo la gestione di Harold Bradley, il locale fu guidato da Giancarlo Cesaroni, che istituì anche uno spazio domenicale dedicato agli esordienti, il “Folkstudio Giovani”. Proprio Cesaroni affidò a Luigi “Grechi” De Gregori la direzione artistica di quell’iniziativa. Anni dopo, Luigi ha ripreso quello spirito organizzando serate romane con musicisti legati a quell’esperienza.

NOINONCISANREMO nasce anche da una riflessione sul Festival di Sanremo, osservato lungo l’arco di molte edizioni. Nei primi anni, il Festival metteva al centro la canzone, i suoi autori e l’orchestra. I cantanti, spesso interpreti di più brani, avevano il compito di valorizzare il pezzo. Nel tempo, secondo “Grechi”, la manifestazione si è trasformata in una vetrina più ampia, dove la musica non è sempre l’elemento principale.

La rassegna alternativa non si propone come contrapposizione frontale, ma come spazio raccolto per un pubblico attento, cresciuto negli anni e interessato all’ascolto delle parole e delle melodie. L’obiettivo è offrire visibilità ad artisti di diverse generazioni, valorizzando una scena che continua a produrre nuove proposte.

Tra gli esempi citati, anche quello di Lucio Corsi, considerato una delle voci più interessanti emerse di recente e già ospite delle serate legate a I GIOVANI DEL FOLKSTUDIO prima della partecipazione a Sanremo.

Accanto ad artisti già avviati, l’iniziativa dà spazio a esordienti molto giovani, alcuni alla prima esperienza dal vivo, e a nuove cantautrici come Nage, segnalata per la qualità della scrittura e della voce.

La rassegna si svolge in contemporanea con il Festival di Sanremo e intende accendere l’attenzione su un’idea di canzone fondata su testo, melodia e interpretazione. Una concezione in cui le parole devono essere ascoltate con chiarezza e il canto resta l’elemento centrale, senza essere sovrastato dagli arrangiamenti.

Gli 80 anni di Franz Di Cioccio e Mauro Pagani

Gli 80 anni di Franz Di Cioccio e Mauro Pagani

Auguri a due protagonisti della musica italiana che continuano a scrivere la storia

Non sono soltanto le rockstar anglo-americane a poter vantare una straordinaria longevità personale e artistica. Anche in Italia ci sono protagonisti che, superata la soglia degli ottant’anni, continuano a essere attivi e creativi. È il caso di Franz Di Cioccio e Mauro Pagani, entrambi classe 1946, che hanno recentemente compiuto ottant’anni a poche settimane di distanza l’uno dall’altro.

Nati nel primo dopoguerra e cresciuti a centinaia di chilometri di distanza — Di Cioccio in Abruzzo e poi a Milano, Pagani in provincia di Brescia — si sono incontrati nel capoluogo lombardo, dove hanno dato vita a uno dei sodalizi più importanti della musica italiana: la Premiata Forneria Marconi. Dall’unione di esperienze e sensibilità diverse nacque la formazione storica che avrebbe portato la PFM a diventare un nome conosciuto e apprezzato anche a livello internazionale, punto di riferimento del progressive rock europeo.

Oggi entrambi continuano a essere instancabili. Franz Di Cioccio è ancora in tour con la PFM, mentre Mauro Pagani ha annunciato l’uscita di un nuovo album di inediti, Tutto è già qui, per BMG, prevista in autunno. Fino a pochi giorni fa era nelle sale il documentario Andando Dove Non So. Mauro Pagani, Una Vita Da Fuggiasco, diretto da Cristiana Mainardi e presentato alla Festa del Cinema di Roma, un racconto che ripercorre la sua vita artistica e personale.

Nel 2006 Di Cioccio è stato insignito dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica dall’allora Presidente Giorgio Napolitano, riconoscimento che ne ha consacrato il ruolo nella storia della musica italiana. Nel corso della sua carriera è stato tra i pochissimi musicisti ad aver collaborato sia con Lucio Battisti sia con Fabrizio De André. Attorno al suo nome circola anche un aneddoto entrato nella leggenda: dopo la scomparsa di John Bonham, i Led Zeppelin avrebbero pensato a lui come possibile sostituto.

Anche Mauro Pagani, dopo l’esperienza con la PFM, ha intrapreso percorsi artistici molteplici e originali: dal progetto Carnascialia con Demetrio Stratos alla collaborazione con De André per Crêuza de mä, fino alle colonne sonore per il cinema, tra cui i film di Gabriele Salvatores. Centrale anche il suo lavoro alle Officine Meccaniche di Milano, studio di registrazione divenuto un punto di riferimento per la produzione musicale italiana.

Entrambi hanno composto musiche per il cinema, il teatro e la pubblicità, dimostrando un’ecletticità rara e una curiosità artistica mai sopita. Come accade per icone internazionali quali Mick Jagger e Paul McCartney, rappresentano un modello di passione, dedizione e vitalità.

A ottant’anni, Franz Di Cioccio e Mauro Pagani continuano a guardare avanti, pronti a sorprendere ancora con nuovi progetti e nuova musica, confermando il loro posto nella storia culturale e musicale del nostro Paese.

U2 band DSP 2026 - 2400px (Credit_ Anton Corbijn)

Gli U2 hanno pubblicato a sorpresa l’EP “Days of Ash”

(U2 – Foto di Anton Corbijn)

Sei tracce, tra cui una collaborazione con Ed Sheeran e Taras Topolia, anticipano il nuovo album previsto per la fine del 2026

 

Oggi, Mercoledì delle Ceneri, gli U2 hanno pubblicato a sorpresa il nuovo EP Days of Ash, un progetto di sei tracce che anticipa l’album in arrivo a fine 2026.

L’EP comprende cinque brani inediti e una poesia: American Obituary, The Tears Of Things, Song Of The Future, Wildpeace, One Life At A Time e Yours Eternally (con Ed Sheeran e Taras Topolia). Si tratta di un lavoro parallelo rispetto al prossimo disco in studio e nasce come riflessione su eventi contemporanei e su figure coinvolte in situazioni di conflitto e repressione. Diversi brani raccontano storie individuali segnate dalla violenza e dalla perdita, tra cui quelle di una madre, un padre, una giovane studentessa e un soldato.

1 U2 Days Of Ash DSP cover

Bono ha dichiarato:
“È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno… Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno. Questi brani dell’EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso… perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro.

“Se hai la possibilità di sperare, è un dovere farlo…” è una frase che abbiamo preso in prestito da Lea Ypi.

Anche una risata sarebbe gradita. Grazie”.

Larry Mullen Jr. ha commentato:
“Chi ha bisogno di ascoltare un nostro nuovo disco? Dipende solo dal fatto che stiamo creando musica che riteniamo meriti di essere ascoltata. Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri lavori migliori. Parliamo molto di quando pubblicare i nuovi brani. Non sempre lo si sa… ma vista la situazione attuale, sembra il momento giusto. Fin dai nostri esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può creare qualche problema, perché c’è sempre una sorta di contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del motivo per cui esistiamo ancora”.

Adam Clayton ha aggiunto:
“Sono entusiasta di queste nuove canzoni, mi sembra che arrivino al momento giusto.”

The Edge ha dichiarato:
“Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza.

In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura.

In cui la dignità di un popolo non è negoziabile.

Questa convinzione non è temporanea.

Non è una moda politica.

È il terreno su cui poggiamo i piedi.

E noi vi stiamo uniti”.

Tra i brani, American Obituary prende spunto dall’uccisione di Renée Nicole Macklin Good, avvenuta a Minneapolis il 7 gennaio 2026 durante una protesta. The Tears Of Things si ispira al libro del frate francescano Richard Rohr e immagina un dialogo simbolico con il David di Michelangelo. Song of the Future è dedicata a Sarina Esmailzadeh, studentessa iraniana morta nel 2022 durante le proteste del movimento Woman, Life, Freedom, nate dopo la morte di Jina Mahsa Amini.

Wildpeace propone una lettura della poesia di Yehuda Amichai, interpretata da Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica degli U2 e di Jacknife Lee.

One Life At A Time è dedicata ad Awdah Hathaleen, attivista palestinese ucciso in Cisgiordania nel 2025, e riprende una frase pronunciata durante il suo funerale dal regista Basel Adra, coautore del documentario premio Oscar No Other Land.

Yours Eternally, con Ed Sheeran e Taras Topolia, sarà accompagnata da un cortometraggio diretto dal regista ucraino Ilya Mikhaylus, in uscita il 24 febbraio, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Il video è stato girato nel dicembre 2025 insieme al Corpo d’Armata Khartiya.

L’uscita dell’EP coincide con il ritorno di Propaganda, magazine ufficiale della band, pubblicato per la prima volta nel 1986. L’edizione speciale, intitolata U2 – Days Of Ash: Six Postcards From The Present… Wish We Weren’t Here, include interviste, testi delle canzoni e contenuti dedicati al progetto.

I contributi a sostegno della libertà e dei diritti umani saranno devoluti alle seguenti organizzazioni:

●      Amnesty International – Amnesty.org

●      Comitato per la protezione dei giornalisti – CPJ.org

●      UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati –  UNHCR.org

L’edizione speciale unica di Propaganda, U2 – Days Of Ash: Six Postcards From The Present… Wish We Weren’t Here, è disponibile in formato digitale e in tiratura limitata in alcuni negozi di dischi indipendenti selezionati in Europa e Nord America.

Tracklist – U2 Days of Ash

  1. American Obituary

  2. The Tears of Things

  3. Song of The Future

  4. Wildpeace

  5. One Life At A Time

  6. Yours Eternally (ft. Ed Sheeran & Taras Topolia)

 

Marlene Kuntz, 30 anni di Il Vile - Ristampa con grafiche di Baronciani e tour celebrativo - Jam TV

Marlene Kuntz, 30 anni di “Il Vile” – Ristampa con grafiche di Baronciani e tour celebrativo

Trent’anni dopo, Il Vile dei Marlene Kuntz torna in edizione speciale e sul palco con un tour che ripercorre l’album per intero

In occasione del trentesimo anniversario di Il Vile, secondo album dei Marlene Kuntz, il 6 marzo esce una versione speciale numerata e in edizione limitata di questo lavoro pubblicato nel 1996 e diventato un punto di riferimento del rock alternativo italiano. Il progetto grafico è stato curato da Alessandro Baronciani, illustratore e fumettista che ha firmato manifesti per festival e copertine per artisti della scena indipendente italiana, oltre ad aver pubblicato diversi libri, alcuni tradotti e premiati anche all’estero.

Per questa edizione Baronciani ha realizzato nuove grafiche e un booklet a fumetti composto da undici tavole ispirate ai brani del disco. Il progetto include anche tre cartoline con vignette tratte dal fumetto e tutte le copie sono numerate e firmate a mano dall’autore.

Per l’occasione abbiamo intervistato i Marlene Kuntz, in particolare Cristiano Godano e Riccardo Tesio, e abbiamo chiesto loro com’è nata l’idea di questa ristampa deluxe in vinile con le grafiche di Alessandro Baronciani.

Marlene Kuntz - Il Vile illustrato - Copertina di Alessandro Baronciani

La ristampa sarà accompagnata dal tour Marlene Kuntz suona Il Vile, durante il quale la band eseguirà l’album per intero nei principali club italiani. Sul palco, accanto a Cristiano Godano e Riccardo Tesio, ci saranno come ormai di consueto Lagash al basso e Sergio Carnevale alla batteria, mentre il polistrumentista Davide Arneodo non sarà presente.

Marlene Kuntz - 30 anni di Il Vile - Tour

Considerando l’esperienza del tour nel 2024 per i trent’anni di Catartica, l’ultima riflessione con i Marlene Kuntz è sul loro pubblico, se sia lo stesso di allora o se nel tempo nuove generazioni si siano avvicinate alla loro musica.

Kurt Cobain

Kurt Cobain – Fu omicidio? Spunta una nuova indagine indipendente

Una nuova indagine indipendente e vecchie incongruenze riaccendono, a oltre trent’anni di distanza, il dibattito sulla morte del frontman dei Nirvana

Chi ha ucciso Kurt Cobain? A oltre trent’anni dalla morte del leader dei Nirvana, non è mai stata fatta piena chiarezza sulle circostanze della sua scomparsa, archiviata all’epoca come suicidio dalla polizia di Seattle. Eppure, nel corso degli anni, dubbi e teorie alternative non hanno mai smesso di circolare.

Negli ultimi giorni è tornata al centro dell’attenzione una nuova indagine indipendente. L’investigatrice Michelle Wilkins, insieme allo specialista forense Brian Burnett, esperto in casi che intrecciano overdose e ferite da arma da fuoco, sostiene che la morte di Cobain possa non essere stata un suicidio ma un omicidio. Secondo la loro ricostruzione, alcuni elementi dell’autopsia e della scena del ritrovamento non sarebbero pienamente compatibili con la versione ufficiale.

In particolare, l’ipotesi avanzata è che Cobain possa essere stato affrontato da una o più persone, costretto a un’overdose di eroina per renderlo incapace di reagire e successivamente colpito alla testa con un fucile. L’arma sarebbe stata poi collocata tra le sue braccia e il biglietto d’addio manipolato per simulare un suicidio. Secondo Burnett, alcune lesioni agli organi, compatibili con una grave overdose, non coinciderebbero con una morte immediata provocata da un colpo di arma da fuoco.

Il dibattito non è nuovo. Già negli anni successivi alla morte di Kurt Cobain, l’investigatore privato Tom Grant, ingaggiato da Courtney Love nei giorni della scomparsa del marito, aveva espresso forti dubbi sulla ricostruzione ufficiale. Dopo il ritrovamento del corpo, avvenuto l’8 aprile 1994, tre giorni dopo la morte, Grant continuò a indagare autonomamente, sostenendo che esistessero numerose incongruenze.

Tra gli elementi più discussi nel tempo vi sono il biglietto d’addio, che secondo alcuni presenterebbe differenze stilistiche nella parte finale, l’assenza di impronte digitali chiare sull’arma e la quantità di eroina rinvenuta nel sangue del musicista durante l’autopsia. Cobain aveva acquistato il fucile pochi giorni prima insieme all’amico Dylan Carlson, dettaglio che è stato più volte richiamato nelle ricostruzioni del caso.

Nel corso degli anni sono stati realizzati documentari e libri che hanno analizzato la vicenda, tra cui Kurt & Courtney del regista Nick Broomfield e il film Soaked in Bleach, che ripercorre proprio le teorie di Tom Grant.

Alcune testimonianze provenienti dall’ambiente musicale di Seattle, come quella di Tom Hansen, hanno inoltre offerto riflessioni sull’uso di eroina nella scena grunge dell’epoca. Hansen, che aveva vissuto in prima persona quel contesto, sottolineò come gli effetti delle sostanze possano variare molto in base alla tolleranza individuale e alle condizioni fisiche, mettendo in discussione l’idea che una determinata dose avrebbe necessariamente provocato un’overdose immediata e fatale.

Nonostante le nuove conclusioni proposte dall’indagine indipendente, le autorità della contea di King e il dipartimento di polizia di Seattle continuano a mantenere la posizione ufficiale secondo cui Cobain si tolse la vita. Al momento non è stata annunciata alcuna riapertura formale del caso.

Resta quindi una vicenda che continua a dividere opinione pubblica, appassionati e addetti ai lavori. Al di là delle ipotesi investigative, ciò che rimane intatta è l’eredità artistica dei Nirvana: le persone scompaiono, ma la musica continua a parlare alle generazioni successive.

Renato Caruso e L'algoritmo della musica - Intervista Jam TV

Renato Caruso e “L’algoritmo della musica”

Il chitarrista, compositore e divulgatore scientifico-musicale ci parla del suo nuovo libro Da Pitagora all’intelligenza artificiale

L’algoritmo della musica. Da Pitagora all’intelligenza artificiale è il nuovo libro di Renato Caruso edito da Tsunami Edizioni (Collana Memo 2).

Chitarrista, compositore e divulgatore scientifico-musicale, Renato Caruso in questo lavoro si concentra sul punto d’incontro tra musica, matematica e tecnologia.

Dalle teorie dei filosofi greci ai sistemi digitali contemporanei, il libro si sofferma sul rapporto tra scienza e musica partendo da Pitagora, come suggerisce il sottotitolo, e attraversando i secoli analizza l’evoluzione matematica e musicale fino ad arrivare ai moderni algoritmi di intelligenza artificiale applicati alla composizione e alla produzione sonora.

L’algoritmo della musica propone una visione interdisciplinare e si articola in sezioni dedicate all’acustica, alla teoria musicale, alla matematica delle armonie, alla fisica del suono e al ruolo delle tecnologie digitali nell’era contemporanea, con l’intento di avvicinare anche i non addetti ai lavori a temi che possono apparire complessi o esclusivamente teorici. È lo stesso Renato Caruso a raccontarci come è nato questo libro e alcuni degli argomenti che affronta, compresa la musica per videogame.

In conclusione, non possono mancare alcune riflessioni sull’intelligenza artificiale e su quale direzione potrebbe prendere il suo rapporto con la musica.

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