Brunori Sas all'Arena di Verona - Foto di Simone Biavati

Brunori Sas in concerto all’Arena di Verona con l’orchestra

Ultima data italiana speciale per Brunori Sas all’Arena di Verona, tra musica e impegno sociale

 

Si è tenuto ieri sera all’Arena di Verona il concerto di Brunori Sas con l’orchestra, prodotto da Vivo Concerti. L’evento ha segnato la chiusura della stagione live dell’artista, accompagnato dalla sua band e dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno.

La serata si è aperta con l’intervento di Medici Senza Frontiere. Sul palco è intervenuto Marco Bertotto, Direttore dei Programmi di MSF Italia, che ha parlato dell’attività dell’organizzazione e del ruolo della cultura nella sensibilizzazione su temi umanitari.

Durante il concerto, Brunori ha ripercorso le tappe principali della sua carriera, proponendo brani dai primi album fino all’ultimo lavoro discografico, Disco d’Oro. Sul palco sono intervenuti anche Simona Marrazzo, che ha cantato con lui Diego e io, e Diodato, con cui ha interpretato Canzone contro la paura e L’uomo nero. In chiusura, i tre artisti hanno eseguito insieme L’anno che verrà di Lucio Dalla.

A dicembre, Brunori Sas sarà impegnato in un tour europeo che toccherà alcune città tra Spagna, Regno Unito, Belgio, Francia, Germania e Svizzera.

 

Tour europeo 2025 – Brunori in Europa:

5 dicembre – Sala Apolo, Barcellona

8 dicembre – Union Chapel, Londra (sold out)

9 dicembre – Cirque Royal, Bruxelles

11 dicembre – Alhambra, Parigi

16 dicembre – Columbia Theater, Berlino

18 dicembre – Volkshaus, Zurigo

21 dicembre – Palazzo dei Congressi, Lugano

 

I biglietti sono disponibili su www.vivoconcerti.com. L’organizzatore raccomanda di acquistare solo dai canali ufficiali indicati.

Robert Plant - Saving Grace - Foto di Tom Oldman

Robert Plant, la (nuova) rinascita con “Saving Grace”

Il primo album dell’ex cantante dei Led Zeppelin con la nuova band e con Suzi Dian, che pesca a piene mani dal passato, ma mantiene un suono sorprendentemente moderno

 

Pochi artisti, nel corso degli anni, hanno avuto il coraggio di spingersi così lontano da sé stessi, di cambiare pelle fino quasi a diventare altro rispetto all’immagine scolpita nell’immaginario collettivo. Robert Plant è uno di loro. Inevitabile, pensando al suo nome, è l’associazione con quel miracolo irripetibile che furono i Led Zeppelin: la voce incendiaria, la rivoluzione sonora, l’aura mistica di un’epoca.

Ma da decenni Plant percorre strade nuove, seguendo traiettorie impreviste e spesso sorprendenti. L’ultima tappa di questo cammino si chiama Saving Grace, il primo album con la nuova band pubblicato da Nonesuch Records: un “libro di canzoni perdute e ritrovate”, come lo definisce lo stesso Plant. Nato durante il silenzio del lockdown nella campagna inglese e cresciuto come laboratorio di suoni condivisi, il progetto rappresenta una rinascita. Dopo l’abbraccio artistico con Alison Krauss per l’acclamato Raise the Roof (2021), Plant si circonda ora di Suzi Dian, Oli Jefferson, Tony Kelsey, Matt Worley e Barney Morse-Brown: un gruppo eterogeneo che, in sei anni di lavoro comune, ha dato vita a un linguaggio originale fatto di radici folk, suggestioni arcaiche e una leggerezza vitale.

 

ROBERT PLANT Saving Grace

 

Il risultato è un disco che suona come un ritorno al futuro: il folk e il gospel come ossatura, accanto a riverberi country, influssi mediorientali, blues e standard rivitalizzati. Pur pescando a piene mani dal passato, l’album mantiene un suono sorprendentemente moderno, lontano dalle derive retrò di tanti progetti simili. La chiave è soprattutto nell’intreccio vocale tra Plant e Suzi Dian, che illumina tanto le ballad più delicate, come Too far from you, quanto i momenti più intensi, fino alla chiusura affidata al dylaniano Gospel Tough. Un finale che non è soltanto la conclusione di un disco che suona come balsamo per le orecchie e l’anima, ma il sigillo di un percorso: Robert Plant continua a ricordarci che la vera fedeltà non è a un mito cristallizzato, ma al coraggio inesauribile di reinventarsi.

Effemme - Everybody Wants To Rule The World - Live - Jam TV

Effemme – Everybody Wants To Rule The World (Cover) (Live)

Una versione in acustico del grande classico dei Tears For Fears per il duo formato da Francesco “Fry Moneti” e Michele Mud

Everybody Wants To Rule The World dei Tears For Fears per gli Effemme dal vivo negli studi di Jam TV. Questa cover nasce direttamente dall’esperienza live del duo. Solo dopo aver superato la prova del palco e dimostrato tutta la sua forza nell’esecuzione dal vivo, è stata scelta per entrare nell’album. La versione proposta è una rilettura profonda e originale di un brano proveniente da un’epoca e da un mondo sonoro dominato da elettronica e synth pop. Eppure, riportato all’essenza dell’acustico, il pezzo rivela la sua vera struttura portante: melodie e armonie straordinariamente solide.

Il sound scarno e ricercato della versione di Effemme mette ancora più in risalto il messaggio del brano: una riflessione senza tempo sul potere e sulla sua fragilità, con quel monito che suona più attuale che mai — Everybody Wants To Rule The World.

La cover fa parte di Colpevoli, un album nu-folk che raccoglie la tradizione cantautorale e folk italiana, rinnovandola con un tocco internazionale. L’essenzialità è la forza del progetto: pochi strumenti scelti con cura — chitarre, mandolini, violini, bouzouki, percussioni e cori — danno vita a un suono capace di evocare atmosfere che spaziano dal reggae alla canzone d’autore, fondendo tutto in un’identità ben definita.

I testi dell’album raccontano un presente in cui sembrano diventare “colpevoli” proprio coloro che sognano un cambiamento: chi crede ancora nella solidarietà, nella forza delle relazioni umane, nella possibilità di riconnettersi con la Terra. Il filo conduttore è la ricerca di un nuovo senso dell’essere umani, di un mondo migliore, più autentico e condiviso.

Effemme nasce nel 2023 grazie al supporto di Anthill Booking. Il progetto si sviluppa fin da subito nella dimensione live, dove prende forma un sound fresco e personale. Il primo singolo Dove inizia il fiume segna l’inizio di un percorso che unisce cantautorato e nuove tendenze del folk internazionale, dando vita a quello che loro stessi definiscono fresh folk.

Francesco “Fry” Moneti, polistrumentista e storico violinista dei Modena City Ramblers e de La Casa del Vento, ha collaborato con artisti come Patti Smith, Piotta e persino recitato come musicista in Gangs of New York di Martin Scorsese. Ha pubblicato l’album solista Cosmic Rambler e il romanzo In un elaborato impeto d’ira.

Michele Mud, cantautore pluripremiato (due volte vincitore di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, Premio Via Emilia e una menzione speciale di Don Ciotti per Musica Contro le Mafie), ha alle spalle oltre 350 concerti. Oltre ai suoi due album da solista, è anche cantante nella Banda Rulli Frulli dal 2018.

Il prossimo live degli Effemme è in programma il prossimo 9 ottobre alle 22 al Blah Blah di Torino. Sarà ospite del concerto il cantante dei Modena City Ramblers Davide “Dudu” Morandi.

Effemme - Live 9 ottobre - Torino - Blah Blah

Panama - Sapremo Scegliere - Live - Jam TV

Luciano Panama – Sapremo Scegliere (Live)

Luciano Panama dal vivo negli studi di Jam TV con Sapremo Scegliere, brano che ha dedicato a sua figlia Anna

Sapremo Scegliere è il brano che Luciano Panama ci propone nei nostri studi. Il cantautore ha pubblicato questo singolo a maggio dell’anno scorso, una ballata acustica che colpisce per la sua profondità letteraria e musicale. Il brano, privo di un ritornello tradizionale, riesce comunque a catturare con leggerezza e intensità fin dal primo ascolto. Con il suo timbro vocale unico, denso e coinvolgente, Panama dedica questa intensa dichiarazione d’intenti alla figlia Anna, nata pochi mesi prima dalla pubblicazione di Sapremo Scegliere.

Il cantautore affronta uno dei temi più urgenti della contemporaneità: la maternità come scelta consapevole, e non come imposizione sociale. In un contesto in cui spesso sono le donne a doversi adattare e sacrificare i propri progetti di vita, Panama sottolinea anche il ruolo attivo e responsabile che un padre moderno deve assumere — non solo a livello economico, ma come presenza reale e partecipe.

In un’Italia dove la denatalità cresce e dove l’età media dei genitori si alza costantemente, a causa di una società sempre più frenetica e precaria, Sapremo Scegliere diventa un invito a riscoprire nuovi modelli di crescita, più umani e culturalmente consapevoli.

“Ho scritto questo brano prima che Anna venisse concepita e non capivo esattamente il suo significato nell’insieme – racconta Panama. – Già da tempo riflettevo sui problemi della mia generazione nell’affrontare la costruzione di una famiglia, la genitorialità, la responsabilità economica sociale lavorativa di tutto questo. L’età di concepimento è aumentata in modo importante rispetto a qualche decennio fa ed è sempre più difficile trovare una quadra.

Il testo mi ha portato ad approfondire la responsabilità dell’atto di diventare genitori in quest’età moderna, così tecnicamente avanzata e al tempo stesso apparentemente disumanizzata, dove i figli sembra quasi che siano da intralcio per la nostra realizzazione personale, così difficile da conciliare con il resto del mondo…”

Prima dell’esecuzione live di Sapremo Scegliere, Panama legge anche il testo che dà il titolo alla sua prima raccolta di scritti, Raggi che oltrepassano qualsiasi andatura: Composizioni per sole parole, pubblicata nel giugno 2024.

“Dopo aver interpretato Leonard Cohen, e De André&Fossati di Anime Salve, sentivo la responsabilità di pubblicare qualcosa che mettesse al centro una certa intensità umana, – sostiene il cantautore – una scrittura e un vissuto protagonisti, come non avevo fatto mai! Sapremo Scegliere ha colmato questa mia attuale esigenza e mi ha spinto a proseguire in questo mio cammino autoriale, sperimentando anche altre strade. Da qui è nata anche la mia prima raccolta di ‘composizioni per sole parole’, che nel mondo comune si chiamano poesie, dal titolo Raggi che oltrepassano qualsiasi andatura. Scritta in questi ultimi anni, completa al meglio tutto il pensiero che c’è dietro questa canzone e in generale al mio nuovo album, in qualche modo è un’anticipazione di quello che sarà il mio futuro. Come per questo brano, che ho scelto di scrivere registrare produrre e pubblicare da solo, anche questa mia raccolta prosegue su questa strada di ‘Do It Yourself’ per cui ci vediamo in giro per approfondire i nostri sguardi.”

Luciano Panama è medico, musicista, autore e polistrumentista. Dopo oltre dieci anni con il progetto Entourage – Enter In Our Age, con cui ha pubblicato diversi album ed EP, nel 2017 debutta da solista con Piramidi, interamente autoprodotto nel suo studio a Messina. L’album, composto da otto brani, viene accolto con entusiasmo dalla critica e segnalato tra le migliori uscite dell’anno.

Dal 2019 è ideatore de La Città Sommersa, rassegna culturale itinerante tra Messina, Milano e Roma, dedicata a pensiero, musica e arte.

Genesis_Lamb_Playback_002 (photo credit Will Ireland)

Genesis, è uscita la Super Deluxe Edition per i 50 anni di “The Lamb Lies Down On Broadway”

Genesis (photo credit Will Ireland)

La nuova edizione include l’album rimasterizzato dai nastri originali, il live integrale del 1975, mix Dolby ATMOS supervisionato da Peter Gabriel e materiale inedito dalle sessioni a Headley Grange

È disponibile da ieri, venerdì 26 settembre, The Lamb Lies Down On Broadway – 50th Anniversary Super Deluxe Edition, l’edizione definitiva che celebra lo storico doppio album dei Genesis. Il cofanetto include una nuova rimasterizzazione del mix originale dell’album, realizzata nel 2024 da Miles Showell presso gli Abbey Road Studios partendo dai nastri analogici del 1974, e si presenta in diversi formati: 5 LP + Blu-ray audio, 4 CD + Blu-ray audio e digitale (incluso Dolby ATMOS).

Il Blu-ray contiene un mix Dolby ATMOS supervisionato da Peter Gabriel e Tony Banks ai Real World Studios, oltre alla versione audio ad alta risoluzione a 96 kHz/24 bit. Completano l’edizione la registrazione integrale e rimasterizzata del concerto del 24 gennaio 1975 al Shrine Auditorium di Los Angeles (con due bis: Watcher of the Skies e The Musical Box), tre demo inedite provenienti dalle sessioni a Headley Grange e un libro da 60 pagine con fotografie, cimeli, la replica del programma del tour e un’intervista completa ai membri della band.

«Volevamo fare qualcosa di un po’ più ambizioso e più grande, e abbiamo pensato che questa fosse la nostra opportunità.» – Peter Gabriel

Lo scorso 19 settembre, Tony Banks, Peter Gabriel, Steve Hackett e Mike Rutherford si sono riuniti al Dolby Screening Rooms di Londra per un ascolto esclusivo in Dolby ATMOS dell’album. All’incontro è seguita una sessione di domande e risposte condotta dal giornalista musicale Alexis Petridis, autore delle note di copertina. Nel corso della conversazione, i membri della band hanno ripercorso la realizzazione dell’album, toccando anche aspetti personali e le sfide vissute in quel periodo.

Steve Hackett ha dichiarato: «[The Lamb] Con il passare del tempo, suona un po’ più dolce. Quando sei nel vivo dell’azione, giorno dopo giorno, ognuno di noi attraversava difficoltà personali diverse. Non è stato certo l’album dei Genesis più semplice da realizzare, ma penso che oggi suoni dannatamente meraviglioso.»

Tony Banks ha aggiunto: «Credo che con The Lamb abbiamo pensato di aver esagerato, forse anche troppo! …Adoro The Lamb. Sarebbe stato un fantastico album singolo, ma nessuno sarebbe mai riuscito a mettersi d’accordo sui brani!»

Peter Gabriel ha ricordato: «Eravamo dei perfezionisti, ossessionati da ogni minimo dettaglio, e spesso non riuscivamo a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ma le imperfezioni che all’epoca ci irritavano enormemente, a volte penso che abbiano aggiunto un tocco di fascino.»

Mike Rutherford ha risposto così alla domanda se The Lamb rappresenti il culmine della carriera dei Genesis: «Non lo so. Voglio dire, guarda dove siamo andati tutti [dopo il disco], i Genesis e Peter, ciascuno ha preso direzioni diverse [musicalmente]. Penso che sia stata la fine di un certo momento, il che va bene.»

Nelle sue note di copertina, Petridis osserva: «Forse è logico che un album complesso come The Lamb Lies Down On Broadway abbia una storia altrettanto complessa. […] In effetti, ci sono buone ragioni per credere che The Lamb Lies Down On Broadway sia tutte queste cose insieme – esperimento imperfetto, momento culminante della carriera, capolavoro del prog, precursore visionario punk – e forse è proprio questa la chiave della sua longevità».

Pubblicato originariamente il 22 novembre 1974, The Lamb Lies Down On Broadway è considerato uno degli album più importanti dell’epoca e uno dei dischi fondamentali del rock progressivo.

Genesis - The Lamb Lies Down On Broadway - 50

Tracklist

The Lamb Lies Down On Broadway
Studio Album – Remastered 2024 (dai nastri del 1974)

  1. The Lamb Lies Down on Broadway – 4:52

  2. Fly on a Windshield – 2:43

  3. Broadway Melody of 1974 – 2:11

  4. Cuckoo Cocoon – 2:12

  5. In the Cage – 8:15

  6. The Grand Parade of Lifeless Packaging – 2:46

  7. Back in N.Y.C. – 5:38

  8. Hairless Heart – 2:18

  9. Counting Out Time – 3:42

  10. The Carpet Crawlers – 5:15

  11. The Chamber of 32 Doors – 5:45

  12. Lilywhite Lilith – 2:40

  13. The Waiting Room – 5:26

  14. Anyway – 3:09

  15. Here Comes the Supernatural Anaesthetist – 2:58

  16. The Lamia – 6:55

  17. Silent Sorrow in Empty Boats – 3:13

  18. The Colony of Slippermen (The Arrival · A Visit to the Doktor · Raven) – 8:13

  19. Ravine – 2:05

  20. The Light Dies Down on Broadway – 3:32

  21. Riding the Scree – 3:57

  22. In the Rapids – 2:23

  23. It. – 4:23

Live from the Shrine Auditorium, Los Angeles – 24 gennaio 1975
Rimasterizzato 2024

  1. The Lamb Lies Down on Broadway – 6:42

  2. Fly on a Windshield – 4:36

  3. Broadway Melody of 1974 – 0:34

  4. Cuckoo Cocoon – 2:16

  5. In the Cage – 7:59

  6. The Grand Parade of Lifeless Packaging – 4:25

  7. Back in N.Y.C. – 6:10

  8. Hairless Heart – 2:30

  9. Counting Out Time – 3:57

  10. The Carpet Crawlers – 5:47

  11. The Chamber of 32 Doors – 9:46

  12. Lilywhite Lilith – 2:59

  13. The Waiting Room – 6:14

  14. Anyway – 3:28

  15. Here Comes the Supernatural Anaesthetist – 3:59

  16. The Lamia – 7:18

  17. Silent Sorrow in Empty Boats – 3:08

  18. The Colony of Slippermen (The Arrival · A Visit to the Doktor · Raven) – 8:58

  19. Ravine – 1:39

  20. The Light Dies Down on Broadway – 3:37

  21. Riding the Scree – 4:29

  22. In the Rapids – 2:25

  23. It. – 4:17

Encore
24. Watcher of the Skies – 8:09
25. The Musical Box – 12:14

Headley Grange Demos
(Disponibili tramite download digitale)

  1. The Lamb Lies Down on Broadway / Fly on a Windshield (Take 1) – 6:23

  2. The Chamber of 32 Doors / The Lamia (Takes 1–2) – 6:30

  3. In the Cage [Strange Vocals] (Take 1) – 1:04

Blu-ray Disc

  • The Lamb Lies Down on Broadway – Dolby ATMOS Mix
    (Mix di Bob Mackenzie, Real World Studios)

  • Studio Album Stereo Mix (24bit/96kHz, audio non compresso)
    (Remaster di Miles Showell, Abbey Road Studios, con assistenza di Nick Davis)

Bruce Springsteen - Nebraska '82 Expanded Edition

Bruce Springsteen, versione live a sorpresa di “Open All Night”

Il brano anticipa Nebraska ’82: Expanded Edition, in uscita il 17 ottobre: per la prima volta l’intero album eseguito dal vivo e filmato al Count Basie Theatre

Bruce Springsteen ha pubblicato a sorpresa il brano dal vivo Open All Night (Live at Count Basie Theatre, Red Bank, NJ), anticipazione del live integrale dell’album Nebraska, registrato quest’anno al Count Basie Theatre nel New Jersey (ne abbiamo parlato anche su Music Is Love).

Questa nuova performance è inclusa nel cofanetto Nebraska ’82: Expanded Edition, in uscita il 17 ottobre per Sony Music, disponibile nei formati 4 LP + Blu-Ray e 4 CD + Blu-Ray.

Il cofanetto contiene la prima esecuzione dal vivo dell’intero album Nebraska. Springsteen non aveva mai portato in tour questo disco. A oltre quarant’anni dalla pubblicazione, ha deciso di reinterpretarlo dal vivo, rimanendo vicino allo spirito originale. La registrazione è avvenuta a inizio anno, senza pubblico, al Count Basie Theatre, con un accompagnamento minimale di Larry Campbell e Charlie Giordano. Il video, diretto da Thom Zimny, non include narrazione, commenti o dialoghi. «Si sentono soltanto le voci dei personaggi» spiega Bruce Springsteen.

Il film sarà disponibile in Blu-Ray all’interno del cofanetto. Il brano Open All Night (Live at Count Basie Theatre, Red Bank, NJ), uscito il 25 settembre, ne è un’anteprima:

«L’unica cosa che non facemmo con l’album Nebraska fu non suonarlo dal vivo, quindi il mio primo pensiero, quando si parlava di celebrare il disco, è stato: ci deve essere una performance, bisogna cantare questi brani dall’inizio alla fine – ha raccontato Springsteen – La mia preoccupazione era riuscire a mantenere un po’ dell’inquietudine che aveva il disco. Siamo stati fortunati ad avere con noi i grandi Larry Campbell e Charlie Giordano, che hanno contribuito con un accompagnamento strumentale minimo, e Rob Lebret ha fatto davvero un ottimo lavoro nel mix mantenendo l’integrità del disco a quel livello».

«Come regista, vuoi arricchire la performance senza che sia evidente, entrare in quella musica e cercare davvero di esserne un partner invisibile, accompagnando la presentazione – ha aggiunto Zimny – Non c’è introduzione né spiegazione. Le cose si dispiegano da sole. Ed è questa la bellezza di Bruce come narratore, della sua scrittura e di questo album».

Oltre all’esecuzione integrale di Nebraska, il cofanetto includerà le sessioni Electric Nebraska con la E Street Band, brani solisti esclusi dalla pubblicazione originale e un remaster del 2025 dell’album.

Il box set conterrà cinque dischi e un saggio di Erik Flannigan, ed è disponibile in due edizioni: 4 LP + Blu-Ray oppure 4 CD + Blu-Ray.

L’annuncio del cofanetto era stato dato all’inizio del mese insieme alla pubblicazione di una versione inedita di Born in the U.S.A., con Springsteen accompagnato da Max Weinberg e Garry Tallent, registrata in trio nell’aprile 1982.

Tracklist – Nebraska ’82: Expanded Edition

Disc 1: Nebraska Outtakes

  1. Born in the U.S.A.

  2. Losin’ Kind

  3. Downbound Train

  4. Child Bride

  5. Pink Cadillac

  6. The Big Payback

  7. Working on the Highway

  8. On the Prowl

  9. Gun in Every Home

Disc 2: Electric Nebraska

  1. Nebraska

  2. Atlantic City

  3. Mansion on the Hill

  4. Johnny 99

  5. Downbound Train

  6. Open All Night

  7. Born in the U.S.A.

  8. Reason to Believe

Disc 3: Nebraska (Count Basie Theatre, Red Bank, NJ)

  1. Nebraska

  2. Atlantic City

  3. Mansion on the Hill

  4. Johnny 99

  5. Highway Patrolman

  6. State Trooper

  7. Used Cars

  8. Open All Night

  9. My Father’s House

  10. Reason To Believe

Disc 4: 2025 Remaster

  1. Nebraska

  2. Atlantic City

  3. Mansion on the Hill

  4. Johnny 99

  5. Highway Patrolman

  6. State Trooper

  7. Used Cars

  8. Open All Night

  9. My Father’s House

  10. Reason To Believe

Disc 5 (Blu-Ray): Nebraska (Count Basie Theatre, Red Bank, NJ)

  1. Nebraska

  2. Atlantic City

  3. Mansion on the Hill

  4. Johnny 99

  5. Highway Patrolman

  6. State Trooper

  7. Used Cars

  8. Open All Night

  9. My Father’s House

  10. Reason To Believe

Il 23 ottobre, una settimana dopo l’uscita del cofanetto, arriverà nei cinema italiani il film Springsteen: Liberami dal Nulla, prodotto da 20th Century Studios, dedicato alla genesi dell’album Nebraska.

Il film è scritto per il grande schermo e diretto da Scott Cooper, ed è tratto dal libro di Warren Zanes, Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska. L’attore Jeremy Allen White interpreta Bruce Springsteen. Nel cast anche Jeremy Strong (Jon Landau), Paul Walter Hauser (Mike Batlan), Stephen Graham (Doug Springsteen), Odessa Young (Faye), Gaby Hoffman (Adele Springsteen), Marc Maron (Chuck Plotkin) e David Krumholtz (Al Teller).

Il film è prodotto da Scott Cooper, Ellen Goldsmith-Vein, Eric Robinson e Scott Stuber. I produttori esecutivi sono Tracey Landon, Jon Vein e Warren Zanes.

Sonny Curtis

Addio a Sonny Curtis, autore di “I Fought the Law”

Il musicista, membro storico dei Crickets, si è spento a 88 anni dopo una breve malattia

 

Sonny Curtis, storico chitarrista e cantautore statunitense, è morto lo scorso 19 settembre all’età di 88 anni. Membro dei Crickets — la band che accompagnava Buddy Holly — Curtis è stato autore di brani entrati nella storia della musica, tra cui I Fought the Law.

A dare l’annuncio della scomparsa è stata il giorno dopo la figlia Sarah tramite i social: “Mio padre è morto ieri dopo una malattia improvvisa. È stato un addio sereno, senza sofferenza, e io e mia madre eravamo con lui. Ha vissuto una vita eccezionale, più di chiunque io abbia mai conosciuto”.

Nato a Meadow, in Texas, Sonny Curtis iniziò a suonare con Buddy Holly negli anni ’50, prima di entrare ufficialmente nei Crickets nel 1958, poco prima della tragica morte di Holly. Dopo la scomparsa del frontman, Curtis ne raccolse l’eredità, diventando prima chitarrista e poi voce solista della band.

Nel 1960 scrisse I Fought the Law, destinata a diventare uno degli inni rock più iconici del secolo. Il brano venne reso celebre prima dai Bobby Fuller Four e successivamente consacrato dai Clash, che ne offrirono una reinterpretazione punk nel 1979.

Curtis firmò anche successi per altri artisti, tra cui Walk Right Back per gli Everly Brothers, More Than I Can Say per Leo Sayer e I’m No Stranger to the Rain per Keith Whitley. Ma il suo più grande successo personale arrivò nel 1970 con Love Is All Around, il brano che apriva ogni episodio di The Mary Tyler Moore Show, sitcom americana che rimase nel cuore del pubblico per sette stagioni consecutive. Nel corso degli anni, la canzone è stata reinterpretata da artisti come Joan Jett e Hüsker Dü.

Insignito di numerosi riconoscimenti, Curtis è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2012 insieme ai Crickets. Viveva a Nashville da molti anni, dove era stato accolto anche nella Songwriters Hall of Fame nel 1991 e nella Musicians Hall of Fame and Museum nel 2007.

So long, Sonny…

Queen - A Night At The Opera - Bohemian Rhapsody - 50

Queen, ristampa per il 50° anniversario di “A Night At The Opera”

In uscita anche nuove edizioni del singolo Bohemian Rhapsody

 

In occasione del 50° anniversario dell’album A Night At The Opera (1975) e del singolo Bohemian Rhapsody, i Queen annunciano una nuova serie di ristampe in edizione limitata, disponibili su diversi formati.

A Night At The Opera sarà ripubblicato in vinile colorato a partire dal 17 ottobre 2025.

Bohemian Rhapsody, con sul lato B I’m In Love With My Car, sarà disponibile dal 31 ottobre 2025 in diverse versioni: vinile colorato 7″, vinile colorato 12″, picture disc 12″ e musicassetta colorata.

Pubblicato originariamente nel novembre 1975, A Night At The Opera rappresentò il maggiore successo dei Queen fino a quel momento, raggiungendo la vetta delle classifiche in cinque paesi, incluso il Regno Unito. L’album venne realizzato dalla formazione storica del gruppo: Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Il disco fu prodotto da Roy Thomas Baker in diversi studi, tra cui i Rockfield Studios in Galles, dopo l’ingresso della band sotto la gestione di John Reid, manager di Elton John.

L’album si basa sulle strutture musicali sviluppate nei primi tre dischi del gruppo (Queen del 1973, Queen II e Sheer Heart Attack del 1974) e presenta una varietà di stili. La tracklist include brani come Death On Two Legs, Love Of My Life, I’m In Love With My Car, You’re My Best Friend, ’39, Seaside Rendezvous, Sweet Lady, The Prophet’s Song e Bohemian Rhapsody.

Quest’ultima è rimasta per nove settimane al primo posto in classifica nel Regno Unito, è tornata in vetta dopo la morte di Mercury, ed è stata in seguito inclusa nella Grammy Hall of Fame (2004) e nel National Recording Registry degli Stati Uniti (2022).

Negli Stati Uniti A Night At The Opera è stato certificato triplo disco di platino, con oltre tre milioni di copie vendute. Il singolo Bohemian Rhapsody ha ottenuto la certificazione di Disco di Diamante.

 

I Queen saranno inoltre protagonisti al cinema dal 25 settembre al 1° ottobre con Queen. Rock Montréal. L’elenco delle sale è disponibile su nexostudios.it. Il film-concerto, restaurato in 4K e con audio Dolby Atmos, documenta lo show dei Queen al Forum di Montréal nel 1981, parte del The Game Tour. Si tratta dell’unico concerto della band ad essere stato registrato interamente su pellicola. Ne abbiamo parlato qui, nell’ambito della nostra rubrica Music Is Love.

Electric Sound Village 2025 dal 26 al 28 settembre a Cremona - Jam TV

Electric Sound Village 2025 dal 26 al 28 settembre a Cremona

Seconda edizione della tre giorni dedicata a liuteria elettrica, strumenti vintage e storia della musica rock. Ce ne parlano il Responsabile Organizzativo Stefano Prinzivalli e uno dei protagonisti dei tanti eventi, Marco Ballestri, che racconterà la storia delle mitiche chitarre Wandrè (una delle quali suonata da Lucio Corsi al Festival di Sanremo e all’Eurovision Song Contest)

Dal 26 al 28 settembre a Cremona si svolgerà la seconda edizione dell’Electric Sound Village, all’interno di Cremona Musica International Exhibitions and Festival, in Piazza Zelioli Lanzini 1. La liuteria elettrica e la storia della musica rock saranno protagonisti in questo spazio. L’attenzione sarà rivolta dunque alle chitarre elettriche e ad altri strumenti che hanno rinnovato la storia della musica in epoche più recenti. Il responsabile organizzativo dell’Electric Sound Village Stefano Prinzivalli ci ha raccontato come si svolgerà in breve questa seconda edizione della manifestazione.

Tra i tanti eventi da segnalare c’è senz’altro quello in programma venerdì 26 settembre alle 16:00 dal titolo Wandrè e la scultura del suono, dove Marco Ballestri, già autore del libro uscito nel 2014 Wandrè: L’artista Della Chitarra Elettrica, racconterà la storia del liutaio di Cavriago, paese in provincia di Reggio Emilia, e delle sue chitarre, una delle quali suonata da Lucio Corsi agli ultimi Festival di Sanremo ed Eurovision Song Contest.

Sono tanti gli estimatori delle Wandrè anche tra gli artisti internazionali e non si può non citare a tal proposito Frank Zappa, il quale nel 1986 presiedeva una giuria di un concorso patrocinato dalla rivista Guitar Player, che assegnò a uno degli strumenti del liutaio il premio come chitarra più originale dell’anno; un altro dei tanti ammiratori delle Wandrè è inoltre Bob Dylan come si può vedere nel documentario Dont Look Back.

In conclusione va detto che tante saranno le novità di questa seconda edizione dell’Electric Sound Village, una manifestazione che non darà spazio soltanto alle chitarre elettriche e che è già proiettata verso nuove idee per il futuro.

Per consultare il programma dettagliato e per tutte le altre informazioni è possibile visitare il sito https://cremonamusica.com/electric-sound-village/

Genesis In Italy – The Gabriel Years 1972-1975 al Castello Sforzesco di Milano - Jam TV

“Genesis In Italy – The Gabriel Years 1972-1975” – Castello Sforzesco di Milano (10/9/2025)

Gli anni d’oro della band prog raccontati attraverso la musica dei Get’Em Out e gli aneddoti di Luca De Gennaro e Marco Zatterin al Castello Sforzesco di Milano

 

Genesis In Italy – The Gabriel Years 1972-1975: una serata tra musica e racconti quella dello scorso 10 settembre al Castello Sforzesco di Milano. Luca De Gennaro, giornalista, deejay e conduttore radiofonico di Radio Capital, e Marco Zatterin, vicedirettore de La Stampa, hanno guidato il pubblico attraverso la storia dei Genesis, dagli esordi fino all’abbandono di Peter Gabriel, mettendo in risalto gli episodi e la musica che hanno caratterizzato la band in quegli anni e sottolineando soprattutto il legame del gruppo con l’Italia, Paese che credette in loro prima del grande successo.

La parte musicale è stata affidata per l’occasione ai Get’Em Out, tribute band dei Genesis che ha riproposto fedelmente e con il dovuto rispetto i brani del gruppo nel periodo con Peter Gabriel.

De Gennaro e Zatterin non hanno potuto far a meno di ricordare quanto loro stessi fossero rimasti folgorati da quella musica, da quel sound e dalle copertine di quegli album, concepite nei primi anni, fino a Foxtrot, da Paul Whitehead. La giusta perizia ma anche la giusta leggerezza nei racconti hanno trovato spesso una collocazione in Italia, come quando ad esempio è stato ricordato che Tony Banks e Mike Rutherford avevano scritto il testo di Watcher of the Skies sulla terrazza dell’allora albergo Domitiana di Napoli. Watcher of the Skies divenne poi il brano d’apertura di Foxtrot ed è anche quello con cui i Get’Em Out hanno cominciato la serata al Castello Sforzesco.

La formazione classica dei Genesis, come noto, ha proseguito per la sua strada tra mille litigi, incomprensioni e difficoltà. Il gruppo non venne abbandonato né da Steve Hackett prima né da Phil Collins poi che sembrava volessero andar via, ma da Peter Gabriel dopo il tour di The Lamb Lies Down On The Broadway, album che peraltro uscirà in una super deluxe edition il prossimo 26 settembre per i 50 anni dalla pubblicazione, anche se la data esatta dell’anniversario ricorreva nel 2024.

Alla fine sono saliti sul palco per un’ultima volta i Get’Em Out e sulle note di The Musical Box hanno concluso una di quelle serate che sarebbe bene replicare per ricordare quanto sia ancora attuale e rilevante certa grande musica.

Music is Love

Dal 15 settembre alle 19:00 torna Music Is Love!

Il film-concerto dei Queen torna sul grande schermo in versione restaurata: evento speciale dal 25 settembre al 1° ottobre

 

Queen. Rock Montréal arriva al cinema come evento speciale distribuito da Nexo Studios, disponibile dal 25 settembre al 1° ottobre. L’elenco delle sale è disponibile su nexostudios.it.

L’uscita coincide con il 50° anniversario dell’album A Night At The Opera e del singolo Bohemian Rhapsody, occasione per riscoprire il repertorio della band britannica.

Il film-concerto, restaurato in 4K e con audio Dolby Atmos, documenta lo show dei Queen al Forum di Montréal nel 1981, parte del The Game Tour. Si tratta dell’unico concerto della band ad essere stato registrato interamente su pellicola.

Nel novembre 1981, mentre il singolo Under Pressure, realizzato con David Bowie, era in cima alle classifiche nel Regno Unito, i Queen si esibivano a Montréal dopo un tour in Giappone e una serie di concerti in America Latina. La performance includeva alcuni dei brani più noti del gruppo, tra cui Bohemian Rhapsody, Somebody To Love, Another One Bites The Dust e la prima esecuzione dal vivo di Under Pressure.

Il film rappresenta un’occasione per vedere il concerto sul grande schermo con una qualità visiva e sonora aggiornata alle tecnologie attuali.

David Gilmour banner film

David Gilmour, “Live al Circo Massimo. Roma” al cinema

Il film concerto sarà disponibile nelle sale dal 17 al 24 settembre

 

La magia di David Gilmour dal vivo rivive al cinema dal 17 al 24 settembre in Live al Circo Massimo. Roma (qui l’elenco delle sale in cui sarà proiettato). L’ex Pink Floyd è stato protagonista di sei concerti nella Città Eterna tra settembre e ottobre dello scorso anno, in occasione del suo ritorno discografico con l’uscita dell’album solista Luck And Strange e infatti parte della scaletta attinge proprio dal suo ultimo lavoro.

Il live nella versione al cinema, ripreso dal collaboratore di lunga data di Gilmour Gavin Elder, comincia con una breve introduzione dedicata alla “splendida cornice”, come si suol dire giustamente in questi casi, che ospita il chitarrista e la sua band.

Dopo i titoli di testa alcune suggestive immagini girate attraverso un drone esaltano il luogo del concerto, prima che le telecamere inquadrino il palco e lo stesso Gilmour; è infatti la sua mano pregiata sulle note dello strumentale 5 A.M. che basta da sola a fare da colonna sonora di quei primi momenti. The Dark Side Of The Moon non può mancare in un concerto dell’ex Pink Floyd e si può ascoltare quasi da subito l’inizio di quell’album capolavoro, soprattutto con brani come Breathe (In the Air) e Time; va poi evidenziata, sempre dallo stesso disco, la versione qui solo con piano e cori armonizzati di The Great Gig In The Sky. Il fondale a forma circolare su cui vengono proiettate immagini dei video o legati ai vari pezzi eseguiti dal vivo non mancano, così come i giochi con le luci, ma la vera protagonista nel concerto di Gilmour è sicuramente la musica, tramandata anche letteralmente alla generazione successiva: da un certo punto in poi del live raggiunge infatti il palco la figlia del chitarrista, Romany Gilmour, che appare immediatamente a suo agio quando suona l’arpa e canta Between Two Points, cover dei Montgolfier Brothers, nonché uno dei singoli dell’ultimo album Luck And Strange.

Tra gli altri pezzi dei Pink Floyd rilevanti nell’ambito del concerto ce ne sono sicuramente diversi anche da The Division Bell e a tal proposito un brano come A Great Day For Freedom rimane una delle vette più alte raggiunte nel corso del live e quindi anche durante la visione in sala. Wish You Were Here è un altro classico che non ha bisogno di presentazioni e che è stato suonato e cantato da David Gilmour al Circo Massimo di Roma e nel corso di tutto il tour: l’album che porta lo stesso nome, peraltro, in questi giorni compie 50 anni e per questo motivo il prossimo 12 dicembre sarà ripubblicato in un’edizione celebrativa (qui tutti i dettagli). Il bis è affidato poi a un altro brano inconfondibile che meglio non poteva concludere il concerto: Comfortably Numb.

Infine, il 17 ottobre uscirà in vari formati l’album live The Luck And Strange Concerts, a sottolineare ancora una volta la magia del Luck and Strange Tour 2024, magia che soltanto il suono della chitarra di David Gilmour ci può regalare.

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