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David Gilmour, “Live al Circo Massimo. Roma” al cinema

Il film concerto sarà disponibile nelle sale dal 17 al 24 settembre

 

La magia di David Gilmour dal vivo rivive al cinema dal 17 al 24 settembre in Live al Circo Massimo. Roma (qui l’elenco delle sale in cui sarà proiettato). L’ex Pink Floyd è stato protagonista di sei concerti nella Città Eterna tra settembre e ottobre dello scorso anno, in occasione del suo ritorno discografico con l’uscita dell’album solista Luck And Strange e infatti parte della scaletta attinge proprio dal suo ultimo lavoro.

Il live nella versione al cinema, ripreso dal collaboratore di lunga data di Gilmour Gavin Elder, comincia con una breve introduzione dedicata alla “splendida cornice”, come si suol dire giustamente in questi casi, che ospita il chitarrista e la sua band.

Dopo i titoli di testa alcune suggestive immagini girate attraverso un drone esaltano il luogo del concerto, prima che le telecamere inquadrino il palco e lo stesso Gilmour; è infatti la sua mano pregiata sulle note dello strumentale 5 A.M. che basta da sola a fare da colonna sonora di quei primi momenti. The Dark Side Of The Moon non può mancare in un concerto dell’ex Pink Floyd e si può ascoltare quasi da subito l’inizio di quell’album capolavoro, soprattutto con brani come Breathe (In the Air) e Time; va poi evidenziata, sempre dallo stesso disco, la versione qui solo con piano e cori armonizzati di The Great Gig In The Sky. Il fondale a forma circolare su cui vengono proiettate immagini dei video o legati ai vari pezzi eseguiti dal vivo non mancano, così come i giochi con le luci, ma la vera protagonista nel concerto di Gilmour è sicuramente la musica, tramandata anche letteralmente alla generazione successiva: da un certo punto in poi del live raggiunge infatti il palco la figlia del chitarrista, Romany Gilmour, che appare immediatamente a suo agio quando suona l’arpa e canta Between Two Points, cover dei Montgolfier Brothers, nonché uno dei singoli dell’ultimo album Luck And Strange.

Tra gli altri pezzi dei Pink Floyd rilevanti nell’ambito del concerto ce ne sono sicuramente diversi anche da The Division Bell e a tal proposito un brano come A Great Day For Freedom rimane una delle vette più alte raggiunte nel corso del live e quindi anche durante la visione in sala. Wish You Were Here è un altro classico che non ha bisogno di presentazioni e che è stato suonato e cantato da David Gilmour al Circo Massimo di Roma e nel corso di tutto il tour: l’album che porta lo stesso nome, peraltro, in questi giorni compie 50 anni e per questo motivo il prossimo 12 dicembre sarà ripubblicato in un’edizione celebrativa (qui tutti i dettagli). Il bis è affidato poi a un altro brano inconfondibile che meglio non poteva concludere il concerto: Comfortably Numb.

Infine, il 17 ottobre uscirà in vari formati l’album live The Luck And Strange Concerts, a sottolineare ancora una volta la magia del Luck and Strange Tour 2024, magia che soltanto il suono della chitarra di David Gilmour ci può regalare.

Pink Floyd - Wish You Were Here - 50 anni

Pink Floyd, “Wish You Were Here 50”

Una nuova edizione di Wish You Were Here celebra il 50° anniversario con versioni inedite, registrazioni dal vivo e non solo

Era il 12 settembre 1975 quando usciva Wish You Were Here dei Pink Floyd, album che torna il 12 dicembre in una nuova riedizione intitolata Wish You Were Here 50. Il disco sarà nuovamente disponibile in vari formati: Deluxe Box Set, CD, digitale, vinile e per la prima volta in Dolby Atmos.

La raccolta includerà sei versioni alternative e demo inediti.

È già disponibile una prima anticipazione: si tratta del brano The Machine Song (Demo #2, Revisited), una registrazione demo di Welcome to the Machine, più breve rispetto alla versione finale.

Tra i materiali inediti ci saranno anche The Machine Song (Roger’s Demo), ovvero il primo demo casalingo di Roger Waters presentato al gruppo, un mix strumentale di Wish You Were Here che mette in evidenza la pedal steel guitar di David Gilmour, e una versione completa di Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9) in un nuovo mix stereo curato da James Guthrie.

L’edizione digitale conterrà l’album del 1975 in un nuovo mix Dolby Atmos firmato da Guthrie, collaboratore della band dal 1979. Saranno presenti anche 25 tracce bonus: 9 rarità da studio e 16 registrazioni dal vivo tratte dal concerto alla Los Angeles Sports Arena del 26 aprile 1975, realizzate dal bootlegger Mike Millard e pubblicate ufficialmente per la prima volta. L’audio è stato restaurato e rimasterizzato da Steven Wilson.

Il Blu-ray includerà anche tre filmati proiettati durante il tour del 1975 e un cortometraggio diretto da Storm Thorgerson.

I formati 3LP e 2CD comprenderanno l’album originale e le nove bonus track da studio. Il cofanetto deluxe raccoglierà l’intero contenuto: 2CD, 3LP (in vinile trasparente), Blu-ray, un quarto LP in vinile trasparente intitolato Live At Wembley 1974, la replica del singolo giapponese 7″ Have A Cigar / Welcome To The Machine, un libro cartonato con fotografie inedite, un comic book con il programma del tour e un poster del concerto di Knebworth.

Sullo store ufficiale PinkFloyd.com sarà disponibile anche merchandise esclusivo per il 50° anniversario e alcune edizioni limitate.

Wish You Were Here è considerato uno degli album più significativi dei Pink Floyd. Fu il primo disco della band a raggiungere il primo posto nelle classifiche sia in Regno Unito che negli Stati Uniti. Segue a due anni di distanza il successo di The Dark Side of the Moon del 1973.

L’album comprende Shine On You Crazy Diamond, dedicata a Syd Barrett, Welcome To The Machine, Have a Cigar — con la frase «Ah, a proposito, chi è Pink?» cantata da Roy Harper — e la title track Wish You Were Here.

Flyer Milano (2) - Wish You Were Here - Pink Floyd

I temi centrali del disco sono l’assenza, l’isolamento, la caducità e la critica all’industria musicale. La copertina è stata realizzata dallo studio Hipgnosis, fondato da Storm Thorgerson e Aubrey “Po” Powell.

Powell ha ricordato: «Negli anni Settanta, le copertine degli album erano importanti quanto la musica, perché la copertina aiutava a vendere il disco. I negozi di dischi esponevano 10.000 immagini diverse nelle buste dei vinili, quindi quello che facevamo doveva sembrare diverso e distinguersi tra la folla.

Ricordo di essermi girato verso Storm e di avergli detto: come facciamo a dare fuoco a un uomo? Perché a quei tempi non esisteva un modo digitale per farlo. Lui mi disse: Po, dovrai semplicemente farlo davvero. E così fu.

pink floyd - wish you were - copertina

Bisogna ricordare che i Pink Floyd erano l’unica band della EMI e della Capitol Records che aveva i diritti creativi – per quanto riguarda le copertine degli album – oltre ai Beatles. Per questo ci veniva permesso di fare ciò che volevamo. Era fantastico. Nello stesso modo in cui i Pink Floyd erano una band molto creativa all’epoca, anche gli Hipgnosis lo erano. Eravamo determinati a mantenere viva quell’immagine astratta ed enigmatica, ed è così che siamo riusciti a farlo per i Pink Floyd».

Tracklist:

 

DIGITALE

Disco 1 – Album originale

  1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5)

  2. Welcome to the Machine

  3. Have a Cigar

  4. Wish You Were Here

  5. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 6-9)

Disco 2 – Bonus tracks

  1. Wine Glasses (2:13)

  2. Have a Cigar (Alternate Version)

  3. Wish You Were Here (featuring Stéphane Grappelli)

  4. Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version, Rough Mix) *

  5. The Machine Song (Roger’s Demo) *

  6. The Machine Song (Demo #2, Revisited) *

  7. Wish You Were Here (Take 1) *

  8. Wish You Were Here (Pedal Steel Instrumental Mix) *

  9. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix) *

Disco 3 – Live bootleg (Los Angeles Sports Arena, 1975)

  1. Raving and Drooling *

  2. You’ve Got To Be Crazy *

  3. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5) *

  4. Have a Cigar *

  5. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 6-9) *

  6. Speak to Me *

  7. Breathe (In The Air) *

  8. On the Run *

  9. Time *

  10. The Great Gig in the Sky *

  11. Money *

  12. Us and Them *

  13. Any Colour You Like *

  14. Brain Damage *

  15. Eclipse *

  16. Echoes *

(* = mai pubblicato ufficialmente prima)

2CD

CD 1

  1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5)

  2. Welcome to the Machine

  3. Have a Cigar

  4. Wish You Were Here

  5. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 6-9)

  6. Wine Glasses

  7. Have a Cigar (Alternate Version)

  8. Wish You Were Here (featuring Stéphane Grappelli)

CD 2

  1. Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version, Rough Mix) *

  2. The Machine Song (Roger’s Demo) *

  3. The Machine Song (Demo #2, Revisited) *

  4. Wish You Were Here (Take 1) *

  5. Wish You Were Here (Pedal Steel Instrumental Mix) *

  6. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix) *

3LP (vinile)

LP 1 – Side A

  1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-5)

  2. Welcome to the Machine

LP 1 – Side B

  1. Have a Cigar

  2. Wish You Were Here

  3. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 6-9)

LP 2 – Side C

  1. Wine Glasses

  2. Have a Cigar (Alternate Version)

  3. Wish You Were Here (featuring Stéphane Grappelli)

LP 2 – Side D

  1. Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version, Rough Mix) *

  2. The Machine Song (Roger’s Demo) *

LP 3 – Side E

  1. The Machine Song (Demo #2, Revisited) *

  2. Wish You Were Here (Take 1) *

  3. Wish You Were Here (Pedal Steel Instrumental Mix) *

LP 3 – Side F

  1. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix) *

Blu-ray

Album Originale:

  • 2025 Dolby Atmos Mix

  • 2011 5.1 Surround Mix

  • 1975 Stereo Mix

  • 1975 4.0 Quad Mix

Bonus audio (stereo):

  1. Wine Glasses

  2. Have a Cigar (Alternate Version)

  3. Wish You Were Here (featuring Stéphane Grappelli)

  4. Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version, Rough Mix) *

  5. The Machine Song (Roger’s Demo) *

  6. The Machine Song (Demo #2, Revisited) *

  7. Wish You Were Here (Take 1) *

  8. Wish You Were Here (Pedal Steel Instrumental Mix) *

  9. Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix) *

Live bootleg (stereo):
(vedi tracce identiche al Disco 3 della versione digitale)

Video (Concert Screen Films):

  • Shine On You Crazy Diamond (Part I)

  • Shine On You Crazy Diamond

  • Welcome To The Machine

  • Storm Thorgerson Short Film (2000)

Deluxe Box Set

Contiene:

  • Tutti i formati: 2CD, 3LP (vinile trasparente), Blu-ray

  • Un quarto LP: Live At Wembley 1974

    • Side G: Shine On You Crazy Diamond

    • Side H: You’ve Got To Be Crazy

  • Replica del 7” giapponese: Have A Cigar (edit) / Welcome To The Machine

  • Libro cartonato con fotografie inedite

  • Comic book con programma del tour

  • Poster del concerto di Knebworth

Alberto Fortis - Un album, un documentario, un libro e la sua carriera - Jam TV

Alberto Fortis – Un album, un documentario, un libro e la sua carriera

Alberto Fortis si racconta con noi “A cuore aperto”, partendo dai suoi nuovi progetti dopo aver compiuto 70 anni lo scorso 3 giugno

 

Alberto Fortis presto pubblicherà un nuovo album, è stato poi impegnato in un documentario e sta ultimando un libro (o due?). Il cantautore originario di Domodossola ha iniziato la sua lunga chiacchierata, parlando proprio di un nuovo lavoro discografico in arrivo in cui è ospite anche Moni Ovadia (negli anni ’70 il grande attore era stato il cantante del Gruppo Folk Internazionale).

Gli esordi per Alberto Fortis, 70 anni compiuti lo scorso 3 giugno, sono avvenuti dietro la batteria, strumento che chiese da bambino con tanto di letterina a Babbo Natale; solo dopo aver suonato in vari gruppi inizierà a sbirciare i tastieristi delle sue band, per poi sedersi dinanzi al pianoforte che aveva in casa. Tre nomi sono stati determinanti per i suoi esordi e per una parte importante della sua carriera (e nel corso dell’intervista spiega anche il perché): Alberto Salerno, Mara Maionchi e Claudio Fabi.

Al terzo album decise di andare negli Stati Uniti. Lì, al Baked Potato, uno dei templi del jazz sulla Cahuenga Boulevard a Los Angeles, conosce alcuni musicisti come Abraham Laboriel al basso, Alex Acuña alla batteria e alle percussioni, Dean Parks alla chitarra e altri che poi incideranno con lui, sempre nella città californiana, il suo terzo album La grande grotta, lavoro contenente brani come Settembre, la stessa title track o La neña del Salvador: il disco si piazza terzo in classifica.

Il presente (o il futuro) ci racconta però che sono anche tanti i nuovi progetti di Alberto Fortis.

Rick Davies

Addio a Rick Davies dei Supertramp

Il fondatore e tastierista della band britannica si è spento a 81 anni dopo una lunga malattia

 

Rick Davies, cantante, tastierista e co-fondatore dei Supertramp, è morto all’età di 81 anni. Si è spento lo scorso 6 settembre nella sua casa di Long Island.

Per Davies è stato fatale un mieloma multiplo, una forma di tumore del sangue con cui conviveva da dieci anni, che lo aveva costretto a interrompere l’attività concertistica, con rare eccezioni.

Il gruppo nacque nel 1969, fondato da Davies insieme a Roger Hodgson, Richard Palmer e Robert Millar. Il nome fu ispirato al libro del 1908 The Autobiography of a Super-Tramp dello scrittore gallese William Henry Davies, pubblicato in Italia anche come Autobiografia di un vagabondo.

Il successo arrivò nel 1974 con l’album Crime of the Century, grazie a brani come Dreamer e Bloody Well Right. Il suono del Wurlitzer e la voce di Davies divennero elementi distintivi del gruppo. Sebbene molte delle hit più note dei Supertramp siano attribuite a Hodgson, Davies firmò pezzi come Goodbye Stranger, tratto dall’album Breakfast in America, il maggiore successo commerciale della band con 18 milioni di copie vendute.

Dopo la separazione da Hodgson a metà anni ’80, Davies proseguì con il nome Supertramp, a partire dall’album Brother Where You Bound del 1985, che conteneva il brano Cannonball.

Negli anni successivi non mancarono i contrasti tra Davies e gli altri membri storici. Hodgson si oppose all’uso da parte dei Supertramp di alcuni brani da lui scritti, basandosi su un accordo verbale risalente al 1983. Per chiarire la questione fu stilato un elenco delle canzoni utilizzabili dal gruppo. “Rick ed io” ha detto Hodgson tempo fa, “eravamo lo yin e yang, e come accade spesso in casi simili la cosa creava una dinamica interessante”.

A questi attriti si aggiunse anche una disputa legale con Dougie Thomson, John Helliwell e Bob Siebenberg per il pagamento delle royalties. Dopo una sentenza inizialmente sfavorevole, la decisione fu successivamente ribaltata.

Un tentativo di riavvicinamento tra Davies e Hodgson nel 2010, con l’idea che quest’ultimo partecipasse a qualche data del tour dei Supertramp, fu respinto da Davies. Il tour previsto per il 2015 fu poi annullato a causa dell’aggravarsi della malattia. “Mi spiace deludere chi ha sostenuto con entusiasmo il tour”, aveva scritto Davies. “Purtroppo problemi di salute mi mettono fuori gioco e devo concentrare tutte le mie energie sullo stare meglio”.

Nel 2018, Davies aveva dichiarato che un ritorno dei Supertramp sui palchi era poco probabile: “La mia intenzione” disse dopo un’esibizione con la sua band Ricky and the Rockets “era suonare ogni sei mesi circa, ma date le mie condizioni di salute ogni concerto rappresenta un grande sforzo. Ecco perché sono passati più di due anni tra l’ultimo concerto e questo”.

“Giù dal palcoscenico, Rick era noto per il calore, la resilienza e la devozione alla moglie Sue, con cui ha condiviso oltre mezzo secolo di vita”, si legge oggi sulla pagina Facebook dei Supertramp a seguito della dipartita di Davies. “Dopo aver affrontato gravi problemi di salute che gli hanno impedito di andare in tour coi Supertramp, ha continuato a esibirsi con gli amici della città da cui veniva come Ricky and the Rockets. La musica e il lascito di Rick continuano ad essere fonte di ispirazione, a testimonianza del fatto che le grandi canzoni non muoiono mai, ma continuano a vivere”.

Bruce Springsteen - Nebraska '82 Expanded Edition

Bruce Springsteen, in uscita il cofanetto “Nebraska ’82: Expanded Edition”

La nuova edizione sarà disponibile dal 17 ottobre in CD, vinile e Blu-ray, con registrazioni inedite e una performance live completa al Count Basie Theatre

 

Sony Music pubblicherà il 17 ottobre Nebraska ’82: Expanded Edition, una riedizione ampliata dell’album acustico di Bruce Springsteen, disponibile nei formati 4 LP + Blu-ray e 4 CD + Blu-ray. Il cofanetto conterrà materiali inediti, tra cui versioni alternative, outtakes soliste e le leggendarie sessioni Electric Nebraska con la E Street Band, oltre a una recente performance live filmata al Count Basie Theatre di Red Bank, New Jersey.

A introdurre il progetto è una versione mai pubblicata prima di Born in the U.S.A., registrata in trio con Max Weinberg e Garry Tallent alla fine di aprile 1982, durante le sessioni Electric Nebraska.

“Abbiamo eliminato le tastiere e suonato essenzialmente come un trio – ricorda Bruce Springsteen – Era un po’ come punk rockabilly. Stavamo cercando di portare Nebraska nel mondo elettrico”.

Oltre alle registrazioni con la band – che includono, tra gli altri, Danny Federici, Roy Bittan e Stevie Van Zandt – il box contiene anche la raccolta Nebraska Outtakes, con brani originariamente esclusi dalla pubblicazione del 1982. Tra questi, Losin’ Kind, Child Bride, Downbound Train e altre tracce provenienti da una sessione solista in studio unica nel suo genere, come Gun In Every Home e On the Prowl.

Uno dei contenuti principali del cofanetto è una performance integrale di Nebraska, eseguita per la prima volta in sequenza e filmata al Count Basie Theatre da Thom Zimny. Springsteen, che non aveva mai portato in tour quell’album all’epoca, ha deciso di rileggerlo a oltre quarant’anni di distanza.

“Credo che, suonando di nuovo queste canzoni per essere filmate, la loro importanza mi abbia colpito – racconta Bruce Springsteen – Ho scritto molti altri dischi narrativi, ma c’è qualcosa in quel gruppo di canzoni di Nebraska che contiene una sorta di magia”.

Una settimana dopo, il 23 ottobre, uscirà anche nelle sale italiane Springsteen: Liberami dal Nulla, film ispirato alla genesi dell’album Nebraska, tratto dal libro omonimo di Warren Zanes. Il lungometraggio, prodotto da 20th Century Studios, è scritto e diretto da Scott Cooper e vede Jeremy Allen White nei panni di Bruce Springsteen.

Nel cast anche Jeremy Strong nel ruolo del manager Jon Landau, Paul Walter Hauser come il tecnico delle chitarre Mike Batlan, Stephen Graham nei panni del padre di Springsteen, Odessa Young in quelli dell’interesse amoroso Faye, Gaby Hoffman nel ruolo della madre Adele, Marc Maron come Chuck Plotkin e David Krumholtz nei panni dell’executive Columbia Al Teller.

Il film è prodotto da Scott Cooper, Ellen Goldsmith-Vein, Eric Robinson e Scott Stuber. Tracey Landon, Jon Vein e Warren Zanes figurano come produttori esecutivi.

Elton John - Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy - 50 anni

Elton John, in arrivo l’edizione per il 50° anniversario di “Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy”

La ristampa sarà pubblicata il 24 ottobre in diversi formati. Disponibile anche per la prima volta su vinile il live di Wembley del 1975

 

Il 24 ottobre 2025 uscirà l’edizione del 50° anniversario di Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy, l’album del 1975 di Elton John. La ristampa sarà disponibile in formato 2LP, 2CD e digitale. Per la prima volta verrà pubblicato su vinile anche Live At Midsummer Music, Wembley Stadium 1975, la registrazione del debutto dal vivo dell’album.

Concepito come un concept album autobiografico, Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy racconta gli inizi delle carriere musicali di Elton John (Captain Fantastic) e del suo storico paroliere Bernie Taupin (the Brown Dirt Cowboy), ambientati a Londra nei primi anni Sessanta.

Il disco include il singolo Someone Saved My Life Tonight e fu il primo nella storia a debuttare direttamente al numero uno della Billboard 200 negli Stati Uniti. Raggiunse la certificazione d’oro al momento della sua uscita, superando 1,4 milioni di copie vendute nei primi quattro giorni e mantenendo il vertice della classifica per sette settimane.

Elton John ha composto le musiche del disco a bordo del transatlantico SS France, durante il viaggio di ritorno negli Stati Uniti. Avendo ricevuto in precedenza i testi di Taupin, scrisse le melodie nel Salon Debussy della nave, memorizzandole fino all’arrivo in studio al Caribou Ranch, dove il disco fu registrato insieme al produttore Gus Dudgeon.

Nonostante non contenga numerose hit radiofoniche, l’album è considerato uno dei lavori più coerenti e compatti della discografia di Elton John. I testi riflessivi di Taupin e l’approccio musicale diretto danno vita a una narrazione personale e stilisticamente unitaria. L’artwork originale, firmato da Alan Aldridge, è uno degli elementi più riconoscibili della pubblicazione.

elton john e bernie taupin - 1975

Parlando dell’album, Elton John ha dichiarato:
“Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy è stato il primo album che ho mai fatto che fosse autobiografico, ed è stata la prima volta che siamo entrati in studio con tutte le canzoni già scritte. L’abbiamo provata come band e registrata più o meno dal vivo. La band era al top e lo si può sentire nel disco. Penso che sia la cosa migliore che abbiamo mai fatto. Le canzoni erano forti, i testi di Bernie brillanti e l’atmosfera al Caribou era perfetta. Vederlo arrivare ai vertici delle classifiche più velocemente di qualsiasi cosa avessi mai pubblicato mi è sembrato il culmine di tutto ciò per cui io e Bernie avevamo combattuto in quei monolocali a Londra”.

Anche Bernie Taupin ha commentato la nuova pubblicazione:
“Di tutta la nostra produzione discografica, Captain Fantastic occupa un posto molto speciale nel mio cuore. Ovviamente è stato emotivamente gratificante in quanto ha raccontato un momento particolare della nostra vita. Non sono per natura uno che si crogiola nella nostalgia, ma ascoltare questo album ancora una volta 50 anni dopo mi ricorda quanto fosse profondo il nostro legame di amicizia e creatività”.

L’edizione del 50° anniversario include la rimasterizzazione del disco originale realizzata nel 2016, una selezione di demo inediti e una performance dal vivo del 2005, registrata in occasione del trentennale dell’album. Sarà inoltre incluso un libretto di 28 pagine con note di copertina e annotazioni tratte dal diario personale di Elton John del 1974.

Tra i contenuti speciali, è presente Live At Midsummer Music, Wembley Stadium 1975, la prima esecuzione pubblica dell’album, tenutasi davanti a oltre 70.000 spettatori (secondo alcune stime oltre 100.000) e con la partecipazione di ospiti come Rufus con Chaka Khan, Joe Walsh, The Eagles e The Beach Boys. Per la prima volta, questa registrazione sarà disponibile su vinile.

Bernardo Lanzetti - Bob Dylan - Hurricane - Cover - Live - Jam TV

Bernardo Lanzetti – Hurricane (Bob Dylan Cover) (Live)

Bernardo Lanzetti e una la sua versione di Hurricane di Bob Dylan (sebbene dichiari di conoscere tutte le strofe)

 

All’inizio spiega di conoscerla tutta, ma Bernardo Lanzetti ha deciso di “riassumere” in qualche modo dal vivo Hurricane di Bob Dylan, simulando con la voce anche la parte del violino che nella versione originale era affidato a Scarlet Rivera.

La storia del brano l’avevamo già raccontata qui.

Siamo a Houston, Texas, il 25 gennaio 1976. L’Astrodome, uno stadio di baseball noto per la sua struttura futuristica, ospita uno degli eventi più attesi del momento: la Rolling Thunder Revue di Bob Dylan. Il cantautore del Minnesota ha radunato un gruppo di artisti leggendari, tra cui Joan Baez, Roger McGuinn e T-Bone Burnett, per portare in giro uno spettacolo che non è solo musica, ma anche un atto di protesta e solidarietà.

Quella notte, l’evento assume un significato ancora più speciale. Dylan, insieme agli altri artisti, sta infatti raccogliendo fondi per la causa di Rubin “Hurricane” Carter, un ex campione di boxe ingiustamente accusato di un triplice omicidio avvenuto dieci anni prima in un ristorante di Paterson, New Jersey. Nonostante Carter e il suo amico John Artis abbiano sempre dichiarato la loro innocenza, sono stati condannati a morte sulla base di una testimonianza che li indicava come colpevoli. Molti, tra cui Dylan, sono convinti che l’accusa sia stata motivata da pregiudizi razziali, in un’epoca segnata dalla discriminazione verso gli afroamericani.

Dylan, profondamente colpito dalla vicenda, riceve una lettera da Carter, che si trova nel braccio della morte. Decide quindi di visitarlo nella prigione di Rahway, nel New Jersey, dove i due si incontrano. Quella visita ispira Dylan a scrivere Hurricane, una canzone che racconta la storia di Rubin Carter e denuncia l’ingiustizia subita. Il brano diventa il pezzo di apertura di Desire, il nuovo album di Dylan, pubblicato pochi giorni prima di quel concerto a Houston.

Tuttavia, la canzone non viene subito accettata in forma definitiva. La Columbia Records, preoccupata per possibili implicazioni legali, costringe Dylan a modificare una parte del testo in cui accusa alcuni individui che, secondo lui, erano i veri colpevoli. Dylan, dopo aver ricevuto queste indicazioni legali, si reca in studio e, in un’unica take di sette minuti, rielabora e registra il brano.

Hurricane diventa uno dei più grandi successi commerciali di Dylan negli anni ’70, ma la vicenda di Rubin Carter non finisce con la pubblicazione della canzone. Dopo un ulteriore appello, Carter viene condannato di nuovo a morte, ma nel 1988, grazie all’intervento di un giudice tenace che riesce a smascherare le incongruenze nel caso, Carter viene finalmente scagionato.

Dylan, tuttavia, non eseguirà mai più Hurricane in pubblico. Nonostante il successo che la canzone gli ha portato, e nonostante l’importanza di quel brano nella sua carriera, l’artista si distaccherà completamente dal caso di Rubin Carter, come se quel capitolo della sua vita fosse ormai chiuso. La “Notte dell’Uragano”, come è stata definita, resterà uno dei momenti più emblematici della storia musicale degli anni ’70, ma anche un episodio che Dylan preferirà lasciare alle spalle.

Radiohead - Date Bologna 2025

Radiohead, quattro concerti a Bologna a novembre 2025

La band britannica torna in Italia dopo otto anni e annuncia un tour europeo di venti date. Registrazioni per i biglietti aperte dal 5 settembre su radiohead.com

I Radiohead tornano finalmente dal vivo e annunciano una nuova tournée europea per novembre e dicembre 2025, con venti concerti in programma in cinque città: Madrid, Bologna, Londra, Copenaghen e Berlino.

A otto anni dall’ultima volta in Italia, la band britannica sarà protagonista di quattro attesissimi appuntamenti all’Unipol Arena di Bologna, previsti per il 14, 15, 17 e 18 novembre 2025.

In un messaggio diffuso ai fan, Philip Selway ha raccontato il momento che ha portato la band a questa nuova serie di concerti:
“L’anno scorso ci siamo ritrovati a provare, tanto per il gusto di farlo. Dopo una pausa di sette anni, è stato bellissimo suonare di nuovo i nostri brani e riconnetterci con un’identità musicale che vive profondamente dentro ciascuno di noi. Ci ha anche fatto venire voglia di fare qualche concerto insieme, quindi speriamo possiate venire a una delle prossime date. Per ora saranno solo queste, ma chissà dove ci porterà tutto questo.”

Queste le date annunciate del tour: 4, 5, 7, 8 novembre – Movistar Arena, Madrid (Spagna); 14, 15, 17, 18 novembre – Unipol Arena, Bologna (Italia); 21, 22, 24, 25 novembre – The O2 Arena, Londra (Inghilterra); 1, 2, 4, 5 dicembre – Royal Arena, Copenaghen (Danimarca); 8, 9, 11, 12 dicembre – Uber Arena, Berlino (Germania).

I biglietti saranno disponibili solo tramite registrazione su radiohead.com, con l’obiettivo di ridurre il bagarinaggio e l’intercettazione da parte di bot. La registrazione apre venerdì 5 settembre alle ore 11:00 e si chiude domenica 7 settembre alle 23:00. La vendita ufficiale inizierà giovedì 12 settembre. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale della band.

Intanto, all’inizio del mese, i Radiohead hanno pubblicato in digitale Hail to the Thief – Live Recordings 2003–2009, una raccolta di esibizioni live inizialmente realizzata come materiale di ricerca per gli arrangiamenti di Thom Yorke nella produzione teatrale Hamlet Hail to the Thief. L’album sarà pubblicato in formato fisico venerdì 31 ottobre 2025.

Eugenio Finardi - Tutto - A cuore aperto - Jam TV

Eugenio Finardi ci parla di “Tutto”

Eugenio Finardi si racconta con noi “A cuore aperto”, iniziando dal suo nuovo album Tutto, un titolo molto eloquente

 

Si intitola Tutto il nuovo album di Eugenio Finardi. Prodotto dallo storico collaboratore Giovanni “Giuvazza” Maggiore, che è anche coautore di tutti i brani del lavoro, Tutto include la partecipazione della figlia Francesca, in arte Pixel, nel brano Francesca Sogna. Il disco vede inoltre la collaborazione di Fiamma Cardani alla batteria in La Facoltà dello Stupore e di Paolo Costa al basso nei brani Futuro, Tanto Tempo Fa, Francesca Sogna, I venti della luna e Massiccio attacco di panico.

 

Visti anche gli argomenti dell’album, Eugenio Finardi affronta poi il discorso sull’intelligenza artificiale e ha spiegato che per il suo nuovo lavoro ha studiato come “ragionava” per poi costruire un pezzo in un modo totalmente diverso da quelli che è in grado attualmente di elaborare: l’esempio è il tempo in 7 del brano Futuro (che è anche il tempo di Money dei Pink Floyd). Finardi conclude poi questo segmento dell’intervista affermando che secondo lui gli artisti in futuro saranno quelli che faranno i prompt.

 

Vengono citati tanti altri lavori del cantautore tra cui Anima Blues, Il silenzio e lo spirito

 

Finardi sarà protagonista di altre date del suo TUTTO ’75-’25, nuovo tour in cui racconta i 50 anni della sua carriera attraverso le nuove canzoni del suo ultimo album Tutto e i suoi brani storici, in un dialogo tra passato e presente (senza mai diventare una celebrazione nostalgica).

Ad accompagnarlo sul palco Giovanni “Giuvazza” Maggiore (chitarre), Claudio Arfinengo (batteria) e Maximilian Agostini (tastiere).

 

Queste le prossime date del tour TUTTO ’75-’25 (prodotto da Imarts International Music and Arts – www.internationalmusic.it/artisti/eugenio-finardi):

 

7 settembre 2025 – Monopoli (Bari), Piazza XX Settembre, Festival Ritratti

Ingresso gratuito

8 settembre 2025 – Soleto (Lecce), XXV Festival Concerti del Chiostro – Acoustic duo

Ingresso gratuito

Eric Andersen – Florentine (Live)

Uno dei grandi protagonisti del Greenwich Village a New York insieme a Bob Dylan e non solo ospite negli studi di Jam TV

 

Lo introduce come un brano dal suo album Blue River (Columbia Records, 1972) Eric Andersen che negli studi di Jam TV ci fa ascoltare Florentine.

Blue River è anche l’album di maggior successo per il singer-songwriter emerso nella scena del Greenwich Village a New York accanto a Bob Dylan, Phil Ochs e Judy Collins. In Florentine Eric Andersen racconta l’amore idealizzato, espresso attraverso una figura femminile misteriosa e luminosa, e raccontato con toni sussurrati e profondamente personali.

 

Ad accompagnarlo per l’occasione c’è il grande Steve Addabbo, produttore discografico americano, compositore, ingegnere del suono, chitarrista e proprietario dello studio Shelter Island Sound a New York, che ha collaborato con tanti artisti illustri, guadagnandosi ad esempio un ruolo determinante nella co-produzione dei primi due album di Suzanne Vega, Luka e Tom’s Diner, e che di recente ha curato come mix engineer alcuni cofanetti delle bootleg series di Bob Dylan, aggiudicandosi un Grammy per il suo mixaggio di The Cutting Edge della medesima serie.

 

Tornando ad Eric Andersen, 82 anni compiuti lo scorso 14 febbraio, in questo 2025 ha pubblicato il doppio album Dance Of Love And Death, un lavoro con 17 canzoni inedite, le prime completamente nuove da lui pubblicate dal 2003 ad oggi, anche se negli anni il singer-songwriter non è stato di certo a guardare. Tanti sono i grandi ospiti di questo lavoro: Lenny Kaye, Larry Campbell, Eric Lee, Joyce Andersen, Tony Garnier, Michele Gazich, Inge Andersen, Robin Batteau, Mark Dann, Abby Newton, Mike Visceglia, Jagoda, Cheryl Prashker, Wyatt Offit e Steve Addabbo.

Mavis Staples - Foto di Elizabeth De La Piedra

Mavis Staples annuncia il nuovo album “Sad And Beautiful World”

(Mavis Staples – Foto di Elizabeth De La Piedra)

 

Il lavoro uscirà il 7 novembre ed già disponibile Beautiful Strangers, cover di Kevin Morby

Mavis Staples pubblicherà il suo nuovo album solista, Sad And Beautiful World, il prossimo 7 novembre. Il disco arriva in un momento di forte tensione globale e si propone come una riflessione sulla vulnerabilità, la perdita e la resilienza.

Prodotto da Brad Cook (già al lavoro con Bon Iver, Waxahatchee, Nathaniel Rateliff), l’album raccoglie brani originali e reinterpretazioni di classici, coprendo circa sette decenni di tradizione musicale americana. Alla realizzazione del progetto hanno partecipato numerosi artisti legati alla storia e al percorso artistico di Mavis Staples, tra cui Buddy Guy, Bonnie Raitt, Jeff Tweedy, Derek Trucks, Katie Crutchfield, MJ Lenderman e Justin Vernon.

È già disponibile un primo estratto dal disco: si tratta della cover di Beautiful Strangers, brano di Kevin Morby, che ha commentato così la versione di Mavis Staples:

Non è facile descrivere a parole cosa significhi avere una delle più grandi e importanti voci e figure culturali sia del XX che del XXI secolo che canta una mia canzone. Ma sentire Mavis cantare Beautiful Strangers è senza dubbio il momento più grande e il più alto onore della mia carriera. Molto più di qualsiasi riconoscimento o acclamazione: avere una delle mie più grandi eroine che interpreta qualcosa che ho scritto è la cosa più gratificante e lusinghiera che mi potesse capitare come autore e come persona. Grazie, Mavis. Inoltre, Mavis possiede quel potere estremamente raro di prendere una canzone scritta da qualcun altro e renderla completamente sua. Come autore di Beautiful Strangers, credo di avere tutto il diritto di dirlo: la sua versione è migliore“.

Con una carriera iniziata a soli otto anni, Mavis Staples è attiva da oltre settant’anni (oggi per la cronaca ne ha 86 di anni, compiuti lo scorso 10 luglio). Ha debuttato insieme alla sua famiglia nel gruppo gospel The Staple Singers, con cui ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica. Oggi è l’unica superstite del gruppo e continua a esibirsi come solista, mantenendo viva la tradizione e il messaggio trasmesso dai suoi genitori e fratelli.

Mavis Staples è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Blues Hall of Fame e nella Gospel Music Hall of Fame. Ha ricevuto il Kennedy Center Honor e diversi Grammy Awards, incluso il premio alla carriera. Nel corso della sua attività ha collaborato con artisti come Bob Dylan, Prince, Aretha Franklin e Willie Nelson, fino a musicisti delle nuove generazioni.

Per valorizzare al massimo la sua voce, Brad Cook ha scelto un approccio essenziale: partendo da registrazioni ridotte all’osso con solo batteria e pianoforte, ha poi costruito gli arrangiamenti attorno alle interpretazioni vocali di Mavis Staples. Il produttore si è ispirato all’album Will the Circle Be Unbroken della Nitty Gritty Dirt Band, immaginando un progetto che fosse anche una celebrazione della comunità artistica che ruota attorno a Mavis.

Sad And Beautiful World affronta tematiche legate alla perdita e alla solidarietà, ma anche alla speranza.
“Devo solo trasmettere la compassione che provo” ha dichiarato Mavis Staples. “Voglio condividere la canzone così come la sento”.

Beatles - Key Art for Press Release

“The Beatles Anthology” in versione restaurata con episodio inedito

Docu-serie, musica e libro: questo autunno, i Beatles tornano a raccontarsi. In streaming, su vinile e su carta

The Beatles Anthology torna in versione definitiva. A quasi trent’anni dalla sua prima pubblicazione, il progetto viene riproposto in una nuova edizione restaurata, con contenuti inediti e nuove uscite su più formati: video, audio e su carta stampata.

Una nuova edizione della serie documentario, con un nono episodio inedito

A partire dal 26 novembre, The Beatles Anthology sarà disponibile in streaming esclusivo su Disney+. Oltre agli otto episodi originali, la serie includerà un inedito Episodio Nove, che presenta filmati dietro le quinte girati tra il 1994 e il 1995 durante la lavorazione del progetto. In queste sequenze, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr riflettono sulla propria esperienza condivisa all’interno della band.

Il restauro della serie è stato supervisionato dal team di produzione di Apple Corps, in collaborazione con Wingnut Films e Park Road Post di Peter Jackson, oltre a Giles Martin, che ha curato nuovi mix audio per la colonna sonora.

Le raccolte musicali tornano in edizione ampliata

Il 21 novembre verranno pubblicate le raccolte musicali rimasterizzate della Beatles Anthology, suddivise in quattro volumi: un cofanetto da 12LP in vinile, 8CD e versione digitale. Le prime tre raccolte, originariamente curate da George Martin, sono state rimasterizzate da Giles Martin.

Il quarto volume, Anthology 4, aggiunge 13 demo e registrazioni inedite, oltre a nuovi mix di brani come Free As A Bird e Real Love, curati da Jeff Lynne. Entrambi i singoli sono stati realizzati partendo da demo registrati da John Lennon negli anni ’70 e completati successivamente con le parti strumentali e vocali degli altri membri.

I tre singoli legati al progetto — Free As A Bird, Real Love e Now And Then (vincitore di un GRAMMY nel 2023) — saranno inclusi nella nuova edizione. Il video originale di Free As A Bird è stato anch’esso restaurato.

In totale, la raccolta musicale comprende 191 tracce. I cofanetti fisici includono le note di copertina originali delle Anthology 1, 2 e 3, e, per il nuovo volume, commenti scritti da Kevin Howlett con un’introduzione basata su interviste del 1996 a Derek Taylor.

 

 

Il libro torna in edizione speciale per il 25° anniversario

Il 14 ottobre sarà disponibile una nuova edizione del libro The Beatles Anthology, pubblicata da Apple Corps Ltd. e Chronicle Books per celebrare il 25° anniversario. Il volume raccoglie testimonianze dirette dei membri della band, con il supporto di figure storiche come Neil Aspinall, George Martin e Derek Taylor.

Il libro, che conta 368 pagine e oltre 1.300 immagini, include fotografie, documenti e opere provenienti dagli archivi dei Beatles.

Beatles Anthology CDBox

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