Ian Curtis

18 maggio 1980 – Muore Ian Curtis, frontman dei Joy Division

La moglie Deborah trova il cadavere di Ian Curtis. Il leader dei Joy Division si è impiccato nella cucina di casa a soli 23 anni

 

Oggi, 18 maggio 1980

Il cantante dei Joy Division Ian Curtis si toglie la vita.
Lo trova la moglie Deborah. Si è impiccato in cucina, a soli 23 anni d’età.
Prima di morire, Curtis ha guardato il film di Werner Herzog La ballata di Stroszek e ha ascoltato l’album di Iggy Pop The Idiot.

Curtis non lascia lettere d’addio né spiegazione alcuna al suo tragico gesto finale. Di certo la sua esistenza era piuttosto complicata: è soggetto a una forte depressione; è vittima di crisi epilettiche sempre più frequenti che lo colpiscono anche durante i concerti, facendolo accasciare sul palco; i farmaci che assume per curare la malattia lo destabilizzano; il matrimonio sembra naufragare a causa di una relazione con la giornalista belga Annik Honoré.

Di certo, il cantante lascia dietro di sé un catalogo di canzoni cupe e inquietanti che dopo la morte vengono scrutinate a caccia di macabri indizi.

Nel corso della loro ultima esibizione, un paio di settimane prima di quel fatidico 18 maggio, i Joy Division hanno presentato un brano inedito chiamato Ceremony. Diventerà il primo singolo pubblicato dai New Order, il gruppo fondato dai tre membri sopravvissuti.

Il 45 giri dei Joy Division Love Will Tear Us Apart, pubblicato appena un mese prima della morte del cantante, ne diventa il triste e raggelante epitaffio.

Elton John - Captain Fantastic

17 maggio 1975 – Elton John, “Captain Fantastic…” disco di platino

Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy, nono album in studio di Elton John, debutta direttamente al numero uno della classifica americana dei dischi pop

 

Oggi, 17 maggio 1975

Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy, nono album in studio di Elton John, debutta direttamente al numero uno della classifica americana dei dischi pop, il suo primo disco a raggiungere tale risultato, e il primo della storia a essere certificato di platino (un milione di copie vendute) il giorno stesso dell’uscita. Stazionerà al primo posto delle classifiche per sette settimane diventando tre volte disco di platino (a tutt’oggi ha superato i sette milioni di copie vendute). In Inghilterra raggiunge invece solo la seconda posizione.

È il momento di massima popolarità per Elton John, la cui carriera è iniziata nel 1969 con l’album Empty Sky e decollata nel giro di un paio di anni grazie a classici come Rocket Man, Your Song, Candle In The Wind e tanti altri.

Captain Fantastic segna una svolta verso ambizioni musicali quasi in chiave prog, pur non dimenticando le classiche ballate pop al pianoforte, ed è un vero concept album che racconta in modo metaforico la storia vera degli inizi di carriera di Elton John (Captain Fantastic) e del suo autore di testi Bernie Taupin (The Brown Dirt Cowboy).

A differenza del solito, dal disco viene tratto un solo singolo, Someone Saved My Life Tonight – canzone che parla del tentativo di suicidio del cantante inglese durante il suo disastroso primo matrimonio e che raggiunge la quarta posizione nelle classifiche americane.

Nel 2006 Elton John pubblica un sequel, il disco The Captain & The Kid, che racconta cosa accaduto nei successivi trenta anni. Non avrà lo stesso successo, pur aggiudicandosi un buon tre milioni e mezzo di copie vendute.

Pete Townshend, chitarrista degli Who

16 maggio 1969 – Pete Townshend, calci e pugni

Pete Townshend, chitarrista degli Who, tra reazioni che porteranno a un arresto, all'”atto più democratico di tutta la sua carriera”

 

Oggi, 16 maggio 1969

Gli Who sono impegnati per tre sere al leggendario Fillmore East di New York, il locale aperto da Bill Graham dove da sempre si registrano diversi dischi dal vivo che entreranno nella storia. Mentre il gruppo è impegnato nell’esecuzione di alcuni brani della nuovissima rock opera, Tommy, in un piccolo ristorante situato proprio a fianco del teatro scoppia un incendio. Il fumo, da lì, si propaga immediatamente anche all’interno del Fillmore. Come racconta un testimone, è piuttosto difficile distinguere il fumo dell’incendio dal fumo di sigarette e spinelli vari che invade comunque la sala.

Pete Townshend, chitarrista e leader del gruppo, da vero mod, è un tipo alquanto irascibile. Due anni prima, nel backstage del Festival di Monterey, aveva insultato gli organizzatori rei di averlo messo in scaletta dopo Jimi Hendrix. “Non suoneremo mai dopo Hendrix – aveva detto. Se lui spacca una chitarra sul palco dicono che è sexy, se lo faccio io, scrivono che sono un violento. Se alla fine dello spettacolo compiamo il nostro rituale provocatorio di distruzione degli strumenti, sono certo che diranno che abbiamo rubato l’idea a Jimi Hendrix”.

Questa sera, al Fillmore, un poliziotto in borghese sale improvvisamente sul palco per avvisare il pubblico dell’incendio e quindi chiede a tutti di sgombrare il teatro.

Mentre cerca di avvicinarsi al microfono, Roger Daltrey lo afferra per le spalle. Pete Townshend gli dà un sonoro cazzotto sulla nuca e lo stende. Dopodiché gli Who continuano a suonare come se nulla fosse.

Ma il fumo è ormai così denso che il pubblico sfolla da solo. Gli spettatori resteranno sul marciapiede di fronte al Fillmore per circa un’ora mentre i pompieri spengono l’incendio. Poi, tutti rientrano nel locale e il concerto degli Who riprende.

Il poliziotto, però, non dimentica l’accaduto. E a spettacolo finito, Pete Townshend viene arrestato e condotto in prigione dove passa la notte.

Viene rilasciato al mattino con una multa di 51 dollari per offesa a pubblico ufficiale.

Tre mesi dopo, sul palco del Festival di Woodstock, il leader radical Abbie Hoffman, d’accordo con gli organizzatori sale sul palco per un annuncio in cui chiede che venga rilasciato il suo amico John Sinclair, che si è beccato dieci anni di galera per aver comprato uno spinello da una poliziotta in borghese. Ma Hoffman sceglie il momento sbagliato e sale infatti durante il set degli Who e, appena lo vede avvicinarsi al microfono, Townshend si scaglia addosso a lui, lo manda affanculo, lo colpisce in testa con il manico della sua chitarra. Venticinque anni dopo interrogato al proposito di quell’incidente e townsend dichiara: “È stato l’atto più democratico di tutta la mia carriera”.

Gli Oasis denunciano un sito Internet

15 maggio 1997 – Gli Oasis denunciano un sito Internet

Gli Oasis denunciano un sito Internet che senza autorizzazione pubblica loro fotografie, i testi delle canzoni e alcuni brani musicali

 

Oggi, 15 maggio 1997

Gli Oasis denunciano un sito Internet che senza autorizzazione pubblica loro fotografie, i testi delle canzoni e alcuni brani
musicali. La loro casa discografica, la Sony, li affianca nell’azione legale.

La band dei fratelli Liam e Noel Gallagher, nata a Manchester nel 1991, è ai vertici della popolarità. Neanche un anno e mezzo prima è stato pubblicato (What’s The Story?) Morning Glory, il loro secondo album che si rivela un successo stratosferico. Il disco, a tutt’oggi, ha venduto quasi 20 milioni di copie.

Il brit-pop del gruppo di Manchester, che paga tributo all’ispirazione e allo stile dei Beatles, piace ai ragazzi di fine Millennio. Che, però, sono anche i primi grandi fruitori di Internet.

La causa degli Oasis contro un sito Internet anticipa di 3 anni le lotte dei Metallica contro Napster, il sito di condivisione di file musicali che consente di scaricare gratuitamente la musica.

Nonostante le laute parcelle ad avvocati e studi legali, i fratelli Gallagher prima e tutte le multinazionali del disco poi dovranno arrendersi al potere del web e alla sua difficoltà di essere controllato. Sarà l’inizio della fine della potente e monopolizzante industria discografica e la nascita di una nuova stagione in cui prolifereranno le etichette indipendenti.

Ma sarà anche l’inizio della fine della parabola artistica degli Oasis sempre più coinvolti in litigi tra i due fratelli, scandali, polemiche e pettegolezzi. E sempre più lontani dalle bellissime canzoni di (What’s The Story?) Morning Glory tra cui la celebre Wonderwall, dedicata pare da Noel Gallagher alla sua fidanzata (e poi moglie) dell’epoca Meg Matthews che viene paragonata a un muro del college nel quale sono affissi tutti i grandi idoli dello sport. Il pezzo è basato, strumentalmente, sul tema di Wonderwall Music, colonna sonora del film Wonderwall di George Harrison.

Reunion Led Zeppelin 1988

14 maggio 1988 – Reunion dei Led Zeppelin

Uno degli eventi della giornata per i 40 anni dell’Atlantic è la reunion dei Led Zeppelin

 

Oggi, 14 maggio 1988

I Led Zeppelin si riuniscono per festeggiare i 40 anni dell’Atlantic.

Fondata quarant’anni prima da Ahmet Ertegun e Herb Abramson, la Atlantic è stata negli anni Cinquanta la culla del soul, del rhythm & blues e del jazz. È l’etichetta che ha trasformato Ray Charles in una star, che ha ospitato le incisioni di grandi jazzisti, che è stata la casa di Aretha Franklin.

Alla fine degli anni Sessanta si è aperta al rock, guadagnando il rispetto se non la venerazione di alcuni tra i maggiori musicisti dell’epoca. Uno degli eventi della giornata è la reunion dei Led Zeppelin.

È la seconda volta che Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones suonano assieme da quando si sono separati otto anni prima ed è la prima volta che lo fanno dopo il Live Aid del 1985. Alla batteria c’è Jason Bonham, figlio del batterista originario John Bonham. Eseguono cinque canzoni: Heartbreaker, Whole Lotta Love, Misty Mountain Hop, Stairway To Heaven e Kashmir.

Bob Marley

11 maggio 1981 – Bob Marley, il lungo addio

Dopo una lunga malattia resa pubblica solo nei giorni precedenti, muore Bob Marley, simbolo della Giamaica e della musica reggae

 

Oggi, 11 maggio 1981

Ospedale Cedars of Lebanon di Miami, Florida. Dopo una lunga malattia resa pubblica solo nei giorni precedenti, muore Robert Bob Marley, simbolo del suo Paese, la Giamaica, e della musica reggae. Ha 36 anni.

Le sue ultime parole, rivolte al figlio Ziggy, sono: “I soldi non possono comprare la vita”.

La malattia ha cominciato a manifestarsi tre anni prima quando, nel luglio 1977, durante le cure per una ferita all’alluce del piede destro (causata da uno scontro avvenuto nel corso di una partita di calcio), gli viene diagnosticato un melanoma maligno. Marley, seguendo fedelmente i principi della religione Rasta che impone che il corpo umano sia conservato sempre integro, rifiuta l’amputazione del dito. Il tumore fa perciò il suo corso arrivando lentamente a colpire cervello, polmoni, fegato e stomaco.

A settembre del 1980, mentre sta facendo jogging al Central Park (dopo due concerti tenuti al Madison Square Garden di New York), il musicista ha un collasso. Tiene il suo ultimo concerto a Pittsburgh, allo Stanley Theater, il 23 settembre di quell’anno. Poco dopo, viene finalmente portato al Memorial Sloan-Kettring Cancer Center di New York. Lì i medici diagnosticano un tumore al cervello, ai polmoni e allo stomaco. Da New York, Marley è quindi trasportato a Miami, dove viene battezzato Berhane Selassie della Chiesa Ortodossa Etiopica il 4 novembre 1980. Cinque giorni dopo, nell’ultimo disperato tentativo di salvargli la vita, viene trasferito in un centro di trattamento in Germania, diretto dal famoso oncologo Josef Issels, dove, il 6 febbraio, Bob trascorre serenamente il giorno del suo trentaseiesimo compleanno. Purtroppo, però la malattia è in fase troppo avanzata. Mentre sta volando verso la Giamaica, per passare gli ultimi giorni di vita, è costretto ad atterrare a Miami per immediate cure mediche.

Pochi giorni dopo, la fine.

Bob Marley viene onorato con un funerale di stato il 21 maggio e sepolto con la sua chitarra Gibson Les Paul, una bibbia, una pianta di marijuana, un pallone da calcio e l’anello che aveva sempre tenuto al dito da quando glielo aveva regalato il Principe Asfa Wossen d’Etiopia, figlio del re Haile Selassie I, considerato il capo della religione Rasta.

Paul Simon, "Graceland"

10 maggio 1986 – Paul Simon, “Graceland”

Prototipo del concetto di world music, Graceland di Paul Simon è un lavoro magistrale che unisce cantautorato e suoni del mondo, dall’Africa a New Orleans passando per il Messico

 

Oggi, 10 maggio 1986

Alla popolare trasmissione televisiva Saturday Night Live il cantautore newyorkese Paul Simon si esibisce con il gruppo vocale sudafricano Ladysmith Black Mambazo.

È la prima occasione ufficiale in cui viene svelato il contenuto di Graceland, uno dei dischi più innovativi e sorprendenti degli anni Ottanta, che sarà pubblicato nel mese di settembre dello stesso anno.

Prototipo del concetto di world music, Graceland è un lavoro magistrale che unisce cantautorato e suoni del mondo, dall’Africa a New Orleans passando per il Messico.

Le registrazioni sono cominciate un anno prima, quando Paul Simon si reca in Sudafrica e per nove giorni registra i suoi brani con musicisti locali.

Scopre i Ladysmith Black Mambazo (un fenomenale ensemble corale zulu) grazie al documentario della televisione inglese Rhythm Of Resistance: The Music Of South Africa; li invita quindi ai leggendari Abbey Road Studios di Londra per registrare insieme a loro un suo brano, Homeless, nel quale spicca una formidabile interpretazione vocale del leader dei Ladysmith, Joseph Shabalala.

A sorpresa, il disco si rivela uno dei più grandi successi commerciali di Paul Simon ma soprattutto costituisce un autentico spartiacque, segnando un periodo di rinnovamento della scena musicale grazie all’unione delle tematiche pop-rock con quelle della world music.

Purtroppo per Simon, il progetto Graceland è fonte di controversie: il cantautore infatti viene accusato di aver violato il boicottaggio culturale in atto da anni verso il Sudafrica per via della sua politica razzista.

Il comitato antiapartheid delle Nazioni Unite stralcia però ogni accusa nei confronti del musicista, sostenendo che Simon non ha dato il suo appoggio alle politiche segregazioniste, ma, piuttosto, ha contribuito a dare visibilità all’arte dei musicisti africani.

 

Bruce Springsteen - Il futuro del rock

9 maggio 1974 – Bruce Springsteen: il futuro del rock

“Stasera ho visto il futuro del rock ‘n’ roll: il suo nome è Bruce Springsteen”

 

Oggi, 9 maggio 1974

Boston, Massachussetts

All’Harvard Square Theatre è in cartellone il concerto di una nascente rockstar. Si chiama Bruce Springsteen, ha 25 anni, viene da Asbury Park ed è al comando di una band di amici e compagni di scuola, la E Street Band.

Questa sera apre lo show di Bonnie Raitt.

Tra il pubblico in sala, c’è il critico musicale Jon Landau. Ha una fama sinistra: sulla rivista Rolling Stone ha stroncato, senza pietà, alcuni grandi del rock: da Eric Clapton ai Rolling Stones (dando zero stelle al loro acclamatissimo album Sticky Fingers) sino addirittura a Bob Dylan, massacrato ai tempi di Blood On The Tracks.

Landau è lì per un reportage del Real Paper, un settimanale assai influente della controcultura bostoniana dei primi anni ’70.

La musica di Springsteen lo cattura, lo travolge, lo affascina.

“Stasera”, dice, “c’è qualcuno di cui posso scrivere come avrei sempre voluto fare: senza alcun tipo di remora. In una giornata in cui avevo il bisogno di sentirmi giovane, lui mi ha fatto credere che quella di stasera fosse la prima volta in cui io ascoltavo musica rock. Dopo le sue due ore di concerto mi sono chiesto: può esistere davvero qualcuno così bravo, qualcuno che mi parli in modo tanto significativo, qualcuno che suoni rock con tale energia e in modo così glorioso? E, con i polpastrelli delle dite anestetizzati dopo il tanto tambureggiare sulla poltrona per battere il tempo, la mia risposta è stata: sì!”

“Lui è capace di tutto: è punk rocker e poeta di strada, leader di una band da bar e ballerino classico, attore e pagliaccio, chitarrista, cantante e compositore squisito. Guida la sua band come se fosse la cosa che ha fatto da quando è nato. Oggi, non riesco a pensare a nessun altro bianco che sappia fare così tante cose così bene”.

“Stasera”, conclude Landau, “il grande rock del passato mi è sfrecciato davanti agli occhi. Ma ho visto di più. Stasera ho visto il futuro del rock ‘n’ roll: il suo nome è Bruce Springsteen”.

La Columbia Records, casa discografica di Springsteen, utilizza quest’ultima frase di Jon Landau come slogan per la campagna pubblicitaria del nuovo album del Boss.

Di lì a poco Landau entra a far parte del management di Springsteen prendendo il posto di Mike Appel e contribuendo, da allora ad oggi in modo sostanziale, alla folgorante carriera del rocker del New Jersey.

Noi che non abbiamo velleità di diventare i manager di nessuno, ci limitiamo a segnalarvi la riedizione di Darkness On The Edge Of Town, forse l’album del Boss più amato dagli springsteeniani D.O.C. che viene proposto in versione deluxe con 3 cd/3dvd più poster e t-shirt.

Rolling Stones in esilio - Exile On Main Street

7 maggio 1972 – I Rolling Stones in esilio

In Inghilterra esce il nuovo LP dei Rolling Stones, il primo doppio album della loro carriera: si intitola Exile On Main Street

 

Oggi, 7 maggio 1972

In Inghilterra esce il nuovo LP dei Rolling Stones, il primo doppio album della loro carriera. Si chiama Exile On Main Street perché, dall’inverno del 1971, gli Stones decidono di lasciare la Terra d’Albione causa il nuovo regime fiscale del Regno Unito che rischia di risucchiare tutti i loro guadagni.

Di “stupefacente”, infatti, non ci sono solo le sostanze di cui Mick e Keith fanno uso: la loro creatività e la loro ispirazione lo sono almeno altrettanto. I diciotto brani di Exile trasudano country, blues, gospel, rockabilly e rock ‘n’ roll senza alcuna inibizione: sono un viaggio teso al recupero della propria memoria storica compiuto con disarmante innocenza e compiaciuta rilassatezza.

A Nellcote transitano parecchi amici degli Stones ma uno in particolare, Gram Parsons (fondatore dei Flying Burrito Brothers e membro dei Byrds) ha un ruolo fondamentale. Parsons, che aveva un debole per le droghe proprio come Richards, influenza le sonorità country del disco. Pur non accreditato, è presente nei corsi di uno dei pezzi più emblematici di Exile
On Main Street. Si chiama Tumbling Dice, viene utilizzata come primo singolo e narra la storia di un giocatore d’azzardo che non è in grado di giurare fedeltà alle sue donne.

Il bassista della band, Bill Wyman, è assente al momento dell’incisione e viene rimpiazzato da Mick Taylor, il chitarrista degli Stones dopo la morte di Brian Jones. Al pianoforte c’è Ian Stewart.

Anche se sono necessari parecchi anni prima che pubblico e critica valutino adeguatamente Exile On Main Street, il doppio album degli Stones è oggi considerato il loro album capolavoro.

Beatles all'asta

6 maggio 2004 – Beatles all’asta

A Londra Christie’s batte un record: nel corso di un’asta incassa 1.340.000 dollari dalla vendita di alcune memorabilia dei Beatles

 

Oggi, 6 maggio 2004

A Londra, Christie’s batte un record: nel corso di un’asta incassa 1.340.000 dollari dalla vendita di alcune memorabilia dei Beatles.

Tra le maggiori curiosità all’asta, una chitarra Vox Kensington usata da Lennon e da Harrison, un collare di pelle indossato da John Lennon alla fine degli anni 60 e il contratto originale firmato dai Fab Four con il loro storico manager, Brian Epstein.

Sarah Hodgson, direttrice della sezione entertainment di Christie’s, dichiara che, nel corso della sessione d’asta, sono arrivate offerte davvero pazzesche da collezionisti privati. Il contratto originale tra Epstein e i Beatles (datato 1 ottobre 1962, agli esordi cioè della carriera dei Fab Four), ad esempio, viene venduto per 122.000 sterline (oltre 150.000 euro). Stimato non oltre i 45.000 euro, è stato acquistato da un collezionista inglese per 3 volte il valore.

La chitarra Vox è venduta 100.000 sterline (quasi 130.000 euro) e il collare di pelle addirittura viene battuto alla stratosferica cifra di 117.000 sterline (quasi 140.000 euro) e cioè 8 volte il valore stimato. L’acquirente è un collezionista americano. Inoltre, un disegno a pennarello di John Lennon si vende per 12.000 euro, una lettera firmata dallo stesso Lennon a 7000 e un disegno a inchiostro (intitolato Happy Fish, pesce felice) viene venduto a 11.500 euro.

Nella medesima sessione d’asta, il poster originale di un concerto americano di Elvis Presley degli anni 50 viene venduto a 12.000 euro, un acquarello dipinto da Sid Vicious a poco più di 2.000 euro così come il poster originale di un concerto della Jimi Hendrix Experience.

Non c’è niente da fare: come cantavano in una loro canzone di Sgt. Pepper’s anche nelle aste i Beatles vanno sempre meglio.

Crosby Stills Nash & Young - Ohio

4 maggio 1970 – Crosby Stills Nash & Young, “Ohio”

Crosby, Stills, Nash & Young entrano nei Record Plant Studios di Los Angeles e registrano quasi fosse un live Ohio, il brano che documenta la strage della Kent University

 

Oggi, 4 maggio 1970

È mezzogiorno alla Kent State University nell’Ohio. Nonostante il preside della facoltà abbia deciso di affiggere 12mila locandine nel campus per far sapere che la manifestazione è stata cancellata, oltre 2000 studenti sono lì per protestare contro l’ennesima discutibile decisione del Presidente americano Richard Nixon in tema di politica militare. Solo quattro giorni prima, infatti, in piena guerra del Vietnam, Nixon ha annunciato in televisione che truppe dell’esercito americano invaderanno la Cambogia, allora alleata del Governo nordvietnamita.

Gli studenti della Kent University si radunano nei pressi della Taylor Hall e, come fanno in genere per festeggiare le vittorie della squadra di futuro del college, suonano la campana di ferro. La protesta è iniziata. Poco dopo, un battaglione della National Guard, in assetto da sommossa, giunge sul posto intimando agli studenti di disperdersi; dopodiché inizia a sparare candelotti e lacrimogeni, molti dei quali vengono ributtati dagli studenti verso i poliziotti; intanto un’altra squadra militare giunge sul posto. Sono le 12:22 minuti, i militari decidono di fare fuoco sui manifestanti. Scoppia l’inferno. Sul terreno del campus i corpi di quattro ragazzi morti: due stavano protestando, altri due semplicemente transitavano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Due settimane dopo 19 maggio nelle ad apprendere la tragica notizia leggendo la rivista Life e rimane colpito dal reportage fotografico. Scrive di getto una canzone, poi chiama l’amico David Crosby, il quale, emozionato dagli eventi, telefonò subito al discografico di Crosby Stills Nash & Young, il leggendario Ahmet Ertegun, plenipotenziario dell’Atlantic Records.

Due giorni dopo, Crosby Stills Nash & Young entrano nei Record Plant Studios di Los Angeles e registrano quasi fosse un live, Ohio, il brano che documenta la strage della Kent University. Bastano poche take per immortalare l’evento che Ertegun decide di far uscire pochi giorni dopo dando vita al primo instant record della storia.

Pete Seeger

3 maggio 1919 – Nasce Pete Seeger

A New York nasce Pete Seeger, destinato a diventare uno dei monumenti del folk americano

 

Oggi, 3 maggio 1919

A New York nasce Pete Seeger, destinato a diventare uno dei monumenti del folk americano. Per molti, i Seeger hanno rappresentato in musica quello che i Kennedy sono stati per la politica e cioè una delle più influenti saghe famigliari d’America.

Charles Seeger, il padre di Pete, è stato infatti uno dei più importanti musicologi degli USA, la sua matrigna Ruth Crawford Seeger una straordinaria compositrice e i suoi fratellastri Mike e Peggy due autentiche colonne del folk revival.

Pete inizia a suonare negli anni ’30, attratto dalla tradizione dei Monti Appalachi, ma anche dalle lotte operaie e dai primi movimenti sindacali.

La sua sensibilità politica diventa un marchio di fabbrica che lo accompagnerà per tutta la carriera. Con i Weavers prima, con Woody Guthrie poi sino al lungo sodalizio con il figlio di Woody, Arlo Guthrie, Seeger insegnerà all’America a cantare l’impegno sociale utilizzando suoni e melodie delle radici. Il suo pensiero politico esplicito (è iscritto al Partito Comunista Americano negli anni in cui il senatore McCarthy dà vita alla “caccia alle streghe”) e anche il suo impegno ecologista gli creeranno però tanti problemi.

Ancora oggi, il nome di Pete Seeger in America è sinonimo di consapevolezza politica e di visione progressista del mondo. Se n’è accorto Bruce Springsteen quando, nel 2006 ha pubblicato The Seeger Sessions, uno dei progetti più belli della sua carriera basato proprio sui pezzi resi popolari da Seeger, ma che negli USA è stato accolto con una certa freddezza.

Il 27 gennaio del 2014, Pete Seeger è morto a New York: aveva 94 anni e nemmeno tre mesi prima era sul palco del Farm Aid a cantare This Land Is Your Land. Il giorno dopo, Bruce Springsteen dichiara: “Ieri è morto un grande amico e uno dei miei idoli: Pete Seeger…

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