1° maggio 1980 – Pink Floyd, “Another Brick In The Wall” al bando in Sudafrica

Il governo del Sudafrica, in pieno regime di apartheid, decide di mettere al bando Another Brick In The Wall dei Pink Floyd

 

Oggi 1° maggio 1980

Il governo del Sudafrica, in pieno regime di apartheid, decide di mettere al bando il brano Another Brick In The Wall, tratto dal concept album The Wall, pubblicato dai Pink Floyd il 30 novembre del 1979.

Il 9 giugno 1980, neanche un mese dopo l’assurdo provvedimento, sempre a Else’s River, durante una manifestazione studentesca, viene lanciata una molotov su una camionetta della polizia. Due poliziotti bianchi balzano fuori dal mezzo e sparano ad altezza d’uomo ferendo 15 ragazzi e uccidendone 2.

Roger Waters, autore del brano, quando compone Another Brick In The Wall si ispira, in realtà, al clima severo e restrittivo dell’Inghilterra degli anni 50 nel quale lui stesso è cresciuto. Per la registrazione originale, i Pink Floyd utilizzano un coro di studenti veri della Islington Green, una delle scuole più progressive del Regno Unito che si trova a pochi isolati di distanza dallo studio londinese in cui Waters e compagni stanno incidendo The Wall.

Il gruppo di studenti ha come insegnante di musica un certo professor Alun Renshaw, un tipo bizzarro che fuma in classe, dice parolacce e indossa jeans strettissimi. Ma che utilizza metodi alternativi d’insegnamento che affascinano i suoi ragazzi dei quali lo stesso Renshaw è assai orgoglioso.

La storia di Alun Renshaw e del coro dei ragazzi di Another Brick In The Wall è diventata il soggetto di una fiction inglese andata in onda sulla BBC nell’ottobre del 2007.

 

Lester Bangs

30 aprile 1982 – Addio al celebre giornalista rock Lester Bangs

Lester Bangs sta rientrando nel suo appartamento newyorkese al numero 542 della Sesta Strada, a nord della 14esima. Non si sente bene…

 

Oggi, 30 aprile 1982

Sono le 8 e un quarto di sera. Lester Bangs sta rientrando nel suo appartamento newyorkese al numero 542 della Sesta Strada, a nord della 14esima.

Non si sente bene. Dev’essere quella brutta influenza che c’è in giro che lo sta abbattendo da un paio di giorni. Il suo vicino di casa (Abel Shaker) lo vede, lo saluta e capisce che qualcosa non va. “Tutto bene Les?”. “Sì, sto una meraviglia…”.
Lester diceva sempre a tutti così: sto una meraviglia…

E mai, come negli ultimi 6 mesi, diceva la verità: aveva smesso con le droghe e persino il suo loft (celebre per il degrado e lo squallore) sembrava rimesso a lucido.

Lester entra in casa, non chiude nemmeno la porta, mette sul piatto del giradischi il suo album preferito di quei giorni e crolla sul divano: nel giro di mezz’ora la sua amica Nancy Stillman sarebbe arrivata per una serata di musica. Vuole riposarsi un pochino.

Quando Nancy arriva vede Lester sul divano, a faccia in giù con un braccio che penzola. E’ una posa abituale per lui, quando dorme.

Solo che stavolta Lester non dorme…

Sul piatto sta girando il miglior album degli Human League (Dare) ma Lester Bangs, il più famoso giornalista rock della storia, non lo sta più ascoltando. È morto da qualche minuto, forse per una dose di eroina tagliata male, forse per un mix letale di droga e farmaci ingeriti per curare l’influenza.

Il ragazzo che aveva mandato la sua prima recensione alla Rolling Stone con una nota a piè di pagina (“se non la pubblicata, mi dovete spiegare il perché”) ora giace senza vita, senza ancora aver compiuto 34 anni, come molti dei suoi eroi musicali.

Eccentrico, irriverente, trasgressivo e geniale, Lester Bangs è stato il Jimi Hendrix della critica rock: talmente originale che tentare di copiarlo diventa un’operazione ai confini del ridicolo. Bangs non aveva timore di stroncare i grandi, specie quando i grandi sbagliavano. Per uno solo, ha avuto una predilezione speciale: il suo nome è Lou Reed.

musical hair

29 aprile 1968 – Hair, il musical hippie sbanca Broadway

Debutta al Biltmore Theatre di Broadway, il musical hippie Hair. Resterà in cartellone per 4 anni e per ben 1750 performance consecutive sino al 1° luglio del 1972

 

Oggi, 29 aprile 1968

Debutta al Biltmore Theatre di Broadway il musical hippie Hair.

Resterà in cartellone per quattro anni e per ben 1750 performance consecutive, sino al 1° luglio 1972.

Creata dagli attori James Rado e Gerome Ragni, la piéce prende spunto dalle improvvisazioni dell’Open Theatre Group di New York City di cui sia Ragni che Rado sono parte integrante. In particolare, entrambi stanno lavorando a Viet Rock, un lavoro basato sul tema dei giovani americani spediti in Vietnam per la guerra, lo stesso che viene poi sviluppato in Hair. Mentre stanno recitando in Viet Rock, Rado e Ragni incontrano Galt MacDermot, un artista di Montreal, e lo coinvolgono nella loro nuova idea. MacDermot scrive le musiche delle canzoni.

Hair viene inizialmente snobbato dai produttori di Broadway. “Non è la nostra storia”, dicono tutti in coro. Così, i ragazzi prendono in considerazione l’offerta di un loro amico (Joseph Papp) che sta aprendo un nuovo teatro e cerca un’idea originale per lanciarlo. Lo show rimane in scena per sei settimane Off Broadway dopodiché viene preso in considerazione da un paio di producer. Nel cast originale, oltre a Rado e Ragni, ci sono una giovanissima Diane Keaton, Keith Carradine, Barry McGuire e Joe Butler dei Lovin’ Spoonful.

Janis Joplin è una grande fan del musical e appena può non si perde una replica. La storia, quella della comune hippie newyorkese The Tribe che fa di tutto per evitare di andare a combattere in Vietnam, è valorizzata da canzoni bellissime come Let The Sunshine In o Aquarius destinate a entrare nella memoria collettiva di più generazioni. Nel 1977, Milos Forman fa di Hair una versione cinematografica ma con una storia piuttosto diversa dal musical originale.

Erin Everly e Axl Rose

28 aprile 1990 – Axl Rose: oggi sposo, domani chissà…

Axl Rose, frontman dei Guns N’ Roses, si sposa con Erin Everly, figlia di Don Everly degli Everly Brothers

 

Oggi, 28 Aprile 1990. Dopo anni di relazioni turbolente, Erin Everly (figlia di Don Everly degli Everly Brothers) e il suo fidanzato William Bruce Rose Jr. (famoso ai più come Axl Rose, cantante e leader dei Guns N’ Roses) convolano a giuste nozze nella Cappella di Cupido a Las Vegas, Nevada.

Come colonna sonora della cerimonia, Axl ha scelto uno dei suoi idoli musicali, Dan McCafferty, il frontman dei Nazareth. Ma il cantante si rifiuta nonostante dichiari che ben 18 persone dell’entourage di Axl lo abbiano supplicato di esibirsi. “Axl desiderava che io cantassi in chiesa Love Hurts, l’amore ti fa soffrire”, dirà in seguito McCafferty, “lo avessi fatto, la canzone sarebbe durata di più del loro matrimonio”. Che infatti fallisce neanche un mese dopo. Poi, i due si riconciliano, Erin rimane incinta ma perde il bambino. Axl è inconsolabile. Quando sa che la ragazza ha abortito si scaglia contro un vicino di casa e lo aggredisce a colpi di bottiglia.

I due amanti quindi si separano nuovamente ma Axl non molla il colpo: continua a corteggiare Erin mandandole mazzi di rose, lettere d’amore e persino dei canarini. Lei, in cambio, lo denuncia per molestie sessuali e violenze domestiche.

Eppure, quella tra Axl ed Erin è una grande storia d’amore: come testimonia la canzone Sweet Child O’ Mine (con un testo romantico scritto dallo stesso Axl per la sua amata) nel cui videoclip recita proprio la bella Erin.

Grand Funk Railroad

27 aprile 1972 – Grand Funk Railroad

I Grand Funk Railroad si sono accorti che il loro vecchio amico, nonché manager, Terry Knight li ha fregati

 

Oggi, 27 aprile 1972

La questione si fa seria: Don Brewer, Mark Farner e Mel Shacher famosi nel mondo rock come Grand Funk Railroad si sono accorti che il loro vecchio amico nonché manager Terry Knight li ha fregati.

I Grand Funk non hanno esitazioni: prima licenziano e poi denunciano per truffa il loro ex manager. Proprio con lui, anni addietro, avevano iniziato la loro carriera: allora si facevano chiamare Terry Knight & The Pack. Poi lo stesso Knight, ispirandosi alla Grand Trunk Railroad (una ferrovia molto popolare nel Michigan, lo stato di provenienza del gruppo) aveva coniato il nuovo nome. Si era levato dalla band per diventarne il manager.

Esplosi al Pop Festival di Atlanta nel 1969, i Grand Funk Railroad diventano uno dei power trio più popolari del nuovo rock. Ma il sodalizio (seppur privato della definizione di Railroad) prende quota proprio dopo il licenziamento di Knight. Sotto la guida artistica di Todd Rundgren, infatti, i Grand Funk pubblicano il loro più grande successo intitolato semplicemente We’re An American Band che contiene l’omonimo, greatest hit.

“Ho scritto una canzone che racconta la nostra vita on the road”, ha spiegato Don Brewer. Infatti, il ritornello recita: arriviamo in città e diamo vita a una festa… siamo una band americana. Tutte le strofe contengono frammenti di vita vissuta: dalla citazione di Freddie King, il bluesman che apriva i loro concerti, alle “four young chiquitas”, le quattro giovani fan che li aspettano nella hall di un albergo pronte a salire in camera con loro.

eagles - live on mtv 1994

25 aprile 1994 – La reunion degli Eagles live a MTV

Presso i Warner Studios di Burbank in California reunion degli Eagles per un live che viene ripreso da MTV

 

Oggi, 25 aprile 1994, presso i Warner Studios di Burbank in California, c’è la reunion degli Eagles (Don Henley, Glenn Frey, Don Felder, Joe Walsh e Timothy B. Schmit) per uno special televisivo ripreso dalle telecamere di MTV. Quale occasione migliore per tornare insieme su un palco.

A 14 anni di distanza dalla loro ultima performance, il mondo può dunque nuovamente tuffarsi nelle atmosfere sognanti degli Eagles, il gruppo rock il cui Greatest Hits Vol. 1 rimane ancora oggi il disco più venduto della storia: oltre 60 milioni di copie!

La reunion degli Eagles in cui suonano live su MTV viene mandata in onda sulla rete televisiva musicale americana il 26 ottobre del 1994 e viene visto da oltre 2 milioni di spettatori.

Le cinque “aquile” hanno deciso di riunirsi anche in seguito al successo di un disco/tributo che alcuni dei più bravi interpreti di new country music hanno deciso di dedicare loro.

L’album si chiama Common Thread: The Songs Of The Eagles e ha avuto decine di riconoscimenti. Ma soprattutto ha mostrato quanto influente è stata l’opera delle “aquile californiane” su migliaia di artisti americani.

Tra versione scintillanti di classici come Take It Easy (del grintoso Travis Tritt), Desperado (del tenebroso Clint Black) o Tequila Sunrise (di Alan Jackson) spicca la briosa, affascinante, irresistibile cover di Already Gone interpretata magistralmente da una fantastica giovane signora di Seminole, Texas.

Barbra Streisand

24 aprile 1942 – Barbra Streisand: è nata una stella

A Williamsburg, un quartiere di Brooklyn, nasce Barbra Joan Streisand

 

Oggi, 24 aprile 1942.

A Williamsburg, un quartiere di Brooklyn, nasce Barbara Streisand. Ha solo 15 mesi, quando suo padre Emmanuel (un insegnante elementare emigrato dall’Austria) purtroppo muore.

La grande occasione le capita nel 1962 e lei non se la fa sfuggire: notata dal celeberrimo pianista Liberace, la Streisand (che ha appena compiuto 20 anni) appare al suo fianco nel famoso show televisivo condotto da Ed Sullivan. È un successo immediato. Neanche un anno dopo di lei si scrive che “è il più grande, nuovo talento vocale d’America”. Il suo primo LP, The Barbra Streisand Album (del 1963) le vale subito due Grammy Awards.

Nonostante la grande rivoluzione rock, alla fine degli anni ’70 grazie anche ai successi cinematografici di Come Eravamo e di È nata una stella, la Streisand è la terza artista più venduta d’America. Solo Elvis e i Beatles hanno saputo fare meglio.

Nel frattempo, Hollywood l’ha rapita e lei ha conquistato anche il pubblico del cinema: con Funny Girl, nel 1968, vince l’Oscar come miglior attrice e l’anno dopo con Hello Dolly mostra il suo talento eclettico in uno dei più celebri musical della storia.

Da sempre sostenitrice attiva del partito Repubblicano, Barbra Streisand è una strenua supporter delle campagne presidenziali dei coniugi Clinton: da quelle di Bill negli anni ’90 a quella di Hillary nel 2008.

Sid Vicious e la sua versione di "My Way"

23 aprile 1978 – Sid Vicious e la sua versione di “My Way”

Sid Vicious entra in scena cantando, con timbro vocale artatamente modificato, un’improbabile versione di My Way

 

Oggi, 23 aprile 1978

In un piccolo teatro di Parigi la cinepresa di Julien Temple, che sta dirigendo il film documentario sui Sex Pistols intitolato La grande truffa del rock ‘n’ roll sta immortalando il bassista del gruppo. Sid Vicious entra in scena cantando, con un timbro vocale artatamente modificato, un’improbabile versione di My Way, il grande classico di Paul Anka reso popolare da Frank Sinatra.

L’esibizione che mostra un Sid Vicious a modo suo elegante, con tanto di giacca bianca e pantaloni neri, viene accolta da reazioni scomposte della gente in sala, specie quando il brano a sorpresa prende un piglio punk rock assolutamente inusuale. Sul finale, dopo aver destrutturato in alcuni momenti e addirittura massacrato la versione originale, Sid estrae una pistola di tasca e inizia a sparare sul pubblico. Poi se ne va mostrando il dito medio ai sopravvissuti.

Pubblicato come 45 giri qualche mese dopo, il pezzo diventa una grandissima hit, il brano più venduto dei Sex Pistols insieme ad Anarchy in the U.K. Sul lato B del disco Steve Jones e Paul Cook dei Sex Pistols ospitano alla voce Ronnie Biggs, un criminale inglese famoso per aver partecipato alla grande rapina sul treno del 1963 per essere fuggito di prigione nel 1965 e dopo una plastica facciale essersi successivamente rifugiato in Brasile. Raggiunto lì da Jones e Cook proprio nei primi mesi del 1978 Biggs incide No One Is Innocent che, abbinato a My Way, entra nelle top ten inglesi in meno di una settimana.

The Who - Tommy

22 aprile 1969 – The Who, “Tommy” in anteprima

The Who, a sorpresa, presentano per la prima volta in pubblico il loro imminente album, la rock opera Tommy

 

Oggi, 22 aprile 1969.

Al Casino Club dell’Insitute Of Technology di Bolton (nel Lancashire), The Who, a sorpresa, presentano per la prima volta in pubblico il loro imminente album, Tommy.

Di fatto, si tratta di una vera e propria “rock opera” che narra la storia di Tommy Walker, un ragazzino inglese che dopo aver assistito dell’omicidio del padre rimane traumatizzato e perde le sue capacità sensoriali. Sordo, muto e cieco, il piccolo Tommy viene sottoposto, dalla madre e dal patrigno assassino, a ogni tipo di esperienza nella speranza di fargli riacquistare i sensi. In una sola cosa eccelle: gioca a flipper come un vero Mago…

Presentata alla stampa neanche due settimane dopo, il 1° maggio del 1969 al Ronnie Scott di Londra, Tommy diventa ben presto l’opera rock più famosa della storia. Dopo esser stata rappresentata per intero ai leggendari festival di Woodstock (nell’agosto 1969) e dell’Isola di Wight (nel settembre 1970), Tommy diventa un film con la regia di Ken Russell. Le riprese iniziano esattamente 5 anni dopo il concerto a sorpresa di Bolton, il 22 aprile 1974.

Il cast è un’autentica parata di stelle: da Ann Margret e Oliver Reed (rispettivamente nel ruolo della mamma e del patrigno di Tommy) allo stesso Roger Daltrey, cantante degli Who nonché sensazionale interprete, sul palco e nella finzione cinematografica, di Tommy.

Oltre a loro, Eric Clapton, Tina Turner, Jack Nicholson e uno spettacolare Elton John che dà vita a una imperdibile versione del pezzo più famoso dell’opera, quello che racconta le gesta di Tommy, il Mago del Flipper.

Sandy Denny

21 aprile 1978 – Addio a Sandy Denny

All’Atkinson Morley Hospital di Londra muore per emorragia cerebrale da trauma la cantante folk inglese Sandy Denny

 

 

Oggi, 21 aprile 1978

All’Atkinson Morley Hospital di Londra muore per emorragia cerebrale da trauma, Alexandra Elene Maclean Denny, cantante folk inglese meglio nota come Sandy Denny. Neppure quattro mesi prima, aveva compiuto 31 anni.

Sandy, qualche giorno addietro, è improvvisamente crollata a terra a casa di amici. Circa un mese prima, era caduta dalle scale del cottage dei suoi genitori, in Cornovaglia: la botta in testa rimediata in quell’occasione si è rivelata, probabilmente, fatale.

Sposata al cantautore anglo/australiano Trevor Lucas, con cui ha formato la band dei Fotheringay, Sandy è da poco diventata mamma della piccola Georgia. Famosa come voce solista dell’ensemble folk rock dei Fairport Convention (con cui incide l’album migliore del gruppo, Liege And Lief nel 1969), Sandy è stata una delle più fascinose ugole della Terra d’Albione.

Se ne sono accorti persino i Led Zeppelin che, nel 1971, la chiamano per il loro quarto disco: cercano una voce da affiancare a Robert Plant nella suggestiva The Battle Of Evermore. Nel pezzo, Plant svolge il ruolo del narratore mentre alla Denny viene affidato quello del banditore. Come ringraziamento, sulla copertina dell’album che mostra al posto dei nomi dei quattro Zeppelin alcuni simboli grafici, a Sandy vengono attribuite tre piramidi.

Nell’intera storia dei Led Zeppelin, Sandy Denny rimane l’unica vocalist ospite ad aver mai duettato con Robert Plant.

Steve Marriott

20 aprile 1991 – Muore Steve Marriott

Sono circa le 6 e 30 del mattino quando un automobilista vede il cottage di Steve Marriott che sta andando a fuoco…

 

Oggi, 20 aprile 1991.
Sono circa le 6 e 30 del mattino quando un automobilista, che sta transitando su una strada provinciale della campagna londinese, vede un cottage che sta andando a fuoco.

La sera prima, Marriott era tornato da New York dove aveva preso accordi per registrare un nuovo disco con Peter Frampton suo vecchio amico e compagno d’avventura con gli Humble Pie.

Steve è in compagnia della moglie, Toni Poultney. I due avevano litigato per ore a bordo dell’aereo. Marriott ha bevuto moltissimo. Quando arrivano a Londra, li accoglie un amico che li porta al ristorante (dove i due proseguono a bere e a questionare) e poi li invita a stare da loro per la notte. Al termine di un ennesimo, violento litigio, Steve Marriott lascia la casa dell’amico per fare ritorno al suo cottage.

Una volta giunto a destinazione, sale nella camera da letto. Si accende una sigaretta e (stremato dalle ore di viaggio e dallo stress emotivo) cade addormentato. La sigaretta accesa è fatale: le lenzuola prendono fuoco e poi, a seguire, i mobili della stanza prima e tutto il cottage dopo.

Per Steve Marriott non c’è scampo: muore a 44 anni.

Yes - scioglimento 1981

18 aprile 1981 – Lo “scioglimento” degli Yes

È il 1981 e Chris Squire e Alan White dichiarano di aver chiuso la loro avventura con gli Yes, decretando lo “scioglimento” della band

 

Oggi, 18 aprile 1981

Nel corso di una conferenza stampa a Londra il bassista Chris Squire e il batterista Alan White dichiarano di aver chiuso la loro avventura con gli Yes.

Fondati proprio da Chris Squire e dal cantante Jon Anderson nel 1968 gli Yes sono una delle band più originali e più amate del progressive rock. Insieme al prodigioso chitarrista Steve Howe e al funambolico tastierista Rick Wakeman gli Yes nel giro di soli tre anni dal 1971 al 1973 sfornano tre LP, The Yes Album, Fragile, Close To The Edge e un film, Yessongs, un formidabile documento live che ne decretano il successo internazionale.

Autore e interprete di una musica immaginifica, piena di fascino e suggestione, gli Yes sono associati alla grafica iperrealista di Roger Dean, inventore e realizzatore di tutte le copertine del gruppo, nonché del logo Yes. All’interno del triplo album live Yessongs, colonna sonora dell’omonimo film, Roger Dean regala ai fan del gruppo quattro tavole illustrate: la prima, intitolata “Escape” (Fuga), mostra frammenti del Pianeta Terra che volano nello spazio; la seconda, “Arrival” (Arrivo), focalizza il momento in cui i frammenti giungono nelle acque del Nuovo Mondo; la terza “Awakening” (Risveglio) fa vedere la nascita di nuove forme di vita; l’ultima, “Pathways” (Sentieri), certifica l’esistenza di un nuovo tipo di civilizzazione.

Registrato nella notte di Natale del 1972 al Rainbow Theatre di Londra, Yessongs è uno dei film più belli di sempre e per fortuna, nonostante le dichiarazioni di Chris Squire e Alan White, il sodalizio Yes non sarà costretto allo scioglimento nel 1981, ma avrà davanti ben altri 25 anni.

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