16 giugno 1994 – Morte a Seattle

Sono le 9.30 del mattino. Paul entra in casa e chiama Kirsten: è ora di andare. Nessuna risposta. Quando apre la porta del bagno…

Bob Dylan - Like A Rolling Stone

15 giugno 1965 – Bob Dylan, Like A Rolling Stone

Anche grazie al famoso riff all’hammond di Al Kooper nasce Like A Rolling Stone di Bob Dylan. Era il 15 giugno 1965…

 

Oggi, 15 Giugno 1965
New York: Studio A della Columbia Records.

Seduto al pianoforte, Bob Dylan sta cercando l’arrangiamento giusto per il nuovo pezzo che ha in mente. Al collo, ha il fido reggiarmonica con lo strumentino a bocca pronto ad essere innescato.

Il tempo della canzone è strano, una specie di 3/4. “È un valzer”, gli suggerisce Tom Wilson, il talentuoso
produttore artistico che già da un paio d’anni ha preso il posto di John Hammond al fianco di Dylan, “Non è un valzer”, precisa Bob, “è un’altra cosa”.

Dopo essere stato in tour in Inghilterra, aver conosciuto i Beatles e potuto toccare con mano il successo che i Fab Four stavano avendo, Dylan ha capito che il folk, per lui, appartiene ormai al passato.

In realtà, lui ha mai veramente legato con il movimento dei folkettari del Greenwich Village e con le loro posizioni politiche così radicali.
Lui è un musicista e non gliene frega niente di fare marce di protesta, come piaceva invece alla sua ex fidanzata Joan Baez.
Piuttosto, a lui, ora, interessa raggiungere un numero maggiore di persone.

Ecco perché ha ingaggiato per queste session alcuni musicisti virtuosi come Michael Bloomfield, formidabile chitarrista della miglior band rock blues d’America, i chicagoani della Paul Butterfield Blues Band. O perché sta cercando qualcuno che, in quella nuova canzone che ha in mente, provi a farci stare il suono affascinante dell’organo Hammond.

In studio, quel giorno, sta girovagando Al Kooper, cantautore/chitarrista e compositore poco più che ventenne.
È amico di Tom Wilson ed è lì perché spera di avere un ingaggio come chitarrista nelle session di Bob Dylan. Ma quando vede Mike Bloomfield capisce che, per lui, ambire a quel posto è una missione impossibile.
“Dylan vuole il suono dell’hammond?”, pensa in quel momento, “Bè, lo faccio io”. Va da Tom Wilson e gli dice: “Ho in mente il riff di organo che Bob sta cercando”. “Al, tu sei un chitarrista … non hai mai suonato l’organo in vita tua…”, gli risponde Wilson.

“Mettimi alla prova”, insiste Kooper.

E così, Paul Griffin si sposta al piano e lascia ad Al la tastiera dell’hammond.
Mentre il gruppo prova a suonare il nuovo brano, Kooper cerca di inserire la parte che ha in mente. Timoroso che non possa piacere, tiene il volume basso. Ad un certo punto, Dylan si ferma: “Alzate il volume dell’organo”, dice, “mi piace quel che sta uscendo…”.

In quel preciso momento, nasce il riff di organo hammond più famoso della storia e, soprattutto, prende forma la canzone che, di recente, un panel di critici musicali internazionali ha detto essere il brano più importante della storia del rock.
Il giorno dopo, il 16 giugno del 1965, Bob Dylan registra la track definitiva di Like A Rolling Stone.

14 giugno 1961 – Un ragazzo chiamato George

Nel distretto londinese di Eltham nasce George Alan O’Dowd, meglio conosciuto come Boy George

13 giugno 2005 – Michael Jackson assolto

Lo Stato della California assolve la pop star Michael Jackson da dieci capi di imputazione che riguardano una denuncia per rapimento, estorsione e abusi sessuali

12 giugno 1982 - no nukes

12 giugno 1982 – No Nukes, i concerti contro l’energia nucleare

Al Central Park di New York 450.000 persone No Nukes concerto contro l’energia nucleare con Bruce Springsteen e tanti altri

 

Oggi, 12 Giugno 1982
Al Central Park di New York 450.000 persone assistono a un concerto contro l’energia nucleare. Tra i protagonisti, sul palco, ci sono Bruce Springsteen, James Taylor, Jackson Browne, Linda Ronstadt e Gary US Bonds.

Alcuni di loro più Graham Nash, Bonnie Raitt e John Hall poco più di due anni prima (dal 19 al 23 settembre del 1979) si ritrovano al Madison Square Garden, sempre a New York. Lì, sotto il nume di MUSE (Musicians United for Solar Energy) danno vita al progetto No Nukes che diventa un album triplo e un film al quale aderiscono alcune delle più luminose star del rock americano degli anni ’60 e ’70.

I fondi raccolti servono per finanziare le ricerche per l’energia solare e per informare il mondo dei pericoli del nucleare, specie dopo l’incidente (accaduto il 28 marzo del 1979) nella centrale di Three Mile Island, vicino a Harrisburg in Pennsylvania.

Ai cinque concerti del Madison Square Garden il pubblico partecipa in modo entusiasta, specie all’ultimo show (quello del 23 settembre) che coincide con il 30° compleanno di Bruce Springsteen che qui riceve un’accoglienza da autentico eroe popolare.

Molti dei brani eseguiti hanno attinenza con il tema del potenziale pericolo dell’energia nucleare come Plutonium Is Forever (di John Hall), Before The Deluge (di Jackson Browne) o We Almost Lost Detroit di Gil Scott-Heron. Ma sono tanti i momenti eccitanti per tutti i fan del rock: da una versione da brividi di Runaway eseguita da Bonnie Raitt alla deliziosa Lotta Love con Nicolette Larson e i Doobie Brothers, da Cry To Me di Tom Petty & The Heartbreakers alla cavalcata rock di Long Time Gone di Crosby, Stills & Nash sino al fenomenale Detroit Medley di Springsteen con la sua E Street Band.

Jane Fonda conduce le danze quando Jesse Colin Young intona il suo inno pacifista Get Together mentre a far emozionare i cultori ci pensa un quartetto d’eccezione (quello composto da James Taylor, Graham Nash, Carly Simon e John Hall) che ridisegna con classe e maestria l’inno dylaniano The Times They Are A-Changin’.

Hank Williams

11 giugno 1949 – Il debutto di Hank Williams

Sul palco del Ryman Auditorium di Nashville, Tennessee, sta per iniziare una nuova puntata del Grand Ole Opry in cui debutta Hank Williams

Oggi, 11 Giugno 1949
Nashvillle, Tennessee.
Sul palco del Ryman Auditorium sta per prendere il via una nuova puntata del Grand Ole Opry, lo show radiofonico musicale più longevo e popolare d’America.

Stasera, nel cast c’è una nuova, grande stella del country: ha 26 anni, viene dall’Alabama, si chiama Hiram Williams ma, per tutti, lui è Hank.

Hank Williams ha già incantato l’America con brani come Move It On Over e Honky Tonkin’. La sua è una forma di country più moderna ed essenziale, con testi poetici venati di cupa malinconia. Nato con la spina bifida, Hank Williams accusa da sempre dolori forti che cerca di lenire con la morfina e l’alcol che risultano essere i suoi più fedeli compagni di viaggio.

Commentando i suoi vizi scellerati, uno dei suoi più grandi ammiratori, il violinista/compositore Roy Acuff (autentico padre della moderna country music) una volta gli ha detto: “Hai una voce da un milione di dollari e un cervello da dieci centesimi…”.

Hank Williams, che spesso va in scena ubriaco, anche stasera è su di giri.
Sua moglie Audrey (che è anche il suo manager) fatica a tenerlo sotto controllo.
Eppure, quando entrano sul palcoscenico del Grand Ole Opry, Hank e suoi Drifting Cowboys lasciano il segno.

Il pubblico è in delirio: sono ben 6 i bis richiesti, roba mai successa prima di allora. La trionfale esibizione di Nashville apre a Williams le porte del successo.

Che dura, però, poco. La notte di capodanno del 1953, dopo aver suonato a Canton in Ohio, Hank Williams muore sul sedile posteriore della sua Cadillac dopo aver scolato una bottiglia di whisky ed essersi iniettato l’ennesima dose di morfina.

Neanche 4 mesi prima, Hank Williams aveva compiuto 29 anni.

Ray Charles

10 giugno 2004 – Muore Ray Charles

Nella sua casa di Beverly Hills in California muore all’età di 74 anni Ray Charles Robinson noto a tutti semplicemente come Ray Charles

 

Oggi, 10 Giugno 2004

Nella sua casa di Beverly Hills in California muore all’età di 74 anni Ray Charles Robinson noto a tutti semplicemente come Ray Charles, o The Genius, il genio della musica. Un tumore al fegato priva il mondo dell’arte naturale e del talento supremo di uno dei più eccezionali musicisti del 20° secolo.

Personaggio dalle doti artistiche incommensurabili, Brother Ray è stato un essere umano piuttosto difficile. Irascibile e violento, Mr. Charles (cieco dall’età di 7 anni) è stato a lungo vittima dell’eroina e di una sfrenata, inarrestabile passione per il sesso.

Sposato due volte, ha avuto 12 figli da nove donne diverse oltre ad essersi divertito con centinaia di amanti sparse per tutto il pianeta. Prima di morire, però, ha lasciato a ciascuno dei 12 figli un milione di dollari (al netto delle tasse) in eredità.

Sino all’ultimo giorno di vita, ha voluto collaborare con Taylor Hackford, regista del film/biografia Ray uscito pochi mesi dopo la morte. Proprio Hackford ha fatto sì che Ray incontrasse Jamie Foxx, l’attore che impersona Charles nel film. Dopo essere stati per due ore seduti al pianoforte a cantare e a suonare insieme, Ray Charles si è alzato, ha abbracciato forte Jamie Foxx e ha urlato a Taylor Hackford: “Lui è quello giusto. Sarà Jamie a impersonarmi nel tuo film”. Per la performance in Ray, Jamie Fox nel 2005 ha vinto l’Oscar come miglior attore.

Sempre nel 2005, l’edizione del Grammy è stata dedicata a Ray Charles mentre nel 2007, nella sua cittadina natale di Albany, in Georgia, è stata eretta una statua di bronzo, rotante e illuminata, di Mr. Charles seduto al pianoforte.

8 giugno 1967 – Senza luce

“A Whiter Shade Of Pale”, suggestiva ballad della rock band inglese Procol Harum, va al primo posto delle classifiche

Blind Faith

7 giugno 1969 – Blind Faith, primo concerto ad Hyde Park

100.000 persone si sono radunate ad Hyde Park per assistere al concerto gratuito dei Blind Faith, nuovo, attesissimo supergruppo formato da Eric Clapton, Ginger Baker, Stevie Winwood e Ric Grech

 

Oggi, 7 giugno 1969

100.000 persone sono radunate a Hyde Park per assistere al concerto gratuito del nuovo, attesissimo supergruppo formato da Eric Clapton, Ginger Baker, Stevie Winwood e Ric Grech: cioè, 50% dei Cream e 50% dei Traffic.

Si sono chiamati Blind Faith perché hanno davvero una “fede cieca” nel loro progetto che, come dimostra l’album in uscita un paio di settimane dopo il concerto di Hyde Park, riesce magnificamente a fondere le comuni radici dei membri della megaband: rock, blues, folk e psichedelia.

Sul palco, Clapton, Winwood e soci fanno un set di una cinquantina di minuti presentando (di fatto) il repertorio dell’imminente album più una manciata di classici di Spencer Davis Group (I’m A Man), Traffic (Hole In My Shoe) e Cream (I’m So Glad).

Ma i quattro non sono ancora rodati e sono tutti troppo nervosi. “Il nostro primo concerto, e subito ci troviamo di fronte a 100.000 persone … forse non è stata una grande idea”, commenta Winwood. “Sono sceso dal palco che tremavo come una foglia: sembravo un debuttante”, gli fa eco Clapton. “Eravamo troppo agitati e nervosi”, dicono in coro Ginger Baker e Ric Grech.

Il brutto inizio del sodalizio Blind Faith è, purtroppo, un segnale importante per le sorti dell’intero progetto. Il disco viene recensito male dai critici e delude i fan sia di Cream che di Traffic. Quindi, dopo una breve tournée in Scandinavia, nei giorni successivi il concerto di Hyde Park, e una serie di deludenti date americane tra luglio e agosto 1969, l’avventura dei Blind Faith finisce quasi prima di essere cominciata.

A 40 anni di distanza, però, critici e appassionati hanno totalmente rivalutato il disco dei Blind Faith. E, per la loro gioia, anche il concerto di Hyde Park del 7 giugno 1969 è ora disponibile su dvd.

6 giugno 2002 – Overdose di punk

Ore 9 del mattino: il coroner della contea di Los Angeles ha appena finito l’autopsia sul corpo senza vita di Dee Dee Ramone

Alice Cooper

5 giugno 1977 – Il boa di Alice Cooper

Il boa constrictor che Alice Cooper porta abitualmente in scena nei suoi concerti horror è stato azzannato da uno dei topi che costituiscono la sua colazione preferita…

 

Il boa constrictor, lungo quasi 5 metri, che la rockstar americana Alice Cooper è solita portare in scena nei suoi concerti horror, è stato azzannato da uno dei topi che costituiscono la sua colazione preferita.

Nel giro di poche ore, il serpente muore.

Dopo qualche “audizione”, viene prontamente sostituito da un bellissimo esemplare della stessa razza che il cantante battezza Angel.

Vincent Damon Furnier (che cambia legalmente il suo nome nel 1972 in quello di Alice Cooper perché durante una seduta spiritica viene a sapere di essere la reincarnazione di una strega del Diciassettesimo secolo con quello stesso nome), ha in realtà paura dei serpenti.

“Sono gli essere più repellenti che conosca”, dichiara.

“Una sera però”, racconta, “abbiamo saputo che qualcuno si era portato il suo boa nel backstage. Ho pensato: ‘Quasi quasi esco in scena con il serpente addosso…”.

Da quel momento, lo show di Alice Cooper (vero precursore del rock teatrale) si arricchisce di un numero che diventa un classico.

E all’artista di Detroit, scoperto e prodotto da Frank Zappa negli anni Sessanta, passa anche la fobia dei rettili.

“Una sera ero al Marriott Hotel di Knoxville, Tennessee, e ho lasciato il boa nella doccia della mia camera. Poi, sono uscito a cena. Quando sono tornato, il serpente era scomparso: si era infilato nella tazza del bagno e da lì giù nelle tubature. Pur di recuperarlo, hanno chiamato persino dei muratori che hanno spaccato i pavimenti. Niente da fare. Due settimane dopo, mentre mi trovavo in un’altra città, ho letto sul giornale che al Marriott di Knoxville, la country star Charley Pride ha trovato un boa constrictor nella sua camera da letto ed è svenuto.

Era il mio!”

Bruce springsteen - Born In The USA

4 giugno 1984 – Born In The USA: Bruce Springsteen va in classifica

Esce il settimo album della carriera di Bruce Springsteen: si chiama Born In The USA e sarà il suo più grande successo commerciale

 

Oggi, 4 giugno 1984

Esce il settimo album della carriera di Bruce Springsteen.

Si chiama Born In The USA e sarà il suo più grande successo commerciale con oltre 15 milioni di copie vendute soltanto negli Stati Uniti.

Prodotto da Jon Landau, l’album mostra il classic rock del Boss leggermente sporcato dai suoni sintetici tanto in voga in quei primi anni Ottanta. Ma, allo stesso tempo, anche lo straordinario, inesauribile talento compositivo del rocker del New Jersey: basti pensare a ballate affascinanti come My Hometown, a rock song come I’m On Fire o a gloriosi inni come Dancing In The Dark e Glory Days.

La title track viene composta da Springsteen pensando agli effetti che ha avuto la guerra nel Vietnam sugli americani. Un nuovo arrangiamento quasi epico e un videoclip che alterna immagini live di Springsteen e della sua E Street Band a quelle di bandiere a stelle e strisce che sventolano e immagini di vita americana sembrano dare al brano un significato retorico, conservatore e patriottico, piuttosto lontano da quello dell’originale ballata acustica incisa dal Boss nel 1981 (come soundtrack di un film del regista Paul Schrader) e poi accantonata.

La polemica divampa quando, in piena campagna elettorale, il Presidente Ronald Reagan dichiara che “il futuro dell’America si basa sui sogni che covano nei cuori dei suoi cittadini, alimentati da canzoni bellissime come quelle di Springsteen”.

Subito dopo, il suo sfidante alla presidenza, il democratico Walter Mondale, annuncia che da sempre Springsteen è un suo sostenitore.

Jon Landau, manager del Boss, con un comunicato ufficiale prende le distanze da entrambi i candidati.

Ciò nonostante, Born In The USA entra nella storia, così come ovviamente Bruce Springsteen.

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