Sex Pistols - God Save The Queen

31 maggio 1977 – Sex Pistols, “God Save The Queen”

La BBC annuncia la messa al bando di God Save The Queen, secondo singolo dei Sex Pistols

 

Oggi, 31 maggio 1977

La BBC annuncia la messa al bando del secondo singolo dei Sex Pistols.

Il brano si chiama God Save The Queen, “Dio salvi la Regina”, e viene bollato dalla televisione di Stato inglese come “volgare e di cattivo gusto”.

L’associazione della stampa britannica ammonisce tutte le stazioni radiofoniche affinché non trasmettano la canzone: si rischia di contravvenire agli articoli contenuti nella sezione 4.1.A del Broadcasting Act, il documento ufficiale di regolamentazione dei programmi radiotelevisivi del Regno Unito.

La canzone non ha, musicalmente, nulla a che vedere con l’omonimo inno nazionale inglese. Originariamente, infatti, il pezzo (che paragona la gestione della famiglia reale al regime fascista e sostiene che l’Inghilterra non ha un futuro) doveva intitolarsi proprio No Future.

Ma poi, Malcolm McLaren, scafatissimo manager dei Pistols, approfittando degli imminenti festeggiamenti per il Giubileo d’Argento della Regina Elisabetta, se ne esce con la trovata a effetto.

Non solo: per lanciare il brano, proprio nel giorno dei festeggiamenti, il 9 giugno 1977, fa salire i Sex Pistols su un barcone sul Tamigi e fa loro suonare God Save The Queen di fronte a Westminster.

Pubblicata il 2 giugno 1977, la canzone va al secondo posto in classifica, dietro al brano The First Cut Is The Deepest di Rod Stewart.

Qualcuno sostiene che il pezzo dei Pistols abbia venduto di più ma che, essendo politicamente scorretto, non può diventare il numero uno. Altri, addirittura, che in quella settimana (pur di non gratificare gli oltraggiosi Pistols) il numero uno in classifica non venga nemmeno assegnato…

paul simon edie brickell

30 maggio 1992 – Il matrimonio di Paul Simon e Edie Brickell

Nella loro lussuosa abitazione di Montauk, sull’estrema punta meridionale di Long Island (New York), si sposano con rito civile Paul Simon e Edie Brickell

 

Oggi 30 maggio 1992,

Nella loro lussuosa abitazione, sull’estrema punta meridionale di Long Island si sposano con rito civile due celebri cantautori nordamericani.

Lui, Paul Simon (50 anni, newyorkese doc), è un’autentica leggenda della musica del Novecento; lei, Edie Brickell (26 anni, texana di Dallas), una piccola, grande promessa del nuovo rock americano.

I due si sono conosciuti sei anni prima, nel 1986, nel corso di una puntata del popolare show televisivo Saturday Night Live.

Lì, Edie con la band New Bohemians, sta cantando il suo grande hit del momento, la divertente What I Am, quando si accorge che Paul Simon la sta guardando, fissa negli occhi, in piedi, di fianco a una delle telecamere.

“Quando incrociavo il suo sguardo”, ricorda oggi la Brickell, “sentivo un tremore lungo tutto il corpo”.

Simon, in fatto di relazioni sentimentali, è tutt’altro che un santo. Sposatosi nel 1969 con Peggy Harper, divorzia da lei nel 1972. Qualche anno dopo, ha un’intensa relazione con l’attrice Diane Keaton (che per lui lascia l’allora marito Woody Allen, proprio durante le riprese del film Io e le donne) prima di sposarsi nel 1983 con un’altra famosa stella di Hollywood, Carrie Fisher, la bella principessa Leila di Guerre stellari. Il secondo matrimonio dura soltanto pochi mesi.

Oggi, la coppia Simon-Brickell vive a New Canaan, Connecticut. I coniugi Simon hanno tre figli (Adrian Edward, Lucia Jean, Gabriel Elijah).

“Le riprese del Saturday Night Live“, racconta oggi Edie Brickell, “sono la nostra prova d’amore. I nostri figli potranno ammirare per sempre quanto i miei occhi e quelli di Paul hanno brillato in occasione del nostro primo incontro”.

Creedence Clearwater Revival

28 maggio 1969 – L’orgoglio dei Creedence Clearwater Revival

Nello stesso giorno in cui la mente del gruppo John Fogerty compie 24 anni, anche l’Inghilterra si accorge dei Creedence Clearwater Revival

 

Oggi, 28 maggio 1969
Nello stesso giorno in cui la mente del gruppo John Fogerty compie 24 anni, anche l’Inghilterra si accorge della forza della rock band californiana dei Creedence Clearwater Revival. Un loro brano, la spumeggiante Proud Mary, raggiunge i primi posti delle classifiche del Regno Unito.

Nati a El Cerrito, nel nord della California alla fine degli anni ’50, i Creedence impiegano quasi dieci anni prima di sfondare. Inizialmente sono un trio formato da compagni di scuola: John Fogerty, voce e chitarra, Stu Cook al basso e Doug Clifford alla batteria. A loro si aggiunge il fratello maggiore di Fogerty, Tom, anch’egli chitarrista e cantante. Con il nome di The Golliwogs firmano, nel 1964, il loro primo contratto con la Fantasy Records, l’etichetta di Berkeley specializzata nel jazz che però si sta accorgendo che San Francisco, in quegli anni, sta iniziando a propagare nel mondo nuove vibrazioni.

Molto diversi dai gruppi hippie della Bay Area, Fogerty & Co. sembrano avere una passione particolare per la musica della Louisiana, per i ritmi caldi del Sud degli States, per i riff di chitarra rock blues. Inoltre, al contrario delle improvvisazioni delle band psichedeliche, prediligono il formato canzone. “Ma dovete cambiarvi il nome”, gli suggerisce Saul Zaentz, plenipotenziario della Fantasy, “The Golliwogs è poco rock”.

E così i quattro membri della band s’inventano una nuova sigla: Creedence (in onore del loro amico Credence Nuball), Clearwater (per sottolineare la loro consapevolezza ecologista ante litteram) e Revival (a testimonianza del nuovo impegno dei 4 con il vecchio sodalizio).

Zaentz approva. E gongola quando, uno dopo l’altro, i brani dei Creedence balzano in vetta alle classifiche.

Black Crowes - The Southern Harmony and Musical Companion

27 maggio 1992 – Black Crowes in tv

Il loro album Southern Harmony and Musical Companion è al primo posto in classifica e finalmente anche i mass media si accorgono dei Black Crowes

 

Oggi, 27 Maggio 1992.
Il loro album Southern Harmony and Musical Companion è al primo posto delle classifiche americane e finalmente anche i mass media si accorgono di loro: i Black Crowes, la rock band “sudista” dei fratelli Robinson è ospite del Tonight Show di Jay Leno, uno dei più popolari programmi televisivi d’America.

Look anni ’70, riff di chitarra potenti, equilibrata miscela rock blues, fascino vintage: sono questi alcuni degli elementi che incantano i ragazzi dei college americani e che decretano il successo dei “Corvi Neri” negli Usa prima e in tutto il mondo poi.
Nati ad Atlanta, Georgia, come evoluzione del duo dei fratelli Rich e Chris Robinson, i Black Crowes incidono il loro primo album (Shake Your Money Maker) nel 1990 e subito dopo vanno in classifica vendendo più di 3 milioni di copie. Il successivo tour in compagnia degli ZZ Top li rende ancor più popolari.
Così, con Southern Harmony and Musical Companion i Crowes raggiungono il numero uno. Il titolo del disco rende omaggio a un songbook con lo stesso nome che viene celebrato nel corso di un evento (il Big Singing) che si svolge ogni anno nella cittadina di Benton, nel Kentucky. Lì, centinaia di cori di varia provenienza, si riuniscono per cantare i brani tratti da quel catalogo. In realtà, la musica dei Black Crowes ha poco di sacro ma è rispettosa dei suoni delle radici e della tradizione del rock sudista, quella reso celebre da band come Allman Brothers o Lynyrd Skynyrd.

Tra alti e bassi, litigi e riappacificazioni, i Black Crowes sono ancora oggi nel cuore di tutti gli appassionati di rock.

In 15 anni di carriera hanno venduto oltre 20 milioni di dischi e diviso il palco con leggende del calibro di Rolling Stones, Neil Young, Bob Dylan e Grateful Dead: perché, come ha di recente dichiarato Steve Gorman, il loro batterista, “non hai bisogno di
essere moderno se credi nella magia della vera musica”.

Gene Clark

24 maggio 1991 – The Byrds, addio a Gene Clark

Ritrovato il corpo senza vita di Gene Clark, membro fondatore e voce solista dei Byrds

 

Oggi, 24 maggio 1991

È da poco passata la una del pomeriggio quando, nella sua bella casa di Sherman Oaks, nella San Fernando Valley, una delle zone di Los Angeles più abitate da latinoamericani, viene ritrovato il corpo senza vita di Gene Clark, 46 anni, membro fondatore e voce solista della rock band californiana The Byrds.

Il coroner, sul referto, scrive che la “morte è dovuta a cause naturali: probabilmente un’ulcera”.

Il giorno prima, Clark era stato dal dentista per un intervento piuttosto complicato e si trovava sotto sedativi. In realtà, chi lo conosce bene, sa che quella di Gene è una lunga storia di droga e alcol. Sempre nascosta, mai risolta.

In aprile, le sue ultime apparizioni pubbliche: dopo aver inciso con Carla Olson un nuovo disco e aver fatto qualche data con lei in Inghilterra, Clark si esibisce per quattro serate al Cinegrill di Hollywood. Canta male e ha un aspetto orribile.

Dopo anni di scontri, litigi e battaglie legali con gli altri membri del gruppo, Gene Clark qualche mese prima, il 16 gennaio 1991, si riappacifica con David Crosby, Roger McGuinn e Chris Hillman in occasione della grande reunion dei Byrds voluta dalla Rock ‘N’Roll Hall Of Fame al Waldorf Astoria di New York, nella stessa sera in cui il presidente americano George Bush dichiara guerra all’Iraq.

Dopo la morte, il corpo di Gene viene sepolto nella città natale di Tipton, Missouri. Sulla piccola lapide della semplice tomba una scritta: Harold Eugene Clark – No Other (nessun altro), proprio come il titolo del suo album solista più bello e suggestivo.

robert moog - inventore

23 maggio 1934 – Nasce il Dr. Moog, inventore del nuovo suono

Nasce a New York Robert Arthur Moog, inventore del primo sintetizzatore della storia, vero precursore delle moderne tastiere elettroniche

 

Oggi, 23 maggio 1934
Nasce a New York Robert Arthur Moog: diventerà famoso come l’inventore dello strumento che porta il suo stesso cognome (il Moog), cioè del primo sintetizzatore della storia, vero precursore delle moderne tastiere elettroniche.

Con tre lauree al suo attivo, in fisica, ingegneria ed elettronica, il Dr. Moog inizia a sperimentare con i suoni nei primissimi anni ’60. Tenta infatti di catturare il caratteristico sound del theremin, lo stravagante strumento elettronico inventato negli anni ’20 dall’omonimo scienziato russo che consiste di due antenne di metallo con le quali si controllano le oscillazioni audio e il volume. Il theremin è molto difficile da suonare e così il Dr. Moog ne trasferisce spirito e suoni su una più comoda e più facilmente utilizzabile tastiera.

Uno dei musicisti che lo aiuta nella progettazione del nuovo strumento è Walter Carlos che arrangia per solo moog alcuni brani classici di Bach e la colonna sonora del film Arancia Meccanica. Ma è nelle mani dei due più grandi tastieristi della storia del rock, gli inglesi Rick Wakeman e Keith Emerson che il moog e le sue sonorità sintetico/futuristiche entrano di prepotenza sulla scena musicale degli anni ’60 e ’70. Mai capace di capitalizzare il suo geniale talento, il Dr. Moog riesce a riappropriarsi del suo marchio (che ha dovuto cedere nel momento di massima popolarità dello strumento) solo nel 2002.
Nell’aprile del 2005 gli viene diagnosticato un tumore maligno che lo porta rapidamente alla morte che avviene nella sua casa di Ashville in North Carolina il 21 agosto del 2005.

Robert Moog aveva da poco compiuto 71 anni.

Oggi, una fondazione a suo nome prosegue i suoi studi e finanzia esperimenti scientifici alla ricerca di nuovi suoni.

Jerry Lee Lewis cugina

22 maggio 1958 – Jerry Lee Lewis e la moglie/cugina minorenne

Jerry Lee Lewis e la sua terza moglie Myra, cugina che ha soltanto 13 anni: la cosa creerà scandalo, tanto che…

 

Jerry Lee Lewis è in tour in Inghilterra, ma sarà costretto ad annullare la maggior parte delle date, perché rivela di essersi sposato con la cugina minorenne di appena 13 anni (senza aver peraltro ottenuto il divorzio dalla moglie precedente)

 

Oggi, 22 maggio 1958

All’aeroporto di Heathrow, Londra, sbarca il killer del Rock ‘n’ Roll, Jerry Lee Lewis. È qui per il suo primo tour in Terra d’Albione. Non è solo: al suo fianco la giovanissima cugina, Myra Gale Brown che Jerry Lee ha sposato qualche mese addietro, il 12 dicembre 1957.

Il killer ha 23 anni ed è al suo terzo matrimonio. Ha sposato Myra, che ha soltanto 13 anni e crede ancora in Babbo Natale, senza aver prima ottenuto il divorzio dalla seconda moglie.

Per questo, il suo manager, Jud Phillips, fratello del leggendario produttore Sam Phillips, l’inventore della Sun Records, sconsiglia vivamente a Jerry Lee il viaggio in Inghilterra. Il killer non gli dà retta. E così, nonostante i due sposini dichiarino alla stampa accorsa in massa ad accoglierli a Heathrow che Myra abbia compiuto 15 anni e che in America (come sostiene la ragazzina) sia “normale sposarsi con un cugino: lo puoi fare anche a 10 anni a patto che trovi quello giusto”, la rockstar finisce in prima pagina.

Il suo è un vero e proprio scandalo.
I giornali inglesi invitano tutti a boicottare i suoi concerti.

Definito The Killer per la violenza fisica e per l’eccentrica, trasgressiva efferatezza delle sue performance (molte volte incendiarie ma, spesso, anche assai deludenti) Jerry Lee Lewis è costretto a cancellare 34 delle 36 date previste del suo tour inglese del 1958.

E a fare ritorno in America solo 4 giorni dopo l’arrivo a Londra.

Per la cronaca, Jerry Lee Lewis e Myra Gale Brown hanno avuto due figli (Phoebe, la femmina è l’attuale manager del Killer) ma hanno poi divorziato nel 1970. Da allora, Jerry Lee Lewis si è sposato altre quattro volte per un totale di sette matrimoni.

Dire Straits

19 maggio 1978 – Dire Straits, “Sultans Of Swing”

I Dire Straits pubblicano il loro 45 giri di debutto Sultans Of Swing. Il brano diventa uno degli inni del gruppo

 

Oggi, 19 maggio 1978

I Dire Straits pubblicano Sultans Of Swing. Edito dalla Vertigo, il 45 giri segna l’esordio del gruppo inglese. Ha una tale forza da proiettare la band dei fratelli Knopfler direttamente nel gotha del rock. Diventerà uno degli inni del gruppo e l’assolo di chitarra elettrica sarà votato dalla rivista Guitar World come uno dei migliori della storia del rock. Persino Bob Dylan sarà fulminato dal sound degli Straits e di lì a pochi mesi scritturerà il chitarrista Mark Knopfler per il suo album Slow Train Coming.

I Dire Straits sono in quattro, vivono a Londra, hanno facce qualunque e vite piccolo borghesi. Insegnante di letteratura inglese col pallino per il rock, Mark Knopfler suona una chitarra Fender Stratocaster rossa del 1961 pizzicando e torcendo lievemente le corde coi polpastrelli delle dita. Il risultato è un suono personale e al contempo radicato nella storia del rock, che ricorda lo stile di Eric Clapton e di J.J. Cale. Il suo stile canoro, invece, evoca quello di Dylan. I Dire Straits sono arrivati al contratto discografico quasi per caso.

Nel 1977 hanno inciso un demo autoprodotto di quattro canzoni e l’hanno spedito al deejay della BBC Charlie Gillett. Folgorato da Sultans Of Swing, Gillett l’ha trasmessa per radio dando il via a una vera e propria asta tra le etichette discografiche.

La storia narrata nella canzone ha un che di romantico: un musicista jazz suona per passione in piccoli locali col suo gruppo, i Sultani dello Swing. Ma a colpire è soprattutto il sound: in piena era punk, ecco quattro musicisti che si rifanno senza pudori ai classici del rock americano.

Chi li ascolta non li scorda più.

 

Ian Curtis

18 maggio 1980 – Muore Ian Curtis, frontman dei Joy Division

La moglie Deborah trova il cadavere di Ian Curtis. Il leader dei Joy Division si è impiccato nella cucina di casa a soli 23 anni

 

Oggi, 18 maggio 1980

Il cantante dei Joy Division Ian Curtis si toglie la vita.
Lo trova la moglie Deborah. Si è impiccato in cucina, a soli 23 anni d’età.
Prima di morire, Curtis ha guardato il film di Werner Herzog La ballata di Stroszek e ha ascoltato l’album di Iggy Pop The Idiot.

Curtis non lascia lettere d’addio né spiegazione alcuna al suo tragico gesto finale. Di certo la sua esistenza era piuttosto complicata: è soggetto a una forte depressione; è vittima di crisi epilettiche sempre più frequenti che lo colpiscono anche durante i concerti, facendolo accasciare sul palco; i farmaci che assume per curare la malattia lo destabilizzano; il matrimonio sembra naufragare a causa di una relazione con la giornalista belga Annik Honoré.

Di certo, il cantante lascia dietro di sé un catalogo di canzoni cupe e inquietanti che dopo la morte vengono scrutinate a caccia di macabri indizi.

Nel corso della loro ultima esibizione, un paio di settimane prima di quel fatidico 18 maggio, i Joy Division hanno presentato un brano inedito chiamato Ceremony. Diventerà il primo singolo pubblicato dai New Order, il gruppo fondato dai tre membri sopravvissuti.

Il 45 giri dei Joy Division Love Will Tear Us Apart, pubblicato appena un mese prima della morte del cantante, ne diventa il triste e raggelante epitaffio.

Elton John - Captain Fantastic

17 maggio 1975 – Elton John, “Captain Fantastic…” disco di platino

Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy, nono album in studio di Elton John, debutta direttamente al numero uno della classifica americana dei dischi pop

 

Oggi, 17 maggio 1975

Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy, nono album in studio di Elton John, debutta direttamente al numero uno della classifica americana dei dischi pop, il suo primo disco a raggiungere tale risultato, e il primo della storia a essere certificato di platino (un milione di copie vendute) il giorno stesso dell’uscita. Stazionerà al primo posto delle classifiche per sette settimane diventando tre volte disco di platino (a tutt’oggi ha superato i sette milioni di copie vendute). In Inghilterra raggiunge invece solo la seconda posizione.

È il momento di massima popolarità per Elton John, la cui carriera è iniziata nel 1969 con l’album Empty Sky e decollata nel giro di un paio di anni grazie a classici come Rocket Man, Your Song, Candle In The Wind e tanti altri.

Captain Fantastic segna una svolta verso ambizioni musicali quasi in chiave prog, pur non dimenticando le classiche ballate pop al pianoforte, ed è un vero concept album che racconta in modo metaforico la storia vera degli inizi di carriera di Elton John (Captain Fantastic) e del suo autore di testi Bernie Taupin (The Brown Dirt Cowboy).

A differenza del solito, dal disco viene tratto un solo singolo, Someone Saved My Life Tonight – canzone che parla del tentativo di suicidio del cantante inglese durante il suo disastroso primo matrimonio e che raggiunge la quarta posizione nelle classifiche americane.

Nel 2006 Elton John pubblica un sequel, il disco The Captain & The Kid, che racconta cosa accaduto nei successivi trenta anni. Non avrà lo stesso successo, pur aggiudicandosi un buon tre milioni e mezzo di copie vendute.

Pete Townshend, chitarrista degli Who

16 maggio 1969 – Pete Townshend, calci e pugni

Pete Townshend, chitarrista degli Who, tra reazioni che porteranno a un arresto, all'”atto più democratico di tutta la sua carriera”

 

Oggi, 16 maggio 1969

Gli Who sono impegnati per tre sere al leggendario Fillmore East di New York, il locale aperto da Bill Graham dove da sempre si registrano diversi dischi dal vivo che entreranno nella storia. Mentre il gruppo è impegnato nell’esecuzione di alcuni brani della nuovissima rock opera, Tommy, in un piccolo ristorante situato proprio a fianco del teatro scoppia un incendio. Il fumo, da lì, si propaga immediatamente anche all’interno del Fillmore. Come racconta un testimone, è piuttosto difficile distinguere il fumo dell’incendio dal fumo di sigarette e spinelli vari che invade comunque la sala.

Pete Townshend, chitarrista e leader del gruppo, da vero mod, è un tipo alquanto irascibile. Due anni prima, nel backstage del Festival di Monterey, aveva insultato gli organizzatori rei di averlo messo in scaletta dopo Jimi Hendrix. “Non suoneremo mai dopo Hendrix – aveva detto. Se lui spacca una chitarra sul palco dicono che è sexy, se lo faccio io, scrivono che sono un violento. Se alla fine dello spettacolo compiamo il nostro rituale provocatorio di distruzione degli strumenti, sono certo che diranno che abbiamo rubato l’idea a Jimi Hendrix”.

Questa sera, al Fillmore, un poliziotto in borghese sale improvvisamente sul palco per avvisare il pubblico dell’incendio e quindi chiede a tutti di sgombrare il teatro.

Mentre cerca di avvicinarsi al microfono, Roger Daltrey lo afferra per le spalle. Pete Townshend gli dà un sonoro cazzotto sulla nuca e lo stende. Dopodiché gli Who continuano a suonare come se nulla fosse.

Ma il fumo è ormai così denso che il pubblico sfolla da solo. Gli spettatori resteranno sul marciapiede di fronte al Fillmore per circa un’ora mentre i pompieri spengono l’incendio. Poi, tutti rientrano nel locale e il concerto degli Who riprende.

Il poliziotto, però, non dimentica l’accaduto. E a spettacolo finito, Pete Townshend viene arrestato e condotto in prigione dove passa la notte.

Viene rilasciato al mattino con una multa di 51 dollari per offesa a pubblico ufficiale.

Tre mesi dopo, sul palco del Festival di Woodstock, il leader radical Abbie Hoffman, d’accordo con gli organizzatori sale sul palco per un annuncio in cui chiede che venga rilasciato il suo amico John Sinclair, che si è beccato dieci anni di galera per aver comprato uno spinello da una poliziotta in borghese. Ma Hoffman sceglie il momento sbagliato e sale infatti durante il set degli Who e, appena lo vede avvicinarsi al microfono, Townshend si scaglia addosso a lui, lo manda affanculo, lo colpisce in testa con il manico della sua chitarra. Venticinque anni dopo interrogato al proposito di quell’incidente e townsend dichiara: “È stato l’atto più democratico di tutta la mia carriera”.

Gli Oasis denunciano un sito Internet

15 maggio 1997 – Gli Oasis denunciano un sito Internet

Gli Oasis denunciano un sito Internet che senza autorizzazione pubblica loro fotografie, i testi delle canzoni e alcuni brani musicali

 

Oggi, 15 maggio 1997

Gli Oasis denunciano un sito Internet che senza autorizzazione pubblica loro fotografie, i testi delle canzoni e alcuni brani
musicali. La loro casa discografica, la Sony, li affianca nell’azione legale.

La band dei fratelli Liam e Noel Gallagher, nata a Manchester nel 1991, è ai vertici della popolarità. Neanche un anno e mezzo prima è stato pubblicato (What’s The Story?) Morning Glory, il loro secondo album che si rivela un successo stratosferico. Il disco, a tutt’oggi, ha venduto quasi 20 milioni di copie.

Il brit-pop del gruppo di Manchester, che paga tributo all’ispirazione e allo stile dei Beatles, piace ai ragazzi di fine Millennio. Che, però, sono anche i primi grandi fruitori di Internet.

La causa degli Oasis contro un sito Internet anticipa di 3 anni le lotte dei Metallica contro Napster, il sito di condivisione di file musicali che consente di scaricare gratuitamente la musica.

Nonostante le laute parcelle ad avvocati e studi legali, i fratelli Gallagher prima e tutte le multinazionali del disco poi dovranno arrendersi al potere del web e alla sua difficoltà di essere controllato. Sarà l’inizio della fine della potente e monopolizzante industria discografica e la nascita di una nuova stagione in cui prolifereranno le etichette indipendenti.

Ma sarà anche l’inizio della fine della parabola artistica degli Oasis sempre più coinvolti in litigi tra i due fratelli, scandali, polemiche e pettegolezzi. E sempre più lontani dalle bellissime canzoni di (What’s The Story?) Morning Glory tra cui la celebre Wonderwall, dedicata pare da Noel Gallagher alla sua fidanzata (e poi moglie) dell’epoca Meg Matthews che viene paragonata a un muro del college nel quale sono affissi tutti i grandi idoli dello sport. Il pezzo è basato, strumentalmente, sul tema di Wonderwall Music, colonna sonora del film Wonderwall di George Harrison.

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