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Bruce Springsteen, arriva “Tracks II – The Lost Albums” con sette album inediti

Bruce Springsteen © Foto di Rob DeMartin

83 brani composti tra il 1983 e il 2018 che abbracciano la carriera del Boss mostrandone lati inediti

 

Uscirà dunque il prossimo 27 giugno Tracks II – The Lost Albums di Bruce Springsteen. Il Boss aveva già anticipato questa pubblicazione tanto attesa, e di cui si era parlato per anni, sui suoi canali social con un post del 1° aprile e con una foto su cui si leggeva proprio la data di oggi, 3 aprile, e la scritta: “Ciò che era perduto è stato ora ritrovato”.

 

 

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Saranno sette gli album inediti di Bruce Springsteen per un totale di 83 brani.

I “Lost Albums” erano dischi completi, alcuni addirittura già mixati ma mai pubblicati – ha spiegato Springsteen. – Ho suonato questa musica per me stesso e per alcuni amici intimi per anni. Sono felice che ora possiate finalmente ascoltarla. Spero che vi piaccia“.

 

Il Boss ha raccontato The Lost Albums attraverso questo trailer diffuso poche ore fa:

 

 

Dalla cruda esplorazione sonora di LA Garage Sessions ’83 — che funge da anello di congiunzione tra Nebraska e Born in the U.S.A. — ai suoni di drum loop e sintetizzatori di Streets of Philadelphia Sessions, The Lost Albums offre uno sguardo inedito su 35 anni prolifici (1983-2018) di scrittura e registrazioni casalinghe di Springsteen.

La possibilità di registrare in casa ogni volta che volevo mi ha permesso di esplorare una vasta gamma di direzioni musicali diverse ha raccontato Springsteen.

All’interno del cofanetto, questa sperimentazione sonora si manifesta in diversi modi: nel lavoro per la colonna sonora di un film mai realizzato con Faithless, nei brani country con pedal steel di Somewhere North of Nashville, nei racconti ricchi di dettagli ambientati al confine con il Messico in Inyo, e nelle atmosfere noir-orchestrali di metà secolo con Twilight Hours.

Insieme all’annuncio di The Lost Albums, è stato presentato anche un primo brano, Rain In The River, che proviene dall’album perduto Perfect World:

 

 

The Lost Albums sarà disponibile in edizione limitata in formato 9 LP, 7 CD e digitale, con packaging distintivo per ciascun album inedito e un libro rilegato in tessuto di 100 pagine che include foto d’archivio rare, note dettagliate su ogni album scritte dal saggista Erik Flannigan e una presentazione personale del progetto firmata da Springsteen stesso.

Uscirà il 27 giugno anche il set Lost And Found: Selections from The Lost Albums, con 20 brani selezionati dalla raccolta, in formato 2 LP o 1 CD.

The Lost Albums è stato realizzato da Springsteen con il produttore Ron Aniello, l’ingegnere del suono Rob Lebret e il produttore supervisore Jon Landau presso i Thrill Hill Recording Studios nel New Jersey.

 

Abbiamo parlato di quest’uscita anche qui nella nuova rubrica di Jam TV Music is Love.

 

cover TRACKS II THE LOST ALBUMS

 

Il primo volume di Tracks, uscito nel 1998, raccoglieva quattro dischi con materiale inedito registrato nei suoi primi 25 anni di carriera, quindi dal 1972 agli anni Novanta.

Springsteen inizierà il suo tour negli stadi europei il prossimo 14 maggio a Manchester e le ultime due date sono quelle del 30 giugno e del 3 luglio allo Stadio San Siro di Milano, mentre qualche giorno fa, il 26 marzo, lo abbiamo visto tra gli ospiti del concerto in onore di Patti Smith alla Carnegie Hall di New York People Have The Power: A Celebration of Patti Smith. Nell’occasione Springsteen ha eseguito Because The Night, brano che lo lega ovviamente a Patti Smith perché aveva iniziato a scriverlo lui, per poi cederlo – su suggerimento del sound engineer-produttore Jimmy Iovine – alla cantante, che avrebbe sistemato e concluso il testo e ne avrebbe fatto una hit di successo.

Patti Smith - Bruce Springsteen

Patti Smith, anche Bruce Springsteen al concerto in suo onore

Ovviamente nell’occasione il Boss ha cantato il suo brano che è divenuto una hit mondiale proprio grazie a Patti Smith, Because The Night

 

Lo scorso 26 marzo si è tenuto alla Carnegie Hall di New York People Have The Power: A Celebration of Patti Smith, concerto in onore di Patti Smith al quale hanno preso parte diverse star, tra cui anche Bruce Springsteen. Il Boss si è esibito insieme a Flea dei Red Hot Chili Peppers al basso e alla resident band guidata da Tony Shanahan sulle note del brano che ha donato proprio a Patti Smith e che è diventato famoso una hit mondiale proprio grazie a lei, Because The Night:

 

 

Hanno partecipato alla serata anche Kim Gordon, Michael Stipe, Matt Berninger dei National, Sharon Van Etten, Ben Harper, Karen O, Angel Olsen, Alison Mosshart dei Kills, nonché stelle del cinema come Scarlett Johansson, Jim Jarmusch, Sean Penn e Johnny Depp, quest’ultimo ormai spesso anche nelle vesti di rockstar, che per l’occasione ha eseguito Dancing Barefoot con Flea e Alison Mossheart:

 

 

Il gran finale è stato affidato alla stessa Patti Smith, che ha eseguito prima Peaceable Kingdom, e poi, insieme a quasi tutti gli ospiti della serata, ha cantato People Have The Power:

 

 

Il live faceva parte della serie “Music Of”, ideata da Michael Dorf, fondatore di City Winery, e tutto il ricavato della serata sarà devoluto a un programma di educazione musicale per le persone meno abbienti.

 

La scaletta del concerto:

Piss Factory (Matt Berninger)
Free Money (Jesse Malin)
Redondo Beach (Courtney Barnett)
Pissing in a River (Sharon Van Etten)
Cowboy Truths (Michael Shannon)
Elegie (Kronos Quartet)
My Blakean Year (Michael Stipe with Jesse Paris Smith, Tony Shanahan and Andy LeMaster)
The Hour of Noon (Jim Jarmusch)
A Songwriter’s Song (Jim Jarmusch)
Departure (Jim Jarmusch)
Ghost Dance (Ben Harper)
Ask the Angels (Alison Mosshart)
Kimberly (Susanna Hoffs)
Mother Rose (Paul Banks and Julia Banks)
Wind (Body/Head)
Final Letter to Mapplethorpe (Scarlett Johansson)
Reflecting Robert (Scarlett Johansson)
Paths That Cross (Music Will Academy of Lower Manhattan Public Middle School)
Easter (Angel Olsen)
The Golden Cockerel (Sean Penn)
Beneath the Southern Cross (Glen Hansard)
Frederick (Maggie Rogers)
Dancing Barefoot (Johnny Depp and Allison Mosshart)
Gloria (Karen O)
Because the Night (Bruce Springsteen)
reading, unknown title (Patti Smith)
Peaceable Kingdom/People Have the Power (Patti Smith)
People Have the Power (Patti Smith and Ensemble)

 

Patti Smith sarà prossimamente anche in Italia: Il prossimo 7 luglio sarà di scena infatti a Venezia, a Piazza San Marco, nell’ambito della dodicesima edizione del Festival della Bellezza, mentre il 10 ottobre terrà un concerto alla ChorusLife Arena di Bergamo per una data già sold out del tour mondiale Horses 50th Anniversary, per i 50 anni del suo primo album Horses.

Eddie Vedder - Neil Young

Eddie Vedder, “The Needle and the Damage Done” di Neil Young

Altri due singoli estratti dall’album tributo a Neil Young, il cui ricavato sarà devoluto alla Bridge School, struttura co-fondata dalla prima e defunta moglie di Neil Young, Pegi, per aiutare i bambini con gravi disabilità fisiche e di linguaggio

 

Il prossimo 25 aprile uscirà un album tributo a Neil Young e dal nuovo lavoro di prossima uscita sono stati pubblicati altri due singoli dall’album, The Needle and the Damage Done eseguito da Eddie Vedder e una versione reggae di Old Man interpretata da Stephen Marley.

Qui si può ascoltare la cover del frontman dei Pearl Jam, già suonata dal vivo altre volte, come ad esempio in questa occasione, dallo stesso Eddie Vedder:

 

Heart of Gold: The Songs of Neil Young era stato già anticipato da Lotta Love eseguita da Courtney Barnett e dalla versione di Southern Man di Chris Pierce:

 

Tra gli artisti che prenderanno parte all’album ci saranno anche Fiona Apple, Brandi Carlile, Mumford & Sons, Steve Earle e tanti altri. Il ricavato del lavoro andrà alla Bridge School, struttura co-fondata dalla prima e defunta moglie di Neil Young, Pegi, per aiutare i bambini con gravi disabilità fisiche e di linguaggio.

 

Tracklist di Heart of Gold: The Songs of Neil Young:
01. Philadelphia – Brandi Carlile
02. Heart of Gold – Fiona Apple
03. Harvest – Mumford & Sons
04. Needle and the Damage Done – Eddie Vedder
05. Lotta Love – Courtney Barnett
06. Old Man – Stephen Marley
07. Here We Are In the Years – Sharon Van Etten
08. Sugar Mountain – The Lumineers
09. Comes a Time – The Doobie Brothers with Allison Russell
10. Long May You Run – Steve Earle
11. Mr. Soul – Rodney Crowell
12. Cowgirl in the Sand – Anders Osborne
13. Such a Woman – Charlie Greene
14. Southern Man – Chris Pierce

Tom Petty - Wild Thing

Tom Petty, nuovo video con la cover di “Wild Thing”

Nel video anche alcune immagini inedite da Tom Petty: Heartbreakers Beach Party ora disponibile su Paramount+

 

È stato reso disponibile su YouTube un nuovo video di Wild Thing nella versione di Tom Petty & The Heartbreakers. La cover dei Wild Ones del 1965, che guadagnò il primo posto della Billboard Hot 100 l’anno successivo nella versione dei Troggs e che divenne molto nota anche per come la suonò Jimi Hendrix in chiusura del suo set al Festival di Monterey del 1967 con tanto di chitarra incendiata alla fine della sua performance, era stata registrata nel 1982 e la versione audio era stata pubblicata nel 2024 in occasione della ristampa deluxe dell’album Long After Dark.

Il video di Wild Thing è diretto da Justin Kreutzmann – documentarista rock, nonché figlio di Bill, batterista dei Grateful Dead – e contiene filmati restaurati di Tom Petty & The Heartbreakers nei momenti in cui suonano il brano e in altri inediti in cui si vedono nel documentario del 1983 che vede Cameron Crowe al debutto alla regia, Tom Petty: Heartbreakers Beach Party. La registrazione della performance era avvenuta al Record Plant di Los Angeles durante le riprese del programma televisivo francese Houba Houba.

Tom Petty: Heartbreakers Beach Party è andato in onda solo una volta nello stesso anno d’uscita su MTV, ed è stato poi proiettato in versione ampliata – grazie ai ritrovamenti di alcune bobine – e restaurata in alcune sale selezionate, in occasione dell’uscita della versione deluxe di Long After Dark, mentre attualmete è disponbile su Paramount+.

In concomitanza con l’uscita di Tom Petty: Heartbreakers Beach Party è stata pubblicata anche la colonna sonora, disponibile solo in formato digitale, che include 35 brani tratti dal documentario insieme a brani tratti da Long After Dark (Deluxe Edition).

Pino Scotto - The devil call

Pino Scotto – Nuovo album, un libro e… Rock Legends

Il ritorno al blues per Pino Scotto con l’album The devil’s call, il libro scritto con Massimo Villa e…

 

Uscirà a fine mese The devil’s call, nuovo album di Pino Scotto, ma non è l’unica novità che lo riguarda, perché dal 26 marzo sarà disponibile un suo nuovo libro scritto con Massimo Villa Cuore di rock’n’roll. Una vita meravigliosamente stonata (Il Castello, 2025), e a novembre sarà anche lui tra i protagonisti di Rock Legends – The Rock Story… ma andiamo con ordine.

 

L’album The devil’s call sarà un ritorno al blues per Pino Scotto: “Ho bisogno di luce in mezzo a tutto questo casino che si è creato fra la ricerca al business a tutti i costi proprio”. – E aggiunge: “La musica non è mai stata questa… e non lo deve essere”.

 

Cuore di rock’n’roll. Una vita meravigliosamente stonata invece è stato introdotto sulle sue pagine social da Massimo Villa con queste parole: “[…] con Pino abbiamo tracciato un po’ una sorta di ‘Scotto-pensiero’ partendo dalla sua infanzia fino al suo nuovo album di blues, in uscita a breve The Devil’s Call.

Non una vera e propria biografia, ma una serie di capitoli dove il nostro rocker va a ruota libera ripercorrendo alcune tappe fondamentali del suo percorso musicale e personale […]”.
Infine, a novembre Pino Scotto sarà protagonista insieme ad altri nomi illustri di un progetto nei teatri: Rock Legends – The Rock Story. Oltre a lui, sul palco ci saranno e si alterneranno Doogie White (Rainbow, Michael Schenker), Tim Ripper Owens (Judas Priest, Iced Earth)Mark Boals (Yngwie Malmsteen, Dokken) e Lino Vairetti (Osanna). Ad accompagnarli ci sarà un cast di grandi musicisti, guidati dal chitarrista Andrea Braido.

 

Rock on!
Music is Love

Music is Love – Da lunedì 10 marzo alle 19:00 una nuova rubrica su Jam TV!

Music is Love per chi ama la musica!

 

A partire dal 10 marzo ogni lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì alle 19:00 sul Canale YouTube e sulla Pagina Facebook di Jam TV va in onda Music is Love, una nuova rubrica in diretta in cui Ezio Guaitamacchi, Leonardo Follieri, Jessica Testa e Alex Pierro si alterneranno per commentare notizie del giorno o ricordare eventi e altre ricorrenze!

Il martedì alle 21:30 rimane invece fisso l’appuntamento con le nostre Music Room!

 

 

JAM TV è la televisione musicale dedicata a tutti gli appassionati di rock e dintorni. Ogni giorno interviste, approfondimenti, dirette e…

È un progetto che inizia da molto lontano. Tutto è cominciato infatti da Jam – Viaggio Nella Musica, uno dei più autorevoli magazine di rock e dintorni. Nato nell’ottobre 1994 sulle ceneri del bimestrale Hi, Folks!, ha guardato alle esperienze delle testate anglo-americane Mojo, Uncut, Musician. È stato un punto di riferimento per gli appassionati di rock “classico” e di quegli artisti che ne tengono viva l’eredità.

Da gennaio 2014 il magazine continua la sua avventura sul web, dal 1° febbraio 2016 si evolve in Jam TV.

Tra le sue principali produzioni ci sono le Music Room. In onda dall’autunno del 2021, le Music Room di Jam TV sono l’unico talk show musicale dedicato agli album epocali, ai grandi anniversari, ai momenti salienti della storia di rock e dintorni ma anche agli incontri con i protagonisti della musica d’autore italiana e internazionale.

Condotte da Ezio Guaitamacchi (direttore di Jam TV) con il supporto della sua redazione, le Music Room creano un filo diretto con il pubblico degli appassionati che può interagire commentando, ponendo domande, condividendo ricordi tramite le pagine social o il numero WhatsApp 3406664691.

 

Le oltre 100 puntate andate in onda possono essere viste entrando nell’archivio di Jam TV o sul Canale YouTube di Jam TV.

 

Dai Pink Floyd agli AC/DC, da Bob Dylan a Elton John, dai Beatles agli Stones passando per Guccini, Capossela, PFM, Ruggeri, Agnelli, De André, Battisti, Dalla, Gaber, Jannacci sino a Jimi Hendrix, David Crosby, Jeff Beck, Eric Clapton o Mark Knopfler le Music Room sono un forziere stracolmo di ricordi e aneddotica rock.

Franco Mussida - Il bimbo del carillon - Jam TV

Franco Mussida – “Il bimbo del Carillon”, un romanzo autobiografico

Il grande chitarrista si racconta con noi “A cuore aperto” e non può non cominciare dal suo romanzo autobiografico che presenterà in una serie di incontri ed eventi

 

La Musica come linguaggio universale, specchio dell’anima e strumento di indagine per conoscere se stessi: Franco Mussida si racconta con noi “A cuore aperto” e lo fa partendo dal suo romanzo autobiografico Il bimbo del Carillon (Salani Le Stanze, 2024). Da quando scopre il suono a quando inizia a suonare la chitarra, dall’esperienza con la PFM a quando nel 1984 fonda la Scuola di Musica a Milano oggi nota come CPM Music Institute, fino alle esperienze con Battisti e De André.

«Questo libro racconta le esperienze di un bimbo che scoperto un Carillon sceglie le orecchie per orientare la sua vita – dichiara Franco Mussida – L’idea è nata d’istinto nel 2012, l’anno in cui iniziai a scrivere degli effetti della Musica sulla struttura emotiva della gente. Volevo osservare l’evoluzione di un rapporto con i suoni che fin da piccolo mi si sprigionavano dentro dicendomi che custodivo un altro pianeta. Ho sempre associato la Musica alla Natura, così per unire i nodi del filo rosso del Karma e viaggiare con l’occhio del ricordo, ho scelto come luogo un’oasi, quella di Ninfa, nella pianura Pontina. E lì, ripensare alla Musica come l’unica gioia capace di far felice la mia famiglia. Il libro si lega alla generazione che intuì il vero potere del mondo del suono: quello che unisce, che ci rende consapevoli di possedere un secondo Cuore, quello che ospita la circolazione dei desideri e delle pulsioni che spingono all’azione. Si diceva che la Musica avrebbe cambiato il mondo. La sua natura non verbale può cambiare l’uomo, eccome può cambiarlo, per questo rimango ancora di questo parere».

Alla fine degli anni Quaranta, nella periferia di Milano, un bambino gattona sul pavimento attirato da un oggetto sconosciuto. Si tratta di una scatola di legno che libera nell’aria una serie di suoni cristallini, gioiosi. Con i suoi occhi grandi, illuminati di tenera ingenuità, il bambino insegue quella sorgente di magia, sentendo esplodere nel cuore un’emozione nuova e travolgente. Non lo sa ancora, ma ha appena incontrato quella che per tutta la vita sarà la sua compagna fedele, la Musica. Molto tempo dopo, quel Bimbo ormai più che settantenne sale in macchina per un viaggio in solitaria verso l’Oasi di Ninfa, nella pianura Pontina, un luogo speciale dove scavare dentro di sé e trasformare in Musica intuizioni, immagini, frammenti di memoria. È l’inizio di un percorso spirituale sulle tracce di un ragazzo schivo che negli anni Sessanta/Settanta si trova a calcare i palcoscenici di mezzo mondo, di un compositore e chitarrista formidabile che fonda, con un gruppo di altri visionari, la PFM, pietra miliare del rock progressivo italiano. Un maestro che ha messo la propria arte al servizio dei giovani allievi della sua Scuola di Musica, il CPM Music Institute, e di migliaia di persone in comunità e istituti di pena. Un uomo mai stanco di indagare il Suono come strumento per conoscere la propria anima. Con innata schiettezza e con l’imprevedibile creatività che è il suo marchio di fabbrica, Franco Mussida con questa sua nuova opera, in maniera sincera e aperta, risale all’origine del suo amore per la Musica, quella misteriosa grammatica universale che ci permette di entrare in contatto con la poesia del mondo.

 

Franco Mussida presenterà il suo nuovo libro in una serie di incontri ed eventiil 22 marzo a MARANELLO (Modena) presso la Biblioteca Mabic (via Vittorio Veneto, 5 – inizio evento ore 17.00), il 27 marzo a BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) presso Palazzo Roberti (via J. Da Ponte, 34 – inizio evento ore 18.00), il 29 marzo CASALPUSTERLENGO (Lodi) presso la Biblioteca (Piazza Pusterla, 7 – inizio evento ore 18.00), il 4 aprile a MANTOVA presso il Ristorante Letterario Giallo Zucca (Corte dei Sogliari, 4 – inizio evento ore 20.00) e il 5 aprile a SALÒ (Brescia) presso la Biblioteca Salò (via Leonesio, 4 – inizio evento ore 17.00).

R.E.M. - reunion 2025

R.E.M. di nuovo a sorpresa sul palco per suonare “Pretty Persuasion”

Come avvenuto di recente, non è una reunion vera e propria, ma ad ogni modo il gruppo di Athens, Georgia, è apparso nuovamente in pubblico, seppur per eseguire un solo pezzo

 

I R.E.M. si sono riuniti di nuovo, ancora una volta per un solo brano, al 40 Watt Club di Athens, Georgia, loro città natale. Il locale, di proprietà dell’ex moglie del chitarrista Peter Buck, Barrie, era anche uno dei posti in cui la band si esibiva abitualmente.

Michael Stipe e soci hanno eseguito nell’occasione Pretty Persuasion, traccia contenuta nel loro secondo album Reckoning, pubblicato nel 1984. Stavolta i R.E.M. si sono esibiti insieme all’attore Michael Shannon e al musicista Jason Narducy, a loro volta impegnati in tour che rende omaggio al terzo album del gruppo, Fables Of The Reconstruction, che uscì nel 1985, ma nel corso dei loro live hanno eseguito anche altri brani della band.

Qui di seguito si può vedere l’ultima esibizione a sorpresa dei R.E.M.:

 

 

Non è la prima volta che i R.E.M. si riuniscono, seppur occasionalmente. Ne avevamo parlato qui.

 

L’ultima volta era accaduto quando si sono ritrovati insieme al batterista Bill Berry, che aveva lasciato la band nel 1997: i R.E.M. si sono infatti riuniti, seppur solo per un brano suonato in acustico, Losing My Religion. È successo al Marriott Marquis Hotel di New York quando il gruppo è stato introdotto nella Songwriters Hall Of Fame.

Michael Stipe, Peter Buck, Mike Mills e Bill Berry erano stati inoltre ospiti (non in diretta) del programma CBS Morning per un’intervista al completo dopo trent’anni dall’ultima volta e alla classica domanda sulla reunion, posta in questo caso dal conduttore Anthony Mason, la risposta di Mike Mills è stata molto semplice: “Ci vorrebbe una cometa” ha infatti dichiarato, “o una super colla” ha aggiunto Bill Berry, mentre Peter Buck ha detto: “Non saremmo più così bravi”.

Nel momento in cui sono stati introdotti nella Songwriters Hall Of Fame Michael Stipe ha dichiarato a nome del gruppo: “Scrivere canzoni e avere un catalogo di lavori di cui siamo tutti orgogliosi e che è disponibile per il resto del mondo da sempre è senza dubbio la cosa più importante. È l’aspetto più importante di ciò che abbiamo fatto. In secondo luogo, siamo riusciti a farlo per tutti questi decenni e siamo rimasti amici. E non solo amici, ma cari amici”.

I R.E.M. si erano già riuniti nel 2007 per l’ingresso nella Rock And Roll Hall Of Fame (l’anno successivo ci sarebbe stato poi l’ultimo tour senza Bill Berry alla batteria come accadeva già dal ’97 e la band si sarebbe poi sciolta ufficialmente nel 2011). Il gruppo a febbraio dell’anno scorso è salito inoltre a sorpresa sul palco del 40 Watt Club di Athens, Georgia, sua città natale. I R.E.M. si sono spesso esibiti in passato nel locale di proprietà dell’ex moglie di Peter Buck, Barrie, e nell’occasione erano ritornati alle origini per una serata tributo del loro album di debutto, Murmur, dell’attore statunitense Mike Shannon in compagnia di Jason Narducy.

David Johansen

Addio a David Johansen, frontman dei New York Dolls

Grande punto di riferimento con la band per il glam e per il punk, ebbe successo anche nei panni di Buster Poindexter

 

Ci ha lasciato lo scorso 28 febbraio all’età di 75 anni David Johansen “per cause naturali dopo quasi un decennio di malattia”. Era stato il frontman dei New York Dolls ed era l’ultimo membro superstite della formazione originale.

Johansen aveva rivelato, nel corso del febbraio appena trascorso, di essere affetto da un tumore al cervello al quarto stadio ed era stato costretto a rimanere a letto per una frattura alla schiena.

 

Dal 1971 al 1977 è stato il cantante dei New York Dolls, band formata insieme a Johnny Thunders e Sylvain Sylvain alle chitarre, Arthur “Killer” Kane al basso e Billy Murcia alla batteria. Il gruppo, vero punto di riferimento per il glam e per il punk, pubblica due album, New York Dolls nel 1973 e Too Much Too Soon nel 1974. È soprattutto il primo disco a contenere i brani più famosi della band come Personality Crisis, Looking For A Kiss o Jet Boy, dove la firma di Johansen è determinante. Il gruppo si sarebbe poi riunito nel 2004, prima di un nuovo scioglimento nel 2011, e avrebbe pubblicato altri tre album (considerando solo quelli in studio).

 

 

Quando l’avventura dei New York Dolls è giunta al termine, il frontman del gruppo ha tentato nuove strade come solista, compresa quella con l’alter ego Buster Poindexter, che nel 1987 ottenne grande successo con Hot Hot Hot.

 

 

Johansen è stato anche attore in film e serie tv tra gli anni Ottanta e Duemila. A lui è dedicato il documentario diretto da Martin Scorsese e David Tedeschi, uscito nel 2022, Personality Crisis: One Night Only, lavoro in cui viene raccontata la sua vita e la sua carriera e nel quale si possono vedere le riprese di un suo concerto di due anni prima al Café Carlyle di New York, un intimo locale dell’Upper East Side di Manhattan.

 

So long, David…

Davide Van De Sfroos - A cuore aperto - Jam TV

Davide Van De Sfroos, “Van De Best” e…

Il cantautore si racconta con noi “A cuore aperto” per l’uscita dell’album coi suoi grandi successi da solista pubblicati dal 1999 al 2015 e reincisi per l’occasione

 

Davide Van De Sfroos ha celebrato 25 anni di carriera solista con Van De Best. All’interno del lavoro sono presenti 49 grandi successi pubblicati dal 1999 al 2015, che sono stati reincisi per l’occasione, come Yanez, Il duello, Pulenta e galena fregia e tanti altri.

Van De Sfroos si racconta con noi “A cuore aperto”, e si sofferma su Monza, città in cui è nato e in cui ha vissuto nei primissimi anni, e Como, città in cui è cresciuto. Poi è arrivata la passione per la musica, grazie alle riviste specializzate e a un certo punto si è reso conto che col dialetto laghée, unito alla sua passione per il rock e simili, si sarebbe potuto esprimere al meglio e avrebbe potuto creare un suo repertorio, come è poi effettivamente avvenuto, dopo le esperienze in alcuni gruppi, tra cui i Neuköln, band del liceo che prendeva il suo nome da un brano dell’album “Heroes” di David Bowie, e i Potage, gruppo fondamentale per la sua iniziazione post punk.

Van De Best è stato celebrato da Davide Van De Sfroos anche con un concerto all’Unipol Forum di Assago (Milano) lo scorso 23 novembre.

Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII

Pink Floyd, dal 24 al 30 aprile “Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII” al cinema in versione restaurata

Per la prima volta nei cinema e negli IMAX nella nuova versione in 4K e Dolby Atmos l’iconico film concerto del 1972

Dal 24 al 30 aprile Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII, l’epocale film concerto del 1972 diretto da Adrian Maben, torna nei cinema.

In Italia la distribuzione nelle sale è un’esclusiva Nexo Studios e le prevendite apriranno a partire dal 5 marzo.

Trafalgar Releasing e Sony Music Vision distribuiranno il film concerto in cinema selezionati e IMAX a livello internazionale.

Il 2 maggio uscirà per la prima volta come album live completo Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII (Legacy Recording / Sony Music). Nel tempo, infatti, sono uscite varie registrazioni e pillole dell’iconico concerto, ma mai una versione completa ufficiale e mai in Dolby Atmos e vinile. Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII sarà disponibile in versione rimasterizzata su CD, Audio Digitale, in Dolby Atmos e in vinile.

 

Rimasterizzato digitalmente in 4K dalla pellicola originale in 35 mm, con audio restaurato e mixato da Steven Wilson, il film Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII arriva sul grande schermo proponendo la versione definitiva di questo pioneristico capolavoro. Per dare un primo sguardo ai filmati e all’audio appena restaurati, è possibile vedere al seguente link il video della performance di Echoes a Pompei:

 

Il film documenta ciò che i Pink Floyd facevano prima di diventare dei giganti delle classifiche su entrambe le sponde dell’Atlantico, dove la loro musica è tuttora celebrata. Ambientato tra le rovine dell’antico anfiteatro romano di Pompei, questo film unico e coinvolgente riprende i Pink Floyd mentre eseguono un concerto intimo e senza pubblico. Girato nell’ottobre del 1971, Pink Floyd At Pompeii è stato il primo concerto dal vivo tenutosi a Pompei e contiene i brani fondamentali Echoes, A Saucerful of Secrets e One of These Days. Le immagini dell’anfiteatro, catturate sia di giorno sia di notte, amplificano la magia della performance. Il film include inoltre rari filmati dietro le quinte dell’inizio della lavorazione di The Dark Side of the Moon negli Abbey Road Studios.

Nick Mason ha dichiarato: «Pink Floyd: Live At Pompeii è un documento raro e unico della band che si esibisce dal vivo nel periodo precedente a The Dark Side Of The Moon».

Il film è stato meticolosamente restaurato, fotogramma per fotogramma, a partire dal negativo originale da 35 mm, scoperto in cinque barattoli etichettati in modo dubbio negli archivi dei Pink Floyd. Questa svolta epocale ha portato alla luce la stessa pellicola che è passata attraverso le cineprese durante quei giorni afosi tra le rovine di Pompei, più di 50 anni fa. Guidato da Lana Topham, direttore del restauro dei Pink Floyd, il team aveva il compito di preservare l’integrità e la bellezza dell’immagine originale. Il film è stato scansionato in 4K utilizzando tecniche avanzate per garantire la massima nitidezza dei dettagli. I colori sono stati esaltati e ogni fotogramma è stato meticolosamente rivisto e riparato, mantenendo un aspetto naturale e vivido con aggiustamenti minimi della grana.

 

«Dal 1994 ho cercato le sfuggenti riprese originali di Pink Floyd At Pompeii, quindi il recente ritrovamento del negativo originale da 35 mm del 1972 è stato un momento molto speciale – ha affermato Lana Topham, Direttore del restauro dei Pink Floyd. – La nuova versione restaurata presenta il primo montaggio completo di 90 minuti, combinando il montaggio sorgente di 60 minuti della performance con i segmenti aggiuntivi del documentario degli Abbey Road Studios di poco successivo».

Il film presenta anche una qualità audio straordinaria, con un nuovo missaggio per le sale di Steven Wilson in 5.1 e Dolby Atmos che esalta la profondità e la chiarezza del film, preservando l’autenticità e lo spirito della versione originale del 1972. L’obiettivo di Wilson era quello di rimanere fedele a come la band avrebbe suonato in quei giorni di caldo torrido del 1971.

 

«Da quando mio padre mi ha fatto il lavaggio del cervello suonando The Dark Side of the Moon a ripetizione, i Pink Floyd sono stati il mio gruppo preferito. Sono i miei “Beatles”, profondamente radicati nel mio DNA musicale – ha dichiarato Steven Wilson. – Ho visto per la prima volta Pompei da una copia sgranata in un cinema locale. Mi ha fatto un’impressione incredibile, con la sua musica rock libera ed esplorativa fatta da quattro musicisti che sembravano incarnare la nozione di intellettuale “cool”. È stato un onore remixare la colonna sonora per accompagnare l’incredibile restauro del film di Lana Topham, che sembra essere stato girato ieri».

I biglietti per l’evento cinematografico saranno in vendita da mercoledì 5 marzo su www.pinkfloyd.film, dove sono disponibili tutti i dettagli dell’evento.

Il remix 2025 di Steven Wilson sarà disponibile su CD/LP/Blu-Ray/DVD/Audio Digitale/Dolby Atmos.

Album Tracklisting

 

Side A

1. Pompeii Intro

2. Echoes – Part 1

3. Careful With That Axe, Eugene

 

Side B

1. A Saucerful of Secrets

2. Set the Controls for the Heart of the Sun

 

Side C

1. One of These Days

2. Mademoiselle Nobs

2. Echoes – Part 2

 

Side D

1. Careful With that Axe, Eugene – Alternate take

2. A Saucerful of Secrets – Unedited

Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII è il primo grande progetto di Sony Music dedicato ai Pink Floyd, da quando ha acquisito il catalogo. Per Sony Music, sono già disponibili i seguenti album dei Pink Floyd: Animals, Animals (2018 Remix), The Dark Side Of The Moon (50th Anniversary Remaster), The Wall e Wish You Were Here.

paul mccartney - 50 anni saturday night live

Paul McCartney, live con alcuni brani dei Beatles di “Abbey Road” in chiusura dello speciale per i 50 anni del Saturday Night Live

Una grande conclusione dello show con Golden Slumbers, Carry That Weight e The End

 

Una grande conclusione per la puntata speciale del 50° anniversario del Saturday Night Live andata in onda lo scorso 16 febbraio con Paul McCartney che si è esibito con Golden Slumbers, Carry That Weight e The End dei Beatles dal mitico Abbey Road.

Sir Paul è stato ospite dello storico show televisivo statunitense per suonare altre quattro volte nel 1980, nel 1993 e nel 2010 e nel 2012.

Qui si può rivedere la sua performance più recente:

 

 

Paul McCartney è molto legato al programma e nel 1976 “ha rischiato” di andarci per una “reunion” con John Lennon, quando entrambi erano dinanzi alla tv a vedere proprio il Saturday Night Live e ricevettero la proposta in diretta: i due avevano inizialmente accettato mentre erano chiusi tra le quattro mura del Dakota Building dove Lennon viveva insieme a Yoko Ono e al piccolo Sean, ma poi non se la sentirono di presentarsi realmente in trasmissione, decidendo così di non partecipare.

 

Nell’ambito dello speciale c’è stata poi una nuova reunion, dopo quella dello scorso 30 gennaio al FireAid, per i Nirvana, stavolta con Post Malone come frontman, per interpretare Smells Like Teen Spirit.

È noto l’apprezzamento di Post Malone per la band che era capitanata dal compianto Kurt Cobain: già infatti nell’aprile del 2020, durante la pandemia da Covid-19, registrò un concerto in streaming per beneficenza e il live sarà disponibile il prossimo 12 aprile per il Record Store Day 2025 in una tiratura limitata di 17.000 copie in tutto il mondo.

 

Tornando infine allo show per i 50 anni del Saturday Night Live, l’apertura è stata affidata a Sabrina Carpenter e Paul Simon con Homeward Bound, brano che quest’ultimo aveva eseguito nel 1976 all’interno del programma insieme a George Harrison:

 

 

Paul Simon ha poi fatto sapere attraverso i suoi canali social che tornerà in tour dopo l’addio del 2018. Il singer-songwriter aveva deciso di abbandonare le scene dopo aver perso la maggior parte dell’udito dell’orecchio sinistro, ma ora è pronto per il Quiet Celebration Tour che inizierà il 4 aprile a New Orleans e si concluderà il 3 agosto a Seattle.

 

 

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