Talking Heads, “Psycho Killer” per la prima volta ha un videoclip ufficiale
Il video di Psycho Killer dei Talking Heads è uscito nel giorno del 50° anniversario del primo live della band
Qualche giorno fa, sul profilo Instagram ufficiale dei Talking Heads era apparso un post enigmatico che annunciava un appuntamento per giovedì 5 giugno, ma non sarà, almeno per ora, una reunion dal vivo di David Byrne e soci, nonostante le ovvie speranze manifestate nei commenti dai fan. La notizia o la sorpresa è infatti un’altra: per la prima volta è stato pubblicato un videoclip ufficiale di Psycho Killer. Il video, diretto da Mike Mills e interpretato dall’attrice premio Oscar Saoirse Ronan, è stato molto apprezzato dai Talking Heads. Il gruppo, in una nota pubblicata sui social, ha dichiarato: “Questo video rende la canzone ancora migliore: amiamo ciò che questo video non è: non è letterale, inquietante, sanguinoso, fisicamente violento né ovvio”.
Saoirse Ronan interpreta una donna qualunque, intrappolata nella routine d’ufficio e in un crescente disagio emotivo. Nel video attraversa stati d’animo contrastanti: apatia, rabbia, euforia, sconforto. Crolla sul lavoro, balla da sola in cucina, passa notti insonni e nessuno intorno a lei sembra accorgersene. Qui di seguito si può vedere il video ufficiale di Psycho Killer:
La pubblicazione di questo videoclip coincide con un anniversario significativo, quello dei cinquant’anni dal primo live dei Talking Heads: il 5 giugno 1975 la band si esibiva infatti per la prima volta dal vivo, aprendo un concerto dei Ramones al celebre CBGB di New York. Psycho Killer uscì due anni dopo e faceva parte dell’album d’esordio del gruppo Talking Heads: 77.
Roger Waters al cinema con “This Is Not a Drill – Live from Prague The Movie”
Il film concerto sarà nelle sale dal 23 al 30 luglio. In uscita anche l’album live il 1° agosto in CD, vinile, digitale e Blu-Ray
Dal 23 al 30 luglio sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane This Is Not a Drill – Live from Prague The Movie, film concerto di Roger Waters, membro fondatore e principale autore dei Pink Floyd. La distribuzione italiana è curata in esclusiva da Nexo Studios.
La pellicola, distribuita a livello internazionale da Trafalgar Releasing e Sony Music Vision, è stata registrata durante il concerto alla O2 Arena di Praga il 25 maggio 2023. La regia è affidata a Sean Evans, collaboratore di lunga data di Roger Waters.
I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire dalle ore 15.00 del 12 giugno sul sito www.rogerwaters.film, dove sarà possibile consultare anche l’elenco completo delle sale aderenti.
Il film documenta il tour presentato dallo stesso Waters come il suo “primo vero tour d’addio”, con uno spettacolo che propone 20 brani tratti dal repertorio dei Pink Floyd e da quello solista, tra cui Us & Them, Comfortably Numb, Wish You Were Here, Is This The Life We Really Want? e il nuovo inedito The Bar.
L’uscita cinematografica sarà seguita, il 1° agosto, dalla pubblicazione dell’album live omonimo per Legacy Recordings / Sony Music. Sarà disponibile in diverse edizioni: box 4 LP, doppio CD, DVD, Blu-Ray e formato digitale.
È disponibile su YouTube una clip della performance di Wish You Were Here:
Il film è girato in 8K e propone una nuova versione rimasterizzata dell’audio. Sul palco con Waters si esibiscono Jonathan Wilson, Dave Kilminster, Jon Carin, Gus Seyffert, Joey Waronker, Robert Walter, Shanay Johnson, Amanda Belair e Seamus Blake.
In Italia, l’evento è realizzato in collaborazione con Virgin Radio, MYmovies e D’Alessandro e Galli.
06/06/2025
Cristiano Godano – “Stammi accanto”, i Marlene Kuntz e…
Cristiano Godano si racconta con noi “A cuore aperto” e non poteva non cominciare parlando del suo nuovo album solista Stammi accanto
Stammi accanto è il secondo album solista di Cristiano Godano. Il frontman dei Marlene Kuntz si racconta con noi “A cuore aperto” e nell’occasione si è soffermato soprattutto su questo nuovo lavoro, prodotto insieme a Luca Rossi(Üstmamò ecc.) e uscito a cinque anni di distanza da Mi ero perso il cuore.
Godano sta presentando dal vivo Stammi accanto insieme ai Guano Padano, la super band composta dal chitarrista Alessandro “Asso” Stefana (Vinicio Capossela, PJ Harvey,Mike Patton, Micah P. Hinson, Calexico), dal bassista e contrabbassista Danilo Gallo (cofondatore del collettivo indipendente El Gallo Rojo Records) e dal batterista Zeno De Rossi (batterista dell’anno Musica Jazz 2011). Il frontman dei Marlene Kuntz ha infatti stretto un legame importante con Alessandro “Asso” Stefana, facendo con lui Journey Through the Past, una serie di concerti per rendere omaggio a Neil Young, idolo di cui Cristiano Godano parla anche nel corso di questa lunga chiacchierata.
Ci sono anche aneddoti divertenti su altri punti di riferimento dell’artista, come i Sonic Youth, “raggiunti a casa loro” a New York grazie a un’indicazione letta tramite una cartina all’interno della versione bootleg di Walls Have Ears, e su Nick Cave, che successivamente ha aiutato i Marlene Kuntz, correggendo alcuni testi poi cantati anche in inglese dallo stesso Cristiano.
Si parla infine di emergenza climatica e quindi del reading musicale Canto d’Acqua, spettacolo che Godano fa nei teatri conTelmo Pievani (filosofo della biologia, evoluzionista) e dei trent’anni di Catartica, primo album dei Marlene Kuntz ricordato l’anno scorso con tanto di tour celebrativo.
01/06/2025
Addio a Rick Derringer
Scomparso il chitarrista e produttore che ha lavorato tra gli altri con Steely Dan, Cyndi Lauper e “Weird Al” Yankovic
Rick Derringer, chitarrista, produttore e autore attivo per oltre sessant’anni nella scena rock statunitense, è morto lo scorso 26 maggio all’età di 77 anni. La notizia è stata confermata dalla moglie Jenda e dall’amico Tony Wilson. Tra i primi a ricordarlo pubblicamente anche “Weird Al” Yankovic, con cui aveva lavorato a lungo negli anni Ottanta.
Derringer aveva iniziato la sua carriera da adolescente con i McCoys, gruppo che nel 1965 raggiunse il primo posto in classifica con Hang on Sloopy. Il brano, diventato particolarmente popolare in Ohio, è tuttora legato alla cultura sportiva e musicale dello Stato.
Nel 1973 pubblicò il suo primo album solista, All American Boy, contenente Rock and Roll, Hoochie Koo, uno dei suoi pezzi più noti, entrato nella Top 40 americana. In seguito, Rick Derringer proseguì con progetti a suo nome e con il gruppo Derringer, restando attivo sia in studio che dal vivo.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Johnny e Edgar Winter, Todd Rundgren, Alice Cooper, Steely Dan, Meat Loaf, Barbra Streisand e Cyndi Lauper. Ha partecipato alla produzione e all’esecuzione di brani come Show Biz Kids e Chain Lightning degli Steely Dan, oltre a suonare in diversi album da solista di altri artisti.
Negli anni Ottanta ha lavorato con il produttore Jim Steinman in alcuni brani di grande successo radiofonico, come Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler e Making Love Out of Nothing at All degli Air Supply. Ha anche composto Real American, la musica di entrata del wrestler Hulk Hogan.
Derringer ha continuato a esibirsi e registrare anche nei decenni successivi, partecipando a tour con Ringo Starr e Peter Frampton. In studio ha spesso collaborato con la moglie Jenda, spaziando tra vari generi musicali, dal blues alla musica cristiana.
So long, Rick…
24/05/2025
Dire Straits, “Brothers In Arms” (40th Anniversary Edition)
Edizione celebrativa per il penultimo album dei Dire Straits con un concerto integrale inedito registrato al Municipal Auditorium di San Antonio tratto dal Live In 85 Tour
Era il 13 maggio 1985 quando usciva Brothers In Arms, quinto album dei Dire Straits che ha venduto oltre 30 milioni di copie. Era il penultimo lavoro della band capitanata da Mark Knopfler, che intraprese poi una carriera solista dopo aver pubblicato On Every Street del 1991 e la successiva tournée.
Lo scorso 16 maggio è uscita un’edizione speciale di Brothers In Arms per i 40 anni dalla pubblicazione. La versione in vinile è identica all’originale e quindi le tracce So Far Away, Money For Nothing, Your Latest Trick e Why Worry sono state editate per adattarsi al formato vinilico.
Le versioni Deluxe dei Box 5LP e Box 3CD includono le tracce dell’album nella loro interezza oltre ad un concerto integrale inedito registrato al Municipal Auditorium della band: lo show di San Antonio tratto dal Live In 85 Tour. Oltre due milioni e mezzo di persone parteciparono a quella immensa tournée, che toccò 117 città per un totale di 248 spettacoli, incluso il Live Aid di Londra.
Le confezioni delle versioni Deluxe includono un libretto con nuove note di copertina di Paul Sexton, frutto delle sue nuove interviste a Mark Knopfler, John Illsley e Guy Fletcher, oltre ad esclusive art cards.
DIRE STRAITS – BROTHERS IN ARMS (40th ANNIVERSARY EDITION)
TRACK LISTING
1LP
1. So Far Away
2. Money For Nothing
3. Walk Of Life
4. Your Latest Trick
5. Why Worry
6. Ride Across The River
7. The Man’s Too Strong
8. One World
9. Brothers In Arms
5LP e 3CD Deluxe Edition Boxset:
1. So Far Away
2. Money For Nothing
3. Walk Of Life
4. Your Latest Trick
5. Why Worry
6. Ride Across The River
7. The Man’s Too Strong
8. One World
9. Brothers In Arms
10. Ride Across The River (San Antonio Live In 85)
11. Expresso Love (San Antonio Live In 85)
12. One World (San Antonio Live In 85)
13. Romeo And Juliet (San Antonio Live In 85)
14. Private Investigations (San Antonio Live In 85)
15. Sultans Of Swing (San Antonio Live In 85)
16. Why Worry? (San Antonio Live In 85)
17. Walk Of Life (San Antonio Live In 85)
18. Two Young Lovers (San Antonio Live In 85)
19. Money For Nothing (San Antonio Live In 85)
20. Wild West End (San Antonio Live In 85)
21. Tunnel Of Love (San Antonio Live In 85)
22. Brothers In Arms (San Antonio Live In 85)
23. Solid Rock (San Antonio Live In 85)
24. Going Home (San Antonio Live In 85)
19/05/2025
Bob Dylan, Chronicles Volume Two
Il secondo capitolo dell’autobiografia di Bob Dylan, Chronicles Volume Two, potrebbe essere in lavorazione e uscire entro il 2030
È notizia di questi giorni che Sean Penn, dopo aver prestato la sua voce per l’audiobook del primo volume di Chronicles (Simon & Schuster), l’autobiografia di Bob Dylan – interpretazione che gli è valsa una nomination ai Grammy – è stato coinvolto nella registrazione del secondo capitolo, Chronicles Volume Two, di quella che inizialmente era stata annunciata come una potenziale trilogia (ne abbiamo parlato anche qui in Music is Love). Se ne parla già dal 2012, quando a Bob Dylan era capitato di tirare fuori l’argomento raccontando che aveva concluso di scrivere la parte relativa a The Freewheelin’ Bob Dylan e quella su Another Side of Bob Dylan. Tuttavia, almeno per il momento, pare che l’uscita di questo secondo capitolo della “saga Dylan” sia stata calendarizzata addirittura per il 2030. Non è difficile immaginare come un progetto del genere possa prendere molto tempo al cantautore premio Nobel che già nel 2012 aveva ammesso che il problema non fosse tanto scrivere il secondo libro quanto rileggerlo, dunque il tempo necessario a revisionare tutto.
Sean Penn, in questi giorni a Cannes per la premiere di Bono: Stories of Surrender, documentario dedicato al frontman degli U2, ha dato la notizia nell’ambito del podcast condotto da Louis Theroux di cui è stato ospite: tra i vari argomenti trattati nell’arco di un’ora e mezza circa i due hanno parlato di A Complete Unkown e di Timothée Chalamet nei panni del cantautore di Duluth, anche se Penn ha ammesso di non aver ancora visto il film. Rimanendo in argomento, il conduttore ha fatto quindi riferimento all’esperienza, ormai di parecchi anni fa, di dare voce al primo racconto biografico di Bob Dylan scoprendo così il coinvolgimento dell’attore nel nuovo progetto di Chronicles.
Chronicles Volume One era uscito nel 2004 e come molte cose fatte nel corso della sua carriera aveva lasciato i lettori di Dylan piuttosto storditi; d’altra parte, lo sappiamo, è una sua peculiarità quella di disattendere le aspettative dei suoi fan.
Dylan sembra essere nato per rivoluzionare il canone: quando nel 1965 tutto il pubblico del Newport Folk Festival si aspetta i suoi pezzi chitarra acustica e voce che l’hanno portato al successo e gli hanno riservato un posto di rilievo nel panorama musicale del momento, del folk revival, della cosiddetta canzone di protesta, Dylan sorprende tutti imbracciando la chitarra elettrica e dando una svolta epocale alla sua storia e alla musica americana.
Fa una cosa simile scrivendo la sua autobiografia, che tutto è tranne che un diario che segue in modo cronologico gli avvenimenti che scandiscono la sua carriera. Periodi lunghi, digressivi, quasi ipnotici, ricchi di immagini, analogie e riferimenti culturali (da Shakespeare a Balzac, da Picasso ai cantautori dimenticati degli anni ’30), il tutto condito da un linguaggio che mescola slang e lirismo. Addirittura Dylan salta totalmente alcuni passaggi fondamentali del suo percorso come lo stesso aneddoto di Newport, spiazzando tutti anche perché concentrato su un tempo davvero ridotto, ovvero l’arrivo a New York e la pubblicazione del primo disco, focalizzandosi dunque sul periodo antecedente il successo e tralasciando quello che è accaduto dopo. In più ci sono diversi capitoli che approfondiscono due album, sicuramente non tra i più blasonati di Dylan, che sono New Morning (1970) e Oh Mercy (1989).
Inoltre il libro, nonostante sia stato molto apprezzato dalla critica, aveva da subito fatto storcere il naso a qualche biografo di Dylan, come l’inglese Clinton Heylin, che aveva ammesso di aver riscontrato molte bugie nel racconto: “Ho preso alcune cose che le persone pensano siano vere e ci ho costruito intorno una storia”, si era limitato a replicare Dylan.
La settimana scorsa si è esibito a Phoenix nell’ambito del Outlaw Music Festival che festeggia il suo decimo anno, la carovana diretta da Willie Nelson e che ha visto coinvolte negli anni grandi star come Bonnie Raitt, Brandi Carlile, Chris Stapleton, Neil Young, John Fogerty, John Mellencamp. Dylan, in chiusura del suo set, ha regalato al pubblico la sua versione di A Rainy Night in Soho dei Pogues. In un modo o nell’altro sa sempre come far parlare di sé, Bob Dylan, e se si entra di diritto nella storia quando si ha ancora la fortuna di camminare a passo lieve su questa Terra, è fuori discussione che ci si trovi di fronte a una leggenda.
10/05/2025
Pearl Jam con Peter Frampton – “Black” (Live)
Dal live di qualche giorno fa con l’artista britannico ora 75enne al concerto del Pinkpop Festival del 1992 ora disponibile in versione integrale su YouTube
Secondo concerto alla Bridgestone Arena di Nashville, Tennessee, lo scorso 8 maggio per i Pearl Jam nell’ambito del Dark Matter Tour 2025 al quale a un certo punto ha preso parte anche Peter Frampton.
La band ammira da sempre l’artista britannico, ora 75enne, e il suo leggendario Frampton Comes Alive! è uno dei motivi per cui i Pearl Jam amano gli album live e hanno deciso di pubblicare spesso i propri bootleg ufficiali.
Insieme hanno suonato Black, uno dei brani dell’album d’esordio dei Pearl Jam, Ten, su cui Vedder ha poi inserito alcuni versi di Do You Feel Like We Do dello stesso Frampton:
Sempre a proposito di Pearl Jam e di live, il canale YouTube ufficiale del Pinkpop Festival ha pubblicato il concerto integrale del 1992. Finora infatti il live si era visto sempre in versioni incomplete. Come si legge nella descrizione del video, in una parte tratta da Liveon4legs.com: “I Pearl Jam hanno partecipato al Pinkpop Festival solo quattro volte, ma il fatto che abbiano scelto, in queste rare occasioni, di immergersi davvero nella storia dice tutto. Dal momento in cui un giovane Eddie Vedder salì sul palco con la sua fotocamera Polaroid nel 1992, il Pinkpop divenne qualcosa di più di un semplice evento musicale in Olanda durante il weekend della Pentecoste — divenne una duratura incarnazione del picco di popolarità dei Pearl Jam”.
Il gruppo sarebbe poi tornato sullo stesso palco di Landgraaf nel 2000, nel 2018 e nel 2022, ma questa è la prima esibizione del 1992:
04/05/2025
Neil Young contro Elon Musk
Neil Young si scaglia contro Elon Musk nel suo nuovo brano che anticipa l’album di inediti in uscita a giugno, Talkin To The Trees
Il prossimo 13 giugno uscirà Talkin To The Trees, nuovo album di Neil Young. Il lavoro sarà il primo con la sua nuova band, i Chrome Hearts.
Da sempre impegnato su tematiche relative all’ambiente e all’ecologia, Neil Young si scaglia duramente contro Elon Musk, per la sua vicinanza politica all’attuale Presidente americano Donald Trump, e quindi contro la sua Tesla, nel suo nuovo brano che farà parte del nuovo album, Lets Roll Again, di fatto un riadattamento di This Land Is Your Land di Woody Guthrie, in quanto la melodia è la stessa, ma il testo è nuovo.
Come dice nel testo: “If you’re a fascist, then get a Tesla, if it’s electric, it doesn’t matter” (“Se sei un fascista, allora prendi una Tesla, se è elettrica, non importa”). Nella parte successiva Neil Young afferma anche: “If you’re a Democrat, taste your freedom, Get whatever you want, taste your freedom” (“Se sei un democratico, assapora la tua libertà, Prendi ciò che vuoi, assapora la tua libertà”.
Qui di seguito si può ascoltare Lets Roll Again:
Come si diceva all’inizio, Talkin To The Trees è stato registrato da Neil Young insieme ai Chrome Hearts, che sono: Spooner Oldham (organo Farfisa), Micah Nelson (chitarra e voce), Corey McCormick (basso e voce) e Anthony LoGerfo (batteria). I brani saranno in tutto dieci e il lavoro è prodotto da Lou Adler, John Hanlon e dallo stesso Young.
26/04/2025
Samantha Fish, il nuovo album è “Paper Doll”
Un nuovo lavoro che esce a due anni di distanza da Death Wish Blues, album realizzato con Jesse Dayton
Si intitola Paper Doll (Rounder Records) il nuovo album di Samantha Fish. Prodotto dalla leggenda del garage-rock di Detroit Bobby Harlow (The Go), con l’aiuto di un’altra icona di Detroit, Mick Collins (The Gories), in un brano, il lavoro della musicista originaria di Kansas City e residente a New Orleans esce a due anni di distanza da Death Wish Blues, disco realizzato con Jesse Dayton che ha raggiunto il primo posto nella Billboard Blues Chart, le ha permesso di ottenere una nomination ai Grammy e le ha consentito di essere invitare ad aprire concerti di Rolling Stones, Jon Spencer, Slash e non solo.
“Mi ci sono voluti anni per trovare davvero la mia voce in studio,” ammette Samantha Fish a proposito di Paper Doll. “Ma con questo disco, ho messo tutto quello che avevo sul tavolo, senza riserve.” Il tema della sfida senza compromessi attraversa tutto l’album, mentre Fish esplora nuove profondità di vulnerabilità e auto-espressione, affrontando temi come l’amore, la perdita e la crescita personale.
Registrato ad Austin presso The Orb e a Los Angeles nei Savannah Studios, questa raccolta di nove brani è stata incisa durante un estenuante periodo di tour, riuscendo a catturare l’energia selvaggia delle sue esibizioni dal vivo. “Non avevo mai registrato un disco in tour, in questo modo,” rivela Fish. “Anche se è stato intenso, è stato bello mantenere lo slancio del live. Ci ha aiutato a creare un album che ha un vero battito vitale, pulsante.” Il disco vede la partecipazione dei suoi compagni di tournée: Ron Johnson (basso), Jamie Douglass (batteria) e Mickey Finn (tastiere).
Randy Newman all'”Everybody’s Live with John Mulaney”
L’81enne singer-songwriter è stato tra i protagonisti dell’ultima puntata dello show di Netflix e ha interpretato I Think It’s Going To Rain Today e Political Science
In una puntata di Everybody’s Live with John Mulaney su Netflix che aveva come tema l’altezza degli uomini, è stato ospite anche Randy Newman, autore del brano più famoso sul tema, Short People. Tuttavia il singer-songwriter non ha cantato né questa sua famosa canzone, né I Love LA, brano tornato in auge dopo gli incendi che hanno colpito di recente la città di Los Angeles.
Randy Newman, 81 anni compiuti lo scorso 28 novembre, è infatti tornato ospite in uno show dopo alcuni anni e nell’occasione ha eseguito due pezzi da solo, pianoforte e voce. La prima delle due canzoni suonate dal vivo è stata I Think It’s Going To Rain Today, un classico contenuto nel suo album di debutto del 1968:
Randy Newman ha poi cantato Political Science, brano del 1972 tornato più che mai attuale per il suo testo ironico, in cui si afferma che sostanzialmente nessuno ami l’America e allora, per tutta risposta, meglio bombardare il resto del mondo (They don’t respect us-so let’s surprise them/We’ll drop the big one and pulverize them):
11/04/2025
Pink Floyd, online “One Of These Days” da “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII”
Dal 24 al 30 aprile al cinema in versione restaurata il concerto che si trasformò in un film leggendario
Nel 1971, iPink Floyd — ormai lanciati verso la fama mondiale — furono la prima band a esibirsi a Pompei.Quel concerto si trasformò in un film leggendario uscito l’anno seguente e in un disco live diventato cult, due opere imprescindibili che oggi tornano a far sognare: Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII!
Dal24 al 30 aprile sarà nei cinemal’epocale film concerto del 1972 diretto da Adrian Maben.
In Italia la distribuzione nelle sale è un’esclusivaNexoStudios (nexostudios.it).
TrafalgarReleasing e SonyMusicVision distribuiranno il film concerto in cinema selezionati e IMAX a livello internazionale.
Da oggi, venerdì 11 aprile, è online il video della performance di One Of These Days:
Pink Floyd at Pompeii precede l’uscita di The Dark Side Of The Moon.
Il film – rimasterizzato digitalmente in 4K dal girato originale in pellicola 35mm, con audio migliorato e remixato da Steven Wilson – documenta cosa facevano i Pink Floyd prima di diventare giganti delle classifiche su entrambe le sponde dell’Atlantico, dove la loro musica continua a essere celebrata ancora oggi.
Ambientato tra le suggestive rovine dell’antico anfiteatro romano di Pompei, questo film unico e immersivo cattura i Pink Floyd in un concerto intimo, senza pubblico. Girato nell’ottobre del 1971, è stato il primo concerto live mai realizzato a Pompei, e include brani fondamentali come Echoes, A Saucerful of Secrets e One of These Days. Le spettacolari riprese dell’anfiteatro, sia di giorno che di notte, amplificano la magia dell’esibizione. Il film include anche rare immagini dietro le quinte della band al lavoro su The Dark Side of the Moon presso gli Abbey Road Studios.
Nick Mason dichiara: «Pink Floyd: Live At Pompeii è un documento raro e unico della band dal vivo nel periodo precedente a The Dark Side Of The Moon».
Il film è stato restaurato meticolosamente, fotogramma per fotogramma, partendo dal negativo originale in 35mm – ritrovato in cinque bobine etichettate in modo vago negli archivi stessi dei Pink Floyd. Questa straordinaria scoperta ha riportato alla luce la pellicola originale girata durante quelle torride giornate tra le rovine di Pompei oltre 50 anni fa.
Guidato da Lana Topham, Direttrice del Restauro per i Pink Floyd, il team ha avuto come missione quella di preservare l’integrità e la bellezza dell’immagine originale. Il film è stato scansionato in 4K utilizzando tecniche all’avanguardia per garantire il massimo dettaglio. I colori sono stati migliorati e ogni fotogramma è stato rivisto e riparato con cura, mantenendo un aspetto naturale e vivido con minime regolazioni della grana.
«Dal 1994 ho cercato le sfuggenti riprese originali di Pink Floyd at Pompeii, quindi il recente ritrovamento del negativo originale in 35mm del 1972 è stato un momento molto speciale – afferma Lana Topham – La nuova versione restaurata presenta il primo montaggio completo di 90 minuti, combinando i 60 minuti della performance con i segmenti documentaristici agli Abbey Road Studios filmati poco dopo».
Il film presenta anche una qualità sonora eccezionale, con un nuovo mix teatrale e per l’intrattenimento domestico in 5.1 e Dolby Atmos realizzato da Steven Wilson, che ne esalta la profondità e la chiarezza, mantenendo l’autenticità e lo spirito dell’originale del 1972. L’obiettivo di Wilson era rimanere fedele al suono della band durante quelle torride giornate del 1971.
«Da quando mio padre mi ha fatto il lavaggio del cervello da bambino facendomi ascoltare The Dark Side of the Moon in loop, i Pink Floyd sono diventati la mia band preferita – ha dichiarato Steven Wilson – Sono i miei “Beatles”, parte integrante del mio DNA musicale. La prima volta che vidi “Pompeii” fu da una copia sgranata in un cinema locale. Rimasi colpito dall’energia libera e dalla musica esplorativa di quattro musicisti che incarnavano la nozione di “cool intellettuale”. È stato un onore remixare la colonna sonora per accompagnare il magnifico restauro di Lana Topham: sembra che il film sia stato girato ieri»
Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII è ilprimo grande progetto di Sony Music dedicato ai Pink Floyd, da quando ha acquisito il catalogo. Per Sony Music, sono già disponibili i seguenti album dei Pink Floyd: Animals, Animals (2018 Remix), The Dark Side Of The Moon (50th Anniversary Remaster), The Wall e Wish You Were Here.
Ilremix 2025 di Steven Wilson sarà disponibile su CD/LP/Blu-Ray/DVD/Audio Digitale/Dolby Atmos.
Di seguito la tracklist della versione vinile diPink Floyd at Pompeii – MCMLXXII:
Side A
1. Pompeii Intro
2. Echoes – Part 1
3. Careful With That Axe, Eugene
Side B
1. A Saucerful of Secrets
2. Set the Controls for the Heart of the Sun
Side C
1. One of These Days
2. Mademoiselle Nobs
2. Echoes – Part 2
Side D
1. Careful With that Axe, Eugene – Alternate take
2. A Saucerful of Secrets – Unedited
Oltre 60 negozi di dischi in tutta Italia celebreranno l’universo sonoro e visivo dei Pink Floyd con due appuntamenti imperdibili: le Speciali Opening Night (giovedì 1 maggio) e il Pink Floyd Day (venerdì 2 maggio)! L’iniziativa, che coinvolge alcuni dei più rappresentativi punti vendita indipendenti del Paese, vuole omaggiare la band attraverso allestimenti, materiali esclusivi e un’esperienza immersiva per tutti gli appassionati.
Il primo appuntamento sarà giovedì 1 maggio con le Speciali Opening Night, che vedranno protagonisti 16 negozi selezionati, alcuni dei quali con vetrine personalizzate grazie a speciali vetrofanie.
Il giorno successivo, venerdì 2 maggio, sarà invece la volta del Pink Floyd Day, che coinvolgerà 55 negozi sparsi sul territorio nazionale, anch’essi impreziositi da materiali allestitivi dedicati.
Per l’occasione, ogni punto vendita aderente riceverà materiali esclusivi per l’allestimento delle vetrine, tra cui vetrofanie (in totale 21) e cartonati sagomati 70×100, realizzati in due grafiche differenti.
I clienti potranno inoltre ricevere in omaggio una delle 1.700 shopper e uno dei 1.700 poster disponibili, fino a esaurimento scorte.
Le migliori esposizioni verranno premiate con una t-shirt celebrativa, pensata appositamente per rendere omaggio a questo evento speciale.
07/04/2025
Elton John e Brandi Carlile al Saturday Night Live
I due hanno eseguito un paio di brani dal loro nuovo album Who Believes in Angels?
Sabato scorso, 5 aprile, Elton John e Brandi Carlile sono stati ospiti al Saturday Night Live, in una puntata che ha visto Jack Black alla conduzione.
I due si sono ripresentati successivamente in studio per suonare dal vivo la title track del loro nuovo lavoro, come si può vedere qui.
I due artisti hanno suonato un paio di pezzi del loro nuovo album appena uscito, Who Believes in Angels? Il primo dei due brani eseguiti è stato Little Richard’s Bible:
Elton John è tornato al Saturday Night Live, dopo che la sua ultima apparizione risaliva addirittura all’aprile 2011, quando fece sia da ospite musicale che da conduttore, mentre la sua prima volta in assoluto in trasmissione fu nell’aprile 1982 per eseguire Your Song.
Brandi Carlile è alla sua terza apparizione nel programma, dopo quelle dell’ottobre 2021 e del dicembre 2022.
Tornando direttamente al nuovo album dei due, Elton John ha raccontato: “Questo disco è stato uno dei più difficili che abbia mai realizzato, ma è stata anche una delle più grandi esperienze musicali della mia vita. Mi ha dato un nuovo punto di partenza da cui posso andare avanti. Con “Who Believes In Angels?” mi sembra di entrare in un’altra era, sto spalancando la porta per entrare nel futuro. Sono soddisfatto di tutto quello che ho fatto finora, è stato brillante, sorprendente. Ma questo per me è un nuovo inizio. Per quanto mi riguarda, questo è l’inizio di una nuova fase della mia carriera”.
Brandi Carlile ha aggiunto: “Sono ancora sorpresa da questo lavoro e dall’avere la possibilità di lavorare in un ambiente incredibilmente stimolante, dove tutti condividono le idee e ascoltano quelle degli altri. Come in una famiglia. Il mondo è un posto selvaggio in cui vivere in questo momento. È difficile trovare pace e realizzazione. Questo disco verte esattamente alla ricerca di gioia ed euforia. E questo è ciò che questo album rappresenta per me”.
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