Nico, musa di Andy Warhol

16 ottobre 1938 – Nasce Nico, musa di Andy Warhol

Colonia, Germania: nasce Christa Päffgen, per tutti Nico, musa di Andy Warhol, che la affiancherà ai Velvet Underground

 

Oggi, 16 ottobre 1938

Colonia, Germania: nasce Christa Päffgen che, neanche 14 anni dopo, già è modella di grido a Berlino. Il mondo della moda la porta sull’isola spagnola di Ibiza. Bionda, occhi azzurri chiarissimi, magra e slanciata, lineamenti perfetti e sguardo penetrante, Christa è una ragazza fascinosissima che incanta tutti gli uomini che la incontrano. Persino quelli dichiaratamente omosessuali come il fotografo Herbert Tobias che, proprio a Ibiza, le dà il soprannome con il quale la Paffgen diventa famosa: in onore del suo ex-boyfriend, (il filmaker greco Nico Papatakis) Herbert la ribattezza Nico.

Trasferitasi a Parigi, Nico lavora per una maison di grido come Coco Chanel e per alcune tra le più importanti riviste di moda come Elle o Vogue. Capace di comunicare con naturalezza in cinque lingue diverse Nico si cimenta con cinema e televisione. Alberto Lattuada, nel 1958, la vuole per il suo film La Tempesta mentre Federico Fellini la nota nel backstage de La Dolce Vita e le affida un piccolo ruolo. Così, Nico decide di andare a New York per frequentare il celebre Actor’s Studio di Lee Strasberg. Costantemente in movimento tra Parigi e la Grande Mela, Christa nel 1962 dà alla luce il piccolo Ari. Il padre è il famoso attore francese Alain Delon che però non riconosce mai ufficialmente il figlio nonostante proprio i genitori di Delon aiutino Nico a crescere il bambino. Nel 1965 incontra Brian Jones, chitarrista dei Rolling Stones, con cui ha un flirt. Registra così il suo primo singolo I’m Not Saying. Attraverso un comune amico, l’attore Ben Carruthers, nello stesso anno conosce Bob Dylan che, stregato dal suo fascino, le dedica I’ll Keep It With Mine. Dylan la presenta ad Andy Warhol che immediatamente la fa lavorare nel suo film sperimentale Chelsea Girl.

In breve tempo, Nico diventa la musa di Warhol che decide di affiancarla alla rock band che aveva intenzione di produrre: i Velvet Underground di Lou Reed. Con loro Nico incide il leggendario album d’esordio, quello sulla cui copertina campeggia la famosa banana dipinta proprio da Andy Warhol. La lista delle rockstar che hanno perso la testa per Nico è infinita: a quelli già citati vanno aggiunti i nomi di John Cale, Jim Morrison, Jackson Browne, Tim Buckley, Iggy Pop e chissà quanti altri ancora. Ecco perché, su quell’album leggendario, interpreta una canzone che sembra proprio scritta apposta per lei: Femme Fatale, donna fatale.

Eric Clapton

14 ottobre 2004 – Eric Clapton pilota incosciente

A Merceuil, in Francia, una Porsche 911 Turbo sta viaggiando alla incredibile velocità di 225 chilometri all’ora: a bordo c’è Eric Clapton

 

Oggi, 14 ottobre 2004

Merceuil, Ovest della Francia

Siamo a 190 chilometri a est di Parigi, nei pressi di Dijon.

La police routière ferma una Porsche 911 Turbo che sta viaggiando alla incredibile velocità di 225 chilometri all’ora, e cioè circa 100 chilometri all’ora oltre il limite previsto in quel tratto di strada. Quando il capo della gendarmerie locale vede i documenti del pilota incosciente ha un sobbalzo. Lo guarda bene in faccia e non ha più alcun dubbio: si tratta di Eric Clapton, chitarrista favoloso e autentica leggenda del rock.

Il poliziotto, nonostante sia un ammiratore del mitico Slowhand, è però ufficiale serio e ligio: Clapton ha sbagliato e deve pagare.

Le sanzioni previste sono alquanto salate: per la rockstar inglese è prevista una multa di 750 euro (che Clapton paga in contanti) e il ritiro immediato della patente. Per almeno un anno, Eric Clapton non può guidare l’auto in territorio francese anche se (attraverso le vie diplomatiche) può riottenere il documento per condurre le proprie autovetture in Inghilterra e negli altri Paesi del mondo. Clapton ammette tranquillamente la sua colpa e prende il tutto con filosofia: dopo essersi fatto fotografare insieme al poliziotto suo fan, riparte con la Porsche. Stavolta, però, nel sedile a fianco del conducente: al volante, infatti, c’è il suo fido segretario. Meglio così…

Giordano Sangiorgi – Direttore Artistico MEI

Intervista a Giordano Sangiorgi, operatore culturale noto soprattutto come Direttore Artistico del MEI

Gerardo Balestrieri – Son Snob (Live @ Jam TV)

Il cantautore insieme al contrabbassista Giorgio Boffa ci fa ascoltare “Son Snob”, libera traduzione di un brano di Boris Vian, dal suo nuovo album “Canzoni Nascoste”

GIF: intervista agli Ottavo Richter

Gli Ottavo Richter ci raccontano GIF. Nel nuovo album dell’ironica band milanese trovano spazio blues, jazz, sonorità giamaicane e molto altro ancora

Fleetwood Mac stella Hollywood

10 ottobre 1979 – Fleetwood Mac e la loro stella a Hollywood

A Hollywood, California, sulla celebre Walk Of Fame, viene sistemata una stella a cinque punte col nome Fleetwood Mac

 

Oggi, 10 ottobre 1979

Hollywood, California

Sulla celebre Walk Of Fame, il cammino della celebrità che si snoda tra Hollywood Boulevard e Vine Street, oggi splende una nuova superstar.

Sul marciapiede più ambito del mondo, viene infatti sistemata la stella a cinque punte con il nome dei Fleetwood Mac, il quintetto anglo-americano che due anni fa (con la pubblicazione del proprio album più bello e fortunato) ha battuto ogni record di vendita nella storia della discografia.

Uscito il 4 febbraio 1977, Rumours, in soli due anni infatti ha già venduto più di 15 milioni di copie (supererà i 30 milioni nel trentennale della pubblicazione, nel 2007).

Sulla Walk Of Fame, oggi tutti e 5 i membri della band (Christine e John Mc Vie, Stevie Nicks, Lindsey Buckingham e Mick Fleetwood) sorridono soddisfatti.

Solo due anni e mezzo prima, avrebbero voluto ammazzarsi.

Le registrazioni di Rumours, infatti, sono (in tutti i sensi) una delle vicende più “stupefacenti” della storia del rock. Mai, prima e dopo di allora, i celebri Record Plant Studios di Sausalito in California hanno visto giorni più turbolenti.

Le due coppie della band (John e Cristine McVie e Stevie Nicks e Lindsey Buckingham) sono in aperta, dolorosa rottura. Mick Fleetwood ha appena divorziato e l’ultima cosa che vuole è assistere ad altri traumi sentimentali.

Quello che si svolge a Sausalito tra il febbraio e l’agosto del 1976 è un autentico psicodramma. Le coppie si lasciano, tornano insieme, si scambiano i partner, si rilasciano, si amano, si detestano.

Eppure, in una inarrestabile orgia di pianti, urla, sesso, cocaina & rock ‘n’ roll nascono le 11 canzoni di uno degli album più personali, intimi, e sinceri del 900.

Un disco che raccoglie non solo “rumours” (e cioè voci, pettegolezzi) ma vere e proprie confessioni. Un lavoro che nessuno dei membri della band, insieme o separatamente sarà mai più in grado di ripetere.

Un autentico showcase di emozioni e talento che segnerà per sempre la storia dei Fleetwood Mac.

ZZ Top

8 ottobre 1987 – ZZ Top (e il primo volo per passeggeri) sulla Luna

La notizia è ufficiale: gli ZZ Top hanno prenotato tre posti di andata e ritorno sul primo volo che porterà passeggeri sulla Luna

 

Oggi, 8 ottobre 1987

La notizia è ufficiale: Billy Gibbons, Dusty Hill e Frank Beard (e cioè i membri originali del trio texano di rock blues famoso con il nome d’arte di ZZ Top) hanno prenotato tre posti di andata e ritorno sul primo volo che porterà passeggeri sulla luna.

La band è nata nel 1969 a Houston e ha subito affascinato i cultori di rock e blues con un sound compatto e verace impreziosito dalla perizia chitarrista di Gibbons e da un repertorio che pesca a mani basse dalla tradizione del Delta del Mississippi.

Nei primi anni ’80, con l’album Eliminator, grazie ad arrangiamenti in linea con i tempi e a videoclip furbissimi in cui i 3 texani sono circondati da “donne e motori”, gli ZZ Top vanno in vetta alle classifiche. Gimme All Your Lovin’, Legs o Sharp Dressed Man sono dei successi stratosferici e trasformano Gibbons, Hill e Beard in autentiche icone pop. Il loro look originale fatto di barbe lunghe, cappelli da cowboy e chitarre stravaganti, colpisce l’immaginario del pubblico.

Ma, nonostante il loro amore per il blues sia certificato dal fatto che una delle chitarre di Gibbons sia stata costruita con il legno ricavato dalla capanna in cui è nato Muddy Waters, gli ZZ Top si trovano coinvolti in alcune beghe legali legate a un paio di grandi maestri della musica del diavolo.

Gli eredi di Elmore James, ad esempio, rivendicano le royalty sulla loro cover di Dust My Broom mentre John Lee Hooker li denuncia per plagio: la loro La Grange, dice, è di fatto il suo classico Boogie Chillen riveduto e corretto.

Di fatto, il trio texano se la cava piuttosto bene e se ne esce indenne dalle varie cause legali. Artisticamente, poi, i tre ZZ Top vanno sempre a gonfie vele tanto che, nel 2004, vengono eletti membri permanenti della Rock And Roll Hall Of Fame. Ma il loro volo per la Luna non è mai stato confermato.

Thom Yorke - Radiohead

7 ottobre 1968 – Nasce Thom Yorke, frontman dei Radiohead

È il 7 ottobre 1968 quando a Wellingborough, Northamptonshire – Inghilterra, nasce Thom Yorke, frontman dei Radiohead

 

Oggi, 7 ottobre 1968

Wellingborough, Northamptonshire – Inghilterra

Nasce Thomas Edward Yorke.

I suoi genitori si accorgono subito che il piccolo Thom ha qualcosa di strano all’occhio sinistro.

Sembra come paralizzato tanto che la vista del neonato è a rischio.

Thom viene così sottoposto a cinque operazioni chirurgiche, l’ultima delle quali (però) non viene eseguita correttamente: l’occhio sinistro di Thom recupera la vista ma rimane leggermente chiuso tanto che, con la tipica crudeltà degli adolescenti, i suoi compagni delle elementari cominciano a chiamarlo “Salamandra”.

Thom sin da piccolo è attratto dalla musica. Quando ha 7 anni vede in televisione i Queen e rimane affascinato dal chitarrista Brian May.

Così, in quei giorni, mette le mani sulla sua prima sei corde.

Trasferitosi con la famiglia nella contea di Oxford, Yorke si iscrive alla Abingdon School e lì forma la sua prima band: la chiama On A Friday perché il venerdì è il giorno in cui i genitori danno a lui e ai suoi amici il permesso di suonare. Poi, si iscrive all’Università, milita in diverse band e comincia a esibirsi come cantante e DJ in diversi locali di Oxford.

Nel 1991 ritrova i vecchi amici di On A Friday. La cosa comincia a diventare seria perché, dopo aver registrato alcuni demo, i ragazzi vengono notati dai talent scout della Emi. Per loro è pronto un vero contratto discografico.

Ma la band ha bisogno di un nuovo nome: ispirato da un brano dell’album True Stories dei Talking Heads, Thom Yorke sceglie il marchio della band e nasce così la grande avventura dei Radiohead.

Desert Trip – I due fine settimana con le leggende del rock si avvicinano

Due fine settimana con Rolling Stones, Bob Dylan, Paul McCartney, Neil Young, The Who e Roger Waters. Ci saranno anche dei duetti? E’ lecito sognare…

Ottavo Richter – One Man, One Girl (Live @ Jam TV)

Alessandro Sicardi e Luciano Macchia degli Ottavo Richter ci fanno ascoltare dal vivo negli studi di Jam TV “One Man, One Girl”, nuovo brano tratto dal loro nuovo album “GIF”

Janis Joplin

4 ottobre 1970 – Addio Janis Joplin

Janis Joplin non si è fatta vedere per tutto il giorno e Seth Morgan, il suo fidanzato, la sta cercando da ore senza successo…

 

Oggi, 4 ottobre 1970

Hollywood, California.

Sono le 19.30 quando John Cook, fotografo e road manager di Janis Joplin, sale nella camera del Landmark Hotel dove da un paio di settimane vive la cantante texana.

Janis non si è fatta vedere per tutto il giorno e Seth Morgan, il suo fidanzato, la sta cercando da ore senza successo. È molto preoccupato. John Cook, al telefono, prova a rassicuralo ma, appena fa il suo ingresso nella camera, vede la ragazza riversa, tra letto e comodino. Non ha neppure bisogno di toccare il suo corpo, già freddo e rigido: capisce subito che Janis è morta. Eppure, aveva deciso di smetterla con l’eroina. E ce l’aveva fatta.

Poi, lì, nel sud della California mentre stava registrando l’album Pearl, Janis Joplin aveva nuovamente incontrato George, il suo pusher preferito. Quello che, per sicurezza, faceva sempre testare la droga da un chimico di fiducia.

Ma quella volta George non ha fatto alcun test.

L’eroina che ha venduto a Janis è da 4 a 10 volte più potente della media ed è pura al 50%. Mescolata alla vodka e al whisky che la Joplin ha bevuto qualche ora prima si trasforma in una miscela fatale. “Non ho mai sentito nessuna bianca cantare il blues come Janis Joplin”, aveva scritto, tre anni prima sulle pagine del San Francisco Chronicle, il celebre critico musicale Ralph Gleason.

Da oggi, non la sentirà mai più.

Janis Lyn Joplin aveva 27 anni.

Sinéad O'Connor e la foto del Papa

3 ottobre 1992 – Sinéad O’Connor strappa in diretta tv la foto del Papa

Ospite del Saturday Night Live c’è Sinéad O’Connor che a un certo punto strappa in diretta la foto di Papa Giovanni Paolo II

 

Alla fine del brano, Sinéad O’Connor estrae una foto di Papa Giovanni Paolo II, e (mentre la straccia con disprezzo) dice: “Fight your real enemy”, combatti il vero nemico

 

Oggi, 3 ottobre 1992

New York, studi del network televisivo NBC. Questa sera, ospite del celebre show Saturday Night Live c’è la controversa rockstar irlandese Sinéad O’Connor. Vestita completamente di bianco e (come sempre) rasata a zero, Sinéad presenta in diretta al pubblico americano la canzone che dà il titolo al suo nuovo album: Am I Not Your Girl?

Dopo di che, decide di cantare un brano di Bob Marley, il discusso War, un pezzo che denuncia lucidamente e con puntualità i mali del mondo occidentale. Derivate da un discorso del 1963 fatto all’Onu dal re etiope Haile Selassie (la reincarnazione di Dio, secondo i seguaci della dottrina Rasta), le parole di War recitano che “sino a quando esisteranno razze superiori e razze inferiori, sino a quando gli uomini verranno giudicati per il colore della loro pelle, sino a quando continueranno a esserci cittadini di serie A e di serie B, allora ci sarà Guerra”.

Il pezzo, già messo al bando dalla tv americana per la sua presa di posizione antioccidentale, assume ancora maggior forza nella versione a-cappella, e cioè per sola voce, di Sinéad e per la sua intensa interpretazione. Non solo.

Alla fine del brano, Sinéad O’Connor estrae una foto di Papa Giovanni Paolo II, e (mentre la straccia con disprezzo) dice: “Fight your real enemy”, combatti il vero nemico.

La NBC riceve 5000 telefonate di protesta (tra le quali quella di Frank Sinatra che dichiara che se dovesse mai incontrare Sinéad le darebbe un pugno in faccia) e una multa di 2 milioni e mezzo di dollari.

Quando, meno di due settimane dopo Sinéad O’Connor (che non ha rilasciato dichiarazioni dopo la sua apparizione televisiva) ritorna in America per partecipare al 30° compleanno discografico di Bob Dylan riceve un’amara sorpresa. Il pubblico del Madison Square Garden la fischia e la insulta: lei non riesce a cantare la prevista cover di Dylan, accenna un paio di strofe a-cappella di War dopo di che crolla in lacrime tra le braccia di Kris Kristofferson.

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