23 luglio 1977 – Il pugno di Bonzo

“I Led Zeppelin sono una festa per soli uomini” era solito chiosare Jimmy Page. E mai, come questa volta, ha avuto ragione…

Don Henley - Eagles

22 luglio 1947 – Nasce Don Henley degli Eagles

Notte particolarmente fredda a Gilmer, Texas, quando nasce Don Henley, che, insieme a Glenn Frey, nei primi anni ’70, formerà gli Eagles

 

Oggi, 22 luglio 1947

È una notte particolarmente fredda a Gilmer, estremo nordest dello stato del Texas. Hughlene McWorther, maestrina della scuola locale, sta partorendo il suo primogenito. CJ Henley, suo marito, è nervoso, agitato: non sta più nella pelle. Quando però vede il piccolo Don e non appena lo può stringere tra le sue braccia forti e muscolose da agricoltore verace, ha un momento di commozione.

Don sarà l’unico erede di CJ e Hughlene che, di lì a poco, si trasferiscono nella vicina Linden per mettere in piedi una loro fattoria. Più che rimanere attratto da trattori e aratri, Don perde la testa per le fuoriserie che ogni tanto sfrecciano in quella cittadina che conta meno di 3000 anime e che è situata proprio al confine tra Texas, Louisiana, Arkansas e Oklahoma. Lui spera, prima o poi, di salire su una di quelle automobili fiammanti e di fuggire lontano dalla dura vita nei campi.

Anche la musica lo fa sognare. La passione per le sette note gliela trasmettono i genitori, entrambi cultori di country, folk, blues, e jazz.

Don prende lezioni di piano e impara a cantare sui 45 giri che compra sua mamma. Poi, una volta conseguito il diploma alla North Texas State University di Denton e dopo la morte del padre, nel 1970 si trasferisce a Los Angeles per inseguire un grande sogno: quello di diventare una rockstar. Don suona già la batteria e canta con gli Shiloh, una band texana prodotta dalla leggenda del country Kenny Rogers. Ma la sua vita cambia quando, nella città degli Angeli, incontra Glenn Frey, songwriter di Detroit, come lui in California per fare della musica la propria professione.

Nel giro di un mese. Don Henley e Glenn Frey vengono ingaggiati dalla suadente vocalist Linda Ronstadt, star nascente della West Coast e qualche tempo dopo danno vita al loro nuovo sodalizio: The Eagles. Nel 1972, gli Eagles incidono il loro primo album ed è già un successo: il brano d’apertura del disco lo scrivono insieme a un amico, Jackson Browne. Si chiama Take It Easy e, già nel titolo, incarna lo spirito lascivo e rilassante del Southern California post-hippie dei primi anni ’70.

Roger Waters - Live - The Wall - Berlino

21 luglio 1990 – Roger Waters, “The Wall” a Berlino

Roger Waters mette nuovamente in scena The Wall a Berlino dopo la caduta del Muro e con l’aiuto di tanti ospiti

 

Oggi, 21 luglio 1990

Berlino, Potsdamer Platz.

In quella che, una volta, era chiamata “la terra di nessuno”, proprio di fronte ai resti del muro che divideva fisicamente e ideologicamente il mondo occidentale dall’impero socialista sovietico, Roger Waters mette nuovamente in scena il suo capolavoro. E ricostruisce il Muro Rock.

D’altronde, lo aveva promesso: “l’unico modo possibile per rivedere The Wall è di farlo a Berlino, quando il muro (quello vero) sarà crollato”.

Detto, fatto.

Così, dopo essere stato album epocale, film con la geniale regia di Alan Parker e uno spettacolo dei Pink Floyd, rappresentato solo 29 volte tra il 1980 e il 1981, The Wall torna su un palcoscenico.

Il progetto di Waters è estremamente ambizioso: non intende solo ricostruire (per poi distruggere) un muro lungo 165 metri e alto 25 sul quale, ad un certo punto, vengono proiettati mattoni e graffiti del muro originale. A rendere più ricco e appetitoso il già succulento piatto artistico, chiama un consistente gruppo di superstar amiche per interpretare le parti più significative della rock opera, per cantare e suonare con lui i brani più emblematici. Il tutto ripreso in mondovisione e mandato in onda in 65 paesi, per una platea sterminata, formata da centinaia di milioni di telespettatori.

All’invito di Waters aderiscono, tra gli altri, Ute Lemper, The Band, Van Morrison, Sinéad O’Connor, Cyndi Lauper, Marianne Faithfull, gli Scorpions, Joni Mitchell, Thomas Dolby e Bryan Adams.

La Potsdamer Platz è gremita da 250.000 persone che assistono, totalmente rapite, al grande spettacolo messo in scena dall’ex Pink Floyd che ha creduto talmente tanto nella sua scommessa da aver prodotto (a sue spese) l’intero show. Verrà ripagato dalla vendita dei diritti televisivi e dagli incassi di cd e dvd prodotti al termine dell’evento.

Boris Savoldelli – Voodoo Chile (Jimi Hendrix cover) (Live @ Jam TV)

Il 30 luglio 1970 Jimi Hendrix tiene il suo ultimo concerto in terra americana all’isola di Maui (Hawaii). Il live viene immortalato nel film Rainbow Bridge.
Il 21 luglio di quello stesso anno nasce Boris Savoldelli. L’artista, a distanza di 45 anni da quel live, ci fa ascoltare nei nostri studi una sua versione di “Voodoo Chile”…

Vittorio “Vik” Marzioli dei Vik and the Doctors of Jive

Vittorio “Vik” Marzioli dei Vik and the Doctors of Jive in questa intervista esclusiva ci parla del primo album di inediti “Guarda che luna”, della collaborazione con Vince Tempera e dell’attività live del gruppo

Intervista ai The Ties

Di stampo esplicitamente rock britannico, hanno pubblicato il loro primo EP, What’s Next, e in attesa dell’uscita del loro album abbiamo incontrato la band romana

Marc Cohn: il cantautore si racconta

Sono trascorsi 25 anni da quando Marc Cohn ha pubblicato il suo album d’esordio. Noi lo abbiamo incontrato quando ha tenuto il suo primo vero concerto nel nostro Paese e cioè quando ha aperto il live di Graham Nash all’Auditorium Parco della Musica di Roma lo scorso 4 giugno

20 luglio 1947 – Buon compleanno, Carlos!

Ad Autlàn de Navarro, nella regione di Jalisco in Messico, nasce Carlos Santana

Genesis 1986

19 luglio 1986 – Genesis primi e Peter Gabriel secondo in classifica

Le classifiche parlano chiaro: primi i Genesis, al secondo posto il fondatore, cantante e frontman originale del gruppo Peter Gabriel

 

Oggi, 19 luglio 1986

Le classifiche parlano chiaro: al primo posto ci sono i Genesis con Invisibile Touch, al secondo il fondatore, cantante e frontman originale del gruppo di prog inglese Peter Gabriel con Sledgehammer, brano di matrice soul tratto dal suo acclamatissimo album So.

Gabriel ha lasciato i Genesis nel 1975, quando la band è all’apice del successo per intraprendere una carriera solista e svariate altre avventure artistiche che faranno di lui una delle rockstar più stimate della storia.

Dopo numerosi tentativi mal riusciti, gli altri Genesis affidano il ruolo di vocalist al batterista Phil Collins che, da quel momento, diventa anche il volto più conosciuto della nuova era Genesis.

Anche lui, come Gabriel, alquanto influenzato dai grandi della musica soul degli anni ’60 (Otis Redding su tutti) Collins si allontana dai Genesis nei primi anni ’80 per avviare una carriera solista di grande successo. Ma quando si rimette insieme agli amici Mike Rutheford e Tony Banks, centra il bersaglio: per la prima volta nella storia, il marchio Genesis raggiunge il primo posto in classifica.

Invisibile Touch è un brano orecchiabile, furbissimo, con un testo dark: una donna esercita una strana forma di potere sul cantante che la desidera pur sapendo che lei ha un animo cattivo. Il brano è usato nel film American Psycho nella scena in cui il serial killer racconta alla sua vittima quanto l’album in questione sia il vero capolavoro dei Genesis.

 

18 luglio 1988 – Nico, femme fatale

Ibiza, Spagna. Nessuno si accorge che sul ciglio della strada che attraversa l’isola, giace inerme una signora bionda…

Red Ronnie

Intervista a Red Ronnie, conduttore televisivo e critico musicale

17 luglio 2001 – Israele vietato ai Chili Peppers

La notizia era nell’aria da qualche giorno. E oggi viene comunicata ufficialmente dalle principali agenzie di stampa…

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