16 luglio 1986 – Benvenuti a Dollywood!
Inaugurato un enorme parco di divertimenti fondato dalla regina della country music Dolly Parton
Inaugurato un enorme parco di divertimenti fondato dalla regina della country music Dolly Parton
Joey Kramer, batterista della rock band Aerosmith, sta facendo il pieno della sua fuoriserie in un distributore di Boston, la città di origine del gruppo di Steven Tyler e Joe Perry…
Palmdale, California. Al BJ, un music club della zona, stanno suonando il contrabbassista Eric White con una band locale di country. Si dice che di lì a poco…
Paola Donzella, accompagnata da Daniele Gregolin alla chitarra e Daniele Moretto alla tromba, presenta “Nuvole”, il brano che dà il nome al suo nuovo EP
Il 14 luglio 1912 nasceva il grande Woody Guthrie. Sarah Lee Guthrie, nipote del folk singer nonché figlia di Arlo Guthrie, reinterpreta nei nostri studi “I Ain’t Got No Home”, una delle sue canzoni preferite tra quelle scritte dal nonno…
Oggi, 13 luglio 1985
Londra: è mezzogiorno quando allo stadio di Wembley prende il via l’evento destinato a diventare una delle più grandi manifestazioni rock della storia. Si chiama Live Aid, è stato ideato, voluto e organizzato da Bob Geldof, musicista irlandese, frontman dei Boomtown Rats, e ha un obiettivo davvero ambizioso: schierare sul palco di Wembley e del JFK Stadium di Filadelfia la créme del pop rock per raccogliere fondi a favore dei bambini africani vittime di una crudele carestia. Il concerto, che si prevede possa durare oltre 12 ore, è in diretta planetaria.
Eventi nell’evento, la reunion dei Led Zeppelin, Bob Dylan insieme a Keith Richards e Ronnie Wood, Crosby, Stills & Nash fianco a fianco come ai tempi di Woodstock, ma anche The Who, Joan Baez e Paul McCartney. Tra le star in voga negli anni 80, U2, Madonna, Queen e Duran Duran. Questi ultimi si fanno notare più per le stonature di Simon Le Bon che per altro.
Phil Collins, vero stakanovista del rock, dopo essersi esibito a Londra prende un Concord, vola a Filadelfia pronto per un nuovo set sul suolo americano.
Il concerto di Londra si conclude con una epocale versione di Let It Be cantata in coro dai protagonisti con Bob Geldof che viene portato in trionfo sulle spalle di Paul McCartney e Pete Townshend.
A Filadelfia, lo stadio s’infiamma per un memorabile duetto tra Mick Jagger e Tina Turner. Dopo una sensualissima State Of Shock, durante l’esecuzione di una bollente versione di It’s Only Rock ‘n’ Roll, Jagger strappa un pezzo del vestito di Tina lasciando la grande regina del soul con una succinta minigonna che mostra le sue gambe mozzafiato.
Paola Donzella suona per Jam TV Il est là, accompagnata da Daniele Gregolin alla chitarra e Daniele Moretto alla tromba
Al Queen Elisabeth Hospital di Birmingham, in Inghilterra, muore Chris Wood, polistrumentista noto per essere stato con Steve Winwood, Dave Mason e Jim Capaldi membro fondatore della rock band Traffic
Oggi, 11 luglio 1959
A Santa Monica, California, nasce Suzanne Vega. La madre Pat è un’analista di sistemi operativi per computer, il padre naturale, Richard Peck, un grafico pubblicitario mentre quello adottivo, Ed Vega, è uno scrittore e insegnante di origini portoricane.
Due anni e mezzo dopo, i Vega si trasferiscono a New York e ben presto la piccola Suzanne mostra una naturale inclinazione per l’arte: a 9 anni scrive poesie, a 14 la sua prima canzone. S’iscrive alla High School of Performing Arts di Manhattan, la scuola resa celebre dal film Saranno Famosi, dove si diploma nel 1977. Mentre studia letteratura inglese al Barnard College, Suzanne comincia a esibirsi nei folk club del Greenwich Village. In particolare, diventa un habitué dei lunedì sera del Cornelia Street Café, appuntamenti gestiti da Jack Hardy, fondatore di Fast Folk, rivista per aspiranti folksinger assai apprezzata in tutti gli Stati Uniti. Manager e discografici tengono d’occhio quella nuova scena di musica d’autore. In particolare, la direzione artistica della A&M nota proprio la classe, la poetica ispirata e l’arte semplice ma passionale di Suzanne Vega e la mette sotto contratto. Direttamente mutuato da quello dei folksinger dei Sixties, lo stile di Suzanne è scarno ed elegante come il suo look sobrio di ragazza con la chitarra.
L’album di debutto del 1985, co-prodotto da Lenny Kaye, storico partner artistico di Patti Smith, si segnala per la bellezza delle melodie, la significatività dei testi e per l’eleganza delle esecuzioni. Tra le canzoni più belle, c’è Luka, basata su una storia vera.
“Qualche anno fa”, spiega Suzanne, “ero solita osservare un gruppo di ragazzini giocare nel palazzo accanto al mio. Uno di loro si chiamava Luka. Mi avevano colpito il suo nome, la sua faccia e il fatto che fosse, quasi sempre, in disparte. Così ho scritto la canzone pensando a lui”.
Nel brano, Luka è un ragazzino che subisce abusi da un adulto.
Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il testo fosse autobiografico.
Suzanne Vega non ha mai smentito (ma neppure confermato) questa teoria.
V.Edo ci fa ascoltare “Lucertole” negli studi di Jam TV
V.Edo interpreta solo per noi la sua “Autunno”
“L’America è piena di promesse e di aspettative ma verrà ammazzata per mano di un destino inevitabile”…

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