George Harrison - Living in the Material World 50th Anniversary Edition

George Harrison, “Sunshine Life For Me (Sail Away Raymond)”

Registrazione inedita realizzata con alcuni musicisti illustri, uscita lo scorso 15 novembre. Il brano faceva parte originariamente del terzo album solista di Ringo Starr

 

Per celebrare l’uscita delle nuove edizioni per il 50° anniversario di Living in the Material World per Dark Horse Records/BMG di George Harrison, il suo secondo album solista dopo lo scioglimento dei Beatles nel 1970, lo scorso 15 novembre è uscita la registrazione inedita di Sunshine Life For Me (Sail Away Raymond), che vede la presenza di Robbie Robertson, Levon Helm, Garth Hudson e Rick Danko di The Band, insieme a Ringo Starr. Il brano faceva parte originariamente di Ringo, terzo album solista dell’ex batterista dei Beatles, ed è contenuto nell’edizione Super Deluxe come singolo in versione esclusiva 7″, con la versione strumentale del brano sul lato B. Sunshine Life For Me (Sail Away Raymond) in questa versione di George Harrison è accompagnata da un video disegnato e animato da Daniel Cordero e prodotto da Dhani Harrison e David Zonshine:

Qui sono disponibili tutti i dettagli delle nuove edizioni per il 50° anniversario di Living in the Material World.

 

Olivia Harrison commenta così l’uscita del disco:
Spero che riascoltiate Living in the Material World o che lo scopriate per la prima volta e che, mentre lo ascoltate, condividiate l’augurio di George per se stesso e per l’umanità…
Give me Love
Give me Peace on Earth.”

Dhani Harrison aggiunge: “Finalmente siamo felicissimi di presentarvi il cofanetto per il 50° anniversario di Living in the Material World di George Harrison. Per coloro che stanno scoprendolo adesso, questo album è stato pubblicato in omaggio e con profondo amore per tutti i nostri fratelli e sorelle nel mondo che popolano questo sistema bilaterale in cui viviamo, chiamato Terra. La pace sia su tutti gli esseri viventi“.

 

Era il 29 novembre 2001 quando ci lasciava George Harrison…

NuN - Senardi

NuN: la festa dei 25 anni, il racconto di Stefano Senardi

La festa della NuN Entertainment, l’etichetta discografica indipendente fondata nel 1999 da Stefano Senardi

 

Si è svolto qualche giorno fa al Detune di Milano NuN: la festa dei 25 anni, l’evento speciale che ha celebrato i 25 anni della NuN Entertainment, la coraggiosa etichetta discografica indipendente fondata nel 1999 dallo storico produttore discografico Stefano Senardi.

L’incontro, moderato da Luca de Gennaro, ha visto la partecipazione di numerosi ospiti che hanno ripercorso la storia di NuN Entertainment, etichetta discografica che ha lasciato un segno profondo nel panorama musicale italiano. Grande partecipazione di pubblico, per un evento che ha visto alternarsi diversi ospiti, il tutto allietato da un dj set di Pony Montana, insieme a Luca de Gennaro e un breve showcase di Pino Marino, che con NuN Entertainment pubblicò il primo disco in assoluto. Noi abbiamo incontrato Stefano Senardi, per farci raccontare qualcosa in più su come sia nata NuN Entertainment e di cosa abbia rappresentato nel panorama discografico italiano.

Abbiamo chiesto a Stefano Senardi, quali siano stati i progetti e gli artisti più rappresentativi di questa avventura.

Eravamo curiosi di sapere perché il progetto NuN cessò la sua attività e quali furono i fattori che ne decretarono la fine.

In chiusura, abbiamo chiesto a Stefano Senardi se vede la possibilità di una nuova era per la NuN, proprio parafrasando la sua affermazione: “La NuN ha lasciato un segno, un seme piantato sul terreno che, nei miei sogni più belli, potrebbe ancora germogliare”.

Nick Cave - Bob Dylan - Glastonbury 1998 - Foto di Bleddyn Butcher

Nick Cave ringrazia Bob Dylan (per la recensione al suo concerto su X)

Sono entusiasta al pensiero che Bob Dylan fosse tra il pubblico” ha dichiarato Nick Cave sul suo sito The Red Hand Files

 

Lo scorso 17 novembre Bob Dylan è stato al concerto di Nick Cave tenutosi a Parigi e aveva commentato il live sul suo account ufficiale X con queste parole: “Recentemente ho visto Nick Cave all’Accor Arena di Parigi e sono rimasto davvero colpito dalla canzone Joy in cui canta ‘We’ve all had too much sorrow, now is the time for joy’ (‘Siamo stati tutti troppo tristi, ora è il momento della gioia’). Tra me e me, ho pensato: sì, è proprio così”.

 

 

Nick Cave ha risposto in merito al prestigioso spettatore presente al suo concerto, come suo solito, a una mail di un suo fan sul sito The Red Hand Files.

La domanda di John di New York dice: “Avresti mai immaginato che Bob Dylan assistesse al tuo concerto e ne scrivesse su Twitter (vecchio nome di X, ndr) con entusiasmo?”

Nick Cave ha ribattuto con una foto insieme al singer-songwriter scattata da Bleddyn Butcher al Glastonbury 1998 e con queste parole: “Caro John, sono seduto a letto con Susie in uno stato di torpore post-tour, sto guardando ‘Carry On Up the Khyber’ e sto mangiando cioccolatini belgi (regalo di un fan), il mio telefono si è improvvisamente illuminato quando degli amici hanno iniziato a inviarmi con eccitazione il tweet di Bob Dylan. […]

Non sapevo che Bob fosse al concerto e il suo tweet è stato come un piacevole impulso di gioia che ha penetrato il mio stato di stanchezza estrema, quasi da zombie.

‘Ti sei ripreso!’ mi ha detto Susie.

Ero felice di sapere che Bob fosse su X, mentre molti avevano scelto di fare una ‘Twitterectomia’ scegliendo un altro social come Bluesky. Mi sembrava ammirevolmente controcorrente, in un certo senso alla Bob Dylan. In effetti sentivo che era un momento di gioia piuttosto che di dolore.

C’è stato un eccesso di disperazione e angoscia intorno alle elezioni, e non si poteva fare a meno di chiedersi quando fosse successo che la politica fosse diventata tutto.

Il mondo è diventato completamente disilluso, e la sua ossessione febbrile per la politica e i suoi leader ha innalzato tante barriere che impedivano di percepire qualcosa di lontanamente simile allo spirito, al sacro, al trascendente – quel luogo sacro dove risiede la gioia. Mi sono sentito orgoglioso di essere in tour con i Bad Seeds e di offrire, attraverso uno spettacolo rock ‘n’ roll, un antidoto a questa disperazione, qualcosa che trasportava le persone in un luogo al di là del terribile dramma del momento politico.

Sono entusiasta al pensiero che Bob Dylan fosse tra il pubblico e, dato che dubito di avere l’occasione di ringraziarlo di persona, lo farò qui: ‘Grazie, Bob!’

‘Ti sei decisamente ripreso!’, mi ha quindi detto Susie”.

 

 

Joy, il brano di Nick Cave molto apprezzato da Bob Dylan sul suo account X, fa parte del nuovo album di inediti del singer-songwriter australiano Wild God, presentato anche in Italia nella data sold out dello scorso 20 ottobre al Forum di Assago (Milano) (qui il nostro report).

***

Sempre a proposito di Nick Cave, arriva al cinema solo il 2, il 3 e il 4 dicembre Mutiny In Heaven | The Birthday Party. Nick Cave – La prima fila non è per i fragili, il documentario che porta per la prima volta sullo schermo il racconto sincero e senza sconti dell’ascesa e dell’implosione dei Birthday Party, la band guidata da Nick Cave nata nel 1977 a Melbourne, dalle cui ceneri sarebbero poi sorti i Bad Seeds.

Diretto da Ian White e prodotto da Wim Wenders, il film è stato presentato in anteprima al Seeyousound International Music Film Festival di Torino. L’elenco delle sale che parteciperanno all’evento è disponibile su nexostudios.it. Mutiny In Heaven | The Birthday Party. Nick Cave – La prima fila non è per i fragili racconta la storia di uno dei gruppi post-punk più selvaggi di sempre, risucchiato nel caos vorticoso dei locali fumosi di Londra e Berlino. La determinazione e la volontà di non cedere mai a compromessi sono la partenza per affrontare con uno sguardo crudo l’intreccio tra ispirazione artistica e dipendenze, tra fama e conflitti interpersonali, il tutto sostenuto dall’umorismo cupo e ironico dei singoli membri della band.

Utilizzando interviste esclusive e incredibilmente schiette a Nick Cave e compagni, un ricco repertorio di immagini d’archivio rare e inedite, opere d’arte, brani musicali, filmati in studio, animazioni e contenuti multimediali, Ian White realizza un film visivamente ricco e narrativamente avvincente, attingendo anche a un’enorme collezione di oltre 1.000 pezzi d’archivio recentemente ritrovati, tra lettere, diari, cartoline, fotografie, ritagli di giornale, manifesti, volantini, corrispondenza personale e scalette, che offrono al pubblico uno sguardo inedito sulla band, sulle sue incredibili performance e sulla sua spettacolare e caotica carriera.

Quella dei Birthday Party è la storia di un gruppo che si forma a Melbourne alla fine degli anni Settanta e diventa rapidamente una delle band post-punk più apprezzate del Paese. Motivati, ambiziosi e forti del loro successo, decidono di trasferirsi a Londra, dove li attende una realtà totalmente diversa. Non apprezzati dalla stampa musicale britannica e senza riuscire a ottenere più di una manciata di concerti, i componenti della band arrancano e faticano a trovare il loro spazio. Incanalano così il loro odio verso Londra in un nuovo lavoro che demolisce tutto ciò che li aveva preceduti e i loro spettacoli sul palco diventano più simili a performance artistiche autodistruttive che a concerti. Durante questi show, la band provoca deliberatamente il pubblico, assalendolo con un vortice sonoro apocalittico. Fuori dal palco le loro vite sono poco diverse. Un romanzo demenziale e assurdo, un racconto assolutamente avvincente e spesso esilarante che abbraccia tre continenti e cinque anni di carriera musicale.

 

Qui di seguito, infine, si può vedere il trailer di Mutiny In Heaven | The Birthday Party. Nick Cave – La prima fila non è per i fragili:

Beatles '64

“Beatles ’64”, primo trailer del documentario prodotto da Martin Scorsese

Dal prossimo 29 novembre su Disney+

 

È disponibile il primo trailer ufficiale di Beatles ’64, il nuovo documentario su Paul, John, George e Ringo prodotto da Martin Scorsese e diretto da David Tedeschi che sarà disponibile su Disney+ il prossimo 29 novembre:

 

 

Il 1964 è un anno di svolta per i Fab Four, sin da quando atterrano il 7 febbraio di quell’anno all’aeroporto JFK di New York, per poi esibirsi due giorni dopo all’Ed Sullivan Show davanti a 73 milioni di telespettatori.

 

In Beatles ’64 sono presenti filmati della band mai visti prima, compresi rari video girati dai documentaristi Albert e David Maysles e restaurati in 4K da Park Road Post in Nuova Zelanda. Le performance dal vivo del primo concerto americano dei Beatles al Coliseum di Washington e le loro apparizioni all’Ed Sullivan Show sono state demixate e remixate da Giles Martin. All’interno del documentario si potranno vedere poi nuove interviste a Paul McCartney e Ringo Starr e ai fan la cui vita è stata trasformata dai Beatles.

 

The Beatles: 1964 U.S. Albums In Mono è infine un ulteriore modo per festeggiare 60 anni di Beatlemania nel mondo e in concomitanza con l’uscita di Beatles ’64: sette album dei Beatles pubblicati in America tra gennaio 1964 e marzo 1965 sono stati realizzati con cutting in analogico partendo dai master originali, per ottenere dei vinili da 180 gr per audiofili e usciranno il prossimo 22 novembre (qui per maggiori informazioni).

Elton John & Brandi Carlile - Never Too Late

Elton John & Brandi Carlile, “Never Too Late”

Nuovo brano inedito ispirato e scritto appositamente per il nuovo documentario di Disney+

 

Elton John e Brandi Carlile hanno presentato la loro nuova canzone originale Never Too Late, brano frutto della collaborazione tra questi amici di lunga data e spiriti affini nell’arte.

Il brano è ispirato e scritto appositamente per il nuovo documentario di Disney+ intitolato Elton John: Never Too Late.

 

 

Una storia bellissima, riflessiva ed edificante, che parla di felicità e redenzione attraverso l’amore e la famiglia: Never Too Late accompagna i titoli di coda del film di cui rappresenta il finale perfetto. Già acclamato dalla critica nei festival cinematografici di tutto il mondo, tra cui Toronto, New York e Londra, Elton John: Never Too Late debutta oggi in una proiezione limitata nelle sale prima di arrivare su Disney+ il 13 dicembre. Il documentario, diretto da R.J. Cutler e David Furnish, segue Elton mentre ripercorre la sua vita e i sorprendenti primi anni della sua cinquantennale carriera in un viaggio emozionante, intimo e di grande ispirazione. Il trailer è disponibile qui.

La canzone Never Too Late è stata scritta a quattro mani nell’estate 2023 da Elton John e da Brandi Carlile, mentre Elton si dedicava alla vita lontano dai palchi dopo aver completato il suo tour da record, Farewell Yellow Brick Road.
Durante una cena, i due amici hanno parlato delle loro vite, di famiglia, di progetti futuri e nuove idee su cui collaborare. Verso la fine della serata, Elton e il co-regista del documentario, David Furnish, hanno mostrato a Brandi una versione iniziale e ancora senza titolo del loro documentario in lavorazione. L’impatto emotivo su Brandi è stato profondo, tanto da ispirarla a scrivere una nuova canzone in terza persona, prendendo spunto e guida da Bernie Taupin per il modo in cui i suoi testi profondi e personali hanno perfettamente espresso la voce e il viaggio di Elton negli anni. Dopo aver ascoltato la versione completa di Never Too Late, i registi David Furnish e R.J. Cutler sono stati così colpiti dal testo e dalla melodia e hanno deciso di adottarla per il titolo del documentario e l’hanno inserita nei titoli di coda.

Brandi dice: “Ho trovato così commovente la versione iniziale del documentario, che poi è diventato Elton John: Never Too Late. È stato incredibile vedere le vecchie riprese di Elton e il percorso della sua vita. Ma per quanto fantastico e bello fosse tutto ciò che stavamo osservando come fan, la sua vita è stata a tratti solitaria e difficile in certi momenti. Penso che il documentario abbia illustrato qualcosa di davvero importante, perché Elton forse non ha trovato subito la serenità e la pace, ma alla fine l’ha trovata, e l’ha trovata più avanti nella vita. E non è mai troppo tardi – troppo tardi per trovare l’amore della tua vita, per costruire una famiglia o per cambiare idea su qualsiasi cosa.”

Aggiunge Elton John: “Quando Brandi mi ha detto che era così ispirata dalla versione iniziale del documentario e che voleva che scrivessimo insieme una nuova canzone, ne sono stato entusiasta. Sapevo da tempo quanto fosse talentuosa ma leggere i suoi testi e scrivere la musica insieme è stato profondamente toccante. Soprattutto, data la componente personale nel vedere la mia vita sullo schermo, è riuscita a cogliere perfettamente l’essenza del documentario e il motivo per cui ho smesso di fare tournée per trascorrere più tempo con la mia famiglia. Sono costantemente stupito dalla sua maestria: riesce a trasmettere la mia voce in un modo che solo Bernie è riuscito a fare in passato. So che Bernie ha aiutato Brandi a trovare la giusta ispirazione per questo. Il livello della sua musicalità, della sua scrittura e della passione che mette in ciò che fa è sensazionale. È davvero una delle più grandi artiste in assoluto.”

Never Too Late è prodotta e co-scritta dal pluripremiato vincitore di GRAMMY Andrew Watt. Come Brandi, anche Watt ha una lunga storia di collaborazioni con Elton. Il loro primo incontro è avvenuto quando Watt ha coinvolto Elton per aggiungere piano e voce all’album di Ozzy Osbourne del 2020, Ordinary Man. Successivamente, Watt ha prodotto sei tracce dell’album di Elton, The Lockdown Sessions, arrivato in cima alle classifiche, e Hold Me Closer, il singolo che ha ottenuto un successo globale in collaborazione con Britney Spears.

Zucchero - Discover II - Jam TV

Zucchero presenta il suo nuovo album “Discover II”

Secondo capitolo della lunga carriera di Zucchero dedicato alle cover: è uscito infatti Discover II

 

Discover II è il secondo lavoro di Zucchero “Sugar” Fornaciari dedicato alle cover. Dopo il primo progetto uscito nel 2021, questo nuovo album è in parte figlio del precedente: tutto è cominciato infatti da una lunga lista di brani che lo stesso Zucchero avrebbe voluto reinterpretare.

Come per il primo capitolo di Discover, la produzione è affidata a Max Marcolini, fatta eccezione per quattro brani dove c’è un gradito ritorno, quello di Corrado Rustici.

Anche per Discover II le tracce sono tredici e diventano diciotto nella versione box deluxe. Si va da Acquarello di Toquinho a With Or Without You degli U2, da Set Fire To The Rain di Adele ad Agnese di Ivan Graziani. In alcuni pezzi dell’album sono presenti poi ospiti come Paul Young, Oma Jali, Jack Savoretti, Irene Fornaciari, Russell Crowe e Salmo. Due brani sono poi adattamenti in italiano con testi entrambi a firma di Zucchero.

Come nel 2023, il tour dell’anno prossimo sarà negli stadi, tra date già annunciate ed altre per cui si attende solo l’ufficialità: 19 giugno 2025 – Ancona – Stadio Del Conero; 21 giugno 2025 – Bari – Stadio San Nicola; 26 giugno 2025 – Torino – Stadio Olimpico Grande Torino; 28 giugno 2025 – Padova – Stadio Euganeo; Roma – Coming Soon…

Infine, stavolta non si può dire, almeno per il momento, “non c’è due senza tre”, perché il prossimo album di Zucchero, stando a quanto dichiarato da lui stesso, non sarà un album di cover, anzi…

David Gilmour - London 2024 - Copyright Anton Corbijn
(David Gilmour - London 2024 - © Anton Corbijn)

David Gilmour ospite da Jimmy Fallon: “Dark And Velvet Nights” live

L’ex Pink Floyd al Tonight Show per eseguire un brano dal suo nuovo album Luck And Strange e per un’intervista

 

David Gilmour è stato ospite lo scorso 7 novembre al Tonight Show di Jimmy Fallon, complici le date al Madison Square Garden di New York di questi giorni in cui sta presentando il nuovo album solista Luck And Strange. Nell’occasione l’ex chitarrista dei Pink Floyd ha proposto dal vivo Dark And Velvet Nights, singolo tratto proprio dal suo nuovo lavoro, eseguito quasi interamente dal vivo, insieme ad alcuni brani storici dei Floyd, anche nel corso delle recenti sei date al Circo Massimo di Roma.

 

Qui è possibile vedere (o rivedere) Gilmour al Tonight Show di Jimmy Fallon:

 

Il chitarrista ha anche risposto ad alcune domande durante la trasmissione, come quella secondo cui The Dark Side Of The Moon sarebbe nato per essere sincronizzato con il film del 1939 Il mago di Oz. “Ho sentito parlare di questa teoria solo anni dopo” – ha dichiarato Gilmour a Fallon, rivelando anche di aver provato a sincronizzare l’album e il film. Infine ha comunque spiegato: “Sono solo strane coincidenze”.

 

L’ex chitarrista dei Pink Floyd di recente ha rilasciato anche un’intervista al Los Angeles Times in cui ha rivelato di essersi pentito di aver accettato che nel 2014 venisse pubblicato l’album The Endless River come un’uscita ufficiale della band. “Quando lavorammo a quel progetto, il nostro ingegnere Andy Jackson aveva messo insieme una sorta di collage chiamato The Big Spliff, composto da frammenti e improvvisazioni tratte dalle sessioni di The Division Bell, alcune delle quali erano già circolate come bootleg”, ha detto Gilmour, che ha poi aggiunto: “Molti fan ci chiesero di rielaborare quel materiale, e così decidemmo di pubblicarlo”.

Il chitarrista aveva ceduto alle pressioni della casa discografica, stando a quanto da lui stesso dichiarato: “Il mio errore fu accettare che ci obbligassero a pubblicarlo come un disco ufficiale dei Pink Floyd. Avremmo dovuto spiegare meglio cosa conteneva davvero, perché, per me, non è mai stato un seguito di The Division Bell“.

Gilmour ha poi affermato di essere soddisfatto dell’operazione che ha portato alla vendita del catalogo dei Pink Floyd alla Sony Music per 400 milioni di dollari: “È storia, fa tutto parte del passato – ha infatti dichiarato il chitarrista. – Questo materiale è per le future generazioni. Sono una persona anziana. Ho passato gli ultimi quarant’anni a cercare di combattere per il meglio, contro le forze dell’indolenza e dell’avidità, per fare il massimo con il nostro lavoro. E ora ho lasciato andare questa battaglia”. Con questo accordo la Sony è entrata in possesso dei master, dei diritti connessi e dei diritti di immagine dei Pink Floyd.

Milano Music Week 2024

Presentata la Milano Music Week, edizione 2024

Saranno oltre 300 gli eventi in programma

 

In una sala gremita in ogni ordine di posto, a testimoniare l’elevatissimo interesse, è stata presentata, al BASE Milano, la Milano Music Week, edizione 2024, che si svolgerà dal 18 al 24 novembre prossimi.

Promossa dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, ASSOCONCERTI, ASSOMUSICA, FIMI, NUOVO IMAIE e SIAE, il distretto principale sarà nel cuore della città al CASTELLO SFORZESCO – DAZI DELL’ARCO DELLA PACE e in tante location speciali con oltre 300 EVENTI, di cui più di 70 organizzati dalla direzione artistica.

Durante la presentazione, con la moderazione della Direttrice artistica della Milano Music Week, Nur Al Habash, si sono alternati diversi esponenti degli enti organizzatori di questa manifestazione che si prospetta essere uno dei più importanti eventi dedicati alla musica in italia.

Tra gli altri, hanno preso la parola Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Carlo Parodi, presidente di ASSOMUSICA, Bruno Sconocchia, Presidente di ASSOCONCERTI, Andrea Micciché presidente di Nuovo Imaie e Paolo Franchini Consigliere di Gestione SIAE.

“Il futuro è già qui” è il filo conduttore di questa edizione e sottolinea come la musica e l’industria creativa stiano vivendo un momento di profonda trasformazione e che il futuro appartiene a chi sa innovare e osare.

Molteplici gli approfondimenti previsti sul ruolo unico di Milano come città culturale e sul ruolo della musica italiana all’estero, atti a testimoniare sempre di più di quanto Milano si confermi il traino del comparto musicale italiano.

Oltre ai numerosissimi eventi già previsti la direzione artistica e i promotori hanno organizzato una ricca serie di panel, Eventi e masterclass rivolti non solo agli addetti ai lavori ma a tutti coloro che amano la musica e vogliono conoscere i suoi meccanismi più da vicino.

Non mancate, quindi, a tutti gli appuntamenti in calendario a Milano, dal 18 al 24 novembre. Buona musica e buona Milano Music Week 2024 a tutti!

Controlla il programma completo dell Milano Music Week su: https://milanomusicweek.it/

Lombroso - Dolce di giorno (Lucio Battisti Cover) (Live)

Lombroso – Dolce di giorno (Cover) (Live)

Lucio Battisti è sempre stato uno dei punti di riferimento dei Lombroso ed è anche per questo motivo che Dario Ciffo e Agostino Nascimbeni ci fanno ascoltare la loro versione di Dolce di giorno, live negli studi di Jam TV.

 

Dolce di giorno è il primo brano scritto insieme da Mogol e Battisti ed è anche il Lato A del primo 45 giri di quest’ultimo, anche se era già uscita una versione della canzone interpretata dai Dik Dik.

 

I Lombroso sono tornati di recente a quattordici anni di distanza dal loro precedente lavoro con l’album Bellafine (Dischi Soviet Studio/ AudioGlobe The Orchard).

 

Bellafine è un disco che raccoglie 8 nuove canzoni registrate in momenti differenti, alcune rimaste nel cassetto per un po’. – afferma il duo. – Sicuramente i sentimenti sono il fil rouge che unisce tutti i brani del disco e vengono trattati sotto diversi punti di vista, spesso nel modo ironico tipico dei Lombroso: un amore finito che diventa una nuova opportunità, la difficoltà di comunicare in coppia, la voglia di riconquistare la ragazza dei propri sogni, passando per un inno alle curve femminili. Senza dimenticare ‘Una canzone per tutti’ che speriamo diventi davvero un brano che il nostro pubblico possa cantare a squarciagola“.

Questa la tracklist del disco: Spiegarsi – Bellafine – Sto pensando a te – Universo circolare – Una canzone per tutti – Devi dirle che l’ami – Testosterone – Sentimento Rock

Il duo Lombroso nasce in un pomeriggio del 2003 quando Dario Ciffo (voce e chitarra) propone all’amico Agostino Nascimbeni, talentuoso batterista, di esibirsi con lui in un concerto, scoprendo un’energia e complicità unica. In quella prima occasione live improvvisano Insieme a te sto bene di Mogol/Battisti, che diventerà anche il singolo di un loro successivo album. È Morgan che suggerisce il nome Lombroso ispirandosi alla via della sala prove dove il duo si trovava. Dalla loro empatia e complicità nascono quattro album: Lombroso (2004 per Mescal)Credi di conoscermi (2007 per V2), Una vita non mi basta (2010 per Niegazowana), fino al nuovo album Bellafine (2024 per Dischi Soviet Studio/ AudioGlobe The Orchard) che vede anche una collaborazione con Mogol nel singolo Sentimento Rock scritto da Mogol e musicato da Morgan e i Lombroso.

 

Il duo è in tour per presentare il suo nuovo album e le prossime date in programma sono:

15 NOVEMBRE 2024 – MILANO – DETUNE

16 NOVEMBRE 2024 – PRATO – MONSTERS A-LIVE

12 DICEMBRE 2024 – BARLETTA (BAT) – CAFFÈ LETTERARIO

13 DICEMBRE 2024 – NARDÒ (LE) – JUNGLE

14 DICEMBRE 2024 – SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI (CB) – BOBBY’S LIVE

20 DICEMBRE 2024 – COLLE VAL D’ELSA (SI) – BOTTEGA ROOTS

15 GENNAIO 2025 – CREMONA – SPOON

cure - troxy - londra - songs of a lost world

Cure, il video del live di presentazione di “Songs Of A Lost World”

Robert Smith e soci hanno eseguito il loro nuovo album di inediti, oltre a tanti brani del loro repertorio, in un lungo concerto al Troxy di Londra

 

È uscito lo scorso 1° novembre Songs Of A Lost World, il nuovo album dei Cure che giunge dunque a 16 anni di distanza dal precedente disco di inediti, 4:13 Dream. Lo stesso giorno dell’uscita Robert Smith, Simon Gallup, Jason Cooper, Roger O’Donnell e Reeves Gabrels hanno tenuto un concerto al Troxy di Londra dinanzi a circa 3000 persone con una ricca scaletta come da tradizione dei loro live. Nell’occasione hanno suonato per intero tutto l’album seguendo fedelmente l’ordine delle tracce. Dopo una seconda parte con grandi successi come Pictures of You, Lovesong, Just Like Heaven e altri brani, hanno dedicato la terza parte a Seventeen Seconds, eseguendo cinque canzoni da questo loro secondo album per il quale nel 2025 ricorreranno i 45 anni dalla pubblicazione. Nel bis c’è stato infine posto per altri brani storici, da Lullaby, passando per pezzi come Friday I’m in Love o Close to Me, fino alla conclusiva Boys Don’t Cry.

Con la promessa di Robert Smith di rivedersi presto a fine concerto si è chiuso un live di circa tre ore in cui come sempre i Cure non si sono risparmiati.

 

Qui di seguito è possibile rivedere tutto il concerto:

 

 

Scaletta:

 

Songs of a Lost World

Intro Alone (registrata)
Alone
And Nothing Is Forever
A Fragile Thing
Warsong
Drone:Nodrone
I Can Never Say Goodbye
All I Ever Am
Endsong

Seconda parte

Plainsong
Pictures of You
High
Lovesong
Burn
Fascination Street
A Night Like This
Push
In Between Days
Just Like Heaven
From the Edge of the Deep Green Sea
Disintegration

Terza parte – Seventeen Seconds

At Night
M
Secrets
Play for Today
A Forest

Bis

Lullaby
The Walk
Friday I’m in Love
Close to Me
Why Can’t I Be You?
Boys Don’t Cry

Iggy Pop - Live at Montreaux Jazz Festival 2023

Iggy Pop, il 24 gennaio esce “Live at Montreux Jazz Festival 2023”

Vecchi e nuovi successi nell’album in arrivo di Iggy Pop Live at Montreux Jazz Festival 2023

 

Live at Montreux Jazz Festival 2023 di Iggy Pop è l’album che celebra la lunga carriera e il ricco catalogo dell’ex frontman degli Stooges.

Il 6 luglio 2023 Iggy Pop è tornato al Montreux Jazz Festival sostenuto da una band di sette elementi e ha entusiasmato la folla dello Stravinski Auditorium con un set che abbracciava tutta la sua carriera e che includeva brani del periodo con gli Stooges, degli album Idiot Lust for Life, di New Values fino al recente Every Loser.

È stata la terza apparizione di Iggy al festival e la sua performance è stata registrata e filmata dal team del Montreux Jazz Festival. Il concerto sarà disponibile in Blu-ray+CD Digipak, 2 LP Gatefold e download digitale il 24 gennaio 2025 in tutto il mondo tramite earMUSIC.

 

Intanto è già disponibile il video di Five Foot One nella versione eseguita proprio l’anno scorso al Festival e che farà parte ovviamente del nuovo album live:

“I give something extra every time I do Montreux Jazz. In ’23 it was deep cuts like Mass Production, Endless Sea, Five Foot One and a hell of a lot of sweat.” – Iggy Pop

Hear “Five Foot One (Live at Montreux Jazz Festival 2023),” the first single and see the video HERE:

There has never been an artist on stage quite like Iggy Pop and here he has never been better. With a band as versatile and acrobatic as the artist himself, there is everything from the glorious primitivism of Stooges-era “I Wanna Be Your Dog” and “T.V. Eye,” the swagger of “Lust for Life,” the precise metronomic drone of “Nightclubbing, “and the full-on unleashed rock fury of the recent “Modern Day Ripoff” and “Frenzy.”

This most comprehensive live collection catches up with Iggy as he continues to win over generations of new fans and perform at the highest level his lifelong devotees have come to expect.

Phil Lesh

Addio a Phil Lesh – Il ricordo dei Grateful Dead

“Ascoltate i Grateful Dead e così porteremo tutti un po’ di Phil con noi per sempre”

 

È venuto a mancare all’età di 84 anni Phil Lesh, bassista e membro fondatore dei Grateful Dead. Questo il messaggio condiviso sui social dal gruppo, firmato dai componenti ancora in vita che hanno fondato la band, Mickey Hart, Bill Kreutzmann e Bob Weir:

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Grateful Dead (@gratefuldead)

 

“Oggi abbiamo perso un fratello. I nostri cuori e il nostro affetto vanno a Jill Lesh, Brian e Grahame. Phil Lesh era insostituibile. In una nota della Phil Zone, potevi sentire e e percepire il mondo che nasceva. Il suo basso scorreva come scorrerebbe un fiume. È andato dove lo ha portato la musa. Era un esploratore dello spazio interiore ed esteriore a cui capitava di suonare il basso. Era un circumnavigatore di mondi musicali precedentemente sconosciuti. E altro ancora.

Possiamo contare sulle dita di una mano le persone che possiamo dire abbiano avuto un’influenza altrettanto profonda sul nostro sviluppo, in tutti i sensi. E sono ancora meno le persone che lo hanno fatto ininterrottamente nel corso dei decenni e che continueranno a farlo finché vivremo. Che regalo è stato per noi. Non diremo che ci mancherà, poiché in ogni momento, nulla di ciò che faremo sarà senza le lezioni che ci ha insegnato – e le lezioni che devono ancora venire, poiché le conversazioni andranno avanti.

Phil amava i Dead Heads e li teneva sempre nel suo cuore e nella sua mente. Il fatto è che… Phil era molto più di un virtuoso bassista, un compositore, un padre di famiglia, un’icona culturale…

Ci saranno tanti tributi e tutti diranno cose importanti. Ma per noi, che abbiamo passato una vita a fare musica con Phil Lesh, la musica ha un modo di dire tutto. Quindi ascoltate i Grateful Dead e così porteremo tutti un po’ di Phil con noi per sempre.

Perché questo è tutto un sogno che abbiamo sognato un pomeriggio, tanto tempo fa….

– Mickey, Billy and Bobby”

 

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