Bob Dylan - A Complete Unknown

Bob Dylan, arriva al cinema “A Complete Unknown”

Da domani, 23 gennaio, esce anche nelle sale cinematografiche italiane il biopic in cui si narrano i primi anni di carriera del leggendario singer-songwriter

 

Da essere “un totale sconosciuto” si ritroverà presto ad essere dapprima la nuova promessa e poi il punto di riferimento della scena folk revival, fino a diventare una star che abbraccia il rock: è un sunto noto ai fan di Bob Dylan che riguarda il periodo dal 1961 al 1965 e che è oggetto della trama di A Complete Unknown, nuovo biopic basato sul leggendario singer-songwriter che arriva nelle sale cinematografiche italiane da domani, 23 gennaio.

Nei panni di Bob Dylan c’è un bravissimo Timothée Chalamet che mette sul grande schermo le sfumature caratteriali di un personaggio spesso egoista e molto determinato nell’arrivare al successo, che si allontana dalle persone con cui aveva creato importanti legami e gli avevano permesso non solo di integrarsi a New York, ma di essere anche particolarmente apprezzato. Chalamet suona e canta i brani dylaniani, imparati con perizia in modo da rendere al meglio un’interpretazione che diviene fondamentale nel film, dove la vera protagonista è davvero la musica. Tra gli altri non sono da meno Monica Barbaro nel ruolo di Joan Baez, Edward Norton nei panni di un Pete Seeger da Oscar, ed Elle Fanning che interpreta Suze Rotolo, qui ribattezzata Sylvie Russo per volere dello stesso Dylan.

 

Il film esce proprio in questi giorni, quando ricorrono i cinquant’anni dalla pubblicazione di Blood On The Tracks, tutt’altro periodo e tutt’altra storia rispetto alle vicende di A Complete Unknown, ma sicuramente uno degli album più amati di Bob Dylan.

Poi, nella giornata di ieri, è venuto purtroppo a mancare Garth Hudson, organista e fisarmonicista di The Band, il gruppo che ha accompagnato Bob Dylan nella sua svolta elettrica e che con lui ha vissuto giorni fantastici a Woodstock nella casa chiamata Big Pink, nelle cui cantine suonavano canzoni, melodie, ritmi che profumavano di vecchia America.

 

Tornando infine al film, le scelte del regista James Mangold, già dietro la macchina da presa per il biopic su Johnny Cash Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line, restituiscono una narrazione dove ovviamente tanti momenti sono adattati come di consueto alle esigenze cinematografiche, ma non fanno perdere di vista uno degli obiettivi principali che dovrebbe avere un lavoro del genere: far conoscere Bob Dylan anche a chi magari non ha seguito più di tanto (o ha addirittura ignorato) la sua lunga carriera.

Becoming Led Zeppelin

“Becoming Led Zeppelin”, nuovo trailer online

Cresce sempre di più l’attesa di vedere il primo docufilm ufficiale sulla band che sarà al cinema dal 27 febbraio al 5 marzo. Contiene materiali mai visti e un’intervista inedita a John Bonham

 

A 13 anni dal successo nelle sale di tutto il mondo di Celebration Day che aveva raccolto oltre 50.000 spettatori solo in Italia, arriva nei cinema italiani solo dal 27 febbraio al 5 marzo Becoming Led Zeppelin (elenco sale a breve su nexostudios.it).

 

Qui di seguito si può vedere il nuovo trailer:

 

Diretto da Bernard MacMahon (American Epic) e co-sceneggiato e prodotto da Allison McGourty, Becoming Led Zeppelin è il primo film ufficialmente autorizzato sul gruppo e ripercorre la storia creativa, musicale e personale dei Led Zeppelin, raccontata attraverso le parole della band stessa.

Non solo un documentario, non solo un film concerto, ma il racconto della storia più intensa che il rock abbia mai vissuto, scritta negli annali della storia della musica mondiale e che tutti dovrebbero conoscere.

L’ascesa fulminea della band è stata rapida e praticamente mai documentata prima di oggi. Quattro ragazzi con la passione per la musica, Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e John Bonham, attraversavano negli anni ’60 i piccoli club di tutta la Gran Bretagna, fino al loro incontro nell’estate del 1968 per una prova che cambiò per sempre le loro vite. I loro percorsi si unirono in una corsa mozzafiato che culminò nel 1970, quando divennero la band numero uno al mondo, i Led Zeppelin.

Il film concerto svela anche un’enorme quantità di filmati rari e inediti delle performance del gruppo: il risultato è un’esperienza musicale viscerale, che trasporterà gli spettatori nelle sale da concerto dei primi tour, accompagnati da commenti intimi ed esclusivi della band, notoriamente riservata.

Per i milioni di persone che non hanno potuto vivere quel periodo, questo film rappresenta l’unica opportunità di immergersi totalmente in quei live che hanno segnato per sempre la musica.

Becoming Led Zeppelin è un film che ha rischiato di non essere realizzato: i registi hanno dovuto affrontare sfide epiche, tra cui il fatto che non esisteva quasi nessun filmato del primo periodo del gruppo. MacMahon e McGourty si sono imbarcati in una ricerca “investigativa” globale per recuperare i materiali necessari a illustrare la storia dei Led Zeppelin.

Racconta il regista Bernard MacMahon: “Con Becoming Led Zeppelin il mio obiettivo era quello di fare un nuovo tipo di film, un documentario che somigliasse a un musical. Volevo intrecciare le quattro diverse storie dei membri del gruppo prima e dopo la formazione della band, facendo raccontare ampie parti della loro storia solo dalla musica e dalle immagini, in modo da legare le canzoni ai luoghi in cui furono create e agli eventi che le ispirarono. Ho usato solo pellicole e negativi originali, con oltre 70.000 fotogrammi restaurati manualmente, e ho ideato delle sequenze di fantasia, ispirate a Singin’ In The Rain, sovrapponendo filmati inediti di esibizioni dal vivo a fotomontaggi di poster, biglietti e viaggi, per ricreare visivamente il senso di frenesia dei loro esordi“.

Becoming Led Zeppelin è diretto dal pluripremiato Bernard MacMahon (AMERICAN EPIC), nominato agli Emmy® e ai BAFTA®, e scritto da MacMahon e dalla produttrice Allison McGourty, nominata ai BAFTA®. È prodotto da McGourty e Paradise Pictures in associazione con Big Beach, insieme ai produttori esecutivi Michael B. Clark, Alex Turtletaub, Cynthia Heusing, David Kistenbroker, Duke Erikson, Simon Moran e Ged Doherty. Il montaggio è di Dan Gitlin, la supervisione del suono è di Nick Bergh, il restauro del suono è del vincitore del Grammy® Award Peter Henderson, con ricerche d’archivio di Kate Griffiths e Rich Remsberg.

Ringo Starr - Look Up

Ringo Starr, è uscito il nuovo album “Look Up”

Prodotto e scritto in collaborazione con T Bone Burnett, il nuovo lavoro sarà presentato allo storico Ryman Auditorium di Nashville il 14 e il 15 gennaio

 

Ringo Starr non pubblicava un nuovo album completo di inediti dal 2019 e stavolta è tornato con Look Up, rispolverando una sua vecchia passione per la musica country e affidandosi al produttore T Bone Burnett.

 

T Bone Burnett e Ringo Starr - Foto di Dan Winters
T Bone Burnett e Ringo Starr – Foto di Dan Winters

 

La title track del nuovo lavoro è anche il brano accompagnato da un nuovo video che ha per protagonista l’84enne ex batterista dei Beatles, oltre a persone di diverse etnie che ballano e sorridono e in un’ampia distesa all’aperto si dispongono infine in modo da formare il simbolo della pace; è infatti proprio il messaggio “Peace and Love”, tanto caro a Ringo Starr, che vuole veicolare la canzone scritta da Daniel Tashian e Burnett, al cui interno sono presenti le armonie vocali di Molly Tuttle:

Nove degli undici brani di Look Up sono stati scritti in collaborazione con Burnett, uno da Billy Swan e l’altro è stato scritto da Starr e Bruce Sugar. Ringo ha cantato e suonato la batteria in tutti i brani e ha realizzato il brano di chiusura dell’album, Thankful, insieme a Alison Krauss. Burnett ha reclutato alcuni dei più grandi talenti di Nashville per questo progetto tra cui Billy Strings, Larkin Poe, Lucius, Molly Tuttle e Alison Krauss. La canzone che apre l’album e che è stata anche il primo singolo del nuovo lavoro, Time On My Hands, è scritta da Paul Kennerly e Daniel Tashian (che è anche tra i produttori dell’album insieme a Sugar) e Burnett.

La passione di Starr per la musica country è sempre stata evidente durante tutta la sua prestigiosa carriera. Ha suonato e scritto numerose canzoni country – o con influenze country – sia durante gli anni con i Beatles (ad esempio Act NaturallyWhat Goes OnDon’t Pass Me By) che con il gruppo precedente Rory Storm and The Hurricanes. Inoltre il suo secondo album da solista Beaucoups of Blues del 1970 era country. Il suo amore per la musica country e il blues lo ha portato da Londra al Texas quando era ancora un adolescente, dopo aver letto che Lightnin’ Hopkins ha vissuto a Houston. Il nuovo album di Ringo Starr arriva dopo un incontro casuale con Burnett ad un evento a Los Angeles nel 2022 (i due si erano conosciuti negli anni ’70), dove Starr chiede a Burnett di scrivere una canzone per un EP che stava registrando. Prendendo a cuore il compito, Burnett è tornato con nove canzoni, tutte in stile country, che hanno felicemente messo Starr sulla strada giusta per registrare Look Up: il suo primo album country dopo 50 anni e il suo primo album completo dal 2019.

“Mi è sempre piaciuta la musica country. E quando ho chiesto a T Bone di scrivermi una canzone, non pensavo nemmeno che sarebbe stata una canzone country, e quando è arrivata era incredibilmente bella – racconta Ringo. – In quel periodo stavo realizzando degli EP e quindi pensavo che avremmo realizzato un EP country, ma quando mi ha portato nove canzoni, ho capito che avremmo dovuto pubblicare un intero album! E sono così contento di averlo fatto. Voglio ringraziare e mandare Peace & Love a T Bone e a tutti i grandi musicisti che hanno contribuito a realizzare questo disco. È stato un piacere farlo e spero sia altrettanto piacevole ascoltarlo“.

Ho apprezzato Ringo Starr e il suo modo di suonare, di cantare e il suo stile per tutto il tempo che riesco (o che mi interessa) ricordare –  dice Burnett. – “Ringo con il suo approccio creativo è riuscito a cambiare il modo di suonare di ogni batterista e ha sempre cantato un rockabilly da urlo, oltre a essere un incredibile interprete di ballad. Comporre questa musica con lui è stato come realizzare un sogno che ho vissuto per 60 anni. Nessuno dei lavori che ho prodotto nella mia lunga vita in ambito musicale sarebbe potuto esistere se non fosse stato per lui e la sua band. Tra le altre cose, questo album è un modo per ringraziarlo per tutto quello che ha dato a me e a noi“.

Ringo Starr presenterà il suo nuovo album a Nashville allo storico Ryman Auditorium il 14 e 15 gennaio 2025.

 

Tracklist con autori dei brani:

  1. Breathless (featuring Billy Strings) (T Bone Burnett)
  2. Look Up (featuring Molly Tuttle) (Daniel Tashian, T Bone Burnett)
  3. Time On My Hands (Paul Kennerly, Daniel Tashian, T Bone Burnett)
  4. Never Let Me Go (featuring Billy Strings) (T Bone Burnett)
  5. I Live For Your Love (featuring Molly Tuttle) (Billy Swan, T Bone Burnett)
  6. Come Back (featuring Lucius) (T Bone Burnett)
  7. Can You Hear Me Call (featuring Molly Tuttle) (T Bone Burnett)
  8. Rosetta (featuring Billy Strings and Larkin Poe) (T Bone Burnett)
  9. You Want Some (Billy Swan)
  10. String Theory (featuring Molly Tuttle) (Daniel Tashian, T Bone Burnett)
  11. Thankful (featuring Alison Krauss) (Richard Starkey, Bruce Sugar)*

Prodotto da T Bone Burnett

Coprodotto da Daniel Tashian e Bruce Sugar
Thankful prodotto da Ringo Starr e Bruce Sugar con T Bone Burnett

5 luglio 1954 - Elvis Presley

Elvis Presley avrebbe compiuto 90 anni

Una playlist di 90 canzoni per ricordare il Re del Rock’N’Roll

 

L’8 gennaio 1935 a Tupelo, Mississippi, nasceva Elvis Aaron Presley e dunque, per i 90 anni da questa ricorrenza, abbiamo deciso di celebrarlo con una playlist di 90 canzoni.

Si parte da That’s All Right, Mama, la cover di Arthur “Big Boy” Crudrup che registra il 5 luglio 1954 nei mitici studi della Sun Records da cui tutto – non solo la sua carriera – ha inizio, e dal suo lato B, Blue Moon of Kentucky, anche questa una cover, ma dell’inventore del bluegrass Bill Monroe.

Non mancano ovviamente i brani più famosi come Hound Dog, Jailhouse Rock, Love Me Tender, Can’t Help Falling In Love, tanti altri pezzi, compresi quelli che lo stesso Elvis ha reinciso e che hanno fatto la storia del Rock’N’Roll e non solo, come Blue Suede Shoes o Tutti Frutti giusto per fare due esempi. Solo il brano conclusivo dei 90 della playlist non è stato registrato in studio, ma è tratto dal ’68 Comeback Special, nome con cui è principalmente conosciuto lo speciale televisivo andato in onda negli Stati Uniti il 3 dicembre 1968 sulla NBC, che celebra il ritorno di Elvis alla musica live, dopo gli anni in cui si è concentrato soprattutto sulla sua carriera cinematografica: il brano in questione è quello con cui si chiude quel famoso show, If I Can Dream.

 

Happy birthday Elvis, wherever you are…

 

 

I nostri album preferiti del 2024 - Jam TV

I nostri album preferiti del 2024

Dieci album più uno di questo 2024 che secondo noi vale la pena ascoltare (o riascoltare)

 

Dal grande ritorno di David Gilmour con Luck and Strange a quello di Nick Cave & The Bad Seeds con Wild God, entrambi peraltro con grandi live in Italia; anche Jack White non è stato da meno in questo 2024 e ha pubblicato il suo nuovo disco di inediti No Name, così come quest’anno è uscito il nuovo lavoro dei Lemon Twigs dal titolo A Dream Is All We Know e quello di Father John Misty che a dicembre è tornato con Mahashmashana; se di ritorno vero e proprio dobbiamo parlare, però, è sicuramente il caso dei Cure che a ben sedici anni di distanza dal disco precedente hanno pubblicato Songs Of A Lost World, senza trascurare i Linkin Park, che sette anni dopo il loro ultimo album di inediti, e con la nuova cantante Emily Armstrong, hanno dato alle stampe The Emptiness Machine; Beth Gibbons con Lives Outgrown, Jessica Pratt con Here in the Pitch e Laura Marling con Patterns in Repeat completano la nostra playlist… non prima di aver ascoltato un brano dal “nuovo album” (del 2004) degli U2 How To Re-Assemble An Atomic Bomb.

 

 

E invece quali sono i vostri dischi preferiti di quest’anno che sta per finire?

Tanti auguri di buon 2025 da tutta la Redazione di Jam TV!

pogues - fairytale of new york

Buon Natale con i Pogues

Tanti auguri di buon Natale da tutta la redazione di Jam TV!

Fairytale of New York è una canzone natalizia del gruppo irlandese The Pogues, pubblicata nel 1987, ed eseguita insieme alla cantante Kirsty MacColl.

Il brano, una ballata in stile folk irlandese, è stato scritto da Jem Finer e Shane MacGowan e fa parte dell’album del gruppo intitolato If I Should Fall from Grace with God. L’arrangiamento è di Fiachra Trench. È stata votata come migliore canzone natalizia di tutti i tempi in vari sondaggi televisivi, radiofonici e giornalistici effettuati nel Regno Unito e in Irlanda.

Originariamente la canzone doveva essere un duetto tra Shane MacGowan e la bassista dei Pogues Cait O’Riordan, ma quest’ultima lasciò il gruppo nel 1986, prima che il brano fosse stato completato. All’epoca il produttore dei Pogues era Steve Lillywhite, che chiese a sua moglie Kirsty MacColl di registrare una traccia per la voce femminile che fungesse da linea guida in una versione demo del pezzo. L’esecuzione della MacColl piacque così tanto ai Pogues che le chiesero di interpretare il brano anche nella sua versione definitiva.

Il brano descrive una sorta di sogno ad occhi aperti di un immigrato irlandese che sta passando la vigilia di Natale smaltendo una sbornia chiuso in una cella da ubriachi a New York. Quando un altro ubriaco chiuso con lui nella cella si mette a cantare una strofa della ballata irlandese The Rare Auld Mountain Dew il narratore (MacGowan) inizia a sognare il personaggio femminile del brano. Il resto della canzone (che può essere interpretato come un monologo interiore) prende la forma di un botta e risposta tra la coppia, che la vigilia di Natale, litigando, parla delle proprie speranze giovanili distrutte dall’alcolismo e dalla dipendenza dalla droga.

Il canto melodioso della MacColl crea un forte contrasto con la voce rauca e impastata di MacGowan, e le strofe sono di tono talvolta dolce-amaro altre semplicemente amareggiato: es. Happy Christmas your arse/I pray God it’s our last (It. “Buon Natale stronzo! / Prego Dio che sia l’ultimo insieme”). I versi Sinatra was swinging e cars as big as bars (It. “Sinatra cantava lo swing” e “Automobili grandi come bar”) lasciano intendere che la storia sia ambientata verso la fine degli anni quaranta.

Il titolo, ripreso dal romanzo A Fairy Tale of New York dello scrittore James Patrick Donleavy, venne scelto dopo che il brano era stato già registrato.

 

Justin Adams & Mauro Durante - Intervista - Sweet Release - Jam TV

Justin Adams & Mauro Durante, il nuovo album è “Sweet Release”

Secondo album insieme per Justin Adams e Mauro Durante che in questi giorni sono stati in tour in Italia (in attesa che tornino dalle nostre parti anche nel 2025)

 

Con Sweet Release sono giunti al loro secondo album insieme Justin Adams e Mauro Durante. Dopo il precedente lavoro Still Moving uscito nel 2021 e una tournée di tre anni in tutto il mondo, il viaggio di queste due grandi personalità artistiche prosegue con sonorità che vanno dalla taranta al rockabilly, dal sufi al minimalismo. All’inizio però riavvolgiamo brevemente il nastro e sentiamo dalla viva voce di Mauro Durante come e quando è nato il primo incontro tra lui e Justin Adams.

Se tra i due è cominciato tutto suonando, ancor prima di parlare, non può non essere così anche per l’ispirazione primordiale dei loro brani, che man mano vengono poi affinati con i testi in un vero e proprio dialogo sotto vari punti di vista.

Sono due curricula importanti quelli di Justin Adams e Mauro Durante, ma in sintesi si può indicare il primo come chitarrista, produttore, compositore britannico e collaboratore storico di Robert Plant, mentre il secondo prosegue una tradizione di famiglia come percussionista, violinista e cantante del Canzoniere Grecanico Salentino. Alla fine della nostra chiacchierata abbiamo allora chiesto a entrambi cosa vuol dire oggi fare world music e come si può rinnovare il genere, a partire dall’origine e dalla tradizione.

Ringo Starr, Paul McCartney e Ronnie Wood

Paul McCartney, ultima data del tour a Londra con Ringo Starr e Ronnie Wood

Ringo Starr e Ronnie Wood hanno impreziosito l’ultimo concerto del Got Back Tour 2024 di Paul McCartney

 

Grande sorpresa per il pubblico presente ieri sera alla O2 Arena di Londra all’ultima data del Got Back Tour 2024 di Paul McCartney: a un certo punto sul palco sono saliti infatti (in due momenti diversi dello show) Ringo Starr e Ronnie Wood.

Il primo a raggiungere Paul e la sua band è stato il chitarrista dei Rolling Stones e insieme hanno eseguito dal vivo Get Back dei Beatles, non prima che McCartney imbracciasse per la prima volta in pubblico il basso, rubato 50 anni fa e che gli è stato restituito all’inizio di quest’anno:

 

 

Ringo Starr era già stato avvistato tra il pubblico a godersi il concerto, ma ha poi raggiunto Paul McCartney durante i bis per una rimpatriata beatlesiana sulle note di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise) e Helter Skelter:

 

 

Nel live tanti sono stati i brani dei Beatles, compresi Now And Then, pezzo pubblicato l’anno scorso, e I’ve Got A Feeling, prima canzone dei bis proposta, come di consueto in questo tour, in “duetto virtuale” con John Lennon.

 

Scaletta concerto:

A Hard Day’s Night
Junior’s Farm
Letting Go
Drive My Car
Got To Get You Into My Life
Come On To Me
Let Me Roll It
Getting Better
Let ‘Em In
My Valentine
Nineteen Hundred and Eighty-Five
Maybe I’m Amazed
I’ve Just Seen A Face
In Spite of All the Danger
Love Me Do
Dance Tonight
Blackbird
Here Today
Now and Then
Lady Madonna
Jet
Being for the Benefit of Mr. Kite!
Something
Ob-La-Di, Ob-La-Da
Band on the Run
Wonderful Christmastime
Get Back (con Ronnie Wood)
Let It Be
Live and Let Die
Hey Jude

Bis:
I’ve Got A Feeling
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise) (con Ringo Starr)
Helter Skelter (con Ringo Starr)
Golden Slumbers
Carry That Weight
The End

Becoming Led Zeppelin

“Becoming Led Zeppelin”, il trailer

Il primo docufilm ufficiale sulla band sarà al cinema dal 27 febbraio al 5 marzo. Contiene materiali mai visti e un’intervista inedita a John Bonham

 

A 12 anni dal successo nelle sale di tutto il mondo di Celebration Day che aveva raccolto oltre 50.000 spettatori solo in Italia, arriva nei cinema italiani solo dal 27 febbraio al 5 marzo Becoming Led Zeppelin (elenco sale a breve su nexostudios.it).

 

Qui di seguito si può vedere il trailer:

 

Diretto da Bernard MacMahon (American Epic) e co-sceneggiato e prodotto da Allison McGourty, Becoming Led Zeppelin è il primo film ufficialmente autorizzato sul gruppo e ripercorre la storia creativa, musicale e personale dei Led Zeppelin, raccontata attraverso le stesse parole della band. Il film concerto svela anche un’enorme quantità di filmati rari e inediti sulle performance del gruppo: il risultato è un’esperienza musicale viscerale, che trasporterà gli spettatori nelle sale da concerto dei primi tour, accompagnati da commenti intimi ed esclusivi della band, notoriamente riservata. Becoming Led Zeppelin è un film che ha rischiato di non essere realizzato: i registi hanno dovuto affrontare sfide epiche, tra cui il fatto che non esisteva quasi nessun filmato del primo periodo del gruppo. MacMahon e McGourty si sono imbarcati in una ricerca “investigativa” globale per recuperare i materiali necessari a illustrare la storia dei Led Zeppelin.

 

Dalla sua nascita, l’ascesa alla celebrità della band fu rapidissima e praticamente non documentata. Grazie all’accesso esclusivo al gruppo e ai suoi archivi personali, al pieno sostegno della band e alla disponibilità di filmati mai visti prima, Becoming Led Zeppelin immerge gli spettatori nelle immagini e nei suoni degli esordi per un’esperienza che, più di ogni altra, si avvicina alla partecipazione a un concerto live. Perché prima di Stairway To Heaven, della chitarra Dragon e dei dischi d’oro, c’erano semplicemente quattro artisti e il loro amore per la musica. Becoming Led Zeppelin ci svela i loro percorsi individuali mentre si muovono sulla scena musicale degli anni Sessanta, finché nell’estate del 1968 si incontrano per provare insieme e le loro vite cambiano per sempre. I quattro percorsi si fondono in uno quando partono alla conquista dell’America in un giro sulle montagne russe che culmina nel 1970, nel momento in cui diventano la band numero uno al mondo.

 

Racconta il regista Bernard MacMahon: “Con Becoming Led Zeppelin il mio obiettivo era quello di fare un nuovo tipo di film, un documentario che somigliasse a un musical. Volevo intrecciare le quattro diverse storie dei membri del gruppo prima e dopo la formazione della band, facendo raccontare ampie parti della loro storia solo dalla musica e dalle immagini, in modo da legare le canzoni ai luoghi in cui furono create e agli eventi che le ispirarono. Ho usato solo pellicole e negativi originali, con oltre 70.000 fotogrammi restaurati manualmente, e ho ideato delle sequenze di fantasia, ispirate a Singin’ In The Rain, sovrapponendo filmati inediti di esibizioni dal vivo a fotomontaggi di poster, biglietti e viaggi, per ricreare visivamente il senso di frenesia dei loro esordi”.

 

Becoming Led Zeppelin è diretto dal pluripremiato Bernard MacMahon (AMERICAN EPIC), nominato agli Emmy® e ai BAFTA®, e scritto da MacMahon e dalla produttrice Allison McGourty, nominata ai BAFTA®. È prodotto da McGourty e Paradise Pictures in associazione con Big Beach, insieme ai produttori esecutivi Michael B. Clark, Alex Turtletaub, Cynthia Heusing, David Kistenbroker, Duke Erikson, Simon Moran e Ged Doherty. Il montaggio è di Dan Gitlin, la supervisione del suono è di Nick Bergh, il restauro del suono è del vincitore del Grammy® Award Peter Henderson, con ricerche d’archivio di Kate Griffiths e Rich Remsberg.

Eric Clapton Forum annuncio date 2025

Eric Clapton, due date al Forum di Assago (Milano) nel 2025

Il leggendario chitarrista di nuovo in Italia a maggio dell’anno prossimo

 

Dopo essersi esibito al Lucca Summer Festival lo scorso giugno, Eric Clapton ha annunciato il suo ritorno in Italia con due concerti all’Unipol Forum di Assago (Milano), previsti per il 27 e 28 maggio 2025.

 

ASSAGO (MILANO) – Unipol Forum – martedì, 27 maggio 2025

ASSAGO (MILANO) – Unipol Forum – mercoledì, 28 maggio 2025

 

La vendita ufficiale dei biglietti inizierà sabato 14 dicembre 2024 alle ore 11:00 su ticketone.it.

 

È uscito in digitale lo scorso 4 ottobre e sarà disponibile su cd e vinile il 24 gennaio 2025 Meanwhile, nuovo album di Eric Clapton. All’interno del nuovo lavoro saranno presenti nuovi brani più altri usciti in precedenza come singoli, come Moon River con Jeff Beck o This Has Gotta Stop con Van Morrison. Bradley Walker, Judith Hill, Daniel Santiago e Simon Climie sono gli altri ospiti di un album che arriva otto anni dopo il precedente lavoro di inediti I Still Do e l’album Happy XMas del 2018.

Il 29 novembre è stato inoltre pubblicato Eric Clapton’s Crossroads Guitar Festival 2023 con le migliori esibizioni della scorsa edizione del festival organizzato dallo stesso Clapton, tra cui quelle di Santana, John Mayer e Sheryl Crow.

 

Tratto da Meanwhile, qualche giorno fa è stato pubblicato il nuovo video di The Call:

 

 

Su Eric Clapton: Venerato come membro di band iconiche quali The Yardbirds, Blind Faith e Cream, la carriera solista di Clapton è senza eguali. Vincitore di innumerevoli premi e riconoscimenti, è universalmente riconosciuto come uno dei musicisti più importanti dei nostri tempi e continua ad attirare pubblico in tutto il mondo con i suoi concerti sempre sold out.

Mark-Lanegan

Mark Lanegan, il concerto tributo a Londra

Josh Homme, Greg Dulli, Bobbie Gillespie, Dave Gahan e tanti altri hanno ricordato l’ex frontman degli Screaming Trees che ci ha lasciato nel 2022

 

Lo scorso 5 dicembre ha avuto luogo alla Roundhouse di Londra il concerto tributo a Mark Lanegan nell’anno dunque in cui avrebbe compiuto 60 anni. L’ex leader degli Screaming Trees, che di anni ne aveva 57 quando ci ha lasciato nel 2022, è stato ricordato in un live dal titolo Mark Lanegan – A Celebration. Sul palco si sono avvicendati i componenti dei Queens Of The Stone Age Josh Homme e TroyVan Leeuwen, il frontman dei Depeche Mode Dave GahanChrissie Hynde dei PretendersAllison Mosshart dei KillsGreg Dulli degli Afghan WhigsBobbie Gillespie dei Primal Scream e tanti altri.

Qui di seguito si possono guardare alcuni video della serata, da quelli di Dave Gahan, che ha eseguito Kingdoms Of Rain e Hit The City, a Bobby Gillespie, che ha ricordato Lanegan con Sworn And Broken degli Screaming Trees, a Greg Dulli, che si è cimentato con i Soulsavers in The Stations dei Gutter Twins, gruppo che lui stesso aveva formato proprio insieme a Lanegan, fino a Josh Homme alle prese con Carnival.

 

Mark Lanegan 60 – A Celebration setlist:

Sideways In Reverse – Dave Gahan
Low – Dave Gahan
Kingdoms Of Rain – Dave Gahan
Strange Religion – Dave Gahan
Driving Death Valley Blues – Bobby Gillespie
Pendulum – Bobby Gillespie
Sworn And Broken – Bobby Gillespie
Mockingbirds – Alison Mosshart
Mud Pink Skag – Alison Mosshart
When Your Number Isn’t Up – Alison Mosshart
Wedding Dress – Alison Mosshart
Judgement Time – Wendi Rose, T Jae Cole, Janet Ramus
I Am The Wolf – Duke Garwood
Methamphetamime Blues – Greg Dulli
Change Has Come – Greg Dulli
The Stations – Greg Dulli
The River Rise – Greg Dulli
One Way Street – Ed Harcourt
Kimiko’s Dream House – Chrissie Hynde
Halcyon Daze – Chrissie Hynde
Revelator – Chrissie Hynde
Carnival – Josh Homme
El Sol – Josh Homme
Come To Me – Josh Homme, Alison Mosshart
One Hundred Days – Josh Homme, Mark Lanegan

Bis:
Dollar Bill – Greg Dulli
Revival – Dave Gahan
Hit The City – Dave Gahan, Shelly Lanegan

Fidanza Jazz Combo - Natalino Otto - Jam TV

Fidanza Jazz Combo, l’omaggio a Natalino Otto e un nuovo album di inediti

Fabio Fidanza ci parla del nuovo album in cui reinterpreta insieme a Dario Di Giammartino quindici brani del grande Natalino Otto. Il Fidanza Jazz Combo ha inoltre pubblicato da poco un altro nuovo lavoro con canzoni originali dal titolo Do Si La Sol Fa Sofà

 

Il 4 ottobre ricorrevano i cinquantacinque anni dalla scomparsa di Natalino Otto e nella stessa data è stato pubblicato l’album con cui il Fidanza Jazz Combo, ha reso omaggio al re dello swing italiano.

Per l’occasione abbiamo intervistato Fabio Fidanza – alla voce, alla chitarra e ai fiati vocali – che tanto si impegna nella sua ricerca musicale iniziata dall’America e in particolare da nomi come George Gershwin e Nat King Cole, e non potevamo non chiedergli in prima battuta come ha scoperto le canzoni di un grande protagonista dello swing nel nostro Paese che fanno parte di No Jazz. Omaggio a Natalino Otto.

Tra i quindici brani dell’album, registrati insieme a Dario Di Giammartino alla batteria, ce ne sono alcuni molto noti come Op Op Trotta CavallinoMamma Voglio Anch’io La FidanzataHo Un Sassolino Nella Scarpa, ma sono presenti anche canzoni meno conosciute che il Fidanza Jazz Combo ha deciso di reinterpretare, grazie anche all’incontro con la figlia di Natalino Otto.

Fabio Fidanza ci ha inoltre raccontato che anche le nuove generazioni, stando alla sua esperienza, seguono dal vivo lo swing in Italia.

Dopo No Jazz. Omaggio a Natalino Otto, il Fidanza Jazz Combo ha pubblicato un nuovo album di canzoni originali dal titolo Do Si La Sol Fa Sofà. La formazione che ha inciso i pezzi questa volta è più ampia, ma lo swing italiano con tutta la sua ironia è sempre presente nei brani scritti per l’occasione da Fabio Fidanza, proprio come si percepisce ascoltando La tazzina di caffè, il singolo che qualche giorno fa ha anticipato l’uscita del nuovo lavoro.

 

https://www.youtube.com/watch?v=iL_UYL_2Bw0

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