Grand Funk Railroad

27 aprile 1972 – Grand Funk Railroad

I Grand Funk Railroad si sono accorti che il loro vecchio amico, nonché manager, Terry Knight li ha fregati

 

Oggi, 27 aprile 1972

La questione si fa seria: Don Brewer, Mark Farner e Mel Shacher famosi nel mondo rock come Grand Funk Railroad si sono accorti che il loro vecchio amico nonché manager Terry Knight li ha fregati.

I Grand Funk non hanno esitazioni: prima licenziano e poi denunciano per truffa il loro ex manager. Proprio con lui, anni addietro, avevano iniziato la loro carriera: allora si facevano chiamare Terry Knight & The Pack. Poi lo stesso Knight, ispirandosi alla Grand Trunk Railroad (una ferrovia molto popolare nel Michigan, lo stato di provenienza del gruppo) aveva coniato il nuovo nome. Si era levato dalla band per diventarne il manager.

Esplosi al Pop Festival di Atlanta nel 1969, i Grand Funk Railroad diventano uno dei power trio più popolari del nuovo rock. Ma il sodalizio (seppur privato della definizione di Railroad) prende quota proprio dopo il licenziamento di Knight. Sotto la guida artistica di Todd Rundgren, infatti, i Grand Funk pubblicano il loro più grande successo intitolato semplicemente We’re An American Band che contiene l’omonimo, greatest hit.

“Ho scritto una canzone che racconta la nostra vita on the road”, ha spiegato Don Brewer. Infatti, il ritornello recita: arriviamo in città e diamo vita a una festa… siamo una band americana. Tutte le strofe contengono frammenti di vita vissuta: dalla citazione di Freddie King, il bluesman che apriva i loro concerti, alle “four young chiquitas”, le quattro giovani fan che li aspettano nella hall di un albergo pronte a salire in camera con loro.

eagles - live on mtv 1994

25 aprile 1994 – La reunion degli Eagles live a MTV

Presso i Warner Studios di Burbank in California reunion degli Eagles per un live che viene ripreso da MTV

 

Oggi, 25 aprile 1994, presso i Warner Studios di Burbank in California, c’è la reunion degli Eagles (Don Henley, Glenn Frey, Don Felder, Joe Walsh e Timothy B. Schmit) per uno special televisivo ripreso dalle telecamere di MTV. Quale occasione migliore per tornare insieme su un palco.

A 14 anni di distanza dalla loro ultima performance, il mondo può dunque nuovamente tuffarsi nelle atmosfere sognanti degli Eagles, il gruppo rock il cui Greatest Hits Vol. 1 rimane ancora oggi il disco più venduto della storia: oltre 60 milioni di copie!

La reunion degli Eagles in cui suonano live su MTV viene mandata in onda sulla rete televisiva musicale americana il 26 ottobre del 1994 e viene visto da oltre 2 milioni di spettatori.

Le cinque “aquile” hanno deciso di riunirsi anche in seguito al successo di un disco/tributo che alcuni dei più bravi interpreti di new country music hanno deciso di dedicare loro.

L’album si chiama Common Thread: The Songs Of The Eagles e ha avuto decine di riconoscimenti. Ma soprattutto ha mostrato quanto influente è stata l’opera delle “aquile californiane” su migliaia di artisti americani.

Tra versione scintillanti di classici come Take It Easy (del grintoso Travis Tritt), Desperado (del tenebroso Clint Black) o Tequila Sunrise (di Alan Jackson) spicca la briosa, affascinante, irresistibile cover di Already Gone interpretata magistralmente da una fantastica giovane signora di Seminole, Texas.

Barbra Streisand

24 aprile 1942 – Barbra Streisand: è nata una stella

A Williamsburg, un quartiere di Brooklyn, nasce Barbra Joan Streisand

 

Oggi, 24 aprile 1942.

A Williamsburg, un quartiere di Brooklyn, nasce Barbara Streisand. Ha solo 15 mesi, quando suo padre Emmanuel (un insegnante elementare emigrato dall’Austria) purtroppo muore.

La grande occasione le capita nel 1962 e lei non se la fa sfuggire: notata dal celeberrimo pianista Liberace, la Streisand (che ha appena compiuto 20 anni) appare al suo fianco nel famoso show televisivo condotto da Ed Sullivan. È un successo immediato. Neanche un anno dopo di lei si scrive che “è il più grande, nuovo talento vocale d’America”. Il suo primo LP, The Barbra Streisand Album (del 1963) le vale subito due Grammy Awards.

Nonostante la grande rivoluzione rock, alla fine degli anni ’70 grazie anche ai successi cinematografici di Come Eravamo e di È nata una stella, la Streisand è la terza artista più venduta d’America. Solo Elvis e i Beatles hanno saputo fare meglio.

Nel frattempo, Hollywood l’ha rapita e lei ha conquistato anche il pubblico del cinema: con Funny Girl, nel 1968, vince l’Oscar come miglior attrice e l’anno dopo con Hello Dolly mostra il suo talento eclettico in uno dei più celebri musical della storia.

Da sempre sostenitrice attiva del partito Repubblicano, Barbra Streisand è una strenua supporter delle campagne presidenziali dei coniugi Clinton: da quelle di Bill negli anni ’90 a quella di Hillary nel 2008.

Sid Vicious e la sua versione di "My Way"

23 aprile 1978 – Sid Vicious e la sua versione di “My Way”

Sid Vicious entra in scena cantando, con timbro vocale artatamente modificato, un’improbabile versione di My Way

 

Oggi, 23 aprile 1978

In un piccolo teatro di Parigi la cinepresa di Julien Temple, che sta dirigendo il film documentario sui Sex Pistols intitolato La grande truffa del rock ‘n’ roll sta immortalando il bassista del gruppo. Sid Vicious entra in scena cantando, con un timbro vocale artatamente modificato, un’improbabile versione di My Way, il grande classico di Paul Anka reso popolare da Frank Sinatra.

L’esibizione che mostra un Sid Vicious a modo suo elegante, con tanto di giacca bianca e pantaloni neri, viene accolta da reazioni scomposte della gente in sala, specie quando il brano a sorpresa prende un piglio punk rock assolutamente inusuale. Sul finale, dopo aver destrutturato in alcuni momenti e addirittura massacrato la versione originale, Sid estrae una pistola di tasca e inizia a sparare sul pubblico. Poi se ne va mostrando il dito medio ai sopravvissuti.

Pubblicato come 45 giri qualche mese dopo, il pezzo diventa una grandissima hit, il brano più venduto dei Sex Pistols insieme ad Anarchy in the U.K. Sul lato B del disco Steve Jones e Paul Cook dei Sex Pistols ospitano alla voce Ronnie Biggs, un criminale inglese famoso per aver partecipato alla grande rapina sul treno del 1963 per essere fuggito di prigione nel 1965 e dopo una plastica facciale essersi successivamente rifugiato in Brasile. Raggiunto lì da Jones e Cook proprio nei primi mesi del 1978 Biggs incide No One Is Innocent che, abbinato a My Way, entra nelle top ten inglesi in meno di una settimana.

The Who - Tommy

22 aprile 1969 – The Who, “Tommy” in anteprima

The Who, a sorpresa, presentano per la prima volta in pubblico il loro imminente album, la rock opera Tommy

 

Oggi, 22 aprile 1969.

Al Casino Club dell’Insitute Of Technology di Bolton (nel Lancashire), The Who, a sorpresa, presentano per la prima volta in pubblico il loro imminente album, Tommy.

Di fatto, si tratta di una vera e propria “rock opera” che narra la storia di Tommy Walker, un ragazzino inglese che dopo aver assistito dell’omicidio del padre rimane traumatizzato e perde le sue capacità sensoriali. Sordo, muto e cieco, il piccolo Tommy viene sottoposto, dalla madre e dal patrigno assassino, a ogni tipo di esperienza nella speranza di fargli riacquistare i sensi. In una sola cosa eccelle: gioca a flipper come un vero Mago…

Presentata alla stampa neanche due settimane dopo, il 1° maggio del 1969 al Ronnie Scott di Londra, Tommy diventa ben presto l’opera rock più famosa della storia. Dopo esser stata rappresentata per intero ai leggendari festival di Woodstock (nell’agosto 1969) e dell’Isola di Wight (nel settembre 1970), Tommy diventa un film con la regia di Ken Russell. Le riprese iniziano esattamente 5 anni dopo il concerto a sorpresa di Bolton, il 22 aprile 1974.

Il cast è un’autentica parata di stelle: da Ann Margret e Oliver Reed (rispettivamente nel ruolo della mamma e del patrigno di Tommy) allo stesso Roger Daltrey, cantante degli Who nonché sensazionale interprete, sul palco e nella finzione cinematografica, di Tommy.

Oltre a loro, Eric Clapton, Tina Turner, Jack Nicholson e uno spettacolare Elton John che dà vita a una imperdibile versione del pezzo più famoso dell’opera, quello che racconta le gesta di Tommy, il Mago del Flipper.

Sandy Denny

21 aprile 1978 – Addio a Sandy Denny

All’Atkinson Morley Hospital di Londra muore per emorragia cerebrale da trauma la cantante folk inglese Sandy Denny

 

 

Oggi, 21 aprile 1978

All’Atkinson Morley Hospital di Londra muore per emorragia cerebrale da trauma, Alexandra Elene Maclean Denny, cantante folk inglese meglio nota come Sandy Denny. Neppure quattro mesi prima, aveva compiuto 31 anni.

Sandy, qualche giorno addietro, è improvvisamente crollata a terra a casa di amici. Circa un mese prima, era caduta dalle scale del cottage dei suoi genitori, in Cornovaglia: la botta in testa rimediata in quell’occasione si è rivelata, probabilmente, fatale.

Sposata al cantautore anglo/australiano Trevor Lucas, con cui ha formato la band dei Fotheringay, Sandy è da poco diventata mamma della piccola Georgia. Famosa come voce solista dell’ensemble folk rock dei Fairport Convention (con cui incide l’album migliore del gruppo, Liege And Lief nel 1969), Sandy è stata una delle più fascinose ugole della Terra d’Albione.

Se ne sono accorti persino i Led Zeppelin che, nel 1971, la chiamano per il loro quarto disco: cercano una voce da affiancare a Robert Plant nella suggestiva The Battle Of Evermore. Nel pezzo, Plant svolge il ruolo del narratore mentre alla Denny viene affidato quello del banditore. Come ringraziamento, sulla copertina dell’album che mostra al posto dei nomi dei quattro Zeppelin alcuni simboli grafici, a Sandy vengono attribuite tre piramidi.

Nell’intera storia dei Led Zeppelin, Sandy Denny rimane l’unica vocalist ospite ad aver mai duettato con Robert Plant.

Steve Marriott

20 aprile 1991 – Muore Steve Marriott

Sono circa le 6 e 30 del mattino quando un automobilista vede il cottage di Steve Marriott che sta andando a fuoco…

 

Oggi, 20 aprile 1991.
Sono circa le 6 e 30 del mattino quando un automobilista, che sta transitando su una strada provinciale della campagna londinese, vede un cottage che sta andando a fuoco.

La sera prima, Marriott era tornato da New York dove aveva preso accordi per registrare un nuovo disco con Peter Frampton suo vecchio amico e compagno d’avventura con gli Humble Pie.

Steve è in compagnia della moglie, Toni Poultney. I due avevano litigato per ore a bordo dell’aereo. Marriott ha bevuto moltissimo. Quando arrivano a Londra, li accoglie un amico che li porta al ristorante (dove i due proseguono a bere e a questionare) e poi li invita a stare da loro per la notte. Al termine di un ennesimo, violento litigio, Steve Marriott lascia la casa dell’amico per fare ritorno al suo cottage.

Una volta giunto a destinazione, sale nella camera da letto. Si accende una sigaretta e (stremato dalle ore di viaggio e dallo stress emotivo) cade addormentato. La sigaretta accesa è fatale: le lenzuola prendono fuoco e poi, a seguire, i mobili della stanza prima e tutto il cottage dopo.

Per Steve Marriott non c’è scampo: muore a 44 anni.

Yes - scioglimento 1981

18 aprile 1981 – Lo “scioglimento” degli Yes

È il 1981 e Chris Squire e Alan White dichiarano di aver chiuso la loro avventura con gli Yes, decretando lo “scioglimento” della band

 

Oggi, 18 aprile 1981

Nel corso di una conferenza stampa a Londra il bassista Chris Squire e il batterista Alan White dichiarano di aver chiuso la loro avventura con gli Yes.

Fondati proprio da Chris Squire e dal cantante Jon Anderson nel 1968 gli Yes sono una delle band più originali e più amate del progressive rock. Insieme al prodigioso chitarrista Steve Howe e al funambolico tastierista Rick Wakeman gli Yes nel giro di soli tre anni dal 1971 al 1973 sfornano tre LP, The Yes Album, Fragile, Close To The Edge e un film, Yessongs, un formidabile documento live che ne decretano il successo internazionale.

Autore e interprete di una musica immaginifica, piena di fascino e suggestione, gli Yes sono associati alla grafica iperrealista di Roger Dean, inventore e realizzatore di tutte le copertine del gruppo, nonché del logo Yes. All’interno del triplo album live Yessongs, colonna sonora dell’omonimo film, Roger Dean regala ai fan del gruppo quattro tavole illustrate: la prima, intitolata “Escape” (Fuga), mostra frammenti del Pianeta Terra che volano nello spazio; la seconda, “Arrival” (Arrivo), focalizza il momento in cui i frammenti giungono nelle acque del Nuovo Mondo; la terza “Awakening” (Risveglio) fa vedere la nascita di nuove forme di vita; l’ultima, “Pathways” (Sentieri), certifica l’esistenza di un nuovo tipo di civilizzazione.

Registrato nella notte di Natale del 1972 al Rainbow Theatre di Londra, Yessongs è uno dei film più belli di sempre e per fortuna, nonostante le dichiarazioni di Chris Squire e Alan White, il sodalizio Yes non sarà costretto allo scioglimento nel 1981, ma avrà davanti ben altri 25 anni.

Eddie Cochran

17 aprile 1960 – Addio a Eddie Cochran

Pochi minuti prima della mezzanotte un taxi Ford Consul con a bordo Eddie Cochran sbanda paurosamente prima di schiantarsi contro un palo della luce…

 

Oggi, 17 aprile 1960

Ieri sera, pochi minuti prima della mezzanotte, sulla A4, la Great West Road, nei pressi di Chippenham (nella contea dello Wiltshire, in Inghilterra) un taxi Ford Consul sbanda paurosamente prima di schiantarsi contro un palo della luce.

L’autista, George Martin di 19 anni, resta illeso perché ha le cinture di sicurezza allacciate. Va meno bene ai suoi giovani clienti, due ragazzi e una ragazza. Tutti e tre americani, due di loro (Gene Vincent e Eddie Cochran) sono star del rock ‘n’ roll che qualche ora prima hanno terminato, con uno show trionfale a Londra, un tour di 10 settimane in Gran Bretagna.

Gene Vincent, interprete di Be Bop A Lula, ha il collo insaccato e qualche vertebra fratturata, Sharon Sheeley (cantautrice) ha il bacino rotto. L’amore della sua vita, Eddie Cochran, è stato catapultato dal sedile posteriore, ha spaccato il parabrezza con la testa e versa in gravissime condizioni.

Sul luogo giunge subito un’auto della polizia: l’agente David Harmen, chitarrista per hobby, recupera la Grestch semiacustica di Cochran e la porta alla stazione di polizia dove, per due settimane (prima di restituirla ai familiari), si diverte a pizzicarla.

Cochran, intanto, viene trasportato d’urgenza al vicino ospedale di Bath dove, 16 ore dopo, muore senza aver ripreso conoscenza.

Nato nel Minnesota, il 3 ottobre del 1938, Raymond Edward “Eddy” Cochran non ha ancora 22 anni. Il suo chitarrismo virtuoso, il suo look da macho buono, la sua musica influenzata dal sound della vecchia country music lo fanno diventare un’icona del rockabilly.

Summertime Blues è la canzone con cui tutti amano ricordarlo.

Stevie Wonder

14 aprile 1976 – Stevie Wonder, contratto miliardario con la Motown

Negli uffici della Motown, la mitica etichetta discografica di Detroit, viene siglato un nuovo accordo con Stevie Wonder

 

Oggi, 14 aprile 1976

Negli uffici della Motown, la mitica etichetta discografica di Detroit, viene siglato un nuovo accordo con il figlio prediletto della compagnia: Stevie Wonder. Facendo fede al suo nome d’arte (Wonder significa “meraviglia”), Stevie non è solo un musicista di straordinario e meraviglioso talento.

Lui è un’autentica miniera d’oro. Basti pensare che già nel 1963, quando ha soltanto 13 anni, con il singolo Fingertips Part II riesce a vendere oltre un milione di copie.

Nel 1974 e 1975, e cioè nei due anni precedenti alla firma del nuovo contratto, Stevie vince ben 4 Grammy Awards (due dei quali come miglior album per Innervisions e Fullfillingness’s First Finale).

Dunque, sa di avere il coltello dalla parte del manico e riesce così a strappare un accordo che gli vale la stratosferica cifra di 13 milioni di dollari. Poi, ritorna in studio dove, da un anno, sta lavorando a quello che diventerà il suo lavoro più ambizioso e meglio valutato dalla critica. È un album doppio dal titolo emblematico: Songs In The Key Of Life.

Meno immediato dei dischi precedenti contiene però brani che diventano dei grandi successi come la frizzante Sir Duke e la superfunky I Wish. Songs In The Key Of Life balza immediatamente in testa alle classifiche e l’anno successivo si aggiudica altri 3 Grammy Awards.

Tra i brani più famosi dell’album una briosa ma affettuosissima ballad dedicata alla figlia Aisha, appena nata, il cui pianto si percepisce all’inizio della canzone.
Registrato alla Hit Factory di New York, il pezzo si conclude con un assolo d’armonica favoloso, improvvisato dallo stesso Stevie Wonder, uno dei più bravi e virtuosi interpreti dello strumento.

Lowell George

13 aprile 1945 – Lowell George, eroe dimenticato

Lowell George dimostra subito di avere talento. Ma non come attore…

 

Oggi, 13 aprile 1945

Nella sua casa di Hollywood, il “pellicciaio delle star” Willard H. George, famoso per il suo allevamento di cincillà, apprende la lieta novella: è diventato padre per la seconda volta.

Chiama il figlio Lowell Thomas George e ha una premonizione: è sicuro che diventerà una stella. Lowell George dimostra subito di avere talento. Ma non come attore. La musica è la sua strada: sin da piccolo, infatti, suona benissimo l’armonica e addirittura, quando non ha ancora 6 anni, si esibisce insieme al fratello Hampton in un duetto televisivo per le telecamere di Ted Mack.

Quando poi imbraccia la chitarra stupisce tutti. Insieme a Ry Cooder, Lowell è uno dei primi bianchi a suonare la slide nella California degli anni ’60.

Notato da Frank Zappa, George milita per qualche tempo nelle Mothers Of Invention (la band di Zappa) prima di formare il suo primo, vero gruppo: The Little Feat. Per tutti gli anni ’70, i Little Feat e Lowell George diventano una delle migliori espressioni del sound West Coast. Il loro cocktail sonoro è affascinante e riesce a mixare in modo magistrale le atmosfere dolci e sognanti del Southern California con il calore del blues e il ritmo sincopato della musica di New Orleans, come dimostrato nel loro album migliore Dixie Chicken, pubblicato nel 1973.

Il 29 giugno del 1979, a soli 34 anni, Lowell George viene trovato morto in una stanza d’albergo di Arlington, Virginia. Il suo cuore non ha retto gli abusi di alcol e droga e lo stile dissennato di una vita vissuta sempre sulla corsia di sorpasso.

Bill Haley - Rock Around The Clock

12 aprile 1954 – Bill Haley, Rock Around The Clock

La storia di Rock Around The Clock, brano portato al successo da Bill Haley & His Comets, ed entrato di diritto nella storia del rock

 

Oggi, 12 aprile 1954

Ai Pythian Temple Studios di New York un nuovo artista messo sotto contratto dalla Decca Records sta registrando il suo primo 45 giri. Si chiama William John Clifton Haley, ma tutti lo conoscono come Bill Haley. Viene da Highland Park, Michigan, e ha un curioso ciuffettino sulla fronte che distrae chi lo guarda dal soffermarsi sul suo occhio sinistro, reso cieco da una malattia infantile.

Haley si fa accompagnare dalla sua band, The Comets.

Milt Gabler, leggendario producer della Decca (già dietro la consolle di stelle del jazz come Billie Holiday, Louis Armstrong o Ella Fitzgerald) vuole che Bill registri Thirteen Women (And Only One Man In Town). Ma il brano non convince Haley che, quando mancano pochi minuti alla fine della session, propone la sua versione di un pezzo scritto un paio di anni prima da Max Freedman e Jimmy De Knight e registrato dalla band italo/americana di Sonny Dae & His Knights.

La canzone, una specie di blues accelerato e assai ritmato, si chiama Rock Around The Clock. Ha un riff accattivante ma, proprio come nelle intenzioni di Milt Gabler, esce come lato B di Thirteen Women e non ottiene grandi riscontri.

Un anno dopo, usato come colonna sonora del film Il seme della violenza, il pezzo (grazie all’enorme successo della pellicola interpretata da James Dean) schizza in vetta alle classifiche.

Rock Around The Clock di Bill Haley & His Comets entra, di diritto, nella storia del rock.

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