Patrizia Cirulli - Mille Baci - Live - Jam TV

Patrizia Cirulli – Mille baci (Live)

Patrizia Cirulli live negli studi di Jam TV con Mille baci, brano che dava il titolo a un suo album del 2016

 

Il nuovo album di Patrizia Cirulli, Fantasia, quello in cui ha trasposto in musica dieci poesie di Eduardo De Filippo, è figlio di un suo lavoro precedente Mille baci. Nell’album si alternano brani con testi di Oscar Wilde, Catullo, Garcia Lorca, Charles Baudelaire, Alda Merini e tanti altri.

Da Mille baci la cantautrice ci propone dal vivo proprio la canzone che dà il titolo al lavoro; testo di Catullo e traduzione in italiano di Salvatore Quasimodo: Mille baci.

 

Incontrando la poesia di Eduardo è successo qualcosa di magico e straordinario che mi ha portato subito a musicare altre sue nove poesie. Mi sono fortemente appassionata al suo mondo poetico – racconta Patrizia Cirulli a proposito di Fantasia. – Luca De Filippo mi diede una prima autorizzazione alla pubblicazione e, successivamente, arrivarono anche le autorizzazioni degli altri eredi che ringrazio profondamente per avermi permesso di realizzare questo progetto. Musicare le poesie di Eduardo è stato come entrare in un mondo che non ho mai incontrato nella mia realtà, ma mi ha permesso di percepirlo come se lo avessi vissuto da vicino“.

 

L’album, realizzato sotto la direzione musicale di Marcello Peghin e la consulenza artistica di Mimmo Paganelli e edito da Squilibri Editore, spazia tra generi diversi: dal folk alla canzone d’autore.

Il disco contiene una nota introduttiva a firma di Pasquale Scialò e alcune immagini dei dipinti di Beppe Stasi.

 

 

Robert Plant - 75 anni

Robert Plant compie 75 anni – Non solo Led Zeppelin, anzi…

Robert Plant festeggia oggi 75 anni. L’ex frontman dei Led Zeppelin sarà presto in Italia per alcuni concerti

 

Un’autentica leggenda vivente del rock che arriva a un compleanno importante come quello di oggi: Robert Plant compie infatti oggi 75 anni. Le reunion con i Led Zeppelin dopo la morte del batterista John Bonham sono state sporadiche per lui che anzi ha spesso rifiutato l’invito a condividere il palco con il suo storico gruppo. Robert Plant negli anni si è infatti concentrato molto sul suo percorso come solista, come testimoniano anche gli album pubblicati di recente, tra cui il secondo con Alison Krauss uscito nel 2021, Raise The Roof, presentato dal vivo in Italia la scorsa estate al Lucca Summer Festival (qui il nostro report).

 

L’ex frontman dei Led Zeppelin sarà inoltre presto in Italia per sette concerti che si terranno tra la fine di agosto e i primi di settembre; nell’occasione presenterà lo spettacolo Saving Grace insieme a Suzi Dian.

Il tour partirà il 26 agosto da Lignano Sabbiadoro per poi spostarsi a Macerata, Taormina, Bari, Ostia, Milano e concludersi il 6 settembre a Vicenza.

Saving Grace, il progetto che vede sul palco Suzi Dian (voce), Oli Jefferson (percussioni), Tony Kelsey (mandolino, baritono e chitarre acustiche), Robert Plant (voce) e Matt Worley (banjo, chitarre acustiche e baritono, cuatro), ha fatto il suo debutto all’inizio del 2019 con una serie di concerti a sorpresa in piccoli locali in Inghilterra, Galles e Irlanda.
Le esibizioni intime hanno visto la band attingere da un repertorio di “musica ispirata al paesaggio onirico delle marcie gallesi”, canzoni che abbracciano i diversi gusti e le influenze di Plant, in particolare la sua eterna passione per il folk britannico e americano, gli spiritual e il blues tradizionale, tra cui un numero di amati standard e preferiti di lunga data di Doc Watson, Donovan, Moby Grape e Low, tra gli altri.

 

Queste nel dettaglio le prossime date in Italia di Robert Plant:

26 AGOSTO | ARENA ALPE ADRIA | LIGNANO
28 AGOSTO | SFERISTERIO | MACERATA
30 AGOSTO | TEATRO ANTICO | TAORMINA
1° SETTEMBRE | LOCUS FESTIVAL | BARI
3 SETTEMBRE | TEATRO ROMANO | OSTIA ANTICA
5 SETTEMBRE | TEATRO ARCIMBOLDI | MILANO
6 SETTEMBRE | PIAZZA DEI SIGNORI | VICENZA IN FESTIVAL

Robbie Robertson, il ricordo di Ezio Guaitamacchi

Robbie Robertson, il ricordo di Ezio Guaitamacchi

Ezio Guaitamacchi ricorda Robbie Robertson: Music For The Native Americans e poi The Band, Bob Dylan, Martin Scorsese…

 

È scomparso lo scorso 9 agosto all’età di 80 anni Robbie Robertson ed Ezio Guaitamacchi racconta di quella volta che lo intervistò per parlare di Music For The Native Americans, album del 1994. Il chitarrista di The Band, e quindi anche della svolta elettrica di Bob Dylan, aveva reso omaggio alle sue origini Mohawk (da parte di madre) con musica scritta per il documentario televisivo The Native Americans.

Robbie Robertson è stato anche grande amico di Martin Scorsese, regista peraltro di The Last Waltz (noto in Italia come L’ultimo valzer), film concerto registrato il 25 novembre 1976 alla Winterland Arena di San Francisco, uscito due anni dopo e presentato fuori concorso a Cannes. Il live era l’ultimo di The Band e vide ospiti artisti del calibro di Bob Dylan, Eric Clapton, Neil Diamond, Emmylou Harris, Dr. John, Joni Mitchell, Van Morrison, Ringo Starr, Muddy Waters, Ronnie Wood, Neil Young e altri.

Da allora nacque una proficua collaborazione tra Robertson e Scorsese perché il regista chiese proprio al leader di The Band, e suo coinquilino per un periodo, di comporre le colonne sonore di alcuni suoi film, a partire da Toro scatenato del 1980.

Tra i brani più famosi di Robertson c’è The Weight, canzone dal testo misterioso che fa parte di Music from Big Pink, primo album di The Band… ma cosa volevano dire le parole di The Weight?

So long, Robbie…

Randy Meisner - Eagles

Addio a Randy Meisner, bassista degli Eagles

Ci ha lasciato il bassista degli Eagles Randy Meisner: “La sua estensione vocale era sorprendente, come è evidente nella ballad che porta la sua firma, Take It to the Limit

 

È morto all’età di 77 anni, a causa di complicazioni dovute alla broncopneumopatia cronica ostruttiva Randy Meisner, bassista degli Eagles. A fine anni ’60 era nei Poco e nel 1971 Meisner formò proprio gli Eagles insieme a Glenn Frey, Don Henley e Bernie Leadon; con il suo basso ha fornito il suo contributo in album come Eagles, Desperado, On The Border, One of These Nights e Hotel California.

“Randy è stato parte integrante degli Eagles ed è stato determinante nel successo iniziale della band – ha dichiarato il gruppo in un comunicato ufficiale. – La sua estensione vocale era sorprendente, come è evidente nella ballad che porta la sua firma, Take It to the Limit“.

 

 

Meisner lasciò gli Eagles nel 1977 e fu sostituito da Timothy B. Schmit. Meisner ha continuato a pubblicare alcuni album da solista tra cui il suo set omonimo nel 1978 e One More Song degli anni ’80.

Meisner è stato escluso dal tour di reunion degli Eagles nel 1994, ma è apparso accanto alla band nel 1998 per l’induzione della Rock and Roll Hall of Fame della band. Hanno eseguito insieme Take It Easy e Hotel California. È stato anche invitato dagli Eagles a prendere parte al loro tour mondiale History of the Eagles nel 2013, ma non è stato in grado di unirsi a loro a causa dei suoi continui problemi di salute.

 

 

So long, Randy…

Dixie Chicks - George Bush - Jam TV

Dixie Chicks contro il Presidente Bush nel 2003 – Not Ready To Make Nice

Le Dixie Chicks in concerto a Londra nel 2003 si scagliano contro il Presidente Bush alcuni giorni prima dell’invasione americana in Iraq

 

Il 10 marzo del 2003, nove giorni prima dell’invasione americana in Iraq, le Dixie Chicks (il gruppo femminile di maggior successo nella storia della musica americana) si esibiscono allo Shepherd’s Bush Empire, storica venue londinese. Prima di eseguire uno dei loro brani di maggior successo (Travelin’ Soldier) Natalie Maines, la voce solista delle Chicks, fa una dichiarazione importante: “Come tutti voi anche noi non vogliamo questa guerra. E ci vergogniamo al pensiero che il Presidente Bush sia un texano come noi”.

Riportate dalle principali agenzie di comunicazione, nel giro di poco, le parole di Natalie fanno il giro del mondo.

Vissute come anti patriottiche, le ragazze subiscono una contestazione violenta. I loro dischi non vengono più suonati dalle stazioni radiofoniche country, i loro concerti cancellati, la loro immagine completamente devastata tanto che molti fan dichiarano che, avessero potuto, avrebbero restituito i cd delle Chicks.

Addirittura le ragazze ricevono minacce di morte.

Tre anni dopo, decidono di passare al contrattacco.

E pubblicano, quasi contemporaneamente, un documentario (Shut Up and Sing), un album (Taking The Long Way) e un brano (Not Ready To Make Nice) che lega i due lavori. L’attacco del pezzo è già significativo: “Perdonare si può, ma dimenticare mai”…

La canzone vince tre Grammy e diventa il brano più venduto delle Chicks in Canada.

Stewart Copeland - Police Deranged For Orchestra - Vittoriale - Jam TV

Stewart Copeland, Police Deranged – Vittoriale, il report (24.07.2023)

Uno show spumeggiante quello di Stewart Copeland e del suo Police Deranged For Orchestra all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS)

 

Stewart Copeland ce lo aveva detto anche nell’intervista di qualche settimana fa (disponibile qui) che il suo Police Deranged For Orchestra sarebbe stato un gran bello spettacolo e così è stato qualche sera al Vittoriale di Gardone Riviera (BS).

Tanti brani famosi come Walking On The Moon, Every Breath You Take o Message In A Bottle, ma anche autentiche chicche come Murder By Numbers o un’affascinante versione di Roxanne per un concerto in cui l’ex batterista dei Police si è divertito a destrutturare i brani del gruppo di cui faceva parte insieme a Sting e Andy Summers. Neanche l’imminente nubifragio ha fermato un live in cui Stewart Copeland ha anche imbracciato una chitarra e si è scambiato il ruolo sul palco con il direttore d’orchestra Troy Miller (già alla batteria in passato con Amy Winehouse); nella band anche gli amici Gianni Rojatti alla chitarra e Vittorio Cosma alle tastiere. Il trio di cantanti olandesi, che ha sostituito quello delle colleghe americane dell’album Police Deranged For Orchestra, ha completato il tutto per sostituire la voce di Sting, per un repertorio che mantiene intatto il suo fascino anche dopo 40 anni dallo scioglimento del gruppo.

 

È morta Sinéad O'Connor. La cantante irlandese aveva 56 anni.

È morta Sinéad O’Connor

Morta Sinéad O’Connor. La cantante irlandese aveva 56 anni e lascia tre figli. Il quarto, Shane, a soli 17 anni, era morto l’anno scorso

 

Sinéad O’Connor è morta all’età di 56 anni. La notizia è stata riferita dall’Irish Times, ma al momento non sono ancora note le cause del decesso. L’anno scorso Sinéad aveva perso uno dei suoi quattro figli, Shane, quando aveva appena 17 anni, e dopo quel tragico lutto aveva annunciato nel febbraio 2022 di non volersi più esibire dal vivo.

 

Una carriera la sua con dieci album in studio e una vita in cui purtroppo ha sofferto di numerosi problemi mentali, tentando spesso il suicidio. “Ho avuto sei anni molto traumatici e quest’anno è stato la fine, ma ora inizia il recupero” aveva detto nel 2020 dopo uno dei tentativi di togliersi la vita fortunatamente falliti e aveva proseguito affermando: “Sono cresciuta con molti traumi e abusi poi sono entrata direttamente nel mondo della musica e non ho mai imparato davvero come si conduca una vita normale. Non ho mai avuto il tempo necessario per guarire. Non ero pronta neanche per farlo”.

 

Il suo più grande successo rimane ovviamente Nothing Compares 2 U, brano scritto originariamente da Prince e affidato all’inizio ai Family, ma reso un grande classico da Sinéad O’Connor e dalla sua interpretazione.

 

So long, Sinéad…

 

 

Mick Jagger - 80 anni - Jam TV

Mick Jagger compie 80 anni

Tanti auguri a Mick Jagger, frontman dei Rolling Stones, che oggi ha compiuto 80 anni (e che sicuramente ne dimostra molti di meno)

 

Energia da vendere ancora a 80 anni, compiuti oggi, per Mick Jagger. Con i Rolling Stones potrebbe essere presto di nuovo in tour, da tempo si parla inoltre di un album che dovrebbe essere un tributo all’indimenticato batterista Charlie Watts, scomparso purtroppo quasi due anni fa, e al quale dovrebbe partecipare anche il bassista che col gruppo non suona più da almeno trent’anni, Bill Wyman.

Lunga vita a Mick Jagger, uno che ancora riesce ad entusiasmare il pubblico, come è accaduto l’anno scorso anche a Milano (qui il nostro report) e che, al di là della sua vita privata, è il frontman per eccellenza ancora dopo oltre 60 anni di carriera. Un personaggio da clonare direbbe qualcuno. Quante volte ha cantato (I Can’t Get No) Satisfaction, Brown Sugar, Sympathy For The Devil, Gimme Shelter e tutti gli altri grandi classici della band e del rock in generale…

È notizia recente inoltre che Mick Jagger ha comprato una casa in Sicilia, a Porto Palo di Capo Passero, e il legame con l’Italia è ben noto, dal momento che ha vissuto nel nostro Paese anche durante il lockdown per la pandemia.

Andrea Mirò - Lo shampoo - Giorgio Gaber - Cover - Live - Jam TV

Andrea Mirò – Lo shampoo (Giorgio Gaber Cover) (Live)

Andrea Mirò in un grande classico di Giorgio Gaber dal vivo negli studi di Jam TV: Lo shampoo

 

Lo shampoo è senza dubbio uno dei brani più famosi di Giorgio Gaber e qui Andrea Mirò ce lo propone live negli studi di Jam TV. La canzone fa parte di Far finta di essere sani, spettacolo di teatro canzone scritto dallo stesso Gaber e da Sandro Luporini, dal quale è stato tratto un album con lo stesso titolo. Andrea Mirò porta spesso in scena lo spettacolo insieme a Enrico Ballardini e “Musica da Ripostiglio” con l’adattamento e la regia di Emilio Russo (produzione: Tieffe Teatro Milano/ Viola Produzioni srl).

 

La cantante, autrice e polistrumentista di recente ha pubblicato Camere con vista, il greatest hits che raccoglie vent’anni di carriera.

Due cd, 38 brani estratti da otto album, un featuring con Neri Marcoré e uno con Dargen D’Amico, l’idea di un divenire nel tempo attraverso il racconto delle vite che si incrociano.

Era arrivato il tempo di fare il punto su tutta la mia produzione personale, i 20 anni (2020) sarebbero stati perfetti da celebrare, ma si è messa di mezzo la pandemia che ha reso gli intenti decisamente più precari, quindi alla fine, questo ‘riassunto delle stagioni passate’ esce ad inizio 2023.” Andrea Mirò

Le “camere con vista” di questo doppio disco sono come contenitori di storie minime o universali.

Ma anche tutte le camere da cui Mirò ha guardato, immaginando che fossero quelle d’albergo durante i tour, o quelle di casa nel passare di questi anni, sempre diverse perché c’è sempre qualche elemento che cambia sullo sfondo, e perché cambia lo stato d’animo.

Il titolo rende l’idea del divenire rimanendo se stessi.

Il doppio album edito da Anyway e distribuito da Halidon è racchiuso in un cofanetto realizzato con Treedom, realtà internazionale che sostiene e finanzia direttamente progetti agroforestali.

Giovanni Baglioni - Il giro del giorno in 80 mondi - Live - Jam TV

Giovanni Baglioni, Il giro del giorno in 80 mondi (Live)

Il giro del giorno in 80 mondi è il brano che ci suona live negli studi di Jam TV Giovanni Baglioni, dal suo nuovo album Vorrei bastasse

 

Giocando col titolo del romanzo di Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni, Giovanni Baglioni ha voluto intitolare il suo brano, che ci ha fatto ascoltare live negli studi di Jam TV, Il giro del giorno in 80 mondi, una delle otto tracce inedite del suo nuovo album Vorrei bastasse (G. Baglioni/Self), uscito lo scorso 24 marzo. Il lavoro è stato pubblicato a più di dieci anni di distanza dal disco precedente Anima Meccanica ed esalta le sue doti tecniche e compositive.

 

Vorrei bastasse, fin dalla scelta del titolo, è testimonianza di un sentimento di inquietudine che ha accompagnato l’artista. Da un lato il peso delle aspettative che ha percepito e che lo hanno a tratti scoraggiato e fatto dubitare della scelta del proprio percorso di vita. Dall’altro il malcontento e l’amarezza per un mondo che sembra interessarsi sempre meno all’essenza in favore dell’apparenza, che brama i personaggi perché la musica sembra bastare sempre meno. Questa lotta emotiva si è risolta così come lui stesso racconta: “Vorrei bastasse è un atto liberatorio, col tempo ho dovuto riconoscere che la musica è il linguaggio che più mi parla e mi emoziona; ho tentato più volte di allontanarla ma alla fine ha vinto lei, e mi sono dovuto dolcemente arrendere al fatto che sia la mia strada”.

 

Giovanni Baglioni è uno dei nomi più interessanti ed originali nel panorama della chitarra acustica solista contemporanea. Virtuoso dello strumento, si approccia alla chitarra in maniera spettacolare spaziando dal sapiente utilizzo del tapping, all’impiego di accordature alternative, agli armonici artificiali, all’utilizzo percussivo dello strumento, e ad una minuziosa ricerca polifonica e timbrica. A partire dal 2006 ha iniziato ad esibirsi dal vivo attingendo al repertorio di importanti esponenti della chitarra acustica solista quali Tommy Emmanuel, Michael Hedges, Pierre Bensusan, Erik Mongrain, Preston Reed, Andy McKee, Maneli Jamal, Justin King e conquistando presto un proprio appuntamento fisso nello storico The Place di Roma. Ha partecipato ai più importanti festival italiani di chitarra acustica (Soave, Sarzana) e al Canadian Guitar Festival. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo disco dal titolo Anima Meccanica, cui hanno fatto seguito diversi tour di successo e grande consenso sul territorio italiano. Si è esibito in numerosi concerti da solista in locali, teatri, auditorium, jazz club tra i più prestigiosi (Blue Note di Milano, Salone Margherita, Alexanderplatz a Roma, FolkClub di Torino, teatro Geox di Padova). Ha collaborato in diversi progetti musicali con importanti artisti: guest star di Mario Biondi nel disco If, e in Spazio Tempo Tour; ospite solista e arrangiatore in numerosi tour di Claudio Baglioni; ha incrociato la chitarra con il sassofono di Stefano Di Battista; ha registrato un proprio brano con il pluripremiato chitarrista classico Flavio Sala nel disco De la Buena Onda. Ha partecipato al progetto Da Manhattan a Cefalù del pianista jazz Santi Scarcella. Ha condiviso il palco con Nicola Piovani, Simone Cristicchi, Mario Venuti, Pier Cortese, Filippo Graziani. Ha intrecciato la sua musica anche con altre forme d’arte, il teatro, la danza, la scrittura fra i quali: lo spettacolo Tra Schiaffo e Carezzaintrecci di parole e musica con il compianto scrittore Pino Roveredo, il progetto Arrivederci Fratello Mare di Erri De Luca, lo spettacolo METAmorfosi, commistione di arti, con Vinicio Marchioni e Walter Savelli, lo spettacolo Note di Cioccolata con Paolo Triestino.

Eric Clapton, My Father's Eyes - Il chitarrista, il figlio Conor e il padre

Eric Clapton, “My Father’s Eyes” – Il chitarrista, il figlio Conor e il padre

La musica come terapia per Eric Clapton, come quando scrive My Father’s Eyes, brano sulla relazione (che non ha mai avuto) col padre

 

Convinto che noi tutti viviamo attraverso i nostri figli, generazione dopo generazione, Eric Clapton scrive un altro pezzo, dopo Tears In Heaven, nel quale racconta di vedere gli occhi di suo padre attraverso quelli del figlioletto Conor: My Father’s Eyes.

 

Il 20 marzo 1991 il piccolo Conor, 4 anni, figlio della soubrette italiana Lory Del Santo e della leggenda del rock Eric Clapton precipita dal 53esimo piano di un grattacielo a Manhattan. L’incidente, avvenuto perché una donna delle pulizie pare avesse incautamente lasciato aperta una finestra, accade poche ore prima che Clapton andasse a prendere suo figlio per portarlo al circo. Segnato in modo profondo da questa tragedia, il grande chitarrista trova la forza e il coraggio di comporre una canzone, Tears in Heaven, dedicata al bimbo che non c’è più.

Rifugiatosi nell’isola di Antigua, nel mar dei Caraibi, Clapton usa la musica come terapia. Convinto che noi tutti viviamo attraverso i nostri figli, generazione dopo generazione, scrive un altro pezzo nel quale racconta di vedere gli occhi di suo padre attraverso quelli del figlioletto Conor. Cresciuto con i nonni (convinto, sino ai 12 anni che fossero i suoi genitori) Eric non ha mai conosciuto suo padre che si sarebbe fatto vivo con lui solo dopo che il musicista aveva raggiunto successo e notorietà internazionali.

Il brano in questione, My Father’s Eyes, trasmette in modo esplicito il dispiacere di Eric Clapton per non aver potuto avere una vera relazione con suo papà. Pubblicato nel 1998 nell’album Pilgrim, la canzone (così come Tears in Heaven) dal 2004 non verrà più eseguita dal vivo. Perché, spiega lo stesso Clapton, non prova più il senso di perdita e di dolore che, con il tempo, sono stati elaborati. Lui ha bisogno di emozionarsi. Riprenderà quelle canzoni più recentemente, probabilmente osservandole da una diversa prospettiva.

Matteo Mancuso - Time To Leave - Live - Jam TV

Matteo Mancuso – Time To Leave (Live)

Time To Leave è il brano che Matteo Mancuso ci fa ascoltare live negli studi di Jam TV e che fa parte del suo primo album The Journey

 

Un brano nato con la chitarra classica, ma che qui Matteo Mancuso ci fa ascoltare con l’elettrica: Time To Leave. Il pezzo fa parte di The Journey (The Players Club, 2023), suo album di debutto uscito lo scorso 30 giugno in Italia, che sarà pubblicato il prossimo 21 luglio nel resto del mondo.

 

Matteo Mancuso, classe 1996, ha frequentato il liceo musicale di Palermo, dove ha studiato chitarra classica e flauto traverso. Enfant prodige della chitarra, ha suonato, fin dalla più tenera età, con i maggiori musicisti siciliani. Sul palco già a dodici anni al Castelbuono Jazz Festival, ha proseguito negli anni con varie formazioni, tra cui in duo con il padre Vincenzo Mancuso, con un repertorio che spazia da Django Reinhardt al jazz contemporaneo. Nel 2017 fonda il trio “SNIPS” con cui propone arrangiamenti standard in chiave jazz-rock e fusion, con Salvatore Lima alla batteria e Riccardo Oliva al basso. La loro versione di The Chicken raggiunge in breve oltre un milione di visualizzazioni. Chitarrista poliedrico, spazia dalla chitarra classica, alla elettrica, sulla quale ha sviluppato una personale tecnica esecutiva con le dita, che gli permette un linguaggio musicale molto originale. Il suo canale YouTube conta oltre 150.000 iscritti ed è molto seguito da un vasto pubblico internazionale. È stato molto apprezzato tra gli altri da Dweezil Zappa, Joe Bonamassa e Stef Burns. Al Di Meola ha detto di lui: “Un talento assoluto: ci vorrebbero due o tre vite per imparare anche per uno come me a improvvisare così bene alla chitarra come lui”. E Steve Vai: “L’evoluzione della chitarra è al sicuro nelle mani di musicisti come lui che rappresentano un nuovo livello per il tono, per la precisione nel tocco e la scelta delle note”. Nel 2017, nell’ambito del Festival Umbria Jazz, a Perugia, ha vinto una borsa di studio per il prestigioso Berklee College di Boston. Con il gruppo “SNIPS”, ha suonato, riscuotendo ampio successo, al festival “Les Nuits De La Guitare” a Patrimonio, in Corsica, al Musikmesse 2018 di Francoforte e ad Umbria Jazz 2018. Nel 2019, collaborando con Yamaha Guitars, ha partecipato al NAMM 2019 di Los Angeles ed al “Young Guitar Festival” di Bangkok come giudice della competizione. Lo stesso anno va in Russia per una serie di masterclass passando da Mosca, San Pietroburgo e Perm. Nel 2020 Matteo fonda il suo nuovo trio con Stefano India al basso e Giuseppe Bruno alla batteria, dando spazio anche alla sua vena compositiva con brani originali e si esibisce in vari concerti. Nel 2021 va in tournée con il nuovo trio per l’Italia: dal Festivalle di Agrigento, al Blue Note di Milano, con grande successo. Continua a lavorare in studio e compone nuovi brani. Nel 2022 va in tour in Italia ed Europa: dal Festival Internazionale di Brema, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Dopo una breve sosta nel mese di giugno, in cui si è laureato in chitarra jazz presso il Conservatorio di Palermo con lode e menzione d’onore, ha ripreso il tour e ha duettato con Al di Meola, in versione chitarra classica durante la serata conclusiva dell’Eddie Lang Jazz Festival. Ad agosto ha suonato al prestigioso Lugano Estival Jazz con la PFM e in Irlanda al New Ross Guitar festival. A settembre 2022 è stato ospite di Stefano Bollani nella trasmissione Via dei Matti n.0. Il 13 Ottobre ha suonato al Festival Jazz di Uppsala in Svezia e il 21 Ottobre ha aperto il Festival Jazz di Spoleto.

1 29 30 31 183

Iscriviti alla Newsletter

Vuoi rimanere sempre aggiornato su rock e dintorni? Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere tutte le settimane nuovi video, contenuti esclusivi, interviste e tanto altro!