Addio a Tina Turner

Addio a Tina Turner

È morta Tina Turner dopo una lunga malattia nella sua casa di Kusnacht vicino a Zurigo, in Svizzera. La cantante aveva 83 anni

 

La notizia è stata confermata dal suo portavoce: “Tina Turner, la ‘Regina del Rock’n Roll’ è morta serenamente oggi all’età di 83 anni dopo una lunga malattia nella sua casa di Kusnacht vicino a Zurigo, in Svizzera. Con lei, il mondo perde una leggenda della musica e un modello”.

Si legge ancora nella dichiarazione: “Ci sarà una cerimonia funebre privata a cui parteciperanno amici intimi e familiari. Si prega di rispettare la privacy della sua famiglia in questo momento difficile”.

 

Nel 1956 conosce Ike Turner, col quale formerà un duo artistico e sentimentale di grande successo per la black music con brani come Proud Mary (cover dei Creedence Clearwater Revival), ma anche River Deep – Mountain High, Nutbush City Limits e tanti altri. Tutto però finirà con il divorzio, che diventa definitivo nel 1978, dopo i continui episodi di violenza subiti da Tina per mano del marito.

La rinascita artistica arriva nel 1984 con il brano What’s Love Got To Do With It, che poi farà parte dell’album Private Dancer. La canzone inizialmente era stata incisa dal gruppo pop rock britannico dei Bucks Fizz e non piaceva a Tina Turner perché, come dichiarava lei stessa, “lei si sentiva rock ‘n’ roll, blues e quel brano era pop”. La sua interpretazione e il primo posto in classifica cambieranno in meglio la sua vita artistica.

 

So long, Tina…

Patrizia Cirulli - Si t'o ssapesse dicere - Live - Fantasia - Eduardo De Filippo - Jam TV

Patrizia Cirulli – Si t’o ssapesse dicere (Live)

Patrizia Cirulli live negli studi di Jam TV con Si t’o ssapesse dicere da Fantasia, album in cui ha musicato alcune poesie di Eduardo De Filippo (del quale oggi ricorrono peraltro i 123 anni dalla nascita)

 

Si t’o ssapesse dicere è il brano che ci propone live nei nostri studi Patrizia Cirulli e che apre Fantasia, il suo nuovo album in cui ha trasposto in musica dieci poesie di Eduardo De Filippo (qui il nostro servizio realizzato lo scorso 30 novembre quando ha presentato all’AVI, l’Associazione Vinile Italiana, di Milano).

Incontrando la poesia di Eduardo è successo qualcosa di magico e straordinario che mi ha portato subito a musicare altre sue nove poesie. Mi sono fortemente appassionata al suo mondo poetico – racconta Patrizia Cirulli. – Luca De Filippo mi diede una prima autorizzazione alla pubblicazione e, successivamente, arrivarono anche le autorizzazioni degli altri eredi che ringrazio profondamente per avermi permesso di realizzare questo progetto. Musicare le poesie di Eduardo è stato come entrare in un mondo che non ho mai incontrato nella mia realtà, ma mi ha permesso di percepirlo come se lo avessi vissuto da vicino“.

 

L’album, realizzato sotto la direzione musicale di Marcello Peghin e la consulenza artistica di Mimmo Paganelli e edito da Squilibri Editore, spazia tra generi diversi: dal folk alla canzone d’autore.

Il disco contiene una nota introduttiva a firma di Pasquale Scialò e alcune immagini dei dipinti di Beppe Stasi.

Peter Gabriel - Assago - 2023

Peter Gabriel live al Forum di Assago (Milano), il report (21.05.2023)

Seconda data italiana ad Assago dell’attesissimo i/o tour 2023 per Peter Gabriel: uno show che ci ricorderemo a lungo…

 

La luna piena si è accesa in tutto il suo splendore all’interno del Forum di Assago domenica 21 maggio per la seconda data italiana dell’attesissimo i/o tour 2023 che ha segnato il ritorno di Peter Gabriel sui palchi di tutto il mondo dopo quasi dieci anni di assenza.

Poco dopo le 20, Peter si è presentato sul palco, mimetizzato in tuta arancione come quella dei suoi tecnici, per presentare in modo divertito lo spettacolo. “Questo non sono io ma il mio avatar con 20 anni, dieci chili in più e senza capelli”, ha detto in modo autoironico, “il mio vero io si sta rilassando su una bella spiaggia caraibica”.

Una volta tolta la tuta, ha preso una tastiera portatile e, accompagnato dal fido Tony Levin, ha iniziato con una versione minimalista di Washing of the Water seguita da una intensa, raffinatissima Growing Up dai profumi mediorientali durante la quale il resto della band si è seduto in semicerchio sotto lo schermo circolare che proiettava la superficie lunare.

Da quel momento è partito uno show magnifico dove le canzoni di i/o (il nuovo progetto che Gabriel sta centellinando mettendo in rete un pezzo alla volta ogni giorno di luna piena) si sono alternate a qualche grande classico e ad altri brani del suo ricchissimo repertorio.

Accompagnato da una band formidabile (9 musicisti talentuosi e versatili) in cui (oltre ai vecchi compagni di sempre Manu Katché alla batteria, David Rhodes alle chitarre e il già citato Tony Levin al basso) ha visto la presenza dell’eccellente violoncellista e vocalist Ayanna Witter-Johnson che ha duettato con Peter in Don’t Give Up facendo quasi dimenticare l’incantevole versione originale con Kate Bush.

Diviso in due parti, lo show è stato impreziosito da un apparato scenico bellissimo, senza invenzioni pirotecniche particolari, ma dove le proiezioni sugli schermi dietro e sopra il palco hanno accompagnato in modo artistico le canzoni creando degli acquarelli audio visivi poetici capaci di enfatizzare la già elevatissima qualità della musica.
E se pezzoni come Sledgehammer (che ha chiuso il primo tempo) o Big Time hanno acceso l’entusiasmo del pubblico, alcuni brani del nuovo disco (la title track in particolare) hanno commosso tutti per l’accecante bellezza della proposta artistica.

Se mai ce ne fosse bisogno, Peter Gabriel ha dimostrato una volta in più di essere un fuoriclasse assoluto e di avere un posto garantito nell’Olimpo del rock. E, senza strafare nelle dinamiche on stage (72 primavere un fisico appesantito non glielo permettono più), Peter ha dato una lezione di classe ed eleganza anche da questo punto di vista.

Ma, alla fine, è stata la musica e le sue canzoni a farla da padrone.
Congegnato in modo perfetto anche come sequenza di brani, il concerto si è chiuso con alcuni dei pezzi che hanno proiettato Gabriel nella storia: Solsbury Hill, In Your Eyes e una toccante versione di Biko (con il volto dell’attivista sudafricano a campeggiare sul grande schermo circolare) che ha accompagnato l’uscita dal palco di tutti i musicisti.

Uno show che ci ricorderemo a lungo e che ci convince sempre di più che abbiamo avuto il privilegio di vivere da contemporanei l’arte di geni assoluti della razza umana, quelli di cui si parlerà ancora nell’anno 3000.

Giorgio Gaber - Giulio Casale - Segrate

“Qualcuno era… Giorgio Gaber” con Giulio Casale a Segrate

Qualcuno era… Giorgio Gaber con Giulio Casale giovedì 25 maggio 2023 alle ore 20:30 al Teatro Toscanini di Segrate (Milano), a Cascina Commenda

 

Il 2023 ricorda i vent’anni della scomparsa di Giorgio Gaber avvenuta il primo gennaio 2003.

La Fondazione Gaber ha programmato numerose iniziative in ricordo dell’Artista: convegni universitari, pubblicazioni, spettacoli teatrali, concerti, convegni.

Qualcuno era… Giorgio Gaber è uno spettacolo che alterna immagini di repertorio, esecuzioni musicali e riflessioni e ha come protagonista Giulio Casale, uno dei più interessanti e virtuosi interpreti del repertorio musicale di Giorgio Gaber e profondo conoscitore del suo straordinario percorso artistico.

Giorgio Gaber in oltre quarant’anni di attività, tra il 1960 e il 2000, è stato uno dei più autorevoli testimoni della seconda metà del ‘900. Lo sterminato repertorio del Teatro-Canzone rappresenta un linguaggio unico e finora irripetibile che, nell’originalissima alternanza tra prosa e musica, è da tutti riconosciuto come un classico della cultura italiana capace ancora, e forse per moltissimi anni a venire, di offrire uno straordinario contributo di intelligenza e lucidità di analisi soprattutto alle giovani generazioni.

Lo spettacolo proposto dalla Fondazione Gaber in esclusiva per la città di Segrate proporrà, con Giulio Casale, vari momenti del Teatro-Canzone di Gaber e Luporini accompagnati da alcuni rari documenti filmati di grande interesse storico e artistico.

 

Ingresso 10 euro – Gratuito per gli under 12

L’incasso sarà devoluto all’associazione AVO Segrate

 

Biglietteria e prenotazioni

Tel. 02.2137660
WhatsApp 3336424723
[email protected]

Eric Clapton - Jeff Beck - Moon River

Eric Clapton, il classico “Moon River” in duetto inedito con Jeff Beck

Eric Clapton ha pubblicato a sorpresa Moon River, un grande classico registrato con il compianto amico Jeff Beck

 

Dall’annuncio di Eric Clapton dei due concerti in tributo a Jeff Beck, amico di una vita scomparso lo scorso 10 gennaio all’età di 78 anni, non si fa fatica ad immaginare in quanti abbiano iniziato a contare i giorni che li separavano dal 22 e 23 maggio, ora alle porte, dal momento in cui la splendida cornice della Royal Albert Hall di Londra si accenderà di musica per ricordare il grande chitarrista. Forse per accompagnare quel momento, o forse per rompere quel silenzio lasciato dalla scomparsa improvvisa dell’amico, Clapton ha pubblicato a sorpresa una piccola perla, un duetto con Jeff sulle note di Moon River, classico senza tempo di Johnny Mercer e Henry Mancini, che fa parte della colonna sonora del film Colazione da Tiffany con Audrey Hepburn dove è cantata dalla stessa attrice, e ha vinto l’Oscar per la Miglior Canzone Originale nel 1962.

“Nel gennaio 2022, io e Eric abbiamo registrato una versione che era più una ballata”, ha ricordato Simon Climie, che dalla fine degli anni ‘90 collabora spalla a spalla con Clapton. “Quando siamo stati contenti della traccia, Eric mi ha chiesto di inviarla a Jeff e lui l’ha adorata. Subito dopo, nella primavera del 2022, Jeff ha aggiunto la sua inconfondibile parte di chitarra. Ci ha stesi!”

Associate alle immagini del toccante videoclip, le note dell’iconica melodia del brano, qui suonate magistralmente dal tocco di Jeff Beck, trasportano l’ascoltatore fin dai primi secondi, fin da prima che entri la voce, in un universo-altro, in uno stato di malinconica e sospesa serenità che tocca l’apice nella sezione finale del brano.

 

 

Moon River, già disponibile in digitale, uscirà il prossimo 14 luglio in vinile con l’inedito How Could We Know. E chissà che non ci sia anche oggi, da qualche parte nei vicoli di una piovosa New York, un gatto arancione che sulle note della Fender di Jeff Beck sfugge a una maldestra e buffa padrona.

Demian Dorelli - My Window

Demian Dorelli, il nuovo album è “My Window”

Demian Dorelli torna con My Window, album di composizioni originali che trae la sua ispirazione iniziale dall’arte di David Hockney

 

Dopo il suo lavoro del 2021 in cui rendeva omaggio a Nick Drake riarrangiando al pianoforte tutto Pink Moon, Demian Dorelli torna con My Window (Ponderosa Music Records, 2023), nuovo album di brani originali con una dedica particolare, come ci ha spiegato lo stesso giovane compositore all’inizio della nostra intervista.

Il pianista è figlio di un fotografo di moda italiano e di una ballerina di danza classica inglese, per cui è cresciuto in un ambiente artistico, e forse anche per questo motivo non poteva non partire dall’arte per comporre le nuove tracce di questo suo nuovo album.

Come era accaduto per Nick Drake’s Pink Moon – A Journey on Piano, anche questa volta è stato l’artista e illustratore italiano Franco Matticchio a realizzare la copertina del nuovo disco del giovane compositore e ad andare anche oltre la sola copertina dell’album My Window.

Infine Demian Dorelli presenterà il suo nuovo lavoro domenica 21 maggio all’alba, in particolare alle 05.00 del mattino, a Milano, al Piazzale del Cimitero Monumentale, nell’ambito del festival dedicato al pianoforte Piano City Milano 2023.

E, sempre per l’occasione, Demian Dorelli e Alberto Fabris hanno curato Soundscape – Sound of liberty, in collaborazione con Apple Music Classical.

Un viaggio di libertà fra gli elementi – foresta, acqua, vento e spazio – il paesaggio sonoro di Demian Dorelli e Alberto Fabris. Dal 18 al 21 maggio, per Piano City Milano, Apple Music Classical presenta, presso l’anfiteatro del Liberty, la suggestiva installazione sonora negli orari di apertura dell’Apple Store di Piazza Liberty.

 

***

Qui è disponibile invece la nostra prima intervista a Demian Dorelli su Nick Drake’s Pink Moon – A Journey on Piano.

Bruce Springsteen - Tour Italia 2023 - Foto di Danny Clinch

Bruce Springsteen, concerto a Ferrara per ora confermato (nonostante il maltempo)

È terribile quello che sta succedendo in Emilia Romagna in questi giorni a causa del maltempo. Il concerto di Bruce Springsteen previsto per stasera a Ferrara per ora è tuttavia confermato

 

Al di là delle molte polemiche che hanno invaso i social nell’ultimo periodo circa il prezzo dei biglietti, quello che ci aspetta è uno spettacolo molto suonato e con una scaletta che andrà a toccare i grandi classici ma anche i brani dell’ultimo lavoro discografico di Bruce Springsteen, che “quando ci mette il cuore fa sempre le cose migliori”.

 

 

P.S. = Dal momento che il live di stasera di Ferrara è confermato perché non devolvere il cachet di stasera alle popolazioni colpite dall’alluvione?

Paolo Fresu - Wayne Shorter - Intervista Jam TV

Paolo Fresu – Wayne Shorter, Miles Davis e la missione del jazz

Paolo Fresu si racconta a Jam TV tra Wayne Shorter, Miles Davis, l’importanza del suono e la missione del jazz

Lo abbiamo contattato per la nostra Music Room dello scorso 13 marzo dedicata a Wayne Shorter che ci ha lasciato purtroppo il 2 dello stesso mese, perché ovviamente non poteva non amare un musicista come lui Paolo Fresu. Aveva ricordato il grande sassofonista in un lungo post sul suo profilo ufficiale di Facebook per il suo ruolo nel quintetto di Miles Davis, per quello nei Weather Report o per il suo ultimo quartetto con Danilo Pérez, John Patitucci e Brian Blade. E poi Paolo Fresu lo ha voluto ricordare anche per l’assolo in Both Sides Now di Joni Mitchell.

 

 

Wayne Shorter è una figura imprescindibile per il jazz e quindi anche per il trombettista raggiunto via Streamyard da Ezio Guaitamacchi. Insieme hanno registrato un lungo contributo per buona parte già trasmesso nel corso della diretta sullo stesso Shorter e nei vari discorsi sono venuti fuori anche numerosi riferimenti all’autobiografia di Miles Davis. Infine si è poi parlato dell’importanza del suono e della missione del jazz.

 

Il prossimo 19 maggio uscirà per Tǔk Music Food, nuovo album di Paolo Fresu realizzato insieme al pianista cubano Omar Sosa. Come dice lo stesso titolo, si tratta di un album sul cibo, nato durante i tanti viaggi in tour e i momenti condivisi a tavola dai due musicisti. All’interno di Food c’è anche ‘A çimma, omaggio a Fabrizio De André che vede la partecipazione di Cristiano, figlio del grande Faber.

Jefferson Airplane - Volunteers

Jefferson Airplane, “Volunteers” (of America)

Marty Balin dei Jefferson Airplane vede un camion dei Volunteers of America dopo essere stato svegliato e…

 

Nel 1904, un magnate del legname fece costruire, nella città di San Francisco, una pomposa residenza al 2400 di Fulton Street, proprio di fronte all’ingresso principale del Golden Gate Park. Sessantaquattro anni dopo, nel maggio del 1968, quella magnifica e gigantesca magione (17 camere in più di 800 metri quadri) fu acquistata dalla rock band Jefferson Airplane per diventare il quartier generale del gruppo, una sala prove, una residenza saltuaria ma, soprattutto, la sede di alcuni tra i party psichedelici più scatenati nella città della Baia. Qualcuno disse che in quei giorni, in quella che qualcuno ribattezzò la “Jefferson Airplane mansion”, giravano quantità di Lsd e di altre sostanze allucinogene in quantità industriale.

Una mattina, nella primavera del 1969, Marty Balin, il cantante della band insieme a Grace Slick, viene svegliato proprio mentre stava dormendo a Fulton Street da un frastuono di lattine che venivano schiacciate.

Guardando fuori dalla finestra vede un camion dei Volunteers of America, un’associazione benemerita che assiste poveri e senza tetto. Ispirato da quella visione, Marty inizia a scrivere un brano che assumerà in poco tempo un forte significato politico. Un brano che incita alla rivoluzione e che, in piena guerra del Vietnam, dice a tutti che loro sono “i volontari d’America”. La canzone Volunteers viene portata dai Jefferson Airplane sul palco di Woodstock tre mesi prima di essere pubblicata e diventare la title track di un album di grande successo.

Andrea Mirò - Prima che sia domani

Andrea Mirò – Prima che sia domani (Live)

Andrea Mirò ha eseguito live per noi negli studi di Jam TV Prima che sia domani, uno dei brani del suo greatest hits Camere con vista

 

Prima che sia domani è la ballata rock che Andrea Mirò ha eseguito live per noi nei nostri studi. Il brano fa parte di Camere con vista, il greatest hits che raccoglie vent’anni di carriera della cantante, autrice e polistrumentista.

 

Andrea Mirò - Camere con vista

 

Due cd, 38 brani estratti da otto album, un featuring con Neri Marcoré e uno con Dargen D’Amico, l’idea di un divenire nel tempo attraverso il racconto delle vite che si incrociano.

 

Era arrivato il tempo di fare il punto su tutta la mia produzione personale, i 20 anni (2020) sarebbero stati perfetti da celebrare, ma si è messa di mezzo la pandemia che ha reso gli intenti decisamente più precari, quindi alla fine, questo ‘riassunto delle stagioni passate’ esce ad inizio 2023.” Andrea Mirò

 

Le “camere con vista” di questo doppio disco sono come contenitori di storie minime o universali.

Ma anche tutte le camere da cui Mirò ha guardato, immaginando che fossero quelle d’albergo durante i tour, o quelle di casa nel passare di questi anni, sempre diverse perché c’è sempre qualche elemento che cambia sullo sfondo, e perché cambia lo stato d’animo.

Il titolo rende l’idea del divenire rimanendo se stessi.

 

Il doppio album edito da Anyway e distribuito da Halidon è racchiuso in un cofanetto realizzato con Treedom, realtà internazionale che sostiene e finanzia direttamente progetti agroforestali.

Van Morrison - Brown Eyed Girl

Van Morrison, “Brown Eyed Girl” – Dopo lo scioglimento dei Them…

La storia di Brown Eyed Girl, uno dei brani di maggior successo di Van Morrison. Una volta scioltisi i Them, Van The Man ha pronte nuove canzoni e…

 

È l’estate del 1966. I Them, rock band nord irlandese capitanata da Van Morrison, si trovano in tournée negli Stati Uniti dove stanno riscuotendo un grande successo. Per tre settimane sono al Whiskey-A-Go-Go di Los Angeles e ogni sera ad aprire i loro concerti c’è un giovane gruppo californiano con un cantante che ha lo stesso cognome di Van. Si chiama Jim Morrison e con il suo gruppo i Doors, l’ultima sera ha dato vita a una jam session su Gloria, la hit della band nord irlandese.

Intanto però i Them sono costretti a tornare in Irlanda: visti scaduti e lite con il manager. Verso fine anno la band si scioglie, ma Van Morrison ha pronte nuove canzoni. Accetta la proposta del songwriter newyorkese Bert Burns che ha aperto una nuova etichetta, la Bang Records, e che gli offre un contratto. Così Van The Man vola a NYC e inizia a registrare diversi brani, il più accattivante dei quali si chiama Brown Skinned Girl e parla dei ricordi di una bella storia d’amore tra il protagonista e una ragazza (presumibilmente di colore) in un ambiente bucolico.

Per qualche scherzo del destino (o perché qualcuno dice fosse politically correct fare così) la canzone cambia titolo in Brown Eyed Girl. L’arrangiamento caraibico, quasi calypso, voluto da Burns non piace a Van Morrison che lo considera troppo commerciale. Ma il successo ottenuto dal brano gli fa cambiare idea anche se, in seguito, lo stesso Van Morrison confesserà di aver scritto almeno 300 canzoni più belle di Brown Eyed Girl. La liaison con Bert Burns finisce male: il contratto risulta truffaldino e Van non vedrà mai un soldo. Qualche mese dopo, il 30 dicembre 1967, Bert Burns muore di infarto: aveva 38 anni.

Judith Owen - I Put A Spell On You

Judith Owen – I Put A Spell On You (Cover) (Live @ Jam TV)

Judith Owen e la sua cover di I Put A Spell On You, brano cantato da una delle sue eroine Nina Simone, dal vivo nei nostri studi di Jam TV

 

I Put A Spell On You è il brano che ci propone dal vivo Judith Owen, ospite nei nostri studi. Questa cover non fa parte dell’album pubblicato di recente Come & Get It, lavoro in cui la cantautrice celebra una serie di donne del jazz e del blues degli anni ’40 e ’50 pressoché dimenticate con una band di New Orleans (qui la nostra intervista e qui la cover di The Spinach Song, cantata da Julia Lee & Her Boyfriends).

Qualche giorno dopo il concerto di cui è stata protagonista al Blue Note di Milano, Judith Owen è dunque venuta a presentare il suo nuovo album direttamente negli studi di Jam TV in una dimensione più intima e acustica e per questo brano, che magari ascolteremo in uno dei suoi prossimi lavori, si è anche seduta al piano per rendere omaggio a una delle cantautrici per lei più influenti, Nina Simone.

I Put A Spell On You è un brano del 1956, scritto e interpretato originariamente da Screamin’ Jay Hawkins, ma all’epoca non ottenne il successo che poi avrebbe raggiunto nelle versioni successive.

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