Patrizia Cirulli - E' notte - Live - Jam TV

Patrizia Cirulli – E’ notte (Live)

Patrizia Cirulli live a Jam TV con E’ notte da Fantasia, album in cui ha musicato alcune poesie di Eduardo De Filippo

 

Patrizia Cirulli ci fa ascoltare live negli studi di Jam TV E’ notte, brano che fa parte di Fantasia, il suo nuovo album in cui ha trasposto in musica dieci poesie di Eduardo De Filippo (qui il nostro servizio realizzato lo scorso 30 novembre quando ha presentato all’AVI, l’Associazione Vinile Italiana, di Milano). Questo nuovo lavoro di Patrizia Cirulli è stato anche finalista delle Targhe Tenco 2023 nella sezione Miglior album in dialetto.

Incontrando la poesia di Eduardo è successo qualcosa di magico e straordinario che mi ha portato subito a musicare altre sue nove poesie. Mi sono fortemente appassionata al suo mondo poetico – racconta Patrizia Cirulli. – Luca De Filippo mi diede una prima autorizzazione alla pubblicazione e, successivamente, arrivarono anche le autorizzazioni degli altri eredi che ringrazio profondamente per avermi permesso di realizzare questo progetto. Musicare le poesie di Eduardo è stato come entrare in un mondo che non ho mai incontrato nella mia realtà, ma mi ha permesso di percepirlo come se lo avessi vissuto da vicino“.

 

L’album, realizzato sotto la direzione musicale di Marcello Peghin e la consulenza artistica di Mimmo Paganelli e edito da Squilibri Editore, spazia tra generi diversi: dal folk alla canzone d’autore.

Il disco contiene una nota introduttiva a firma di Pasquale Scialò e alcune immagini dei dipinti di Beppe Stasi.

Bob Marley trailer biopic

“Bob Marley: One Love”, online il trailer del nuovo biopic

Uscirà a gennaio 2024 Bob Marley: One Love, nuovo biopic sulla leggenda del reggae, di cui è uscito un trailer nei giorni scorsi

 

Siamo nell’epoca in cui ogni operazione o iniziativa che venga fatta per far conoscere alle nuove generazioni grandi artisti del passato, offuscati dalle dinamiche di distribuzione di oggi, dalla quantità di rumore riversata nello streaming e dagli artisti odierni, sia acqua nel deserto. Dopo i Queen, ecco quindi Bob Marley: One Love, il biopic sulla leggenda del reggae, in uscita a gennaio 2024 di cui è uscito un trailer nei giorni scorsi:

 

 

Diretto da Reinaldo Marcus Green – meglio conosciuto per il suo film biografico del 2021 con Will Smith nei panni del padre delle leggende del tennis Venus e Serena Williams in King Richard – prodotto dal figlio della leggenda del reggae Ziggy Marley, sua figlia Cedella e dalla vedova Rita, e interpretato da Kingsley Ben-Adir e Lashana Lynch con James Norton, il film seguirà la storia di Bob Marley nel periodo successivo a un tentativo di assassinio del 1976. Marley aveva solo 36 anni quando morì di una rara forma di cancro nel 1981.

Per la prima volta sul grande schermo, sarà possibile quindi rivivere la straordinaria e potente storia di Bob Marley, un artista che ha superato avversità incredibili per creare una musica rivoluzionaria.

Jane Birkin - Serge Gainsbourg

Addio a Jane Birkin

Trovata morta nella sua casa di Parigi Jane Birkin: il cinema con Michelangelo Antonioni, Je t’aime… moi non plus e… Aveva 76 anni.

 

Ci ha lasciato all’età di 76 anni Jane Birkin. La cantante e attrice britannica naturalizzata francese è stata trovata senza vita nella sua casa di Parigi. Era nata a Londra nel 1946 e viveva in Francia dalla fine degli anni Sessanta. Di recente aveva annullato una serie di concerti per motivi di salute.

Partecipa a vari film, a cominciare da Non tutti ce l’hanno di Richard Lester nel 1965, per poi prendere parte l’anno dopo a Blow-Up di Michelangelo Antonioni.

 

https://www.youtube.com/watch?v=bBkzCfmuBdU

 

Nel 1969 è presente anche ne La piscina con Alain Delon e Romy Scheider e in quello stesso anno esce anche Je t’aime… moi non plus, brano per l’epoca scandaloso per l’esplicita tematica sessuale, che fu sì censurato soprattutto in Italia e nel Regno Unito, ma che ottenne comunque grande successo. Je t’aime… moi non plus è uno dei tanti pezzi registrati insieme a Serge Gainsbourg; il sodalizio tra i due nella vita andrà avanti fino alla fine degli anni ’70, mentre quello musicale sarà più duraturo. Dall’unione tra Jane e Serge nascerà nel 1971 Charlotte Gainsbourg.

 

 

Anche pop, jazz e folk nella musica di Jane Birkin, che in carriera ha collaborato tra gli altri con Françoise Hardy, Paolo Conte, Caetano Veloso, Brian Molko dei Placebo…

 

Nel settembre 2021 aveva avuto un ictus e per questo motivo era stata costretta ad annullare alcuni concerti.

So long, Jane…

 

Suzanne Vega - Villa Arconati - Jam TV

Suzanne Vega live al Festival di Villa Arconati, il report (12.07.2023)

Un concerto in versione minimal and acoustic, con il solo Gerry Leonard alla chitarra, per Suzanne Vega al Festival di Villa Arconati

 

Non ha mai amato vestirsi di bianco, come ha cantato in un suo brano.

E infatti, Suzanne Vega è salita sul palco di Villa Arconati (nei pressi di Milano) con un tailleur giacca pantaloni “all black”, canottiera e cappello a cilindro d’ordinanza inclusi.

Il giorno prima ha compiuto 64 anni, ma sembra ancora la ragazzina che a metà anni ’80 (uscita dalla scuola neo folk di Jack Hardy), si esibiva per pochi spiccioli al Cornelia Street Cafe nel Village newyorkese.

“Sono la fede buddista e lo yoga a mantenermi giovane” dichiara.

Quasi per osmosi, anche le sue canzoni paiono non subire la ruggine del tempo. Specie in questo formato minimal and acoustic in cui Suzanne suona accompagnata unicamente dal chitarrismo sapiente, efficace e versatile del formidabile Gerry Leonard, irlandese di nascita ma newyorkese d’adozione artistica, da anni al suo fianco ma anche alla corte di tante rockstar, David Bowie su tutti.

La freschezza fisica e artistica della Vega traspare subito quando apre le danze con un suo grande classico, quella Marlene on the Wall, ispiratale dalla visione di un poster di Marlene Dietrich, con cui nel 1986 aveva debuttato nel mercato discografico.

“I pezzi vecchi meglio farli all’inizio”, ha detto con fare simpatico, “il pubblico è super eccitato e vuole accendersi immediatamente”.

Detto, fatto. E così scorrono piacevolmente Left of Center, Gipsy o Solitude Standing, ballad deliziose che sembrano composte pochi giorni fa tanto Suzanne ti trasmette passione, sentimento, gioia, malinconia ma soprattutto straordinaria spontaneità.

Ogni tanto abbandona la sua acustica per lasciare spazio a Gerry Leonard, come in Heroes Go Down con tanto di omaggio al grande Elvis Costello.

C’è anche spazio per un brano inedito (Suzanne spiega che il suo nuovo album uscirà in autunno) ispirato dagli orrori della guerra in Ucraina: si intitola Last Train from Mariupol ed è intenso e commovente.

Il gran finale regala gioiellini imperdibili come Luka o Tom Diner’s (qui in versione particolarmente sincopata) e due bis nel primo dei quali la Vega dedica a un newyorkese d.o.c. come Lou Reed la sua Walk on the Wild Side.

La spettacolare cornice di Villa Arconati e un clima piacevole (grazie alla cortesia di un temporale tropicale che ha rispettosamente atteso la fine dello show prima di scatenare la sua forza dirompente) hanno contribuito a rendere ulteriormente godibile una serata di rara grazia musicale.

Accordi Disaccordi - Decanter - intervista Jam TV - Foto di Gabriella Di Muro

Accordi Disaccordi – “Decanter”, il cinema e…

Dal loro ultimo album Decanter ai traguardi raggiunti nel cinema grazie alla loro musica fino a…

 

Fino al 16 luglio è resident band con due concerti al giorno a Perugia a Umbria Jazz, manifestazione alla quale partecipa per il nono anno consecutivo. Poi proseguirà in Italia e all’estero il suo tour. Accordi Disaccordi, è questo il nome del trio gipsy jazz nato nel 2012, che sta presentando dal vivo il suo ultimo album Decanter, disco in cui trovano spazio anche altre sonorità. Noi abbiamo raggiunto la band poco prima del suo concerto dello scorso 27 giugno al Diaz 7 di Milano, nell’ambito del Blue Note Off, la stagione estiva di concerti del Blue Note. E nell’occasione ci siamo fatti raccontare da Dario Scopesi, Alessandro Di Virgilio e Dario Berlucchi dell’album, dei traguardi raggiunti nel cinema grazie alla loro musica e dell’imminente evoluzione del sound targato Accordi Disaccordi (qui sito ufficiale del trio).

 

Queste le prossime date al momento in programma (perché presto ne saranno annunciate altre):

18 luglio – Castelnuovo Berardenga (Siena) – AntoniMax

19 luglio  Jesolo (Venezia) – Piazza Milano

20 Luglio – San Benedetto del Tronto (Ascoli – Piceno) –  Festival Marche Manouche

21 luglio – Formia (Latina) –  Area Archeologica Caposele

22 luglio – Morfasso (Piacenza)

6 agosto  San Bartolomeo al Mare (Imperia) – Rovere Jazz Festival

26 agosto  Bogliasco (Genova) – Ombre di Jazz | Feat. Anais Drago

3 settembre – L’Aquila – Il Jazz Italiano per le terre del sisma – Parco del Castello

29 settembre  Mo I Rana, Norvegia

28 ottobre  Moncalieri (Torino)  Moncalieri Jazz Festival | Feat. Anais Drago

Elton John

Elton John, l’addio alle scene a Stoccolma con “Goodbye Yellow Brick Road”

Addio definitivo alle scene per Elton John che ha tenuto il suo ultimo concerto lo scorso 8 luglio a Stoccolma

 

Elton John non farà più tour: l’addio alle scene si è consumato la sera dell’8 luglio in Svezia alla Tele2 Arena di Stoccolma. “Ho avuto una carriera meravigliosa, oltre ogni immaginazione – ha dichiarato visibilmente commosso poco prima di cantare per l’ultima volta in tour Goodbye Yellow Brick Road. – “Cinquant’anni di pura gioia nel fare musica. Quanto sono fortunato? Ma non sarei seduto qui a parlare con voi se non fosse proprio per voi. Avete comprato i singoli, i CD, gli album, le cassette… ma soprattutto avete comprato i biglietti per gli spettacoli. Sapete quanto mi piace suonare dal vivo. È stata la mia linfa vitale suonare per voi, ragazzi. Siete stati magnifici”.

“Voglio godermi la mia famiglia, i miei figli, mio ​​marito, tutto”, ha aggiunto Elton John. “Me lo sono guadagnato. E non me ne pento stasera. Voglio ringraziare la band, la troupe, tutti. Mi mancherete tanto ragazzi, ma ci vediamo molto prima di quanto pensiate. Vi amo!”

 

Qui il video con il discorso finale e l’ultima esecuzione in tour di Goodbye Yellow Brick Road:

 

 

Elton John aveva cominciato il suo Farewell Yellow Brick Road – The Final Tour l’8 settembre 2018 negli Stati Uniti ad Allentown, in Pennsylvania. I concerti sono stati poi interrotti da marzo 2020 per la pandemia e il tour è poi ricominciato da gennaio 2022, facendo tappa anche a Milano il 4 giugno dello scorso anno (qui il nostro report).

 

Durante il live a Stoccolma, Elton John è stato salutato anche dai Coldplay, collegati da Göteborg per il loro tour. “Lo diciamo a nome nostro e di tutte le band e gli artisti che hai ispirato negli anni: ti amiamo” ha dichiarato il frontman del gruppo Chris Martin.

 

Dopo questo addio alle scene non è escluso comunque che Elton John non si esibisca in qualche occasione particolare, così come aveva detto prima di intraprendere quest’ultimo tour che avrebbe continuato a scrivere canzoni.

Steve Hackett - Teatro Romano Ostia Antica - report live - Jam TV

Steve Hackett al Teatro Romano di Ostia Antica, il report (08.07.2023)

Steve Hackett ieri al Teatro Romano di Ostia Antica per il tour in occasione dei 50 anni di Foxtrot dei Genesis (ma non solo)

 

Una location a dir poco perfetta per celebrare i 50 anni di un disco che ha fatto la storia del progressive rock. Ieri, sabato 8 luglio il Teatro Romano di Ostia Antica, colmo fino all’ultimo posto, ha fatto da cornice alla terza data italiana, dopo Brescia e Pistoia, di Steve Hackett e del suo spettacolo Genesis Revisited – Foxtrot At Fifty + Hackett Highlights.

Già, perché nel 2022 lo storico album dei Genesis, che nel 1972 li ha catapultati al centro della scena rock britannica, ha festeggiato 50 anni, ricorrenza che il leggendario chitarrista ha voluto celebrare proprio l’anno scorso con un tour di successo che ha fatto tappa anche nel nostro Paese: il suo pubblico però, è tornato a reclamarlo a gran voce, e Steve Hackett non se lo è fatto ripetere due volte.

La prima parte del concerto è dedicata alla sua carriera solista, con Ace of Wands tratta dal suo Voyage Of The Acolyte del ’75 ad aprire la scaletta che da subito fa intuire il tiro sostenuto della serata. Steve Hackett saluta il suo pubblico con qualche parola in italiano prima di lanciarsi nell’esecuzione tecnicamente pressoché ineccepibile, di alcuni dei brani più conosciuti del suo repertorio in solo, come The Devil’s Cathedral ed Every Day. Le dita corrono con incredibile fluidità sotto la storica Gibson dorata a restituire il tipico suono di Hackett che i fan dei Genesis hanno tanto amato. E se la maggior parte degli spettatori sono l’espressione di una generazione che quella musica l’ha vissuta da protagonista, tra le antiche gradinate del Teatro spuntano volti giovani e coinvolti, pronti a farsi carico della preziosa eredità di una musica immortale.

Al fianco di Steve Hackett i formidabili musicisti che lo seguono orami da anni: Roger King alle tastiere, una formidabile sezione ritmica composta da Craig Bundell alla batteria e Jonas Reingold al basso che non manca di imbracciare anche la chitarra, e ancora Rob Townsend al sax e flauto e naturalmente Nad Sylvan alla voce. La seconda parte dello show è dedicata a Foxtrot che viene eseguito per intero dai sei, e Supper’s Ready, ultima traccia dell’album, è accompagnata dal coro dell’arena che a fine pezzo si riversa letteralmente sotto il palco. Firth of Fifth, brano storico estratto dal successivo album dei Genesis Selling England by the Pound, conclude una serata musicalmente perfetta, che si replicherà ancora il 10 luglio a Caserta, il 12 a Ferrara per concludere il tour il 13 a Palmanova.

Ben Harper - Lugano Estival Jazz 2023 - live - report - Jam TV

Ben Harper al Lugano Estival Jazz, il report (07.07.2023)

Ben Harper sul palco di Piazza della Riforma per il Lugano Estival Jazz insieme ai suoi Innocent Criminals

 

Un cast selezionato di vecchie e nuove star del panorama internazionale, una piazza storica a due passi dal lago, sempre gremita da un pubblico appassionato e competente, le riprese della radio tv della Svizzera italiana, il garbo di Jacky Marti, direttore artistico della manifestazione e impeccabile “maestro di cerimonie”. Questi gli ingredienti classici di Estival, una della più belle e importanti rassegne europee di musica di qualità che il Covid ha provato, senza successo, di uccidere.

Venerdì 7 luglio 2023, Estival è infatti rinato dalle sue stesse ceneri e, come da tradizione, ha presentato nel cuore di Lugano un cartellone degno delle sue leggendarie, storiche edizioni. Dopo il breve set del bravo Beppe Donadio (che si sdoppia tra giornalismo e performance on stage) è stata la volta di Mark Lettieri che, abbandonati per una sera gli spumeggianti Snarky Puppy, si è esibito in un set funky con il suo quartetto. A chiudere la serata l’eccellente Judith Hill, amatissima dai vecchi fan di Prince.

In mezzo, vero clou della serata, sul palco di Piazza della Riforma è salito Ben Harper. Look afro e papalina di lana (ormai un must delle rockstar che contano, vedi Keith Richards o Pete Townshend) Ben, a meno di un mese dalla pubblicazione da Wide Open Light, ultimo album interamente acustico, si è presentato con i suoi Innocent Criminals (il suo storico ensemble elettrico con oggi soltanto uno – il batterista Oliver Charles – dei membri originali) per dar vita a un concerto coinvolgente, vario e fascinosissimo.

Eclettico ma stilisticamente ineccepibile, emozionante ma pure riflessivo, Harper ha alternato vecchi successi (come Better Way o Diamonds on the Inside) a nuovi brani come la sognante e bluesy Giving Ghost, perla acustica del suo ultimo lavoro discografico che è stata eseguita in solo con una delle sue magnifiche Weissenborn, chitarre slide di origine hawaiiana che Ben ha imparato a suonare dal grande David Lindley ma che lui ha reso popolari tra gli appassionati.

La sua vocalità sempre in equilibrio tra timbri decisi, intensi e dolcissime evoluzioni in falsetto che ricordano quelle di Marvin Gaye o Sam Cooke, ha incantato i presenti anche quelli meno a loro agio con il repertorio del musicista di Claremont, California. Il suo stile nella slide, elettrica e acustica, ha esaltato i cultori dello strumento. La sua varietà stilistica, capace di destreggiarsi con eguale abilità tra songwriting, classic rock, reggae e blues, tra momenti elettrici potenti e trascinanti e un mini set acustico in solo, ha stupito persino chi, da anni, lo segue con passione e affetto.

Assecondato in modo impeccabile dai suoi “criminali innocenti”, Ben Harper.

54 anni (e con almeno 30 di carriera) è ormai un classico alla pari dei suoi grandi eroi, da Robert Johnson a Bob Marley e, dal vivo, una garanzia assoluta, qualsiasi cosa voglia fare o decida di proporre.

Una lunga ed emozionante With My Own Two Hands ha chiuso in modo glorioso una serata perfetta.

Vintage Trouble - Legend Club - Milano

Vintage Trouble al Legend Club di Milano, il report (04.07.2023)

Abbiamo tutti bisogno di gente come i Vintage Trouble, qualche sera fa passati dall’Italia al Legend Club di Milano

 

Per una sera il Legend di Milano si è trasformato in un incendiario live club di stampo nordamericano. Uno di quei locali di Austin, Chicago, o New York dove rock, blues, soul e funky riescono magicamente a miscelarsi per dar vita a una trascinante serata di grande musica.

Già, perché sul piccolo palco del Legend Club di Milano sono saliti i Vintage Trouble, quartetto formatosi al Laurel Canyon di Los Angeles una dozzina di anni fa, con cinque album all’attivo, partecipazioni stellari nei grandi show televisivi d’America e aperture ai tour di superstar come AC/DC, The Who, Lenny Kravitz o Dixie Chicks.

Amatissimi dagli appassionati di tutto il mondo, e già apparsi dalle nostre parti, i quattro musicisti hanno subito fatto capire di che pasta sono fatti. Entusiasti come fossero al Coachella o in qualche altro mega festival, hanno coinvolto i fan dalla prima nota di Run Like The River in cui il frontman, Ty Taylor, formidabile vocalist ed entertainer afroamericano che i più informati ricorderanno anche come cantante dei Dakota Moon negli anni ’90, dopo aver fatto stage diving è sceso in mezzo al pubblico.

Il suo modo spettacolare di muoversi e la sua vocalità, capace di essere tonica e grintosa ma anche melodiosa e suadente nel brano successivo, si sono alternati a introduzioni divertenti ai brani e a discorsi più seri (molto “peace and love”) altrettanto apprezzati.

Ma è stata soprattutto la musica a stregare i presenti e a trascinarli nel mondo retro chic dei Vintage Trouble che, con un po’ di fantasia, potrebbero ricordare un James Brown 2.0 accompagnato dai Led Zeppelin… Il loro classico Blues Hand Me Down è assolutamente esemplificativo di ciò, così come lo sono tanti brani che “ti stendono”, giusto per parafrasare la loro Knock Me Out.

Se Ty è il catalizzatore, non lo sono da meno (musicalmente parlando) Alle Colt (formidabile chitarrista di origini svedesi, co-fondatore della band) e la potente e precisa sezione ritmica formata dal bassista Rick Barrio Dill e dal batterista Richard Danielson.

La loro rivisitazione di una delle grandi hit di Stevie Wonder (Higher Ground) ne è l’ennesima dimostrazione della loro perizia musicale e della loro pertinenza stilistica.

Alcuni brani del nuovo album (Heavy Hymnal, con chiare influenze gospel che riportano Taylor ai giorni della sua adolescenza) hanno incantato per la bellezza melodica e per la vocalità di Ty alla Marvin Gaye.

Ma la cosa più stupefacente è stato proprio la voglia di fare musica come una volta, senza effetti speciali, scenografie o schermi giganti a diretto contatto con gli spettatori.

Lunga vita dunque ai Vintage Trouble: tutti noi appassionati abbiamo bisogno di gente come loro.

Hollywood Vampires - Marostica - Jam TV

Hollywood Vampires al Marostica Summer Festival, il report (02.07.2023)

Piazza Castello a Marostica con Alice Cooper, Johnny Depp, Joe Perry e Tommy Henriksen: il grande rock degli Hollywood Vampires

 

Negli anni ’70 era un club per rockstar fondato da Alice Cooper e del quale facevano parte tra gli altri Keith Moon, Harry Nilsson e John Lennon… da qualche anno è il nome di un gruppo che ricorda quello stesso club e i suoi membri che non ci sono più e di cui Alice Cooper è il frontman: sono gli Hollywood Vampires e lo scorso 2 luglio sono stati protagonisti a Marostica, in Piazza Castello, del loro unico concerto di questo tour in programma in Italia.

Johnny Depp, Joe Perry e più di recente come membro effettivo Tommy Henriksen sono gli altri che insieme ad Alice Cooper hanno voluto mettere in piedi questa nuova band. Il progetto è cresciuto negli anni, è basato anche su inediti, ma si poggia in maniera solida su grandi cover ovviamente rock: Break On Through (To The Otherside) dei Doors, Baba O’Riley degli Who, Heroes di David Bowie sono solo alcuni dei brani eseguiti con mestiere dal gruppo, nel caso di Johnny Depp, invece, più con la passione; l’attore fa comunque la sua parte, soprattutto nei pezzi in scaletta in cui canta, perché come chitarrista principale c’è già uno come Joe Perry, che non può non suonare almeno un pezzo dei suoi Aerosmith come l’inconfondibile Walk This Way.

Alice Cooper ha cantato ovviamente la maggior parte dei brani ed è apparso particolarmente in forma con la sua voce, ma si è messo anche al servizio della band con i cori, con la chitarra o con le maracas.

Tutto il gruppo ha poi dalla sua una forte presenza scenica, che si è potuta notare anche a Marostica.

In uno dei momenti più toccanti della serata Johnny Depp ha ricordato il suo amico Jeff Beck, con cui di recente ha spesso condiviso il palco; ed è stato poi Joe Perry a prendere dalle mani dell’attore una chitarra appartenuta proprio al grande Jeff Beck e a suonarla.

Il gran finale è affidato a School’s Out, grande classico di Alice Cooper, con incursione di Another Brick In The Wall dei Pink Floyd, per un live complessivamente energico e divertente, che celebra per un più ampio pubblico un’idea e una musica tanto cara anche al vecchio club da cui la band prende il nome.

Stewart Copeland, Police Deranged For Orchestra - Intervista

Stewart Copeland, “Police Deranged For Orchestra” – Intervista

Nuovo album e presto sei live in Italia per Stewart Copeland e il suo Police Deranged For Orchestra: i Police destrutturati con l’orchestra

 

Si chiama Police Deranged For Orchestra la nuova avventura musicale di Stewart Copeland che esce su disco e sulle principali piattaforme in questi giorni. Con il supporto di una grande orchestra e di alcuni collaboratori di razza, il leggendario batterista ha riarrangiato (o meglio “destrutturato”, per dirla con lui) alcuni grandi classici del trio formato con Sting e Andy Summers 45 anni fa.

In esclusiva per Jam TV, abbiamo raggiunto Copeland nella sua casa di Los Angeles per farci raccontare la genesi di questo affascinante progetto che nel mese di luglio salirà su sei prestigiosi palchi italiani (qui le date).

Rielaborate in chiave intelligente e con il supporto dell’orchestra, le canzoni dei Police che Stewart Copeland ha scelto per questo progetto rinascono a nuova vita grazie anche a tre formidabili voci femminili, grondanti blues, R&B e funky. Un’idea sicuramente originale per quanto obbligata…

Stewart sta preparando un’altra sorpresa per i fan dei Police: la pubblicazione di un libro illustrato che raccoglie i suoi “diari di viaggio” dal 1978 al 1983 nel periodo in cui la band girava il mondo (ma la storia parte da prima).

Tra poco dunque, Stewart Copeland porterà il suo Police Deranged For Orchestra sui palchi italiani. Sarà un evento imperdibile come lo stesso Stewart ci ha promesso….

Pino Scotto - Don't Waste Your Time - Jam TV

Pino Scotto, Don’t Waste Your Time (Live)

Don’t Waste Your Time live per Pino Scotto negli studi di Jam TV. Il brano apre il suo album del 2020 Dog Eat Dog

 

Don’t Waste Your Time: Pino Scotto ci propone dal vivo il brano che apre Dog Eat Dog, il suo album uscito nel 2020. In questo testo Pino dice di non perdere tempo, di non fare nella vita domani ciò che puoi fare oggi. Dopo aver perso tanti amici nel corso degli anni ha imparato che se una cosa va fatta, va fatta subito.

 

Don’t Waste Your Time, qui eseguita in acustico con Steve Volta alla chitarra, è uno dei brani di Dog Eat Dog, album che Pino ha pubblicato nel 2020, due settimane prima della pandemia. Lo scorso 14 aprile è uscito invece Live ‘N Bad (Nadir Music, 2023), un nuovo disco dal vivo registrato nel corso di uno dei suoi recenti concerti del tour di Dog Eat Dog che proseguirà fino alla fine dell’anno. Per conoscere tutte le prossime date è possibile visitare il sito ufficiale di Pino Scotto.

Tracklist di Live ‘N Bad:

  1. Don’t Waste your Time
  2. La resa dei conti
  3. Dog eat Dog
  4. Not too Late
  5. Cage of Mind
  6. Eye for an Eye
  7. Come noi
  8. Morta è la città
  9. Drum solo
  10. Bass solo
  11. Same Old story
  12. Don’t be Looking Back
  13. Guitar solo
  14. Streets of Danger
  15. Get Up Shake Up
  16. The Eagle scream
  17. Talking Trash
  18. Stone Dead Forever

 

 

 

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