Ben Harper sul palco di Piazza della Riforma per il Lugano Estival Jazz insieme ai suoi Innocent Criminals
Un cast selezionato di vecchie e nuove star del panorama internazionale, una piazza storica a due passi dal lago, sempre gremita da un pubblico appassionato e competente, le riprese della radio tv della Svizzera italiana, il garbo di Jacky Marti, direttore artistico della manifestazione e impeccabile “maestro di cerimonie”. Questi gli ingredienti classici di Estival, una della più belle e importanti rassegne europee di musica di qualità che il Covid ha provato, senza successo, di uccidere.
Venerdì 7 luglio 2023, Estival è infatti rinato dalle sue stesse ceneri e, come da tradizione, ha presentato nel cuore di Lugano un cartellone degno delle sue leggendarie, storiche edizioni. Dopo il breve set del bravo Beppe Donadio (che si sdoppia tra giornalismo e performance on stage) è stata la volta di Mark Lettieri che, abbandonati per una sera gli spumeggianti Snarky Puppy, si è esibito in un set funky con il suo quartetto. A chiudere la serata l’eccellente Judith Hill, amatissima dai vecchi fan di Prince.
In mezzo, vero clou della serata, sul palco di Piazza della Riforma è salito Ben Harper. Look afro e papalina di lana (ormai un must delle rockstar che contano, vedi Keith Richards o Pete Townshend) Ben, a meno di un mese dalla pubblicazione da Wide Open Light, ultimo album interamente acustico, si è presentato con i suoi Innocent Criminals (il suo storico ensemble elettrico con oggi soltanto uno – il batterista Oliver Charles – dei membri originali) per dar vita a un concerto coinvolgente, vario e fascinosissimo.
Eclettico ma stilisticamente ineccepibile, emozionante ma pure riflessivo, Harper ha alternato vecchi successi (come Better Way o Diamonds on the Inside) a nuovi brani come la sognante e bluesy Giving Ghost, perla acustica del suo ultimo lavoro discografico che è stata eseguita in solo con una delle sue magnifiche Weissenborn, chitarre slide di origine hawaiiana che Ben ha imparato a suonare dal grande David Lindley ma che lui ha reso popolari tra gli appassionati.
La sua vocalità sempre in equilibrio tra timbri decisi, intensi e dolcissime evoluzioni in falsetto che ricordano quelle di Marvin Gaye o Sam Cooke, ha incantato i presenti anche quelli meno a loro agio con il repertorio del musicista di Claremont, California. Il suo stile nella slide, elettrica e acustica, ha esaltato i cultori dello strumento. La sua varietà stilistica, capace di destreggiarsi con eguale abilità tra songwriting, classic rock, reggae e blues, tra momenti elettrici potenti e trascinanti e un mini set acustico in solo, ha stupito persino chi, da anni, lo segue con passione e affetto.
Assecondato in modo impeccabile dai suoi “criminali innocenti”, Ben Harper.
54 anni (e con almeno 30 di carriera) è ormai un classico alla pari dei suoi grandi eroi, da Robert Johnson a Bob Marley e, dal vivo, una garanzia assoluta, qualsiasi cosa voglia fare o decida di proporre.
Una lunga ed emozionante With My Own Two Hands ha chiuso in modo glorioso una serata perfetta.