Yusuf/Cat Stevens e il manifesto per l’incoronazione di Re Carlo III
Il 16 giugno 2023 uscirà King of a Land, nuovo album di Yusuf/Cat Stevens che per l’incoronazione di Re Carlo III ha redatto un manifesto…
Un brano (che si può ascoltare qui) che è anche la title track del suo nuovo album in uscita: Yusuf / Cat Stevens sta per tornare infatti con King of a Land, occasione in cui ha anche redatto un manifesto per Re Carlo III, incoronato nei giorni scorsi.
In Manifesto for a Good King, Yusuf elenca dieci elementi essenziali che ritiene tutti i leader dovrebbero considerare e scriverà (se non lo ha già fatto) anche direttamente al re, di suo pugno, per condividere il suo messaggio.
Manifesto for a Good King
1. Anche se sei un re, sei sempre un servo di Dio.
2. Elimina l’odio tramite l’educazione e diffondete la pace.
3. Dai da mangiare agli affamati.
4. Siamo tutti esseri umani che commettono errori, quindi perdona.
5. Aiuta i malati e i senzatetto.
6. Fai attenzione alle persone negative intorno a te.
7. Ognuno ha un ruolo da svolgere, insegna loro a lavorare insieme.
8. Sii giusto e non fate favoritismi.
9. Ascolta le critiche costruttive.
10. Sii un guardiano di tutte le fedi e della preziosa Terra che tutti condividiamo.
King of a Land uscirà per BMG / Dark Horse Records il 16 giugno 2023 anche in formati speciali ed edizioni limitate.
L’uscita dell’album giunge nel bel mezzo di un’ondata di attività celebrative, che seguono l’annuncio del debutto di Yusuf / Cat Stevens al Glastonbury Festival. L’esibizione, che avrà luogo il 25 giugno e che lo vedrà esibirsi sul Pyramid Stage nell’ambita fascia delle leggende della domenica all’ora del tè, precede di un mese il 75° compleanno di Yusuf e segue di poco l’attesa pubblicazione del suo diciassettesimo album in studio.
La settimana prima, il 18 giugno, sarà invece per una data unica in Italia a Roma, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (qui per altre info e biglietti).
06/05/2023
Peter, Paul and Mary, “Leaving on a Jet Plane” – Com’è nato il brano scritto da John Denver
Un brano di successo per Peter, Paul and Mary, scritto da John Denver che 30 anni dopo, ironia della sorte…
La canzone scritta da John Denver, con il titolo di Leaving on a Jet Plane, viene incisa da Peter, Paul and Mary, eroi del folk revival americano e diventa una hit.
Inverno del 1967
L’aeroporto internazionale di Dulles, a Washington, pullula come sempre di gente. Un viavai infinito di persone pronte a partire che trascinano trolley e valigie, code davanti al check-in, file di auto e taxi che scaricano passeggeri di fronte alle porte dei vari terminal.
Seduti su una panchina in attesa che venga annunciato il boarding del loro volo, i tre membri del gruppo folk Chad Mitchell Trio osservano con curiosità questo spaccato di vita quotidiana. Uno di loro, John Denver, colpito dal fatto che molti passeggeri mostrino il loro dispiacere nel lasciare una persona cara, scrive una canzone che originariamente intitola Baby I Hate To Go, “Tesoro odio partire”.
Il pezzo piace agli altri e il Chad Mitchell Trio lo registra, ma senza successo. Due anni dopo, la stessa canzone scritta da John Denver, con il titolo di Leaving on a Jet Plane, viene incisa da Peter, Paul and Mary, eroi del folk revival americano e diventa una hit.
Il successo del brano aiuterà moltissimo John Denver che, quasi contemporaneamente, lascia il Chad Mitchell Trio per iniziare una straordinaria carriera solista.
Ironia della sorte, 30 anni dopo, ai comandi del suo jet privato, John Denver precipiterà nelle acque della penisola di Monterey, in California.
Aveva 53 anni.
06/05/2023
Jono Manson – Sailin’ Shoes (Little Feat Cover)
Jono Manson negli studi di Jam TV per farci ascoltare la sua versione di Sailin’ Shoes, cover dei Little Feat
È venuto a trovarci a Jam TV per presentare il suo nuovo album Stars Enough To Guide Me (Blue Rose/Ird per l’Italia) Jono Manson che, oltre ad alcuni suoi brani dal vivo, qui ci ha proposto in versione voce e chitarra Sailin’ Shoes, cover dei Little Feat.
Il brano dava anche il titolo al secondo album tra pop, rock, blues e country del gruppo di Lowell George e Bill Payne, pubblicato nel 1972, con la copertina di Neon Park. Sailin’ Shoes era anche l’ultimo lavoro della band col bassista originale Roy Estrada. Il disco fu registrato a North Hollywood, Los Angeles, California, presso gli Amigos Studios, Sunset Sound e T.T.G. Sailin’ Shoes è prodotto da Ted Templeman, già in precedenza al lavoro con Doobie Brothers, Van Morrison e Captain Beefheart. Successivamente lavorerà con tanti altri artisti o gruppi, tra cui i Van Halen.
I Little Feat si sono riformati più volte dopo la prematura scomparsa di Lowell George avvenuta nel 1979 e il primo periodo è proprio quello relativo al brano che ascoltiamo anche qui, quando il gruppo nacque cioè dall’incontro tra l’ex chitarrista membro dei Mothers of Invention di Frank Zappa e il tastierista Bill Payne.
06/05/2023
Massimo Luca e l’incontro con Lucio Battisti (seconda e ultima parte)
Il grande chitarrista Massimo Luca si sofferma ancora con noi su Lucio Battisti e in particolare sull’ultima volta che si sono incontrati
Dopo il primo incontro con Lucio Battisti, il chitarrista Massimo Luca ci racconta di quando si sono rivisti dopo tanti anni. Un rapporto di stima, ma mai d’amicizia come racconta nella prima parte dell’intervista (che si può vedere qui), in cui si sofferma sulla sua collaborazione iniziata nel 1972 con l’album Umanamente uomo: il sogno, e che si è conclusa nel 1974 con Anima latina.
Ovviamente sono tante le parole di elogio per Battisti da parte di Massimo Luca, che ha potuto ammirare da vicino le sue doti di grande musicista e sperimentatore, che era riuscito soprattutto in studio ad esprimere la sua arte e molto poco dal vivo per sua stessa volontà.
In conclusione ci incuriosiva proprio sapere perché fosse finita la loro collaborazione e il racconto dell’ultima volta che si sono incontrati. Massimo Luca, infine, ci ha parlato anche di come abbia appreso della scomparsa di Battisti e quale sia il ricordo che ancora oggi porta nel cuore… Una notizia ancora dolorosa, ovviamente, sebbene il prossimo 9 settembre saranno 25 anni da quando Battisti ci ha lasciato…
06/05/2023
Massimo Luca e l’incontro con Lucio Battisti (prima parte)
Ha suonato in quattro album di Lucio Battisti ed era anche alla chitarra nel duetto Battisti-Mina a Teatro 10: intervista a Massimo Luca
Massimo Luca è stato uno dei chitarristi più impiegati dai principali cantautori e artisti italiani degli anni ’70. Noi lo abbiamo incontrato in occasione di quello che sarebbe stato l’ottantesimo compleanno di Lucio Battisti e ci ha raccontato molti aneddoti e curiosità della sua collaborazione con lo stesso Battisti, una delle più importanti della sua carriera.
Massimo Luca ci ha spiegato come si sono conosciuti, che musicista fosse Lucio Battisti e se davvero sia stato un precursore dei tempi nella musica italiana.
Quella di Teatro 10, lo storico duetto Battisti-Mina, è ancora oggi considerata una perla della musica italiana. Massimo Luca c’era e abbiamo voluto chiedergli cosa abbia rappresentato per lui, le sue emozioni e di quanto fosse consapevole di far parte di quello che sarebbe diventato un pezzo di storia.
E poi gli abbiamo chiesto se con Lucio Battisti ci fosse solo una collaborazione artistica o se fosse nata anche un’amicizia.
Tra le dichiarazioni più importanti e curiose di Massimo Luca in quest’intervista ci sono quelle secondo cui Battisti fosse “un grande ascoltatore di musica” e “un grande sperimentatore”… e fosse, secondo lui, “il nipotino di Giacomo Puccini”!
03/05/2023
Rick Wakeman – “A Gallery Of The Imagination”, le tastiere, Bowie e…
Il nuovo album A Gallery Of The Imagination, l’evoluzione delle tastiere in questi anni e l’incontro con David Bowie nella nostra intervista a Rick Wakeman
A Gallery Of The Imagination è il nuovo album di Rick Wakeman, lavoro che il grande tastierista, come ci ha raccontato lui stesso, ha scritto ricordandosi dei primi consigli della sua prima insegnante di pianoforte: “Fare musica è come dipingere quadri” diceva quando aveva soltanto cinque anni; e lo stesso, spiega sempre Wakeman, possono fare gli ascoltatori ascoltando la musica, perché ognuno di loro può dipingere le proprie immagini.
Vari tipi di tastiere, appunto il pianoforte… è ovviamente questo il mondo in cui continua a muoversi Rick Wakeman anche all’interno di A Gallery Of The Imagination e allora gli abbiamo chiesto come si sono evoluti i suoi strumenti da quando ha iniziato a suonare in maniera professionale ad oggi.
Come session man Rick Wakeman ha suonato davvero con tanti grandi come Cat Stevens, Lou Reed, Elton John… noi però abbiamo voluto ricordare con lui la sua amicizia e le sue collaborazioni con David Bowie.
Due sono state le date del tastierista a febbraio al London Palladium. In questi due concerti di Londra Rick Wakeman ha voluto ripercorrere la sua carriera suonando ad esempio pezzi storici del suo periodo negli Yes o del suo famosissimo concept album The Six Wives Of Henry VIII. Si spera allora di poterlo ammirare presto nuovamente dal vivo in Italia e anche lui sembra davvero intenzionato a tornare appena possibile nel nostro Paese.
29/04/2023
Yusuf / Cat Stevens, nuovo singolo e un manifesto molto particolare
Yusuf / Cat Stevens scrive un Manifesto per Re Carlo III e presenta il nuovo singolo King of a Land
Nella nuova canzone intitolata King of a Land, il testo di Yusuf racconta di una decisa frustrazione per lo stato del mondo post-moderno: “If I was a king of a land, I’d free every woman and man…If I ran the schools of this world…If I had a mountain of gold”. In vista dell’incoronazione di Sua Maestà Re Carlo III, Yusuf / Cat Stevens esprime la speranza che il nuovo monarca usi il suo ruolo per avere un impatto positivo sul futuro del Paese e del mondo. “Mentre i politici bisticciano e si accapigliano nei sotterranei, qualcuno ai piani alti dovrebbe controllare dove ci stanno portando i partiti politici. Francamente, la democrazia ha bisogno di una spolverata”. Yusuf lamenta.
“Uno dei privilegi dell’essere artista è quello di esprimere ciò che sembra impensabile e poi esporlo perché la gente possa rifletterci; possiamo dire cose che altri non possono dire. Certo, so bene che la musica non può necessariamente risolvere i problemi del mondo, ma può contribuire a guidarne la lettura. Nella mia canzone, King of a Land, ci sono alcune considerazioni che spero spero trovino riscontro con Sua Maestà”.
In un messaggio rispettoso a Re Carlo III, Yusuf / Cat Stevens ha condiviso A Manifesto for a Good King, in cui elenca 10 elementi essenziali che ritiene tutti i leader dovrebbero considerare. Yusuf scriverà anche direttamente al futuro re, di suo pugno, per condividere il suo messaggio.
“Il messaggio principale della canzone – e questo vale per tutti coloro che occupano posizioni di comando – è: non dimenticate che c’è Qualcuno sopra di voi e fate attenzione a coloro che sono sotto di voi”.
Manifesto for a Good King
1. Anche se sei un re, sei sempre un servo di Dio.
2. Elimina l’odio tramite l’educazione e diffondete la pace.
3. Dai da mangiare agli affamati.
4. Siamo tutti esseri umani che commettono errori, quindi perdona.
5. Aiuta i malati e i senzatetto.
6. Fai attenzione alle persone negative intorno a te.
7. Ognuno ha un ruolo da svolgere, insegna loro a lavorare insieme.
8. Sii giusto e non fate favoritismi.
9. Ascolta le critiche costruttive.
10. Sii un guardiano di tutte le fedi e della preziosa Terra che tutti condividiamo.
Il nuovo brano, King of a Land, che è anche il titolo dell’imminente nuovo album di Yusuf / Cat Stevens, racconta la storia che è presente nella splendida illustrazione che adorna la copertina dell’album, creata dal migliore illustratore del NY Times Peter H. Reynolds, in collaborazione con Yusuf. La canzone è immortalata nel nuovo video, anch’esso pubblicato oggi, in cui il testo di Yusuf e le illustrazioni di Reynolds prendono vita. È la storia di un bambino che immagina cosa farebbe se fosse il re di una terra chiamata “Woodbee”. La fede e i sogni infantili vengono resi tangibili mentre Yusuf ci accompagna in un nuovo viaggio. La sua voce, le sue parole e le sue splendide melodie conducono l’ascoltatore alle porte di un mondo molto più bello e ottimista di quello attuale.
Peter H. Reynolds ha dichiarato: “Yusuf/Cat Stevens ha creato un luminoso mondo del possibile. È meraviglioso immaginare come sarebbe pacifico e giusto il mondo governato dai bambini. Il testo evoca subito un bambino con una corona di carta. Il suo regno: un trenino con un villaggio in miniatura. La sua missione: garantire che ogni abitante di questo piccolo regno sia libero, istruito, nutrito e in grado di festeggiare il possibile… tutto ciò che dovrebbe essere, potrebbe essere, sarebbe. La “Terra di Woodbee” dà il benvenuto a tutti per salire sul “Treno della Pace” e avanzare – insieme – verso un mondo migliore”.
L’uscita di King of a Land giunge nel bel mezzo di un’ondata di attività celebrative, che seguono l’annuncio del debutto di Yusuf / Cat Stevens al Glastonbury Festival. L’esibizione, che avrà luogo il 25 giugno e che lo vedrà esibirsi sul Pyramid Stage nell’ambita fascia delle leggende della domenica all’ora del tè, precede di un mese il 75° compleanno di Yusuf e segue di poco l’attesa pubblicazione del suo diciassettesimo album in studio.
King of a Land uscirà per BMG / Dark Horse Records il 16 giugno 2023 anche in formati speciali ed edizioni limitate.
29/04/2023
PJ Harvey, “A Child’s Question, August” è il nuovo singolo
PJ Harvey annuncia il nuovo album I Inside the Old Year Dying, dal quale ha già pubblicato il primo singolo A Child’s Question, August
PJ Harvey ha pubblicato il nuovo singolo A Child’s Question, August, e annuncia il suo decimo album in studio, I Inside the Old Year Dying. Il nuovo album, il primo della Harvey dopo The Hope Six Demolition Project nominato ai Grammy nel 2016, uscirà il 7 luglio su Partisan Records. L’album è prodotto dai collaboratori di lunga data Flood e John Parish. Il nuovo singolo di PJ Harvey è accompagnato da un video diretto da Steve Gullick:
Nel corso della sua carriera, Harvey ha sempre fatto in modo che ogni fase del suo percorso la portasse in un luogo nuovo, ma questo progetto è audace e originale persino per i suoi standard. Permeato da un senso di ritorno ciclico a nuovi inizi, combina la sua audacia creativa con un senso di apertura e di invito, in modo molto affascinante. Le nuove tracce, dice Harvey, “offronouno spazio per riposarsi, una consolazione, un conforto, un sollievo, che sembra essere necessario per i tempi in cui viviamo“.
La storia del disco risale a sei anni fa, alla fine del tour del suo ultimo album del 2017 e a come Harvey si è sentita subito dopo. Quello che sentiva fortemente era che da qualche parte, nell’infinito ripercorrersi di album e tournée, aveva perso il suo legame con la musica stessa, una consapevolezza che la turbava enormemente.
Non si è trattato di un periodo di astinenza creativa: grazie all’aiuto del poeta scozzese Don Paterson, l’artista ha lavorato a Orlam, opera poetica pubblicata l’anno scorso, la sua seconda dopo The Hollow of the Hand del 2015, che è diventata una delle ispirazioni principali per il nuovo album. Ci sono state anche le ristampe degli album precedenti della Harvey e, in nuove edizioni, delle loro versioni demo, che sono uscite tra il 2020 e il 2022. Ma alla fine due cose hanno iniziato a spingerla verso nuove canzoni, musica e suoni.
Uno di questi è il ricordo di un incontro con l’artista e regista Steve McQueen, a Chicago, durante il periodo di Hope Six. Il suo consiglio per lei è stato quello di smetterla di pensare alla musica come se si trattasse di album, ma di pensare a ciò che ama veramente, le parole, le immagini e la musica, e mettere insieme queste tre cose. L’altro elemento che l’ha spinta al ritorno alla musica è semplice: il puro atto di suonare. Prendere in mano la chitarra o sedersi al pianoforte per suonare le sue canzoni preferite di artisti come Nina Simone o Bob Dylan – ha riconfermato la sua passione per questa forma d’arte.
Presto qualcosa cominciò a muoversi. Quando Harvey ha iniziato a scrivere nuove canzoni, ha avvertito la sensazione liberatoria di fare musica per sé stessa, piuttosto che i primi passi del ciclo album-tour-album-tour. Ha attinto al senso di libertà creativa che aveva provato in passato lavorando su colonne sonore e in teatro. Allo stesso tempo, la sua prospettiva si stava spostando dai grandi temi di Let England Shake e Hope Six (“guardare fuori, alla guerra, alla politica, al mondo”) verso qualcosa di più intimo e umano.
“Le nuove canzoni“, dice Harvey, “le ho scritte tutte in circa tre settimane“. Ma quello era solo l’inizio. La chiave di ciò che sarebbe accaduto in seguito, ai Battery Studios nel nord-ovest di Londra, stava in un legame creativo a tre che risale ormai a quasi trent’anni fa tra Harvey, il suo storico collaboratore e partner creativo John Parish e Flood: noto come produttore, sebbene questa parola non gli renda giustizia.
“Lo studio è stato allestito per suonare dal vivo e questo è tutto ciò che abbiamo fatto“, dice. È difficile sopravvalutare l’importanza di questo aspetto: se I Inside the Old Year Dying è un disco molto tattile e umano, è dovuto in parte al fatto che quasi tutto ciò che contiene è frutto di improvvisazione, performance e idee spontanee, registrate nel momento stesso della loro creazione.
C’è qualcosa di profondamente edificante e redentivo in questo album, qualità esemplificate dal singolo di apertura del disco, A Child’s Question, August. “Penso che l’album parli di ricerca, di esplorazione, l’intensità del primo amore e la ricerca di un significato“, dice Harvey. “Non che ci debba essere per forza un messaggio, ma la sensazione che ricevo dal disco è quella dell’amore, si tinge di tristezza e perdita, ma è amorevole. Credo sia questo che lo fa sentire così accogliente, così aperto“.
29/04/2023
Dalla scomparsa di Harry Belafonte ai 90 anni di Willie Nelson
Compie 90 anni Willie Nelson e li festeggia con due concerti con tanti ospiti. Qualche giorno fa, invece, ci ha lasciato purtroppo il grande Harry Belafonte
Un compleanno importante oggi, 29 aprile 2023, per Willie Nelson che festeggia i 90 anni e lo fa con due concerti-evento. Stasera e domani, infatti, all’Hollywood Bowl di Los Angeles la grande stella del country sarà sul palco insieme a tanti ospiti, tra amici e altri artisti che lo considerano grande maestro e fonte di ispirazione. Un cast eccezionale per due live davvero imperdibili con Neil Young, Stephen Stills, Tom Jones, Emmylou Harris, Dave Matthews e tantissimi altri.
Happy birthday Willie Nelson!
Cominciamo però ricordando Harry Belafonte. Lui di anni ne aveva 96 e ci ha lasciato lo scorso 25 aprile. Ha reso popolare nel mondo la musica caraibica e nel 1956 con il suo primo LP intitolato semplicemente Calypso, dove c’è anche la famosa Day-O (Banana Boat Song), fu il primo artista a superare con un long playing un milione di copie vendute. Harry Belafonte è stato anche un importante attivista per i diritti umani ed era grande amico di Martin Luther King; era infatti anche lui in prima fila nella famosa marcia su Washington per il lavoro e la libertà del 28 agosto 1963.
So long, Harry…
28/04/2023
Kenny Loggins, “Danny’s Song” (canzone dedicata al fratello)
Kenny Loggins, saputo che il fratello maggiore Dan ha appena avuto un figlio, gli dedica una canzone, Danny’s Song
Primavera del 1968
Kenny Loggins si è da poco diplomato al liceo cattolico della San Gabriel Mission anche se, in realtà, vorrebbe fare il cantautore. Non ha ancora compiuto 20 anni, vive ad Alhambra, California, uno dei sobborghi di Los Angeles e la musica è la sua grande passione.
In quei giorni riceve la notizia che suo fratello maggiore Dan ha appena avuto un figlio, Colin. Dan Loggins e la mamma di Colin, Sheila, vogliono andare al nord, a Berkeley: non hanno soldi ma un mucchio di sogni, speranze e aspettative. Kenny Loggins decide di fare loro un regalo: compone una canzone dedicata al fratello intitolata Danny’s Song.
Riesce a registrarla solo un paio di anni dopo ma non ottiene riscontri. Però proprio suo fratello Dan riesce a fare in modo che quel brano giunga nelle mani del potente discografico Clive Davies che se ne innamora e fa firmare a Kenny Loggins il suo primo contratto. Poi, suggerisce a Kenny di unirsi al grande Jim Messina, già con i Buffalo Springfield di Neil Young e Stephen Stills prima e con i Poco poi.
Sittin’ In, l’album di debutto del duo Loggins and Messina, vede tra le altre canzoni proprio la deliziosa ballad Danny’s Song. E anche se l’ellepì non vende tantissimo, la canzone viene suonata spessissimo in radio diventando uno dei brani più amati del duo.
Un paio di anni dopo, la cantante canadese Anne Murray ne farà una cover di successo portandola al numero uno delle classifiche nordamericane.
28/04/2023
Beppe Gambetta, “Dichiarazioni d’amore” al Teatro Litta di Milano
Beppe Gambetta ci invita giovedì 4 maggio alle 20:30 al Teatro Litta di Milano al suo spettacolo Dichiarazioni d’amore
Chitarrista di fama internazionale Beppe Gambetta propone le grandi infatuazioni per la bellezza dell’arte vissute nella sua vita di musicista nel suo spettacolo Dichiarazioni d’amore. Un mondo variegato di storie e musica raccontato in sinergia con l’attore Andrea Nicolini. Beppe Gambetta paragona il suo lavoro a quello del prestigiatore del circo che, oltre a far apparire il coniglio dal cilindro, strappa i biglietti all’ingresso, vende lo zucchero filato e volteggia al trapezio. Le storie raccontate sono quelle di un domatore di note che vende musica anziché zucchero filato, e ogni storia ha una sua musica da evocare, un percorso che dai vicoli di Genova porta alle pianure del Midwest americano, dalle strade della Boca ai sobborghi di Sidney, passa oltre la cortina di ferro e arriva nel backstage di Fabrizio De André, fino alle dune di Sand Creek.
Beppe Gambetta è un chitarrista, cantante, ricercatore e compositore nato a Genova nel 1955. Virtuoso dello stile acustico, ha sviluppato uno stile in cui radici americane ed europee riescono a parlare insieme con una sola voce.
27/04/2023
Jono Manson – The Last Man Shot In The War (Live)
Live negli studi di Jam TV Jono Manson ci fa ascoltare The Last Man Shot In The War dal suo nuovo album Stars Enough To Guide Me
Jono Manson live con The Last Man Shot In The War. Il brano è uno degli undici pezzi del suo nuovo album Stars Enough To Guide Me (Blue Rose/Ird per l’Italia).
I brani del disco sono molto diversi tra loro e sfidano i confini tra i generi musicali, attingendo alle tradizioni roots, rock, soul e country per tracciare vividi ritratti di personaggi resilienti che resistono con fierezza all’inesorabile avanzare del tempo. Anche le performance di Manson giovano di una simile determinazione, trasmettendo una passione e una convinzione che sono tanto sincere quanto empatiche. Infatti Stars Enough To Guide Me è tutt’altro che un nostalgico viaggio lungo il viale dei ricordi. È invece l’inizio di un nuovo capitolo, l’opera di una artista impegnato con risolutezza a continuare a creare un lascito, una canzone dopo l’altra.
“Canto meglio di come abbia mai fatto, mi comprendo a un livello più profondo e sono nel mezzo di una delle fasi più creative e prolifiche della mia vita” racconta Jono Manson a proposito del suo nuovo album. “Avrò anche più di sessant’anni, ma mi sembra di essere appena all’inizio”.
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