Renzo Chiesa - libro e mostra

Renzo Chiesa, dalle sue foto in mostra a Milano al libro “Cinquanta”

Un libro che raccoglie cinquant’anni di sue foto storiche e una mostra tuttora visitabile a Milano, come ci racconta lo stesso Renzo Chiesa

 

Fino al 15 aprile 2023 alla Galleria Nuages di Milano è possibile visitare Renzo Chiesa | A shot of love, una mostra che racchiude una selezione di scatti realizzati dal fotografo nel corso della sua carriera. Tutto nasce da Cinquanta – 50 anni di ritratti della mia musica (Vololibero, 2022), libro in cui lo stesso Renzo Chiesa ha messo insieme oltre 200 sue foto che ritraggono artisti e gruppi italiani e internazionali, immortalati in posa o durante alcuni live. Ma è proprio il fotografo che ci parla direttamente sia della mostra che del libro.

 

In Cinquanta gli scatti presenti vanno dal 1967 fino al 2017. La prima foto è quella di Adriano Celentano sul palco del Teatro Smeraldo di Milano, poi ovviamente sarebbero arrivate quelle di altri grandi del jazz e del rock, da Miles Davis a Jimi Hendrix, ai Rolling Stones e a tanti altri.

Renzo Chiesa racconta all’interno del suo libro anche attraverso suoi ricordi personali o di chi è stato fotografato il contesto o come sono nati quegli scatti.

Ampio spazio di Cinquanta è dedicato poi al concerto del 14 giugno 1979 all’Arena Civica di Milano in onore di Demetrio Stratos, evento che era stato organizzato per raccogliere fondi mentre era ricoverato a New York per un male incurabile e che diventò un grande live per ricordarlo, visto che purtroppo morì il giorno prima.

Al di là del successo che ha avuto la foto scattata a Lucio Dalla e alla quale ovviamente è molto legato, ci sono anche altri scatti di cui è orgoglioso lo stesso Renzo Chiesa e ne cita uno in particolare proprio a fine intervista…

Il 13 aprile 2023 alle 18:00, presso la Galleria Nuages di Milano ci sarà un incontro con Renzo Chiesa intervistato da Giorgio Terruzzi e in cui interverranno Ricky Gianco, Massimo Germini e Paolo Marrone.

Franco Mussida - Il viaggio della musica e il pianeta di Iòtu, la chitarra baritona e il live immersivo

Franco Mussida – Il nuovo album, la chitarra baritona e il live immersivo

Abbiamo incontrato di nuovo Franco Mussida per parlare dell’album Il Pianeta della Musica e il viaggio di Iòtu, della sua chitarra baritona e del suo nuovo live immersivo

 

Avevamo già incontrato Franco Mussida in occasione dell’uscita del suo nuovo album Il Pianeta della Musica e il viaggio di Iòtu. Lo abbiamo rivisto per approfondire alcuni aspetti di questa fatica discografica e ci ha spiegato perché sia così orgoglioso di questo suo nuovo lavoro, ci ha raccontato anche il percorso di nascita di uno strumento eccezionale, la sua chitarra baritona e di cosa rappresentino per lui la chitarra, strumento di una vita, e la musica.

Ci incuriosiva molto il concetto di democrazia solidale e Franco Mussida ce lo ha raccontato così, inoltre, parafrasando il grande Giorgio Gaber, gli abbiamo chiesto, se in definitiva, traendo le conclusioni la sua generazione abbia vinto o perso.

In chiusura, ci ha spiegato a che punto sia del suo viaggio artistico, di come immagini il futuro e di come sarà il pianeta della musica sul palco.

 

Da oggi, mercoledì 5 aprile, è inoltre disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download È tutto vero, brano estratto sempre dal nuovo album di Franco Mussida, Il Pianeta della Musica e il viaggio di Iòtu, che sarà presentato dal vivo il 14 aprile all’Auditorium San Fedele di Milano (Via Ulrico Hoepli, 3/b – ore 21.00) (i biglietti sono in vendita qui).

Il concerto, promosso da Barley Arts, segna l’inizio della nuova fase artistica del musicista che, oltre a far vivere sul palco il viaggio di Iòtu nel mondo interiore, assegna al tema del suono un ruolo centrale. L’altissima qualità sonora dell’impianto di diffusione Acusmonium dell’Auditorium San Fedele si sposa perfettamente con questo particolare progetto, offrendo agli ascoltatori una speciale esperienza di immersività, che si ritroveranno così a vivere una dimensione sonora più profonda in cui i suoni provengono da ogni lato e non soltanto dal fronte palco.

In scaletta, oltre alle tredici composizioni contenute nel disco, offre momenti musicali inediti, che completano il Viaggio, improvvisazioni e atmosfere da vivere intensamente con il pubblico in sala.

Sul palco con la chitarra e la voce di Franco Mussida ci saranno sei giovani musicisti, scelti in base a qualità espressive, timbriche e ritmico armoniche: Giulia Lazzerini, Marta Bonato, Marina Ferrazzo (voci), Eveline Lucchini (basso), Alessandro “Pacho” Rossi (percussioni) e Alessandro Spoldi (tastiere).

Franco Mussida: dall’album “Il Pianeta della Musica e il viaggio di Iòtu”, alla sua chitarra baritona, fino al suo nuovo live immersivo.

Lucinda Williams - Foto di Danny Clinch
Danny Clinch photographing Lucinda Williams for Tom Overby on August 15th, 2022 in New York City.

Lucinda Williams, nuovo singolo con Bruce Springsteen e Patti Scialfa

Si intitola New York Comeback il nuovo singolo di Lucinda Williams insieme a Bruce Springsteen e Patti Scialfa. Il brano anticipa il nuovo album in uscita il prossimo 30 giugno

 

Nuovo singolo per Lucinda Williams in compagnia di Bruce Springsteen e Patti Scialfa. Il nuovo brano si intitola New York Comeback e anticipa il nuovo album Stories From A Rock N Roll Heart, in uscita il prossimo 30 giugno per Highway 20 Records e Thirty Tigers:

 

 

Sono addirittura due i brani che Lucinda Williams, Bruce Springsteen e Patti Scialfa hanno registrato insieme per l’album, al quale hanno partecipato anche Jeremy Ivey, Jesse Malin, Buddy Miller, Angel Olsen, Margo Price, Tommy Stinson e molti altri.

 

Oltre al nuovo album, Lucinda Williams è in procinto di pubblicare la sua biografia ufficiale Don’t Tell Anybody The Secrets I Told You (in uscita negli States il prossimo 23 aprile).

 

Gli ultimi due anni sono stati impegnativi per Lucinda Williams. Nel 2020 un tornado ha danneggiato la sua casa a Nashville, seguito due settimane dopo dall’inizio del blocco COVID. Pochi mesi dopo la Williams ha subito un ictus che ha compromesso alcune delle sue capacità motorie, costringendola a imparare di nuovo a camminare e togliendole la capacità di suonare la chitarra.

 

Lucinda Williams è in ottima forma, come si sente sul singolo ‘New York Comeback’, registrato in compagnia di Bruce Springsteen e Patti Scialfa e scritto insieme a Tom Overby e Jesse Malin. L’album è stato prodotto da Lucinda stessa insieme a Tom Overby e Ray Kennedy, oltre a Springsteen e consorte vanta i featuring di ospiti del livello di Jeremy Ivey, Jesse Malin, Buddy Miller, Angel Olsen, Margo Price e Tommy Stinson.

La carriera della Williams è iniziata oltre 40 anni fa e lei ha sempre scritto le sue canzoni usando la chitarra, mentre ora a causa di un male ha dovuto modificare il suo processo di scrittura e fare affidamento su coloro che le erano vicini per aiutarla a realizzare la sua visione.

I 10 brani di ‘Stories From A Rock N Roll Heart’ testimoniano la forza d’animo e la perseveranza di Lucinda Williams nel continuare a fare musica anche nelle avversità.

Bob Dylan mostra Roma

Bob Dylan – “Retrospectum”, la mostra al MAXXI di Roma

Fino al 30 aprile una mostra con i disegni, i dipinti, le sculture e anche “qualcosa di musicale” per comprendere una volta di più la personalità di Bob Dylan al MAXXI di Roma

 

Siamo stati al MAXXI di Roma per vedere Retrospectum, una mostra di e su Bob Dylan, per analizzare ulteriormente il suo genio attraverso i suoi quadri, le sue sculture e non solo. Retrospectum sarà visitabile fino al prossimo 30 aprile. Per maggiori informazioni: https://www.maxxi.art/events/bob-dylan-retrospectrum/

 

All’interno della mostra sono presenti anche alcuni video di cui vi parliamo approfonditamente, compreso il proto-videoclip di Subterranean Homesick Blues con Bob Dylan che fa scorrere i cartelli con il testo del brano per la regia di D. A. Pennebaker che ha documentato il tutto nel documentario Dont Look Back.

Non va trascurato l’impatto di una personalità del genere, inoltre, considerando il Premio Nobel per la Letteratura che ha ricevuto nel 2016. Retrospectum potrebbe essere considerato infine un buon viatico per le date in Italia di Bob Dylan in programma quest’estate. È un tour questo in cui non è consentito l’uso del cellulare come abbiamo avuto modo di parlarne già qualche settimana fa. Date live tutte da godere insomma, come quando non avevamo a disposizione certa tecnologia.

 

Jason Isbell and the 400 Unit - Foto di Danny Clinch

Jason Isbell, nuovo album, documentario e film di Martin Scorsese

Nuovo album per Jason Isbell, anticipato dal secondo singolo e da un documentario, mentre a ottobre sarà nel nuovo film di Martin Scorsese

 

Middle of the Morning è il secondo singolo estratto da Weathervanes, nuovo album di Jason Isbell and the 400 Unit, in uscita il prossimo 9 giugno (Southeastern / Thirty Tigers):

 

 

Jason Isbell è protagonista anche in un film documentario che sarà disponibile dal 7 aprile su HBO Max e i suoi principali partner internazionali. Jason Isbell: Running with Our Eyes Closed, questo il titolo del docufilm, è stato realizzato durante le session di registrazione del nuovo album e analizza la carriera passata, il presente e il futuro di uno dei più grandi artisti americani contemporanei. Qui di seguito è possibile vedere il trailer:

 

 

Weathervanes, anticipato il mese scorso dal primo singolo Death Wish, è stato registrato a Nashville, presso i Blackbird Studio con la band di Jason Isbell, the 400 Unit, composta da Derry deBorja, Chad Gamble, Jimbo Hart e Sadler, oltre alle partecipazioni della compagna Amanda Shires, di Mickey Raphael, della coppia di produttori e musicisti Sylvia Massy & Ian Rickard e di Morgan O’Shaughnessey.
Il nuovo album è atteso nei negozi a tre anni di distanza da Reunions, continuando sulla scia dei grandi album che il celebre cantautore dell’Alabama ha pubblicato negli ultimi anni e nel corso della sua lunga carriera. Il disco è stato prodotto da Jason Isbell stesso e parla di problemi contemporanei come il controllo delle armi e i diritti civili delle donne.

 

Jason Isbell - Weathervanes

 

Tra l’uscita del nuovo album e di Reunions Jason Isbell aveva pubblicato un personale tributo alla vittoria di Joe Biden nello stato della Georgia, l’album di cover Georgia Blue, con re-interpretazioni di classici di star locali come R.E.M., The Allman Brothers e Precious Bryant.

 

Jason Isbell è uno dei principali autori dell’americana contemporanea, capace di unire rock e tradizione country e dargli un futuro all’interno del panorama internazionale. Gli ultimi album di Jason Isbell, sia come solista che con la 400 Unit band, sono entrati nelle classifiche dei dischi più venduti di tutto il mondo e i suoi tour hanno registrato il tutto esaurito nei teatri e nelle arene di states e Europa.

 

Jason Isbell, infine, sarà presente nel nuovo film di Martin Scorsese Killers of the Flower Moon in uscita il 6 ottobre per APPLE TV+, in compagnia degli amici musicisti Jack White e Sturgill Simpson e di grandi attori come Robert De Niro e Leonardo Di Caprio.

 

Album e documentario e poi film di Scorsese, dunque, per Jason Isbell.

 

 

Cream - Strange Brew

Cream, “Strange Brew” – Una canzone riferita a una donna o… ?

La storia di Strange Brew dei Cream, il supergruppo formato da Ginger Baker, Jack Bruce ed Eric Clapton: la canzone si riferisce a una donna o a una droga pesante?

 

New York, marzo del 1967

Murray Kaufman ha 45 anni, ma ha già fatto il triplo di cose cui un essere umano può aspirare in tutta una vita. Bimbo prodigio, è apparso in diversi film, ha suonato dal vivo la colonna sonora di pellicole del cinema muto, aiutato i negozianti di dischi a vendere spartiti prima di diventare un dj radiofonico con il soprannome di Murray The K. Negli anni ’50 ha promosso il rock ‘n’ roll e nei ’60, quando i Beatles invasero l’America, si era autonominato “quinto Beatle”, e quando Bob Dylan aveva deciso di infilare il jack nell’amplificatore lui, contro il parere dei puristi, l’aveva presentato come: “Non è folk, non è rock, è una cosa nuova chiamata Dylan”.

Dopo aver condotto show radiofonici e televisivi, Murray The K organizza uno show a New York chiamato Music in the Fifth Dimension. Qui, si esibiscono per la prima volta negli Usa il supertrio formato da Ginger Baker, Jack Bruce e Eric Clapton: i Cream.

E proprio in quello show i Cream mettono a punto una canzone destinata a diventare uno dei loro grandi cavalli di battaglia. Basato su un blues, Lawdy Mama, che la band suonava di frequente, il brano rinasce grazie al testo scritto da Felix Pappalardi, produttore dei Cream, e da sua moglie Gail. Clapton partecipa alla stesura, all’arrangiamento ed è la voce solista.

Sperimentato con successo nello show di Murray The K, quel brano, intitolato Strange Brew, viene registrato dai Cream nei giorni seguenti proprio a NYC e aprirà l’album Disraeli Gears. La canzone può essere letta come riferita a una donna o a una droga pesante: entrambe, infatti, possono uccidere l’io del protagonista.

Gail Collins, nel 1983, ucciderà fisicamente il marito Felix Pappalardi dopo una violenta lite domestica.

Judith Owen - The Spinach Song - Live @ Jam TV

Judith Owen – The Spinach Song (Cover) (Live @ Jam TV)

Una cover live di The Spinach Song dal suo nuovo album Come On & Get It, interpretata da Judith Owen per noi negli studi di Jam TV

 

Judith Owen ospite negli studi di Jam TV ci ha proposto live la sua versione di The Spinach Song.

Il brano fa parte del suo nuovo album Come On & Get It in cui celebra una serie di donne del jazz e del blues degli anni ’40 e ’50 pressoché dimenticate con una band di New Orleans.

The Spinach Song era cantato da Julia Lee & Her Boyfriends. Julia Lee, come dice Judith Owen, nell’introduzione alla sua performance live, “era molto sexy, trovava un doppio senso a tutto… ed è quello che ha fatto con gli spinaci”.

 

Prendete una bambina dai capelli rossi e una collezione di dischi del papà che hanno segnato la sua infanzia. Prendete poi una lista di donne del jazz e del blues degli anni ’40 e ’50 ormai pressoché dimenticate, una voce vellutata e una band di New Orleans. Mescolate bene il tutto e il risultato sarà Come On & Get It, il nuovo brillante, gioioso e seducente album di Judith Owen. Abbiamo incontrato la cantautrice dall’animo jazz nella sua casa di Londra per farci raccontare quando e come è nato questo progetto.

Quattordici tracce registrate a New Orleans, suonare insieme a una band straordinaria e prodotte da John Fishbach, per omaggiare donne forti e coraggiose che in un settore dominato dagli uomini, ieri come oggi, hanno saputo affermare sé stesse e gridare al mondo chi erano e chi volevano essere.

Come On & Get It è un album che tira fuori completamente per la prima volta l’animo jazz di Judith Owen; non un vero e proprio cambio di rotta per l’artista ma piuttosto il desiderio di guardare sempre oltre, di migliorare e di non perdere mai il coraggio di esprimere sé stessa e la sua arte, proprio come le incredibili donne di quest’album, che sin da quando era una bambina dai capelli rossi, le fanno sorridere il cuore.

Gianni Minà - musica - YouTube

Gianni Minà e la musica, il ricordo di Ezio Guaitamacchi

Non solo grande giornalista, ma anche grande appassionato di musica: era anche questo Gianni Minà…

 

Era anche un grande appassionato di musica Gianni Minà, giornalista che tutti stanno ricordando ovviamente in questi giorni per quello che ha rappresentato. Le sue interviste a grandi personaggi della politica, dello sport, ma anche a quelli della musica rimarranno nella storia. Proprio per questo vogliamo ricordarlo come grande appassionato dell’America Latina e della world music, come ha avuto modo di notare in prima persona in alcune sue interviste lo stesso Ezio Guaitamacchi.

Aveva ideato grandi programmi come Blitz, che nei primi anni ’80 andava in onda sulla allora Rete 2, dove ospitò tra gli altri Muhammad Ali, Robert De Niro, Jane Fonda, Betty Faria, Gabriel Garcia Marquez, Léo Ferré. Tutti ricordano poi le sue grandi interviste a Maradona, ma Minà era lì a bordo campo durante uno dei trionfi del Milan nell’allora Coppa dei Campioni o sempre a bordo campo per intervistare Panatta durante la finale di Roland Garros nel 1976 che poi avrebbe vinto.

Tra gli abbonamenti omaggio di Hi Folks! (per chi non lo sapesse, la rivista dalla quale poi sarebbe nata Jam) c’erano quelli di Renzo Arbore e, appunto, di Gianni Minà. Per noi un motivo in più per ricordarlo e per portarlo per sempre nei nostri cuori…

Vincenzo Zitello - Ritratti d'autore

Vincenzo Zitello, il grande arpista si racconta in “Ritratti d’autore”

Vincenzo Zitello protagonista di Ritratti d’autore, rassegna di Lodi ideata e condotta da Ezio Guaitamacchi

 

La sua passione per uno strumento così particolare come l’arpa di cui è uno dei principali esponenti nel mondo, poi gli incontri con Franco Battiato, Ivano Fossati, Fabrizio De André e tanto altro ancora con Vincenzo Zitello ospite di Ritratti d’autore.

 

RITRATTI D’AUTORE
Quando la musica incontra l’arte
Una rassegna di parole e musica ideata e condotta da Ezio Guaitamacchi presso lo spazio espositivo 21 a Lodi (via San Fereolo, 24)
Immaginate di avere nel salotto di casa il vostro artista preferito, di sentirlo svelare i suoi ricordi d’infanzia, raccontare le sue passioni musicali, spiegare come nascono le sue canzoni. E poi magari sentirlo cantare e suonare accompagnato soltanto da una chitarra acustica o da un pianoforte proprio come se, in quel momento, stesse componendo uno dei suoi successi. Il tutto all’interno di un suggestivo spazio espositivo a fianco di opere d’arte contemporanea, in un contesto confidenziale dove è possibile vivere la musica a 360 gradi, assistere a uno spettacolo emozionante e interagire con chi sta sul palco. Con garbo, simpatia e competenza, ma con spirito divulgativo, Ezio introduce il pubblico presente alla serata nell’animo musicale degli artisti facendo scoprire un lato nascosto e per certi versi ancor più curioso e affascinante di dieci protagonisti della scena musicale italiana.

 

Vincenzo Zitello è il nono ritratto.

I precedenti sono stati:

Francesco Baccini

Alberto Fortis

Andrea Mirò

Alberto Patrucco

Omar Pedrini

Beppe Gambetta

Cristiano Godano

Ronnie Jones

Gerardo Balestrieri - Dimmelo - anteprima - Jam TV

Gerardo Balestrieri, il lyric video di “Dimmelo” in anteprima su Jam TV

Dimmelo di Gerardo Balestrieri in anteprima su Jam TV. Il brano anticipa la raccolta The Best Of in uscita in versione fisica e digitale il 21 aprile

 

 

Il 31 marzo esce in radio e digitale Dimmelo (Interbeat/Egea), il singolo del cantautore Gerardo Balestrieri tratto dall’album finalista al Premio Tenco 2016 Canzoni Nascoste che anticipa la raccolta The Best Of che sarà disponibile dal prossimo 21 aprile.

«’Dimmelo’ è un twist un po’ ‘sciueppss’ che ho scritto nel 2001 a Cuma – afferma Balestrieri – È una canzone che gioca col ‘non detto’ quando quel che resta non è altro che quel che manca. Forse mi rivolgevo alla Sibilla…o come scrisse Hermann Hesse ‘Amiamo ciò che ci somiglia, e comprendiamo ciò che il vento ha scritto sulla sabbia’».

 

Qui di seguito e in anteprima il nuovo lyric video di Dimmelo di Gerardo Balestrieri:

 

 

Gerardo è un appassionato di swing, di echi tzigani, dell’Oriente dei greci, del jazz e della Francia, del ritmo contagioso, del twist e del Sud America.
Attraverso testi sfumati e maturi, l’inconfondibile voce dinoccolata e scura, Balestrieri ama giocare con le parole senza perder di vista il ritmo e la danza proponendo «canzoni per anche ed orecchie, per ricci, per pance e per tacchi» come afferma lui stesso.

The Best Of sintetizza un percorso discografico iniziato nel 2007 con l’album d’esordio I nasi buffi e la scrittura musicale” arrivato secondo nella categoria Opera Prima del Premio Tenco dello stesso anno. Infaticabile, produce in questi oltre 15 anni di carriera quasi un disco all’anno. Dancing (2022) è il suo album di inediti più recente.
Tra un disco e l’altro Gerardo Balestrieri promuove la sua musica in tour in Italia e all’estero, lavora per il teatro e per il cinema e ad importanti collaborazioni nazionali ed internazionali.

Enzo Jannacci libro

Enzo Jannacci ricordato in un nuovo libro dal figlio Paolo e da Enzo Gentile

Un libro su Enzo Jannacci scritto dal figlio Paolo e da Enzo Gentile per ricordarlo a dieci anni di distanza dalla sua morte

 

Il 29 marzo 2013 veniva a mancare il grande Enzo Jannacci e allora, a dieci anni dalla scomparsa del grande cantautore, il figlio Paolo e l’amico, nonché giornalista, Enzo Gentile, hanno voluto ripercorrere la sua vita in un libro che si intitola Enzo Jannacci. Ecco tutto qui (Hoepli, 2023).

Il lavoro è una preziosa testimonianza di una vita intensa tra musica, medicina e tantissime altre attività e passioni, vissute da arguto umorista, ma anche da attento osservatore di una società della quale Enzo Jannacci sapeva descrivere gli aspetti più divertenti, ma spesso anche quelli più trascurati e che invece avrebbero meritato maggiore attenzione.

Ma sono i due autori del libro, Paolo Jannacci ed Enzo Gentile, che ci spiegano com’è nata l’idea e come hanno via via sviluppato le oltre 200 pagine di questa biografia.

In chiusura siamo tornati sul “prezioso apparato fotografico”, così come lo hanno definito anche i due autori nelle prime battute, non prima però di esserci soffermati sui contributi presenti all’interno del lavoro, compresi alcuni davvero unici, di chi in tanti anni e in vari contesti ha conosciuto Enzo Jannacci.

Roger Waters - Italia 2023

Roger Waters, buona la prima in Italia del tour 2023

Il racconto del primo dei sette concerti in programma in Italia in questo 2023 per l’ex Pink Floyd Roger Waters tra vecchi e nuovi successi

 

This Is Not A Drill, questo il nome del tour: questa non è un’esercitazione. Il messaggio è di tipo politico e lo è più del solito in questo spettacolo in cui il protagonista è Roger Waters.

Ieri, 27 marzo 2023, al Forum di Assago la prima delle sette date in Italia tutte sold out dell’ex Pink Floyd. Infatti dopo i concerti nel palazzetto alle porte di Milano sarà la volta dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno per altri tre appuntamenti ad aprile vicino Bologna di quello che è stato annunciato come suo primo tour d’addio.

Il palco a croce permette di vedere lo show nella sua totalità da qualsiasi punto del Forum con lo stesso Waters e i suoi musicisti ad alternarsi sulle varie diramazioni della croce stessa.

The Wall è presente in scaletta all’inizio, nell’immediata ripresa dopo il primo set a seguito dell’intervallo e alla fine. La prima parte comincia infatti con la nuova versione di Comfortably Numb, pubblicata a novembre dell’anno scorso e nata durante il lockdown per la pandemia da Covid-19. Il palco a croce prevede anche dei maxischermi che vengono sopraelevati dopo il primo brano e che permettono di vedere subito nella sua interezza tutti i musicisti suonare e interagire insieme alle immagini e alle scritte proiettate.

L’audio è da subito perfetto, come sempre avviene di fatto nei concerti di Roger Waters, e il live prosegue con The Happiest Days Of Our Lives e le parti due e tre di Another Brick In The Wall, prima di lasciare il posto ad alcuni brani del repertorio solista, compreso l’inedito The Bar, poi ripreso verso fine show con tanto di ringraziamento a Bob Dylan per l’ispirazione di parte del testo, arrivata da Sad Eyed Lady Of The Lowlands da Blonde On Blonde.

La suddivisione della scaletta è per album e allora, per riprendere il periodo Pink Floyd, è il momento di Wish You Were Here con il ricordo di Syd Barrett proiettato sui maxischermi e soprattutto con le immagini dei primi anni del gruppo, mentre da Animals l’unico brano proposto è Sheep con la pecora-drone che fa il giro del Forum.

Dopo la fine del primo set si torna ancora su The Wall e con Waters in versione dittatore in In The Flesh?, in questo caso col maiale Algie che vola sulle teste di un pubblico letteralmente ipnotizzato dallo show. Poi Run Like Hell, una breve parte dedicata all’album solista del 2017 che si chiude con la title-track Is This The Life We Really Want? e uno dei momenti più intensi e apprezzati dagli spettatori con tutta la seconda parte di The Dark Side Of The Moon, il capolavoro floydiano che ha da poco compiuto 50 anni. Money e Us And Them sono cantate da Jonathan Wilson, che sia come cantante sia come chitarrista è fondamentale insieme a tutta la band, autentica parte integrante di una macchina perfetta o quasi, che accompagna Waters.

This Is Not A Drill, come si diceva in apertura, è anche uno spettacolo pieno di messaggi politici e le dichiarazioni in merito di Roger Waters fanno spesso discutere. Prima che il concerto inizi, alle 20:40, con la sua stessa voce avverte che chi è il tipo di fan che ama i Pink Floyd, ma non apprezza il suo pensiero politico “può anche andare affan..lo al bar”, detto e scritto testualmente così. Prendere o lasciare insomma. Magari anche a discapito di chi ama da anni la sua musica. E per tutto il live non mancano gli attacchi al potere, al capitalismo occidentale, agli Stati Uniti… A un certo punto scorrono anche le immagini di Reagan, Trump e Biden definiti “criminali di guerra”. Per alcune sue posizioni politiche in Germania vogliono addirittura vietare due suoi concerti in programma ad aprile a Monaco e a Francoforte, ma Waters è già ricorso alle vie legali per permettere il regolare svolgimento degli show.

Il live si chiude con l’ex Pink Floyd e la sua band che tornano letteralmente dietro le quinte sulle note di Outside The Wall e rimangono visibili agli occhi del pubblico solo attraverso i maxischermi per quella che dopo più di due ore, e anche dal punto di vista della performance, non è un’esercitazione.

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