Elton John, com’è nata “Rocket Man”: la scoperta 50 anni dopo la pubblicazione
Il testo di Rocket Man ha una fonte d’ispirazione ben precisa, ma Elton John non ne sapeva nulla fino a pochi giorni fa
Durante una recente intervista Elton John ha scoperto com’è nato il testo di Rocket Man. “Penso che Rocket Man sia stato il nostro primo disco numero uno in assoluto – ed era nell’album Honky Château” – ha dichiarato Elton John. “È stato abbastanza facile scrivere una melodia perché è una canzone sullo spazio, quindi è abbastanza spaziosa”.
Bernie Taupin, il suo amico e storico paroliere con cui forma un binomio artistico tra i più importanti nella storia della musica attuale, spiega allora qual è stata la vera fonte d’ispirazione del brano: “In realtà era una canzone ispirata da Ray Bradbury dal suo libro di racconti di fantascienza intitolato The Illustrated Man (in Italia pubblicato con il titolo Il gioco dei pianeti, ndr). In quel libro c’era una storia chiamata The Rocket Man, che parlava di come in futuro fare l’astronauta sarebbe diventato una specie di lavoro quotidiano… quindi ho preso quell’idea e l’ho seguita”.
“Sai che non l’ho mai saputo…” ha infine detto Elton John.
Il momento dell’intervista è stato condiviso da sir Elton sul proprio account Instagram, accompagnato dalla frase “You learn something new every day!” (“Impari qualcosa di nuovo ogni giorno!”):
Come ricordato dallo stesso Elton John, la canzone fa parte di Honky Château, album che è uscito ieri, 24 marzo, in una versione celebrativa per i 50 anni dalla pubblicazione (avvenuta in realtà nel 1972).
Infine, oggi è anche il suo compleanno e compie 76 anni, per cui… happy birthday sir Elton John!
25/03/2023
I 50 anni di “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd a Milano
Presentato il nuovo cofanetto celebrativo per i 50 anni di The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd alla Mondadori del Duomo di Milano. In piazza è stato poi fatto ascoltare l’album con l’iconica copertina proiettata con un suggestivo gioco di luci
Che il 2023 fosse l’anno del cinquantennale di The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd era cosa nota, come il fatto che le aspettative sui festeggiamenti fossero altissime.
Uscito il 24 marzo in tutti i negozi fisici e online, il nuovo cofanetto deluxe di The Dark Side Of The Moon, costruito e pensato a scompartimenti come un sarcofago egizio, era indubbiamente attesissimo dai fan. Un piccolo gioiello pensato per festeggiare i 50 anni dall’uscita di uno degli album più venduti di tutti i tempi, presentato il 23 marzo in anteprima alla Mondadori di Piazza Duomo a Milano. Il cofanetto include CD e vinile gatefold con la nuova versione rimasterizzata 2023 dell’album in studio e audio Blu-Ray + DVD con l’originale mix 5.1 e le versioni stereo rimasterizzate. Ad impreziosire ulteriormente il tutto, per i 50 anni di questo capolavoro dei Pink Floyd, un Blu-Ray con mix Atmos più CD e LP di The Dark Side Of The Moon – Live At Wembley Empire Pool, London, 1974 uscito anche separatamente.
Tra le novità più succose del cofanetto c’è però la nuova versione dell’album mixata in Dolby Atmos che abbiamo avuto modo di ascoltare in anteprima al Cinema Anteo di Milano. Un ascolto che definire immersivo sarebbe riduttivo. Il Dolby Atmos infatti colloca i suoni a 360 gradi nello spazio, immergendo completamente l’ascoltatore, che si trova circondato dalla musica. Così ogni scelta d’arrangiamento, ogni nascosta melodia, emergono nitide all’orecchio dell’ascoltatore. Provare per credere!
Ma Milano è stata teatro di un’altra grande sorpresa. La sera del 23 marzo, a poche ore dall’uscita nei negozi del disco nelle sue nuove vesti, Warner Music Italia, con il patrocinio del Comune di Milano, ha proiettato in Piazza Duomo l’iconica e inconfondibile copertina del disco. Poter assistervi con le note di The Dark Side Of The Moon nelle orecchie, osservare i giochi di luci rispondere ai cambi di dinamica dei brani, è stato indubbiamente la ciliegina sulla torta di un gran bel compleanno!
22/03/2023
U2 con David Letterman… e poi “Songs of Surrender” e “Tiny Desk”
Bono e The Edge degli U2 per le strade di Dublino insieme a David Letterman in A Sort of Homecoming; e poi il “nuovo album” del gruppo Songs of Surrender e l’ospitata al Tiny Desk Concert
David Letterman intervistatore d’eccezione di Bono e The Edge degli U2 a Dublino in A Sort of Homecoming, documentario disponibile su Disney Plus (qui il trailer).
Il gruppo ha da poco pubblicato Songs of Surrender, “nuovo album” con 40 brani storici riarrangiati in maniera acustica; i pezzi in queste nuove versioni erano stati anticipati in qualche modo dall’autobiografia di Bono che si intitola, appunto, Surrender.
Bono e The Edge sono stati inoltre ospiti di recente a uno dei Tiny Desk Concerts, storico format di NPR del quale avevamo parlato qui, mentre qui si può vedere e ascoltare la performance degli U2 di qualche giorno fa.
Gli U2 hanno pubblicato Songs Of Surrender una collezione di 40 brani, scelti tra i più importanti del catalogo del gruppo, ri-registrati e ri-immaginati per il 2023.
La raccolta Songs Of Surrender vede The Edge in qualità di curatore e produttore. Qui la band rivisita alcune delle canzoni più celebrate della sua carriera ultra-quarantennale. Tra i brani dell’album ci sono With Or Without You, One, Beautiful Day, Sunday Bloody Sunday e Invisible, con il risultato di avere delle registrazioni completamente nuove di ogni brano, inclusi gli arrangiamenti e in alcuni casi nuovi testi.
17/03/2023
Documentario di Martin Scorsese su David Johansen, guarda il trailer
Online il trailer di Personality Crisis: One Night Only, documentario di Martin Scorsese sul frontman dei New York Dolls, David Johansen
Martin Scorsese e David Tedeschi hanno co-diretto Personality Crisis: One Night Only, documentario dedicato a David Johansen, frontman dei New York Dolls, e questo è il trailer:
“Conosco David Johansen da decenni, e la sua musica è una pietra miliare da quando ho ascoltato i Dolls sul set di Mean Streets” – ha dichiarato il regista. – “Ora come allora, la musica di David cattura l’energia e l’eccitazione di New York City – ha detto ancora Scorsese. – L’ho visto suonare tante volte, e nel corso degli anni ho scoperto la profondità delle sue ispirazioni musicali. Ho visto il suo concerto dell’anno scorso al Café Carlyle e sapevo che volevo raccontare la sua storia. È stato straordinario osservare l’evoluzione della sua vita e del suo talento in un’atmosfera così intima”.
Ad affiancarlo alla regia c’è David Tedeschi, già al lavoro con Scorsese per il montaggio di Shine a Light del 2008 sui Rolling Stones , George Harrison: Living in the Material World del 2011 e il film Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story by Martin Scorsese del 2019.
Il documentario nasce di fatto da un’esibizione del 2020 al Café Carlyle di New York in cui Johansen veste i panni del suo alter ego Buster Poindexter. La performance è intervallata da interviste d’archivio ed altre realizzate per l’occasione.
Personality Crisis: One Night Only sarà visibile in anteprima su Showtime il 14 aprile.
17/03/2023
Bob Dylan live in Italia nell’estate 2023, vietato l’uso dei cellulari
Il ritorno in concerto di Bob Dylan in Italia nell’estate 2023 con dei live “phone free”: non si potranno usare i cellulari durante gli show
Vedremo di nuovo Bob Dylan in concerto in Italia il 3 e il 4 luglio al Teatro Arcimboldi di Milano, il 6 in Piazza Napoleone a Lucca per il Lucca Summer Festival, il 7 all’Arena Santa Giuliana di Perugia per Umbria Jazz e il 9 all’Auditorium Parco Della Musica di Roma e lo faremo senza cellulari.
Accompagnata a questa notizia, c’è infatti quella del divieto di usare gli smartphone nel corso dei live (con annessa polemica sui social).
Altri dettagli sui concerti li potete trovare qui e sul sito ufficiale del promoter D’Alessandro e Galli.
Questa è invece la comunicazione in merito al divieto di utilizzare i cellulari durante i live:
IMPORTANTE: DURANTE L’EVENTO È VIETATA OGNI RIPRESA AUDIO, VIDEO E FOTOGRAFICA.
Su richiesta dell’Artista, questo concerto è un “PHONE FREE SHOW”, ciò significa che i telefoni non sono ammessi in sala durante il concerto.
– Come funziona?
Una volta arrivato sul posto, Yondr (la compagnia di custodia per telefono impegnata in questo concerto) avrà il suo personale dedicato a disposizione per aiutarti a mettere il tuo telefono in una custodia chiusa e sicura, che manterrai con te per tutta la serata.
– Cosa devo fare se ho un’emergenza e ho bisogno di accedere al mio telefono?
Puoi sbloccare la custodia del telefono in qualsiasi momento recandoti in un’area dedicata e segnalata, destinata all’uso del telefono. Non esitare a chiedere aiuto a un membro dello staff di Yondr.
– Perché lo stiamo facendo ed è obbligatorio?
Avendo sperimentato questa modalità senza telefono durante i tour recenti, crediamo che crei un’esperienza migliore per tutti i presenti. I nostri occhi si aprono un po’ di più e i nostri sensi sono leggermente più acuti quando perdiamo la stampella tecnologica a cui ci siamo abituati. E sì, è obbligatoria e non negoziabile.
16/03/2023
Ricky Portera, riflessioni sulla musica attuale e… “Grande figlio di puttana”
Le dinamiche attuali della musica che portano ai live e agli album e com’è nata Grande figlio di puttana: ci racconta tutto Ricky Portera.
Ricky Portera e le sue riflessioni sulla musica attuale, sulle attuali dinamiche che portano ai live e alla pubblicazione degli album. Il chitarrista di Stadio, Lucio Dalla e tanti altri prosegue il suo discorso cominciato qui con la parte dedicata al suo nuovo lavoro “Perché io so’ io… e voi non siete un cazzo”. L’album, uscito per Videoradio e Videoradio Channel edizioni musicali, è nato durante il lockdown.
Ricky Portera ricorda poi in conclusione Grande figlio di puttana, brano inciso originariamente nel 1981 dagli Stadio che vede come coautore del testo Lucio Dalla; il chitarrista fu proprio ispiratore del pezzo e ci racconta com’è nato.
Ricky Portera è uno dei più talentuosi chitarristi italiani. Una vera icona della chitarra. Ha collaborato con i più grandi artisti italiani tra cui Ron, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Vasco Rossi e moltissimi altri, ma si farebbe prima a dire con chi non ha collaborato.
Il suo nuovo album contiene otto brani, e non uno di più, perché, come ci ha spiegato lo stesso Ricky Portera, “se ne avessi aggiunti altri, non avrebbero avuto lo stesso sapore del momento che stavo vivendo”.
16/03/2023
Ricky Portera, “Perché io so’ io… e voi non siete un cazzo” – Intervista
Intervista a Ricky Portera che ci parla del suo nuovo album Perché io so’ io… e voi non siete un cazzo
Ricky Portera è uno dei più talentuosi chitarristi italiani. Una vera icona della chitarra. Ha collaborato con i più grandi artisti italiani tra cui Ron, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Vasco Rossi e moltissimi altri, ma si farebbe prima a dire con chi non ha collaborato.
È tornato con un nuovo album, nato durante il lockdown, e anticipato dal singolo Giorno normale (Videoradio e Videoradio Channel edizioni musicali), brano scritto proprio a fine lockdown. Otto brani, e non uno di più, perché, come ci ha spiegato lo stesso Ricky Portera, “se ne avessi aggiunti altri, non avrebbero avuto lo stesso sapore del momento che stavo vivendo”. Lui stesso ci racconta come sono nate queste canzoni.
L’album, volutamente provocatorio, prende in prestito per il titolo la famosa frase de Il Marchese Del Grillo, film di Mario Monicelli che vedeva come protagonista Alberto Sordi, il quale diceva proprio: Perché io so’ io… e voi non siete un cazzo.
Questo e altro ancora nella nostra intervista a Ricky Portera, un chitarrista davvero straordinario non solo per tutto ciò che ha condiviso con gli Stadio e con Lucio Dalla.
15/03/2023
Yusuf/Cat Stevens, il nuovo album è “King of a Land”
Yusuf/Cat Stevens annuncia il nuovo album in studio King of a Land in uscita il 16 giugno 2023. Da oggi disponibile anche un nuovo singolo e poi è confermato il concerto al Glastonbury
Yusuf/Cat Stevenspubblicherà il prossimo 16 giugno King of a Land, il suo diciassettesimo album in studio, in uscita per BMG/Dark Horse Records.
La notizia del nuovo album giunge insieme a un’ondata di attività celebrative attese per il 2023 e dopo l’annuncio del primo concerto di Yusuf/Cat Stevens al Glastonbury Festival. Il 25 giugno prossimo, Yusuf si esibirà sul Pyramid Stage nell’ambita fascia dedicata alle leggende della musica, all’ora del tè della domenica, un grande prestigio precedentemente toccato a Diana Ross, Kylie Minogue, Dolly Parton, Paul Simon, Brian Wilson e molti altri. L’esibizione precede di un mese il 75° compleanno di Yusuf e segue di poco l’uscita di King of a Land.
King of a Landè un’opera epica, realizzata durante più di dieci anni, con 12 nuove canzoni piene di straordinarie sorprese. Uniche e coinvolgenti, le nuove musiche, le parole e le melodie di Yusuf dipingono un quadro vivido che racconta storie perdute di una giovinezza truffaldina e inossidabile, rendendole odierne. La sua narrazione poetica invita l’ascoltatore a un viaggio verso le porte di un universo alternativo a quello attuale, dove il lieto fine è possibile.
“Guardando al percorso frastagliato della mia musica, iniziato negli anni ’60, direi che questo nuovo disco è un mosaico. Una descrizione molto chiara di dove sono stato e di chi sono“. Yusuf/Cat Stevens
Una deliziosa chiave di lettura al sentimento infantile che permea l’album è il suo brano di chiusura, Take The World Apart, pubblicata oggi e accompagnata da un video animato di Peter Reynolds:
“A volte devi disfare qualcosa, per trovare la pace che stai cercando“. Yusuf/Cat Stevens
Anche la grafica dell’album è stata realizzata da Reynolds, il pluripremiato illustratore canadese per ragazzi. King of a Landrinnova la collaborazione tra Yusuf e Peter, iniziata con il libro illustratoPeace Train, best seller per il New York Times nel 2021. Oltre alla copertina di King of a Land, Peter ha creato illustrazioni per ogni canzone ispirandosi ai temi dell’album, presenti nel libretto del disco.
“Qualcuno mi dia un pizzicotto. Illustrare Peace Train è stato un onore, ma quando Yusuf mi ha chiesto di creare la grafica dell’album e l’animazione di King of a Land… beh, mi è sembrato di sognare. La musica e i testi sono davvero ciò di cui il mondo ha bisogno, ora più che mai“. – Peter H. Reynolds
King of a Land è un album non vincolato ai generi musicali, un autoritratto profondamente significativo e commovente di uno dei cantautori più duraturi e amati della musica popolare. Dalla sorprendente intensità hard-rock di Pagan Run, all’orchestrazione ispirata a Tchaikovsky di How Good It Feels, dalla delicata ballata acustica di He Is True fino alle trascinanti vibrazione tra Phil Spector e il gospel di Highness, dal groove americano di All Nights, All Days, in stile Travelling Wilburys, all’elegante e suggestiva Son Of Mary.
Le prime session di registrazione di King of a Landrisalgono al 2011 presso gli Hansa Studios di Berlino (noto per album classici come Low, Heroes di David Bowie e Achtung Baby degli U2). Da lì le registrazioni si sono spostate negli anni dagli ICP Studios di Bruxelles a La Fabrique in Provenza, nel sud della Francia. Le ulteriori sovraincisioni e un’orchestra di 60 elementi sono stati registrati negli studi Air and Angel di Londra, mentre altre parti sono state registrate nello studio casalingo in garage di Yusuf a Dubai, che lui chiamato Dubville. “La maggior parte dei brani è nato quando l’ho suonato e registrato nel garage di casa mia: il risultato è quanto di più vicino ci può essere alla mio pensiero“, racconta Yusuf.
A supervisionare il processo di registrazione è stato il produttore di lunga data di Yusuf (da Mona Bone Jakon del 1970), e in seguito co-produttore, ex-Yardbird, Paul Samwell-Smith. Nella scelta dei musicisti per l’album, Yusuf e Paul hanno messo insieme un team di prim’ordine che comprende il bassista Bruce Lynch (goà con lui in Buddha and the Chocolate Box del 1974), il tastierista Peter Vettese (Jethro Tull, Bee Gees, Simple Minds) e il batterista Russ Kunkel (Joni Mitchell, Carol King, James Taylor, CSN&Y), oltre alla sua familiare band di due elementi composta da Kwame Yeboah ed Eric Appapoulay.
Il missaggio finale di King of a Landha avuto luogo a Henley-on-Thames, nello studio privato di George Harrison situato nella sua ex casa, Friar Park. “Abbiamo avuto il privilegio di trovarci a Friar Park“, racconta Yusuf, “e di essere tra i primi estranei a entrare in quello studio per mixare un album. George Harrison ha avuto un’influenza immensa su di me dal punto di vista spirituale, fin dall’inizio. È stato il pioniere di alcuni pensieri e idee che andavano verso l’Oriente, e ciò per me è stato molto importante. Se ascoltate alcune delle canzoni di questo album, sentirete lo spirito di George“. L’album è pubblicato dalla Dark Horse Records, l’etichetta di Harrison gestita dal figlio Dhani.
Il successo duraturo dell’eredità musicale di Yusuf si basa su una miriade di fattori, tra i quali spicca la straordinaria capacità di tradurre la sua vibrante immaginazione in forma musicale. Questa fame e questa voglia di scrivere, registrare e intrattenere sono estremamente presenti nel nuovo panorama creativo di King of a Land. E non si sono affievolite. Sono passati quasi 60 anni da quando un diciassettenne “Cat” irruppe nella scena pop con successi come Matthew and Son eI’m Gonna Get Me a Gun, scrivendo classici senza tempo come The First Cut Is The Deepeste Here Comes My Baby. Queste prime canzoni furono solo l’inizio di una lunga avventura musicale che continua fino ad oggi.
King of a Land è disponibile per il preordine in vinile verde in formato gatefold con un libretto di 36 pagine con illustrazioni di Peter Reynolds. Anche il CD contiene un libretto illustrato da Peter Reynolds.
Un’edizione esclusiva dell’album, stampata su vinile bianco, è disponibile nello store online ufficiale di Yusuf/Cat Stevens insieme al merchandising dell’album.
08/03/2023
David Lindley, il ricordo di Ezio Guaitamacchi
Ezio Guaitamacchi ricorda il grande David Lindley, grande polistrumentista al fianco di Jackson Browne, Ry Cooder e tanti altri. E vi mostriamo anche alcune delle chitarre che suonava…
Dal concerto a Stanford in cui accompagnava Crosby e Nash a quando poco tempo dopo si esibì col suo gruppo El Rayo-X, un ricordo di Ezio Guaitamacchi di David Lindley. Il mago degli strumenti a corda aveva accompagnato Jackson Browne, Ry Cooder e tanti altri e ci ha lasciato purtroppo pochi giorni fa all’età di 78 anni. Noi vi facciamo vedere anche alcuni degli strumenti che ha suonato in tutti questi anni…
Tanti sono stati gli artisti con cui David ha suonato e tra questi si ricordano Linda Ronstadt, Curtis Mayfield, James Taylor, David Crosby, Graham Nash, Terry Reid, Bob Dylan, Rod Stewart, Joe Walsh, Leonard Cohen, Ben Harper e molti altri.
È stato un autentico mago delle corde in studio e in tour con chitarra acustica ed elettrica, banjo, violino, mandolino, dobro, bouzouki ecc.
Tra i tanti che hanno voluto ricordare Lindley a seguito della sua scomparsa, c’è anche Warren Haynes che ha ricordato il suo modo di suonare la lap steel che è stata molto importante anche per lui:
So long, David…
08/03/2023
Peter Gabriel, un altro nuovo singolo in occasione della luna piena
Si intitola Playing For Time ed è il terzo singolo da i/o, prossimo album in uscita di Peter Gabriel, nonché brano pubblicato ancora una volta in occasione della luna piena
In occasione della luna piena di martedì 7 marzo, Peter Gabriel ha pubblicato il Dark-Side Mix di Playing For Time, il terzo brano tratto dal suo prossimo album i/o:
Il brano è accompagnato da un’immagine di copertina realizzata dall’artista visiva Annette Messager.
Scritto e prodotto da Peter Gabriel, Playing For Time è stato registrato ai Real World Studios nel Wiltshire e ai The Beehive di Londra e vede la partecipazione di Tom Cawley al pianoforte. L’arrangiamento orchestrale, curato da Ed Shearmur, è stato registrato ai British Grove Studios di Londra con alcuni musicisti che in precedenza avevano fatto parte della New Blood Orchestra.
Peter Gabriel parlando del brano ha dichiarato: “Playing For Time è una canzone su cui ho lavorato a lungo e che ho già eseguito dal vivo, senza testo, perciò alcuni potrebbero conoscerla. È stata una canzone importante per me. Parla del tempo, della mortalità e dei ricordi, e dell’idea che ognuno di noi ha un pianeta pieno di ricordi che vengono nascosti in diverse aree del cervello”.
Gabriel riferendosi a Playing For Time ha aggiunto: “Si tratta più che altro di una canzone personale che parla di come si assemblano i ricordi e riflette sull’ipotesi di essere prigionieri del tempo o se, al contrario, questo è qualcosa che può davvero liberarci. Penso che sia un bene spingere se stessi verso esperienze più audaci o interessanti, perché così si avranno ricordi più ricchi di cui nutrirsi quando si arriverà alla mia età. Inoltre, ogni esperienza significativa che si vive insegna”.
La presenza di Tom Cawley al pianoforte e l’arrangiamento di Ed Shearmur forniscono dei bei punti di contatto con il lavoro precedente di Gabriel. Cawley, che ha suonato il piano nel New Blood Tour, è stata una scelta ovvia, “anche se mi sono esibito e ho suonato spesso il piano dal vivo, sentivo che questo era un lavoro per cui potevo avere un vero pianista e Tom Cawley è un musicista brillante”. Il legame con Ed Shearmur risale ancora più indietro nel tempo.
“Ho ripensato a That’ll Do, la canzone di Randy Newman che ho cantato, e proprio Ed Shearmur aveva fatto un bellissimo arrangiamento di quel brano e ho pensato che forse quel genere di suoni si sarebbe adattato bene a questa canzone, così siamo riusciti a rintracciare di nuovo Ed. Quando ho ascoltato le demo per la prima volta, mi è scesa una lacrima perché ho sentito così tanta emozione, soprattutto nella parte finale. Era proprio quello che volevo fare con questa canzone, trasmettere quel viaggio emotivo. Significa molto per me”.
Le riflessioni di Gabriel sul tempo sono state in parte influenzate dal lavoro della Long Now Foundation e dalla straordinaria invenzione di Danny Hillis, The 10,000 Year Clock, un’idea progettata per cercare di incoraggiarci a pensare a lungo termine. “Sono convinto che se vogliamo avere una possibilità di sopravvivere ai problemi esistenziali che ci troviamo ad affrontare attualmente, dobbiamo iniziare a pensare in modo molto più ampio e più a lungo termine per fare dei veri progressi”. E in merito alla Long Now Foundation aggiunge: “Credo che il loro lavoro sia di enorme valore e sul loro sito web ci sono alcune conferenze straordinarie; quindi, per chi vuole fare un’immersione profonda nel ruolo del tempo e del pensiero a lungo termine, la Long Now Foundation è un posto meraviglioso da cui partire”.
Proprio come le due precedenti uscite con la luna piena, Playing For Time sarà accompagnato da diversi approcci di mixaggio da parte di Tchad Blake (Dark-Side Mix), pubblicato il 7 marzo, e da Mark ‘Spike’ Stent (Bright-Side Mix) e dall’Atmos In-Side Mix di Hans-Martin Buff, pubblicato alla fine del mese.
L’opera d’arte che accompagna l’uscita di questo mese è dell’artista visiva Annette Messager, di cui Gabriel è da tempo un ammiratore: “Avevo visto il lavoro di Annette Messager, che è un’artista meravigliosa, molti anni fa e l’avevo quasi coinvolta nel progetto Art from Us, ma questa volta ho pensato che fosse proprio la persona giusta a cui rivolgersi per questo brano”. E aggiunge: “Annette è stata una scultrice davvero pionieristica e, se si guarda all’ampiezza del suo lavoro, si scopre che ha influenzato molti tra gli artisti più giovani che lavorano oggi. È meraviglioso che abbia voluto partecipare. Vi consiglio vivamente di dare un’occhiata alle sue opere, che sono piene di vita, anche se molte di esse hanno come fulcro la morte e la memoria”.
Peter Gabriel, infine, tornerà anche in tour e due sono gli appuntamenti in programma in Italia, il 20 maggio a Verona e il 21 maggio a Milano (maggiori dettagli disponibili qui).
08/03/2023
Banco del Mutuo Soccorso, un brano dell'”Orlando” contro la violenza sulle donne
Un brano contro la violenza sulle donne in Orlando: le forme dell’amore del Banco del Mutuo Soccorso: ce ne parla Vittorio Nocenzi
Si intitola Non serve tremare il brano contro la violenza sulle donne del Banco del Mutuo Soccorso, che fa parte di Orlando: le forme dell’amore, nuovo concept album del gruppo ispirato all’Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Non serve tremare narra della fuga di Angelica, episodio riletto dalla band in chiave moderna, come ci racconta Vittorio Nocenzi. Lo storico tastierista e fondatore del Banco ricorda poi l’impegno che caratterizza da sempre il gruppo nell’affrontare determinati temi, citando anche Paolo Pà.
Dice Vittorio Nocenzi: “La fuga di Angelica: Angelica è la figlia dell’imperatore della Cina ed è la donna più bella del mondo. Allora l’imperatore Carlo Magno decide di darla come sposa in premio al cavaliere più valoroso tra i suoi paladini; e invece durante la battaglia che c’è fra saraceni e cristiani Angelica fugge dall’accampamento dell’Imperatore. Ma perché la fa fuggire Angelica? Per la donna dell’epoca avere come destino il matrimonio con il cavaliere più amato dall’imperatore era un matrimonio felice, fastoso, importante. Nessuna donna lo avrebbe rifiutato come prospettiva. E allora ci è venuto in mente che anche in questo secondo noi Ariosto era modernissimo, vedeva la donna non come oggetto dei desideri, ma come protagonista del proprio futuro, del proprio destino, come penserebbe un uomo del ventesimo secolo.
E ci ha ispirato quindi un brano che dedichiamo con forza contro la violenza sulle donne; un po’ come facemmo con Paolo Pà tanti anni fa: Paolo Pà era una denuncia dell’omosessualità ghettizzata nelle periferie urbane; oggi mi viene da sorridere: dopo 40 anni parlare di omosessualità è quasi banale; allora era un tabù tutto da scoprire, tutto da da demolire e facemmo questo brano.
E oggi il brano dell’Orlando dedicato alla fuga di Angelica dall’accampamento dei cristiani è una denuncia contro la violenza sulle donne che è un qualcosa di mostruoso, di non più accettabile, va combattuto in tutti i modi, va contrastato in tutti i modi perché è un qualche cosa di vigliacco, di vile, di tragico, di terribile”.
06/03/2023
Tom Waits, 50 anni dall’uscita del primo album “Closing Time”
Un’edizione speciale per Closing Time, album di debutto di Tom Waits in occasione dei 50 anni dalla sua pubblicazione
Oggi, 6 marzo 2023, ricorrono cinquant’anni da quando Tom Waits pubblicò il suo storico album di debutto Closing Time. Definito “un capolavoro in chiave minore pieno di canzoni di solitudine notturna” da All Music Guide, Closing Time presenta la narrazione decisamente lirica e la fusione di stili jazz, blues e folk che sarebbero stati associati per primi a Waits. In onore di questa occasione Anti- raccoglierà e condividerà storie inedite, foto rare e altro ancora.
Il vinile del 50° anniversario dell’album sarà disponibile dal 2 giugno nelle versioni nera e trasparente, in un doppio LP da 180 g tagliato a 45 giri con masterizzazione a mezza velocità presso gli Abbey Road Studios di Londra. Anche la copertina apribile è stata creata appositamente con un cartoncino più spesso e maniche interne foderate di nero.
Nella recensione originale del 1973 di Rolling Stone, lo scrittore Stephen Holden individua immediatamente gli elementi di pathos e bathos che saranno ripresi poi dai fan e dai giornalisti nei dischi di Waits per gli anni a venire, affermando che Waits “parodizza il sottogenere della lounge music in modo così perfetto che ci chiediamo se ci stia prendendo in giro o se faccia sul serio, ed il suo particolare trionfo è che alla fine riesce ad avere entrambe le cose: è in grado di fornire in toto sia la verità che la finzione della musica”.
Closing Time è diventata una pietra miliare del milieu dei suoi fan ed è stata coverizzata all’infinito da altri artisti, come gli Eagles (Ol’55) e più recentemente in un album di cover del 2021 con Jeff Tweedy e Andrew Bird. Incluso tra i 100 più grandi autori di canzoni di tutti i tempi di Rolling Stone e inserito nel 2011 nella Rock and Roll Hall of Fame, Closing Time di Waits ha dato inizio alla carriera di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi e a un’esplorazione del blues, del folk e della musica sperimentale che non può essere replicata.
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