Alberto Radius - Jimi Hendrix

Alberto Radius e il pedale wah wah di Jimi Hendrix

Il direttore Ezio Guaitamacchi ricorda Alberto Radius e il suo pedale wah wah che prima era appartenuto a Jimi Hendrix

 

Com’era finito il pedale wah wah di Jimi Hendrix e del concerto al Piper di Milano del 1968 nelle mani di Alberto Radius?

 

Alberto Radius, mannaggia, anche lui ci ha lasciato in questi primi tempi del 2023 che sembra veramente un anno che è partito male per tutti noi appassionati di rock o di musica insomma in senso più lato.

È inutile che io adesso vi dica tutte le virtù musicali e tutta la storia di Alberto perché credo che molti di voi la conoscono e che comunque facilmente recuperabile, così come andare a riascoltare le canzoni che ha scritto, che ha interpretato, o quando la sua chitarra ha accompagnato, che ne so, da Battiato a Battisti giusto per dirne i primi due che mi vengono in mente.

 

Vi voglio soltanto raccontare un piccolo ricordo mio che credo sia stata la prima volta che io e lui ci siamo incontrati, la prima volta che ci siamo… no, forse la prima volta che io l’ho intervistato, è più corretto dire così. Risale a un casino di anni fa, credo fosse il ’93, io facevo un programma per Telepiù che si chiamava Good Vibrations e decidemmo di fare una puntata dedicata a Jimi Hendrix quando Jimi Hendrix venne a suonare in Italia nel maggio del 1968.

Non ricordo più se furono, cioè se fu l’amico Max Quinque, che peraltro anche lui adesso è lassù come il paradiso del rock, o Fabio Treves a suggerirmi di andare da Alberto Radius perché in quel concerto di Hendrix a Milano, al locale che una volta si chiamava Piper che il locale che è il locale che sta, che stava sotto il Teatro Dell’Arte in pieno Parco Sempione, dove si svolse il concerto, qualcuno fregò tra le varie cose il pedale del wah-wah di Jimi Hendrix e si vociferava che l’avesse appunto Alberto Radius.

E lo chiamai e lui mi confermò, andai quindi con le telecamere a casa sua, lui mi mostrò con grande orgoglio questo pedale, però specificando che non l’aveva rubato lui, ma che l’aveva comprato, glielo aveva dato Riky Maiocchi. Questa la ricostruzione di Alberto che per me ancora oggi fa fede, non ho fatto più altre ricerche, mi domando se quel pedale c’è ancora, chissà dove sarà e chissà che fine farà.

Questo è il mio pensiero affettuoso e anche curioso per Alberto che poi negli anni ho visto altre volte, è stato ospite di vari altri programmi, abbiamo diviso una serata quasi suonicchiando insieme, anzi lui mi aveva pure fatto i complimenti per come suonavo la chitarra che, insomma, detto ada Alberto per me era una bella chicca, testimonianza ancora una volta che il giornalista musicale è un musicista fallito.

 

Ciao Alberto! Salutaci Jimmy e tutti quelli che sono lì di fianco a te oggi nel paradiso del rock e continua a suonare la tua musica!

Alberto Radius

Addio ad Alberto Radius

Aveva 80 anni Alberto Radius, grande chitarrista che aveva suonato tanto per Battisti, per Battiato e non solo

 

Ci ha lasciato Alberto Radius. Grande chitarrista, ha suonato tra gli altri per Lucio Battisti e per Franco Battiato. Grande successo lo ebbe con il suo gruppo, la Formula 3, che inizialmente accompagnava proprio Battisti, il quale scrisse poi alcuni brani per la band, tra cui il celebre Eppur mi son scordato di te:

 

Tanti amici e colleghi stanno ricordando il grande chitarrista, da Pietruccio Montalbetti a Mario Lavezzi:

 

Proprio Lavezzi ricorda l’esperienza de Il Volo, gruppo prog degli anni ’70, composto da musicisti che avevano avuto successo con i loro rispettivi gruppi come la Formula 3 (lo stesso Alberto Radius e Gabriele Lorenzi), I Ribelli (Gianni Dall’Aglio), i Camaleonti e Flora Fauna & Cemento (Mario Lavezzi) e gli Osage Tribe e i Duello Madre (Bob Callero):

 

Alberto Radius era stato anche solista e tra i suoi album il secondo, Che cosa sei, del 1976, si apriva proprio con un brano che dava anche il titolo al suo nuovo lavoro discografico:

 

Si spinse ancora oltre, sia musicalmente che con i testi (firmati da Daniele Pace e Oscar Avogadro) l’anno successivo con Carta Straccia, album che conteneva Nel Ghetto:

 

Per ricordare infine Alberto Radius e la sua chitarra abbiamo scelto un momento live tratto da Speciale Per Voi; la trasmissione era condotta da Renzo Arbore e andava in onda dal 1969 al 1970 su quello che una volta era il Secondo Canale della Rai (attuale Rai2). La Formula 3 per l’occasione si ritrovò anche a suonare con un altro illustre batterista, Stevie Wonder; e il solo di quest’ultimo è anticipato da ciò che già allora Alberto Radius riusciva a fare con la sua chitarra:

 

Ciao Alberto…

Pretty Things - cofanetto

Pretty Things, in arrivo il cofanetto con tutti gli album in studio

I Pretty Things presentano un cofanetto con tredici album in vinile che abbracciano tutta la loro carriera

Le registrazioni complete degli album in studio dei Pretty Things per la prima volta in unico cofanetto in uscita per la Madfish il prossimo 31 marzo.

All’interno del lavoro in versione deluxe in stile slipcase, ogni album dei Pretty Things è stato rimasterizzato appositamente per la pubblicazione in vinile, con l’artwork originale fedelmente ricreato in ogni sua parte. Ogni album del cofanetto è accompagnato da un inserto di quattro pagine specifico per il disco, con fotografie rare, copertine originali dei singoli e commenti di Dick Taylor, Mike Stax e Mark St. John. I fan troveranno anche un’esclusiva stampa estraibile di alta qualità della band nel suo periodo di massimo splendore.

 

Pretty Things - cofanetto celebrativo

 

Dagli inizi caotici del debutto omonimo del 1965, passando per il sound sperimentale e turbolento del loro capolavoro, l’opera rock S.F. Sorrow, fino alla produzione più riflessiva e contemplativa dell’ultimo periodo in Bare as Bone, Bright as Blood, questo cofanetto deluxe di tredici LP contiene tutti gli album in studio che la band ha pubblicato nel corso di cinque decenni.

Questo cofanetto, limitato a sole 1.000 copie in tutto il mondo, segue tutto il sorprendente percorso della band fino alle ultime, formidabili registrazioni del 2020.

 

Ecco il trailer:

 

The Pretty Things – The Complete Studio Albums: 1965 – 2020

1- The Pretty Things (1965)

2- Get The Picture? (1965)

3- Emotions (1967)

4- S. F. Sorrow (1968)

5- Parachute (1970)

6- Freeway Madness (1972)

7- Silk Torpedo (1974)

8- Savage Eye (1976)

9- Cross Talk (1980)

10- Rage Before Beauty… (1999)

11- Balboa Island (2007)

12- The Sweet Pretty Things (Are In Bed Now, Of Course…) (2015)

13- Bare as Bone, Bright as Blood (2020)

Decibel - Contessa - Com'è nata. Ce lo racconta Silvio Capeccia

Come è nata “Contessa” dei Decibel? Ce lo racconta Silvio Capeccia

Il tastierista dei Decibel Silvio Capeccia ci racconta come è nato Contessa, brano che il gruppo presentò al Festival di Sanremo del 1980

 

Una basilica sconsacrata di Milano che fungeva da sala di incisione; due tastiere, una per Fulvio Muzio e l’altra per Silvio Capeccia: comincia da qui la storia di Contessa dei Decibel.

 

Al Festival di Sanremo del 1980 parteciparono tra gli altri anche i Decibel, gruppo punk/new wave che aveva (e che ha) come frontman Enrico Ruggeri, con il brano Contessa.

Il tastierista del gruppo, Silvio Capeccia, ci racconta com’è nata questa canzone, sicuramente la più famosa dei Decibel, suonata anche dopo la reunion del 2017 e cantata dallo stesso Enrico Ruggeri alla fine dei suoi concerti come solista.

Produttore del brano e di tutto l’album che l’avrebbe contenuta, Vivo da re, è Shel Shapiro, già frontman dei Rokes negli anni ’60.

 

Grazie a Contessa i Decibel raggiunsero anche la finale di quell’edizione del Festival. La canzone non va confusa con l’omonimo brano di Paolo Pietrangeli.

Silvio Capeccia sottolinea poi che il brano per loro è più post-punk ed è principalmente ispirato a gruppi come gli Sparks, più che a Clash o Ramones.

 

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Fleetwood Mac - Niente reunion, parola di Mick Fleetwood, anche se...

Fleetwood Mac – Niente reunion, parola di Mick Fleetwood, anche se…

Niente reunion per i Fleetwood Mac, come dichiarato da Mick Fleetwood, vista anche la recente scomparsa di Christine McVie o l’operazione a cuore aperto di qualche anno fa subita da Lindsey Buckingham… però il batterista ha lanciato anche un piccolo appello…

 

 

Ma allora davvero non vedremo più i Fleetwood Mac su un palcoscenico? Questo, almeno, stando alle parole che Mick Fleetwood ha pronunciato poco tempo fa nella serata dei Grammy di cui lui era uno dei tanti spettatori vip dopo la morte di Christine McVie lo scorso novembre; infatti lui ha detto che difficilmente si rivedranno appunto più sul palco i Fleetwood Mac, protagonisti di album leggendari negli anni ’70 – addirittura ‘Rumours’ fu per qualche tempo il disco più venduto della storia – e anche perché Lindsey Buckingham, che ha subito una pesantissima operazione a cuore aperto pochi anni fa, nonostante sia tornato in attività, forse non è in formissima per reggere delle tournée massacranti come quelle di un possibile reunion tour; Stevie Nicks probabilmente è impegnata in altri progetti e quindi è un’altra delle brutte notizie che stiamo avendo in questi giorni dal rock classico, accompagnata però da notizie piacevoli come la vittoria ai Grammy di Bonnie Raitt di cui parleremo presto.

Ma Fleetwood ha anche lanciato un piccolo appello; ha detto sicuramente, visto che appunto altri come Stevie Nicks sono in giro a suonare, ‘voglio comunque tornare sul palco anch’io’. Allora vi do un piccolo suggerimento: se non avete niente da fare e volete farvi un bellissimo viaggetto sull’isola di Maui, Hawaii, la stessa in cui Jimi Hendrix fece concerti leggendari sul vulcano, beh, nella cittadina di Lahaina, la cittadina principale dell’isola di Maui sulla Front Street, quella che dà proprio sull’Oceano Pacifico c’è il Fleetwood’s, cioè il locale di Mick Fleetwood, un locale, una sorta di Hard Rock Cafe a tema Fleetwood Mac! Non ci credete? Questa è la maglietta acquistata lì qualche anno fa e se avete la fortuna, come ho avuto io, di incrociare appunto il mitico batterista della band potete farvi anche autografare una copia di ‘Rumours’, uno dei dischi appunto più venduti della storia, ma anche uno dei dischi più belli, qua lo vedete in copertina proprio con Stevie Nicks e il suo autografo.

Sul roof del locale, sulla terrazza, c’è un palcoscenico, c’è una programmazione musicale. Io ho avuto il culo pazzesco di vedere proprio Mick Fleetwood suonare e riproporre un repertorio tra l’altro di rock blues un po’ tornando alle origini, quando appunto i Fleetwood Mac erano una delle band della scena rock blues londinese con alla chitarra il grande Peter Green, magari così sognare di sentirlo suonare nuovamente ‘Black Magic Woman’, pezzo che poi Santana ha reso immortale. E poi, giacché ci siete, giacché siete lì, se volete proprio togliervi l’ultimo sfizio potete affittare la Fleetwood Villa, cioè la villa bellissima sulla spiaggia di Napili, che è una delle spiagge più belle di Maui, per la modica cifra di 1.200 dollari al giorno, però insomma ci sono mi pare quattro camere da letto, insomma ospita almeno otto persone, con piscina, Jacuzzi, vista mare, palme e quant’altro, insomma per un giorno, una notte o due notti, a seconda del vostro budget, vi potete sentire una grande rockstar.

E comunque il mitico Mick è veramente un personaggio che definirlo fuori di testa è dire poco. Io non so quanti cacchio di dollari si è fumato perché poi mettere in piedi queste attività e cercare ancora come dire di elemosinare qualche concerto è proprio veramente da spirito rock.

Ronnie Jones - The Voice Senior - Jam TV - My Way - Frank Sinatra Cover - Live

Ronnie Jones – My Way (Live)

La versione di My Way di Ronnie Jones, nuovo concorrente di The Voice Senior

Ronnie Jones reinterpreta My Way, famoso brano portato al successo da Frank Sinatra.

 

 

Ronnie Jones è uno dei nuovi concorrenti di The Voice Senior, il talent show in onda su Rai1, ed è in squadra con Loredana Bertè, con cui aveva fatto l’edizione italiana del musical Hair nel 1970, esperienza condivisa anche con Renato Zero e Teo Teocoli.

Qui il video completo dell’esibizione a The Voice Senior, dove peraltro Loredana Bertè ha riconosciuto subito Ronnie Jones dopo tanti anni. Nell’occasione il cantante ha proposto Superstition di Stevie Wonder; poi ha duettato con la stessa Loredana Bertè sulle note di Sorry Seems To Be The Hardest Word di Elton John.

 

La performance di My Way è stata registrata invece allo spazio espositivo 21 a Lodi l’8 settembre 2022 per Ritratti d’autore, rassegna di parole e musica ideata e condotta da Ezio Guaitamacchi. Ad accompagnare Ronnie Jones c’è Michele Fazio.

Dalla sua infanzia negli Stati Uniti, Ronnie Jones andrà poi a vivere a Londra. Qui incontrerà Alexis Korner, padre del british blues, per poi conoscere direttamente anche i Rolling Stones. In una vita sono racchiuse tante vite per Ronnie Jones che a un certo punto arriverà in Italia, Paese in cui vive ormai da oltre 50 anni…

Depeche Mode Sanremo

Depeche Mode ospiti della serata finale di Sanremo 2023

(Depeche Mode; foto di Anton Corbjin)

I Depeche Mode saranno sul palco di Sanremo sabato 11 febbraio per la serata finale del Festival

 

I Depeche Mode a Sanremo 2023 durante la serata finale del Festival sabato 11 febbraio. Lo ha annunciato Amadeus, conduttore e direttore artistico della manifestazione, nel corso del Tg1 delle 20:00 di ieri sera.

Dave Gahan e Martin Gore pubblicheranno il prossimo 17 marzo Memento Mori. Sarà il primo album che esce dopo la morte di Andy Fletcher, avvenuta lo scorso 26 maggio.

 

I Depeche Mode partiranno poi per un tour mondiale e saranno tre le tappe in Italia:

12 luglio – Roma, Stadio Olimpico

14 luglio – Milano, Stadio San Siro

16 luglio – Bologna, Stadio Dall’Ara

 

Non è la prima volta che i Depeche Mode sono ospiti del Festival.

La prima esibizione del gruppo a Sanremo fu nel febbraio del 1986 quando suonò Stripped, primo singolo da Black Celebration, album che sarebbe uscito nel mese successivo:

La seconda fu nel 1989, sempre durante il Festival di Sanremo, ma dal PalaBarilla perché gli ospiti internazionali si esibivano lì durante la manifestazione. I Depeche Mode suonarono Everything Counts, brano uscito già nel 1983, ma riproposto per l’occasione, visto che a marzo di quell’anno sarebbe uscito 101, il loro primo live ufficiale:

La terza volta, in attesa della quarta di sabato 11 febbraio, fu nel 1990 per Sanremo International, un evento dedicato ad artisti stranieri che ebbe luogo la settimana prima del Festival, dal 21 al 24 febbraio di quell’anno, al Teatro Ariston. Due settimane prima era uscito Enjoy The Silence, e allora in quell’occasione i Depeche Mode suonarono proprio il secondo singolo estratto da Violator, pubblicato nel mese di marzo, sempre del 1990:

Tom Verlaine - Television - Foto di Paul Bachmann

È morto Tom Verlaine dei Television

Tom Verlaine, chitarrista e cantante dei Television, è morto. Aveva 73 anni

 

È morto Tom Verlaine, chitarrista e cantante dei Television. La notizia è stata data da Jesse Paris Smith, figlia di Patti Smith, al New York Times. Non è specificata la causa del decesso e si legge semplicemente che è morto “dopo una breve malattia”. Aveva 73 anni.

 

È la fine del 1973. Thomas Miller – questo il vero nome di Tom Verlaine (come il poeta francese Paul Verlaine), – il batterista Billy Ficca, il bassista Richard Hell (in seguito sostituito da Fred Smith) e il chitarrista Richard Lloyd formano i Television.

La scena punk newyorkese non sarebbe stata la stessa senza i Television, uno dei gruppi che si esibisce di frequente al CBGB, lo storico club della Bowery, punto di riferimento del punk e della new wave grazie alle esibizioni anche di altri artisti e gruppi come Patti SmithBlondieRamones e Talking Heads. E la scena non sarebbe stata la stessa nemmeno senza un disco come Marquee Moon, pubblicato per l’Elektra Records nel 1977. Il gruppo si scioglie l’anno successivo, non prima di aver pubblicato un secondo album, Adventure, per poi riunirsi nel 1992, anno in cui pubblica un album dal titolo proprio di Television. Da allora la band ha continuato a esibirsi sporadicamente e aveva celebrato dal vivo Marquee Moon risuonandolo tutto in un tour che aveva toccato anche l’Italia tra il 2014 e il 2016.

 

 

So long, Tom…

Scarlet Rivera - Señor - Bob Dylan Cover - Dylan Dreams - Jam TV

Scarlet Rivera – Señor (Bob Dylan Cover) (Live)

Señor (Tales of Yankee Power): Scarlet Rivera live negli studi di Jam TV con una cover di Bob Dylan (di cui è stata la violinista)

 

Scarlet Rivera live negli studi di Jam TV con la sua cover di Señor (Tales of Yankee Power) di Bob Dylan (di cui è stata la violinista durante il formidabile periodo della Rolling Thunder Revue, firmando la storica parte strumentale di Hurricane). Insieme a lei Alex “Kid” Gariazzo alla chitarra e Riccardo Maccabruni alla fisarmonica.

Señor fa parte dell’ultimo EP di Scarlet Rivera, Dylan Dreams (Appaloosa / IRD, 2022), lavoro in cui a distanza di quasi 50 anni dalla sua partecipazione alla Rolling Thunder Revue e poi all’album Desire, rende omaggio per la prima volta a Bob Dylan, ricantando i suoi brani.

“Una delle mie canzoni preferite di Bob Dylan” dice Scarlet Rivera prima di eseguire il brano. “Una canzone molto spirituale. Señor non è semplicemente un uomo, è il grande tipo che sta sopra e lui (Dylan, ndr) gli fa domande e chiede dove siamo diretti”.

Il brano era contenuto originariamente in Street Legal, album di Bob Dylan del 1978.

Scarlet Rivera ha eseguito Señor ed altri brani nel corso di un tour in Italia nel maggio dell’anno scorso.

 

Scarlet Rivera - Sacred Wheel

Scarlet Rivera – Sacred Wheel (Live)

Live negli studi di Jam TV Scarlet Rivera, la violinista della Rolling Thunder Revue di Bob Dylan, con il suo brano Sacred Wheel

Scarlet Rivera live negli studi di Jam TV ci propone Sacred Wheel, brano tratto dal suo ultimo EP Dylan Dreams (Appaloosa / IRD, 2022) (e già presente all’interno del lavoro precedente All Of Me (Brightsun, 2020)). Come dice lei stessa, è in realtà il suo debutto come cantante, e aggiunge: “Meglio tardi che mai!”

“Una canzone che vale per tutto e parla di quando a volte si vince e a volte si perde per le cose in cui speriamo davvero, ma c’è anche una liberazione” dice ancora Scarlet Rivera a proposito del brano.

Ad accompagnarla Alex “Kid” Gariazzo alla chitarra e Riccardo Maccabruni al pianoforte.

 

Scarlet Rivera è nota per aver suonato il violino nel leggendario tour della Rolling Thunder Revue di Bob Dylan e anche poi nell’album Desire, dove diventa molto famoso il suo assolo di Hurricane.

L’incontro con Bob Dylan ha segnato e cambiato la vita di Scarlet Rivera per sempre. A distanza di quasi 50 anni Scarlet ha deciso di rendere omaggio a Bob Dylan con un nuovo album EP intitolato Dylan Dreams in cui per la prima volta incide e canta le sue canzoni.

Paul McCartney - libro e mostra

Paul McCartney, un libro e una mostra con le sue foto dei Beatles

275 foto ritrovate di Paul McCartney faranno parte di un nuovo libro e saranno in mostra alla National Portrait Gallery di Londra

 

Uscirà il prossimo 13 giugno (in Italia per La nave di Teseo) 1964: Eyes of the Storm, nuovo libro con 275 foto realizzate da Paul McCartney tra il dicembre 1963 e il febbraio 1964 in sei città tra Europa e Stati Uniti – Liverpool, Londra, Parigi, New York, Washington D.C. e Miami. All’interno del volume saranno presenti anche ritratti inediti di John, George e Ringo. Gli scatti (in totale circa mille) sono una scoperta del 2020 per Paul McCartney. In 1964: Eyes of the Storm si potranno trovare fotografie e riflessioni di sir Paul e i saggi della storica di Harvard Jill Lepore, del direttore della National Portrait Gallery di Londra Nicholas Cullinan e della curatrice senior Rosie Broadley.

 

“Chiunque riscopra una reliquia personale o un tesoro di famiglia viene immediatamente inondato di ricordi ed emozioni, che poi innescano associazioni sepolte nella foschia del tempo” ha dichiarato Paul McCartney. “Questa è stata esattamente la mia esperienza nel vedere queste foto, tutte scattate durante un intenso periodo di viaggio di tre mesi, culminato nel febbraio 1964. È stata una sensazione meravigliosa rituffarsi subito in quegli anni. Ecco il mio ricordo del nostro primo grande viaggio, un diario fotografico dei Beatles in sei città, cominciando da Liverpool e Londra, seguite da Parigi (dove io e John eravamo stati comuni autostoppisti tre anni prima), e poi quello che consideravamo il grande momento, la nostra prima visita come gruppo a America”.

 

Oltre al libro, queste foto saranno anche esposte all’interno della mostra Paul McCartney Photographs 1963-64: Eyes of the Storm. Il tutto avrà luogo dal 28 giugno al 1° ottobre alla National Portrait Gallery di Londra.

 

Qui di seguito il booktrailer:

Giorgio Gaber docufilm

Giorgio Gaber, un docufilm sul Signor G

Annunciato oggi, nel giorno di quello che sarebbe stato il suo 84esimo compleanno, un docufilm su Giorgio Gaber

2023 – Vent’anni senza Giorgio Gaber

25 gennaio 2023

Annunciato oggi l’inizio delle riprese per il docufilm dedicato a Giorgio Gaber.

Promosso dalla Fondazione Gaber e co-prodotto da Atomic Production e RAI Documentari, il docufilm è scritto e diretto da Riccardo Milani, da sempre grande estimatore della figura e dell’opera di Giorgio Gaber che, tra i tanti successi, di recente ha convinto e commosso pubblico e critica con uno splendido documentario dedicato a Gigi Riva.

Il primo ciak si batterà lunedì prossimo a Milano, nella casa di Giorgio e Ombretta, e segna la prima iniziativa cinematografica intrapresa in stretta collaborazione con gli eredi e la più importante per la Fondazione nel ventennale dalla scomparsa del Signor G.

Abbiamo creduto sin dal primo momento in questo progetto che, grazie al talento di un grande regista come Riccardo Milani, coniuga perfettamente la nostra volontà di editore di mettere in luce le grandi eccellenze della nostra cultura e storia artistica con un linguaggio moderno e accattivante” ha dichiarato Fabrizio Zappi, direttore di Rai Documentari.

La Fondazione Gaber, che il primo gennaio ha dato il via alle attività pensate per questo speciale anniversario, ha voluto annunciare il nuovo progetto proprio in occasione del compleanno dell’artista prematuramente scomparso il 1° gennaio 2003, come massima espressione del desiderio di porre il nuovo film, il suo lavoro e la sua storia al centro dell’attenzione e della propria attività.

Riccardo è la persona che meglio di chiunque altro può raccontare il Signor G. Lo conosce, lo stima, lo ha visto varie volte a teatro e pensiamo che sia senza dubbio la persona che, meglio di chiunque altro, può tratteggiare il suo carattere di uomo e di artista – hanno dichiarato Paolo Dal Bon e Dalia Gaber, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Fondazione – Ringraziamo Rai Documentari per aver voluto questo progetto che sarà arricchito con il grande repertorio Rai, a cominciare dalle stupende immagini del teatro canzone che lo stesso Gaber ha voluto realizzare sul palcoscenico di quello che oggi si chiama Teatro Lirico Giorgio Gaber.

 

Il docufilm dedicato al Signor G, girato tra Milano e la Versilia, sarà trasmesso in autunno in una prima serata firmata Rai Documentari.

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