Christine McVie - Fleetwood Mac

Addio a Christine McVie dei Fleetwood Mac

Aveva 79 anni Christine McVie, tastierista nonché una delle voci dei Fleetwood Mac. La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla famiglia tramite i profili social dell’artista

 

È venuta a mancare Christine McVie, tastierista nonché una delle voci dei Fleetwood Mac. Aveva 79 anni e la notizia è stata comunicata dalla famiglia sui profili social dell’artista: “È scomparsa serenamente stamattina all’ospedale, dopo una breve malattia. Era in compagnia della sua famiglia. Chiediamo a tutti di rispettare la privacy della famiglia in questo momento di dolore. Tenete Christine nei vostri cuori e ricordate la vita di questo incredibile essere umano, una musicista amata da tutti”.

I Fleetwood Mac nacquero nel 1967 e lei si unì al gruppo tre anni dopo. È tornata a suonare con i vecchi compagni della band nel 2014, anno in cui fu le fu assegnato un premio Ivor Novello alla carriera da parte dell’Accademia britannica dei cantautori, compositori e autori.

 

È arrivato ovviamente anche un breve commento da parte delle pagine ufficiali social dei Fleetwood Mac:

“Non ci sono parole per descrivere la nostra tristezza per la scomparsa di Christine McVie. Era davvero unica nel suo genere, speciale e talentuosa oltre misura. Era la migliore musicista che chiunque potesse avere nella propria band e la migliore amica che chiunque potesse avere nella propria vita. Siamo stati davvero fortunati a vivere insieme a lei. Individualmente e insieme, abbiamo amato profondamente Christine e siamo contenti per gli incredibili ricordi che abbiamo. Ci mancherà molto”.


So long, Christine…

Calibro 35 - Morricone live Milano

Calibro 35 plays Morricone live a Milano, il report (26.11.2022)

Intenso omaggio dei Calibro 35 al Maestro Morricone nell’ultimo live del tour al Conservatorio di Milano che ha visto come ospite Diodato

 

Scacco al Maestro – Calibro 35 Plays Morricone è il tour dei Calibro 35 che si è chiuso con un ultimo live entusiasmante al Conservatorio di Milano. Il gruppo ha pubblicato due volumi intitolati Scacco al Maestro, in cui ha reso omaggio ad Ennio Morricone, letteralmente punto di partenza del percorso dei Calibro 35 (qui la nostra intervista a Tommaso Colliva e Massimo Martellotta, in occasione dell’uscita del Vol. 1).

 

Sono tratti allora soprattutto dai due album usciti di recente i brani in scaletta. Tra i momenti più intensi del concerto c’è sicuramente la sequenza dedicata agli spaghetti western con Per un pugno di dollari (di cui si può ascoltare un frammento nel video), Il buono, il brutto, il cattivo e Per qualche dollaro in più.

 

Durante il live i brani sono talvolta intervallati da alcune battute dei film da cui sono tratti; così come si possono udire alcuni frammenti di interviste rilasciate dallo stesso Morricone.

La band segue da sempre le partiture originali quando suona le colonne sonore già note, in funzione di un suo sound ormai riconoscibile, qui impreziosito dagli altri musicisti che l’hanno accompagnata in questo tour. Tra questi ultimi Valeria Sturba, voce, violino e theremin, a un certo punto canta Se telefonando, brano portato al successo da Mina, e musica scritta proprio dal Maestro Morricone.

 

Il live di Milano si conclude prima dei bis finali con C’era una volta il West, per l’occasione, come per il primo volume di Scacco al Maestro, insieme a Diodato. E gli applausi al termine di ogni brano, così come quelli finali del pubblico, sono tutti per i Calibro 35.

Verdena Alcatraz Milano

Verdena live all’Alcatraz di Milano, il report (23.11.2022)

La proverbiale potenza live dei Verdena nel secondo dei due concerti in programma all’Alcatraz di Milano per il tour di Volevo Magia

 

Tutto esaurito anche per la seconda delle due date dei Verdena all’Alcatraz di Milano. Un concerto, quello dello scorso 23 novembre, che il gruppo ha tenuto ancora una volta con la sua proverbiale potenza, particolarmente apprezzata dai fan. I Verdena da questo punto di vista sembrano peraltro godere molto del cosiddetto ricambio generazionale, per cui anche tanti, che magari non erano addirittura ancora nati nel 1999, ai tempi del primo album che prende il nome della band, ora sono lì a vederli in concerto.

 

La scaletta si basa molto su Volevo Magia, nuovo album del gruppo uscito lo scorso settembre a oltre sette anni di distanza dal secondo volume di Endkadenz. In questa prima parte si inizia allora con Pascolare, poi si fa notare a un certo punto il singolo Chaise Longue, divertente anche Paul e Linda. Il viaggio nel passato del gruppo inizia con Viba dal lavoro d’esordio. In serata c’è inoltre spazio anche per due brani con la chitarra acustica per Alberto Ferrari che in altri due pezzi si siederà dinanzi al piano elettrico, come avvenuto ad esempio per Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi) con cui è finito ufficialmente il live. I bis si chiudono con la title track del nuovo album, Volevo Magia, e si aprono ancora con regali dal repertorio come Muori Delay, Valvonauta e Un Po’ Esageri.

 

Ogni tanto qualche grazie, la bassista Roberta Sammarelli chiede se qualcuno del pubblico fosse lì anche la sera precedente; ma con i Verdena c’è poco questo tipo di interazione, perché l’unico bisogno realmente avvertito dal gruppo e dal pubblico è quello di un live energico, potente e soprattutto rock.

Doors, l'inedito "Paris Blues"

Doors, ascolta l’inedito “Paris Blues”

Pubblicato l’inedito Paris Blues dei Doors. Le registrazioni del brano sembravano ormai perdute e invece…

 

È uscito Paris Blues, brano inedito dei Doors. La canzone è la title track di una nuova compilation a tema blues pubblicata oggi per il Black Friday del Record Store Day. Paris Blues è infatti disponibile in edizione limitata di 10.000 copie numerate su vinile blu traslucido nei negozi di musica indipendenti selezionati.

La copertina dell’LP è un dipinto originale del chitarrista Robby Krieger e il set include anche note di copertina della studiosa di blues Mary Katherine Aldin.

Paris Blues è una canzone blues, come dice già il titolo, scritta dalla band; è considerata l’ultima registrazione in studio inedita conosciuta dei Doors.

Il brano è stato inciso durante una delle sessioni di registrazione della band per The Soft Parade o L.A. Woman (nessuno sembra ricordare). Il nastro sembrava perduto e l’unica copia sopravvissuta era in possesso del tastierista dei Doors Ray Manzarek. Purtroppo, questa stessa copia ha subito danni parziali per mano di suo figlio Pablo (un bambino all’epoca), che a sua volta ci aveva registrato sopra. Ora, attraverso un lavoro di recupero, la canzone è ridiventata disponibile e pronta per la pubblicazione.

 

 

All’interno del disco ci sono poi due registrazioni dal vivo inedite del cantante Jim Morrison e Krieger che si esibiscono in duo il 31 maggio 1969 a West Hollywood a beneficio della campagna elettorale da sindaco di Norman Mailer. La prima canzone è I Will Never Be Untrue, scritta dal gruppo, ma lasciata fuori dalla versione originale del 1970 di Morrison Hotel. L’altra è una cover di Me And The Devil Blues di Robert Johnson.

Entrambe le canzoni sono state registrate da Frank Lisciandro, regista amico di Manzarek e Morrison dai tempi in cui frequentavano tutt’e tre il  quando tutti e tre hanno frequentato il corso di Cinematografia programma alla UCLA, Università della California di Los Angeles.

In Paris Blues sono presenti anche alcuni brani che non sono entrati in The Soft Parade del 1969, (You Need Meat) Don’t Go No Further e I’m Your Doctor. In entrambi canta Manzarek, poi ci sono Robby Krieger alla chitarra e John Densmore alla batteria. Nel 2019, Robert DeLeo degli Stone Temple Pilots ha registrato il suo basso sulle canzoni, che in questa versione sono state incluse nell’edizione del 50° anniversario di The Soft Parade, pubblicata da Rhino.

Il lato di B di Paris Blues contiene tre brani di Live in Vancouver 1970, un album-concerto pubblicato nel 2010 dall’etichetta Bright Midnight Archive dei Doors. Registrati durante il tour della band del 1970, questi pezzi dal vivo vedono la band sul palco insieme al leggendario bluesman Albert King, che si unì proprio ai Doors durante lo spettacolo del 6 giugno 1970 al Pacific Coliseum di Vancouver. L’introduzione di Morrison di King è inclusa insieme alle versioni live di Little Red Rooster, Rock Me Baby e Who Do You Love?

 

“Il blues è l’unica forma d’arte originale che l’America ha creato in 200 anni… ci sono solo due forme musicali indigene originarie degli Stati Uniti, e una è il blues.” — Jim Morrison, presentazione di Little Red Rooster (Vancouver, 6 giugno 1970)

 

Tracklist di Paris Blues:

Lato A
“Paris Blues” *
“I Will Never Be Untrue” *
“Me And The Devil Blues” *
“(You Need Meat) Don’t Go No Further”
“I’m Your Doctor”

Lato B
Jim’s Introduction
“Little Red Rooster” – with Albert King
“Rock Me Baby” – with Albert King
“Who Do You Love?” with Albert King

* inedito

Peter Straker - fan italiani Queen - Late Night Taxi Dancer

Peter Straker, The Royal Band – Queen Tribute e Gigi Bernardinelli – The Italian Job

Peter Straker, cantante, attore, nonché grande amico di Freddie Mercury, viene contattato da Queenpassion e Royal Band, rispettivamente una community e una tribute band italiane dei Queen, per riarrangiare e ricantare (anche dal vivo sul prestigioso palco di Montreux) un suo vecchio singolo: detto, fatto (e pubblicato)

 

Late Night Taxi Dancer (The Italian Job): quest’ultima parte del titolo è indicata tra parentesi, ma è una precisazione importante. Il brano di Peter Straker esce infatti in una versione riarrangiata dal pianista/compositore Gigi Bernardinelli e reinterpretata dallo stesso Straker insieme alla Royal Band, una tribute band italiana dei Queen. Peter Straker è stato grande amico di Freddie Mercury. Da qui allora i primi contatti con il gruppo di fan italiani Queenpassion e l’idea di rifare il suo brano.

Il frontman dei Queen aveva anche prodotto un album di Peter Straker, This One’s On Me. I due avevano passioni in comune, come quella per la musica, per l’opera…
Parlando ancora del legame tra Freddie Mercury e Peter Straker, si può ricordare la partecipazione di quest’ultimo ad alcuni video del cantante dei Queen, come ad esempio quello di The Great Pretender, e poi ancora ha lavorato in diversi musical come Hair nella versione londinese, Il fantasma dell’opera, Rocky Horror Show, Tommy. Qui però è la sua musica che è protagonista o che torna protagonista, a partire, come già detto prima, da un’idea di Queenpassion.

Due admin della community, Elisabetta Archetti e Gigi Bernardinelli, si sono uniti allora a questa conversazione: la prima ci ha raccontato in breve com’è nata e come si è evoluta negli anni Queenpassion, insistendo sulla voglia di proporre anche contenuti originali; il secondo ci ha parlato del suo arrangiamento di Late Night Taxi Dancer (The Italian Job).

Sulla stessa lunghezza d’onda appare anche la Royal Band, attiva da circa vent’anni e che negli ultimi tempi, proprio come Queenpassion, cerca di proporre idee che non siano solo strettamente legate alla musica dei Queen. Nel corso della chiacchierata è intervenuto anche uno dei due cantanti del gruppo, Luca Spadaro.

Il lavoro inizialmente si è svolto da remoto, causa Covid e conseguenti lockdown, ma poi finalmente Peter Straker, la Royal Band e Queenpassion sono riusciti a incontrarsi in un’occasione davvero speciale e si sono visti quindi per la prima volta di persona in un luogo fondamentale per la storia dei Queen e di Freddie Mercury: Montreux. Lì hanno potuto proporre dal vivo Late Night Taxi Dancer (The Italian Job).

Addio a Wilko Johnson

Addio a Wilko Johnson

È scomparso all’età di 75 anni Wilko Johnson, chitarrista che con i Dr. Feelgood contribuì ad influenzare la scena punk britannica degli anni ’70

 

È venuto a mancare Wilko Johnson, chitarrista dei Dr. Feelgood e non solo. Johnson aveva 75 anni e ci ha lasciato lunedì scorso, 21 novembre.

Questo il post pubblicato sui suoi social in cui viene data la triste notizia:

Wilko Johnson - Facebook

È stato nei Dr. Feelgood dal 1971 al 1977 con cui contribuì ad influenzare la scena punk britannica che sarebbe nata di lì a pochi anni; Wilko Johnson ha suonato poi per un breve periodo dal 1980 al 1984 con i Blockheads, gruppo di Ian Dury; e ha legato il suo nome sia prima che dopo questa fase della sua carriera alla Wilko Johnson Band. Aveva raccontato la sua vita nell’autobiografia Looking Back At Me, uscita nel giugno del 2012. Con il suo gruppo aveva pubblicato l’ultimo album nel 2018, Blow Your Mind; aveva continuato ad esibirsi dal vivo di fatto fino alla sua morte, visto che l’ultima data risale a un mese fa circa (18 ottobre) allo Shepherd’s Bush Empire di Londra.

Nel 2013 gli era stato diagnosticato un tumore al pancreas e la sua lotta contro la malattia era stata raccontata anche nel documentario The Ecstasy of Wilko Johnson, uscito due anni dopo, per la regia di Julien Temple. Una storia a lieto fine, visto che a fine 2014 può annunciare che il tumore gli è stato asportato con successo. All’interno della pellicola è presente anche Roger Daltrey degli Who, che con Johnson ha pubblicato sempre nel 2014 l’album di cover Going Back Home, prima di intraprendere un tour d’addio (che poi non sarebbe stato l’ultimo).

 

So long, Wilko…

 

Rolling Stones - "2000 Light Years From Home" video in 4K

Rolling Stones, il video di “2000 Light Years From Home” restaurato in 4K

2000 LIGHT YEARS FROM HOME: ROLLING STONES IN VERSIONE PSICHEDELICA (E ADESSO ANCHE IN 4K)

 

Versione restaurata in 4K per il video di 2000 Light Years From Home dei Rolling Stones. Il brano fu pubblicato negli Stati Uniti come lato B di She’s a Rainbow; fa parte di Their Satanic Majesties Request, capitolo psichedelico della discografia stonesiana, uscito alla fine del 1967.

2000 Light Years From Home fu scritta da Mick Jagger e Keith Richards; il frontman in particolare avrebbe scritto il testo mentre era nella prigione di Brixton a seguito di un arresto per droga. La canzone, registrata agli Olympic Sound Studios di Londra nell’estate del 1967, fu prodotta e arrangiata dagli stessi Rolling Stones.

Il video di 2000 Light Years From Home fu diretto da Peter Whitehead; il compianto regista nato a Liverpool che aveva realizzato anche il documentario del tour degli Stones, Charlie Is My Darling: Ireland 1965. Whitehead aveva poi lavorato con il gruppo anche per il video di We Love You, anche quest’ultimo restaurato in 4K e pubblicato lo scorso agosto.

Tornando infine a 2000 Light Years From Home, il video, pubblicato dai Rolling Stones e da ABKCO Music & Records Inc., vede un Mick Jagger con il volto dipinto (come sarebbe accaduto l’anno successivo in questo video di Jumpin’ Jack Flash, diretto da Michael Lindsay-Hogg, dove peraltro appaiono truccati anche gli altri elementi della band):

 

 

THE ROLLING STONES IN MONO, IL BOX SET IN VINILE CON GLI ALBUM ABKCO (LIMITED COLOUR EDITION) – DAL 20 GENNAIO 2023

 

L’altra novità riguardante i Rolling Stones è quella relativa agli album usciti negli anni ’60 (dal 1963 al 1969). Questi dischi saranno infatti ristampati nella versione originale Mono con vinile colorato, ogni titolo con un colore diverso; in totale saranno dunque 14 album più il doppio vinile Stray Cats, la preziosa antologia con rarità.

Stray Cats è costituito in particolare da due LP con tutte le versioni (A & B sides) pubblicate su singolo 45 giri più The Rolling Stones E.P. tracks (1964) contiene infatti brani pubblicati solo sui singoli e non presenti nei 14 album ufficiali per un totale di altre 24 tracce.

Questo box set in edizione limitata e numerata include un booklet di 48 pagine con note bio-discografiche scritte dal giornalista di Rolling Stone David Fricke e numerose foto a colori della band.

Tutti i brani sono stati rimasterizzati in Direct Stream Digital (DSD) dai nastri delle registrazioni mono originali da Bob Ludwig, mentre il cutting delle lacche dei vinili è stato realizzato da Sean Magee agli Abbey Road Studios.

Il cofanetto include entrambe le versioni (UK e USA) di Out Of Our Heads (1965) e Aftermath (1966), così come le versioni UK del primo LP – The Rolling Stones e di Between The Buttons (1967).

Qui nel dettaglio le pubblicazioni di The Rolling Stones in Mono, che saranno disponibili dal 20 gennaio 2023:

1 The Rolling Stones (UK) – Cobalt Blue vinyl
2 12×5 – Yellow vinyl
3 The Rolling Stones No.2 – Steel Blue vinyl
4 The Rolling Stones, Now! – Gold vinyl
5 Out Of Our Heads (US) – Sky Blue vinyl
6 Out Of Our Heads (UK) – Green vinyl
7 December’s Children (And Everybody’s)  – Silver vinyl
8 Aftermath (US) – Purple vinyl
9 Aftermath (UK) – Grey vinyl
10 Between The Buttons (UK) – Azure Blue vinyl
11 Flowers – Pink vinyl
12 Their Satanic Majesties Request – White vinyl
13 Beggars Banquet – Maroon vinyl
14 Let It Bleed – Red vinyl
15 Stray Cats (2LP) – White vinyl

The Rolling Stones In Mono

Francesco Guccini - Canzoni da Intorto

Francesco Guccini, il grande ritorno con “Canzoni da Intorto”

Si intitola Canzoni da Intorto il nuovo album in studio che segna il grande ritorno di Francesco Guccini

 

È uscito Canzoni da Intorto, il nuovo album di Francesco Guccini, grande atteso ritorno a distanza di dieci anni dall’ultimo lavoro in studio del Maestro.

Presentato giovedì 17 novembre alla Bocciofila Martesana di Milano, Canzoni da Intorto è la raccolta delle sue canzoni del cuore; undici brani della cultura popolare rivisti in una chiave nuova, con arrangiamenti che spaziano dal balcanico al folk. È il concept album che Francesco Guccini ha sempre desiderato realizzare.
Canzoni senza tempo che lo riportano con nostalgia alle balere e ai suoi vent’anni.

L’annuncio di Canzoni da Intorto ha avuto come prologo un grande ritrovo a Pavana, luogo del cuore di Guccini nella campagna toscana. Qui il cantautore, insieme ad amici, addetti ai lavori e musicisti che hanno lavorato al disco, ha festeggiato l’evento tra musica e parole, come da tradizione da lui stesso istituita alla chiusura di ogni importante progetto.

Per valorizzare questo grande ritorno, il disco è disponibile in cinque diversi formati: CD; CD limited edition – maxi formato; vinile; vinile special edition (edizione limitata numerata e colorata); e, per i veri intenditori, uno speciale doppio vinile edizione esclusiva con tracce strumentali – incisione diretta dai mix (edizione limitata e numerata) per riscoprire l’anima analogica della musica e esaltarne ogni sfumatura.

Alla realizzazione dell’album hanno partecipato oltre trenta strumentisti provenienti da svariati mondi musicali, la voce di Guccini si esprime su sonorità inedite, totalmente diverse dai dischi precedenti.
Il risultato conferisce all’album suoni contemporanei che, al tempo stesso, abbracciano la tradizione ed è concepito affinché gli arrangiamenti non si limitassero a far da sfondo al cantato, ma ‘raccontassero’ una versione parallela del testo.
È un album musicalmente complesso, ricco di richiami e sfumature, da ascoltare dall’inizio alla fine.

Africa Unite - Milano Music Week 2022 - 40 + 1 anni di carriera

Africa Unite alla Milano Music Week 2022 per i 40 + 1 anni di carriera

Africa Unite in concerto a Milano il prossimo 23 novembre per la Milano Music Week 2022 e per i loro 40 + 1 anni di carriera. La band presenterà nell’occasione anche Non è fortuna, nuovo album uscito lo scorso 11 maggio (anniversario della scomparsa di Bob Marley)

 

Sono 40 + 1 anni di carriera per gli Africa Unite che continuano queste “celebrazioni” con un concerto il prossimo 23 novembre ai Magazzini Generali di Milano, nell’ambito della Milano Music Week. Sarà dunque anche questo un live importante per descrivere in musica il passato e il presente del gruppo reggae. Il giorno prima, martedì 22 novembre, alle 18.30, la band sarà protagonista sempre a Milano, ma allo YellowSquare, di un talk condotto dal giornalista Damir Ivic, per parlare di oltre 40 anni di carriera tra concerti e album.

Nel corso del live il gruppo eseguirà anche i brani di Non è fortuna, album pubblicato non a caso lo scorso 11 maggio, giorno in cui ricorre l’anniversario della scomparsa di Bob Marley, fonte d’ispirazione iniziale degli Africa Unite. Parlando sempre del nuovo lavoro discografico, la band ha avuto alcuni ospiti d’eccezione all’interno di Non è fortuna; e ancora una volta il gruppo ha attinto dalle sue influenze storiche, ma anche dai giorni nostri, chiedendo di partecipare alla realizzazione dell’album a: David Hinds degli Steel Pulse; Gaudi, produttore e amico londinese; Brinsley Forde, cantante degli Aswad; Tonino Carotone, amico di vecchia data; Tito Sherpa, giovane rapper e recente scoperta della band.

Hanno intitolato il nuovo album Non è fortuna perché il loro percorso musicale è stato ed è tuttora caratterizzato da un duro lavoro, anche se da 40 + 1 anni di carriera tutto questo significa sicuramente molto di più.

Roger Waters - Comfortably Numb 2022

Roger Waters, “Comfortably Numb 2022”

Comfortably Numb 2022 è la nuova versione del famoso brano di The Wall dei Pink Floyd, registrata da Roger Waters durante il tour nordamericano di Waters This Is Not A Drill

 

Roger Waters ha pubblicato Comfortably Numb 2022, nuova versione del celebre brano contenuto in The Wall dei Pink Floyd.

Comfortably Numb 2022 è stato registrato durante il tour nordamericano di Waters This Is Not A Drill ed è prodotto dallo stesso ex Pink Floyd e da Gus Seyffert. Nel brano suonano: Roger Waters – voce; Gus Seyffert – basso, synth, percussioni, voce; Joey Waronker – batteria; Dave Kilminster – voce; Jonathan Wilson – harmonium, synth, chitarra e voce; Jon Carin – synth, voce; Shanay Johnson – voce; Amanda Belair – voce; Robert Walter – organo/pianoforte; Nigel Godrich – archi, amplificatore e cori da Roger Waters The Wall Sessions.

Waters ha commentato: “Durante il lockdown, ho realizzato una demo di una nuova versione di ‘Comfortably Numb’ come apertura per il nostro nuovo spettacolo ‘This Is Not A Drill’. L’ho arrangiata un tono più in basso, in La minore, per renderla più cupa e senza assoli, tranne che nella sequenza di accordi dell’outro, dove c’è uno straziante e bellissimo assolo vocale femminile di Shanay Johnson, una delle nostre nuove cantanti”.

Il video di accompagnamento è prodotto e diretto da Sean Evans, la fotografia è a cura di Kate Izor.
Roger Waters sarà in tour in Europa con This Is Not A Drill nel 2023 con 40 spettacoli in 14 Paesi europei, a partire da Lisbona il 17 marzo 2023 all’Altice Arena. L’ex Pink Floyd nell’occasione sarà anche in Italia. Saranno sette infatti i concerti nel nostro Paese, quattro al Mediolanum Forum di Assago (Milano) il 27, 28 e 31 marzo e il 1° aprile e tre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) il 21, 28 e 29 aprileThis Is Not A Drill è una nuova rivoluzionaria stravaganza rock and roll/cinematografica, eseguita su un palco centrale a 360° – spiega Roger Waters a proposito di questo tour (maggiori info qui).
Steve Hackett - Genesis, Beatles, blues, Londra

Steve Hackett – Genesis, Beatles, il blues e Londra negli anni ’60

Steve Hackett: i Beatles (di cui i Genesis erano figli secondo John Lennon), la passione per il blues e la vita a Londra negli anni ’60

 

Mentre prosegue nel nostro Paese il tour di Steve Hackett per i 50 anni di Foxtrot, l’ex chitarrista dei Genesis ci ha parlato in una lunga intervista di tanta musica a lui cara. Questa parte della nostra chiacchierata comincia dai Beatles (e in particolare da Revolver); Steve Hackett si sofferma poi sui suoi tanti impegni e ricorda anche i suoi amici fraterni della scena prog che non ci sono più; il chitarrista racconta inoltre di quando da bambino ha iniziato a suonare l’armonica e a interessarsi al blues; infine, ricorda quanto sia stato importante vivere a Londra negli anni ’60, per la musica che ha potuto incontrare e ascoltare dal vivo in quel periodo, prima di entrare a far parte dei Genesis, un gruppo figlio dei Beatles secondo quanto dichiarato anche da John Lennon.

La prima parte dell’intervista a Steve Hackett sui 50 anni di Foxtrot e sulle date in Italia di questi giorni la trovate qui: https://jamtv.it/steve-hackett-foxtrot-50-tour-italia-2022

In questa parte il chitarrista racconta anche del primo tour in Italia con i Genesis del 1972, periodo in cui di fatto è nato Foxtrot, in parte anche durante i soundcheck nel nostro Paese. Steve Hackett era entrato nel gruppo con Nursery Crime, ma con Foxtrot era riuscito ad esprimersi, sia grazie alla breve Horizons, strumentale suonato soltanto da lui con la chitarra classica, sia grazie al suo prezioso apporto a Supper’s Ready.

 

Tutta l’intervista è stata trasmessa in diretta e commentata invece qui nel corso dell’ultima puntata delle nostre Music Room: https://jamtv.it/music_room/steve-hackett-e-mauro-pagani

 

Le prossime tre date per vedere Steve Hackett in Italia per il suo tour (nei posti in cui non è ancora sold out) sono: 16 novembre a Milano (Teatro Lirico); 18 a Padova (Gran Teatro Geox); 19 a Legnano (Teatro Galleria).

Abbey Road documentario trailer

Abbey Road, il documentario sugli studi – Guarda il trailer

Online il trailer del nuovo documentario diretto da Mary McCartney, dedicato agli Abbey Road Studios

 

Paul McCartney, Ringo Starr, Elton John, Roger Waters, Nile Rodgers e tanti altri nel trailer di If These Walls Could Sing, nuovo documentario sugli Abbey Road Studios, diretto da Mary McCartney. La primogenita di Paul e Linda McCartney ha dedicato infatti un’intera pellicola disponibile su Disney+ dal prossimo 16 dicembre, in cui racconta la storia dei leggendari studi nati nel 1931. Ad Abbey Road sono passati davvero tanti artisti dei più svariati generi musicali e la stessa Mary McCartney ha dei ricordi legati a quel luogo.

Alcuni dei miei primi ricordi da bambina provengono da cose vissute proprio all’interno degli studi di Abbey Road – aveva raccontato infatti Mary McCartney quando era stata annunciata la lavorazione del documentario. – Desidero da molto tempo raccontare la storia di questo luogo storico e non potrei avere un team migliore di John e dei Mercury Studios per trasformare in realtà questa ambizione creativa“.
Il documentario è prodotto da Mercury Studios, casa di produzione della Universal Music Group, e in particolare da John Battsek (Eric Clapton: Life in 12 Bars).

“Quando entri in un luogo pregno di così tanta storia, diventa in un certo senso sacro. La gente viene qui perché vuole il suono di Abbey Road” dichiara Elton John proprio all’inizio del trailer:

 

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