“Here, There and Everywhere”: Paul McCartney e Jane Asher
Here, There and Everywhere: la dichiarazione d’amore di Paul McCartney a Jane Asher
Fine maggio del 1966
Paul McCartney è rimasto stregato da Pet Sounds il nuovo 33 giri dei Beach Boys, primo lavoro discografico nella storia del pop rock, a essere concepito come un vero e proprio album e non come una compilation di singoli. In particolare, McCartney adora God Only Knows, il pezzo forse più ispirato uscito dalla penna magica di Brian Wilson. E, un giorno dei primi di giugno, quando si trova sul bordo della piscina della casa di campagna John Lennon a Weybridge, nella contea del Surrey, inizia a suonare una progressione di accordi sulla chitarra acustica che, ben presto, si trasforma nello scheletro strumentale di un pezzo. “John stava ancora dormendo e io, con ‘God Only Knows’ in testa, stavo componendo un brano nella medesima vena artistica”.
Quando John si sveglia, Paul gli fa ascoltare la canzone che i due, insieme, completano. Il testo è una dichiarazione d’amore per Jane Asher, icona della Swinging London, e fidanzatina di Paul McCartney in quei giorni.
Pubblicata su Revolver, album dei Beatles del 1966, Here, There and Everywhere secondo McCartney è la canzone più bella che lui abbia mai scritto.
18/06/2022
Michelle, Paul McCartney folgorato dalla cultura bohémien
Autunno del 1965
Il guru della chitarra acustica Chet Atkins, maestro di fingerpicking, è stato uno degli idoli di Paul McCartney che avrà ascoltato Trambone, uno dei pezzi più conosciuti di Atkins, un miliardo di volte anche se non è mai stato in grado di suonarla come il suo mentore.
Da sempre affascinato dalla cultura bohémien della “rive gauche” parigina, un giorno Paul rimane colpito da un ragazzo con il pizzetto e una maglietta a righe che stava canticchiando un brano in francese. E così prova a imitarlo con una canzoncina che, composta chitarristicamente nello stile di Chet Atkins, aveva completato con un testo in finto francese. Quel pezzo rimane nel cassetto per diverso tempo ma, un giorno, Paul chiede a Jan Vaughan, sorella del suo vecchio amico Ivan e insegnante di lingue, di trovare un titolo in francese che suonasse bene.
Jan suggerisce “Michelle, ma belle” e Paul le chiede di tradurre in francese la frase “these are words that go together well”, sono parole che stanno bene insieme. La volta che McCartney suona il brano a Lennon questi suggerisce l’inciso “I love you, I love you, I love you”, preso a prestito dalla I Put A Spell On You di Nina Simone. Michelle viene pubblicata nell’album Rubber Soul e diventa uno dei brani più amati del repertorio beatlesiano.
17/06/2022
Paul McCartney con Springsteen e Jon Bon Jovi per i suoi 80 anni
Mentre si avvicinano sempre di più i suoi 80 anni (che compirà domani, 18 giugno), Paul McCartney è stato raggiunto sul palco da due ospiti illustri durante l’ultima tappa nordamericana del suo tour Got Back.
Una grande sorpresa per Paul McCartney ieri al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, per l’ultima tappa nordamericana del suo tour Got Back.
In occasione dei suoi imminenti 80 anni che compirà domani, 18 giugno, sono saliti sul palco due illustri ospiti originari della zona per salutarlo: Bruce Springsteen e Jon Bon Jovi.
Con il primo Paul McCartney ha eseguito Glory Days dal repertorio springsteeniano e subito dopo I Wanna Be Your Man dei Beatles (prima di raggiungere nuovamente il centro della scena per il finale con un altro pezzo dei Fab Four, The End):
Jon Bon Jovi ha cantato invece un classico Happy Birthday To You insieme al pubblico ed è salito sul palco con un mazzo di palloncini poi fatti volare, prima che Paul McCartney insieme alla sua band si dedicasse Birthday dei Beatles:
L’appuntamento per rivedere dal vivo Paul McCartney è fissato per il prossimo 24 giugno al Festival di Glastonbury.
17/06/2022
Cinque grandi duetti live (+ 1) di Paul McCartney
Grandi incontri dal vivo per Sir Paul McCartney: sul palco con lui tanti amici e illustri colleghi per suonare insieme i classici dei Beatles e non solo.
Quanti e quali artisti non vorrebbero duettare con Paul McCartney. E allora qui di seguito, per i suoi 80 anni, vi proponiamo una serie di duetti in cui Sir Paul condivide il palco con tanti amici e illustri colleghi, spesso per eseguire insieme a loro grandi classici dei Beatles, anche se non mancano le sorprese (e c’è addirittura un “duetto inedito con John Lennon”):
1. U2 & Paul McCartney @ Live 8 – 2005
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
Il 2 luglio 2005, quasi vent’anni dopo il Live Aid, inizia ufficialmente il Live 8, grande evento mondiale che coinvolge undici città appartenenti alle nazioni del cosiddetto G8. Tanti artisti si esibiscono contemporaneamente in tutto il mondo per chiedere la cancellazione del debito delle nazioni più povere. L’apertura dell’evento avviene a Londra a Hyde Park e, dopo la presentazione dell’organizzatore Bob Geldof, sale sul palco Paul McCartney che, accompagnato dagli U2, regala ai presenti la title track che apre il mitico concept dei Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band:
2. Bruce Springsteen & Paul McCartney @ Hard Rock Calling – 2012
Twist And Shout
Qui siamo di nuovo a Hyde Park, Londra, stavolta per l’Hard Rock Calling Festival. Sul palco è il momento di uno dei soliti grandi concerti di Bruce Springsteen e la sua E Street Band. A un certo punto lo raggiunge Paul McCartney e insieme suonano e cantano la beatlesiana I Saw Her Standing There e, come si può vedere da queste immagini, Twist And Shout:
Dopo la travolgente esibizione terminata proprio con la cover degli Isley Brothers resa popolare dai Fab Four, viene staccata la corrente al Boss perché con la sua performance aveva superato l’orario imposto dalle autorità locali. I due però si rifaranno “a parti invertite”: durante un live di Paul McCartney del 15 settembre 2017 del suo One On One Tour al Madison Square Garden di New York, inviterà sul palco Bruce Springsteen e Little Steven per suonare insieme per ben due volte I Saw Her Standing There.
3. Paul McCartney & Stevie Wonder @ White House – 2010
Ebony And Ivory
Il 2 giugno 2010 Paul McCartney è il primo artista non americano a ricevere dalla Biblioteca del Congresso il Premio Gershwin per la musica popolare, riconoscimento andato nelle prime due edizioni a Paul Simon e Stevie Wonder. E, proprio con quest’ultimo, Sir Paul ha eseguito Ebony And Ivory nel corso della sua performance di circa un’ora e mezza nella East Room della Casa Bianca e davanti alla famiglia Obama. Il brano fu realizzato da McCartney e Wonder nel 1982 e questa è stata la prima volta in cui lo hanno fatto ascoltare insieme dal vivo:
4. David Gilmour & Paul McCartney @ The Cavern Club – 1999
I Saw Her Standing There
Paul McCartney è tornato (più o meno) dove aveva cominciato e lo ha fatto il 14 dicembre 1999 con il suo Live at the Cavern Club di Liverpool, concerto che poi sarebbe stato pubblicato l’anno successivo in dvd per la regia di Geoff Wonfler.
Aveva esordito con gli allora Quarrymen nel 1958, mentre con i Beatles aveva tenuto il suo ultimo concerto all’interno del locale il 3 agosto 1963.
Stavolta si è ripresentato in un posto che è stato ricostruito vicino a dov’era ubicato nel periodo in ci suonava con i Fab Four, davanti a poco meno di 300 presenti, tra persone estratte a sorte, giornalisti e amici di Sir Paul, per una performance esclusiva con una band d’eccezione composta da David Gilmour (Pink Floyd) e Mick Green (Pirates) alla chitarra, da Ian Paice (Deep Purple) alla batteria e dal produttore e tastierista Pete Wingfield. In scaletta ci sono i brani dell’album Run Devil Run, uscito in quel periodo, e tanti classici dei Beatles, come questa versione di I Saw Her Standing There, invocata a gran voce da un pubblico al quale McCartney ha chiesto di non fotografare e di non filmare nulla per tuffarsi idealmente nel passato e godersi quella serata:
5. Paul McCartney, Sting, Elton John, Eric Clapton, Mark Knopfler @ Royal Albert Hall – 1997
Hey Jude
È il 15 settembre 1997 quando alla Royal Albert Hall di Londra si tiene Music For Montserrat, un concerto organizzato e prodotto da George Martin, che ha chiamato a raccolta tanti illustri musicisti allo scopo di raccogliere fondi per l’isola caraibica di Montserrat dopo le continue eruzioni del vulcano Soufrière Hills, che distrusse la capitale Plymouth con tanti morti e rese inabitabile gran parte dell’isola. Tutti coloro che sono stati chiamati ad esibirsi quella sera avevano in comune il fatto di aver utilizzato i famosi studi di registrazione dell’isola AIR Studios.
Quasi in chiusura di quel live, pubblicato poi l’anno successivo in DVD con le migliori esibizioni della serata, c’è questo imperdibile momento in cui i musicisti coinvolti nella serata (compresi Ray Cooper, Carl Perkins alla sua ultima esibizione in pubblico prima della sua morte avvenuta nel gennaio 1998 e Jimmy Buffett) suonano uno dei grandi inni composti da Paul McCartney con i Beatles, Hey Jude:
6. John Lennon & Paul McCartney @ Carrier Dome – 2022
I’ve Got A Feeling
Sir Paul McCartney è tornato in tour in Nord America dopo quasi tre anni di assenza causa pandemia e, dalla prima data del suo Got Back, quella del 28 aprile a Spokane, stato di Washington,ha introdotto in scaletta un duetto virtuale con John Lennon. Il brano che interpreta “con” il grande ed indimenticato amico con cui ha condiviso tanti momenti importanti e fondamentali della sua vita è I’ve Got A Feeling, pezzo che fa parte di Let It Be e del quale si parla anche nel docufilm diretto da Peter Jackson, The Beatles: Get Back. Le immagini dietro lo schermo con John che canta si riferiscono al mitico concerto del 30 gennaio 1969 sul tetto della Apple Corps di Londra, al numero 3 di Savile Row, il live improvvisato con cui i Beatles salutarono idealmente il pubblico per l’ultima volta insieme, accompagnati dal tastierista Billy Preston.
Il duetto virtuale di John e Paul che vediamo qui di seguito è quello dello scorso 4 giugno al Carrier Dome di Syracuse, New York:
17/06/2022
Dieci grandi cover (+1) di Paul McCartney
Le cover più belle di brani a firma Paul McCartney.
Più generazioni si sono cimentate in cover di Paul McCartney, ma anche più generi musicali. Per gli 80 anni di Sir Paul abbiamo selezionato allora dieci brani (+1), conosciuti nelle versioni dei Beatles o dello stesso McCartney, che sono stati in qualche modo significativi anche nelle versioni di altri artisti o gruppi:
1. The Rolling Stones
I Wanna Be Your Man
Il secondo singolo in carriera dei Rolling Stones è stato… un brano dei Beatles. Si tratta più precisamente di I Wanna Be Your Man, brano a firma Lennon-McCartney e che vede come principale autore quest’ultimo. Quando i due Beatles scoprirono infatti che gli Stones stavano cercando un nuovo singolo da registrare, diedero il loro brano al gruppo che ne fece il suo primo brano di successo nel 1963. Nella versione dei Beatles uscirà successivamente, ma sempre nel corso dello stesso anno, nel secondo album dei Fab Four, With The Beatles, per la voce di Ringo Starr, che la canterà nei concerti del gruppo fino al 1966 e la riprenderà anche per la sua carriera solista. Tutto questo ovviamente avvenne ben prima che venisse costruita ad arte la rivalità tra i due gruppi. I Rolling Stones hanno ripreso I Wanna Be Your Man dal vivo nei loro concerti sia nel tour dei 50 anni nel 2012, sia in quello dei 60 in questo 2022:
2. Elvis Costello
Penny Lane
Uno degli eventi più importanti per la carriera di Sir Paul McCartney è quello alla Casa Bianca in cui dinanzi alla famiglia Obama, con l’allora Barack presidente degli Stati Uniti, riceve il Premio Gershwin per la musica popolare dalla Biblioteca del Congresso, riconoscimento andato nelle prime due edizioni a Paul Simon e Stevie Wonder.
La sera del 2 giugno 2010 si tiene allora un concerto nella East Room della Casa Bianca con tanti ospiti che suonano cover di Paul McCartney e con lo stesso Sir Paul che chiuderà la serata con un set di un’ora e mezza.
Tra le cover più significative dell’evento anche quella di un superfan dei Fab Four e amico di Paul McCartney come Elvis Costello che esegue per l’occasione Penny Lane, brano del 1967 che viene registrato come singolo durante le session del Sgt. Pepper’s e che non sarà inserito all’interno del concept. Penny Lane è dedicato ad alcuni luoghi dell’infanzia di John Lennon e Paul McCartney, luoghi importanti anche per Elvis Costello e per la sua famiglia, come spiega nell’introduzione alla sua performance:
3. Crosby, Stills & Nash
Blackbird
Per quello che è conosciuto comunemente come White Album, Paul McCartney scrisse (e incise da solo) anche Blackbird. I Fab Four stavano registrando presso gli studi di Abbey Road il loro nuovo lavoro e tre musicisti, due americani e uno inglese, che stavano cercando di mettere su un nuovo gruppo, ascoltarono proprio Blackbird e decisero di farne una loro versione che non finì poi nel loro album di debutto che sarebbe uscito nel 1969 perché decisero che al suo interno avrebbero inserito solo brani originali.
Blackbird farà però parte a tutti gli effetti del repertorio live di Crosby, Stills & Nash che peraltro eseguiranno il brano come secondo del loro set nella notte del 17 agosto a Bethel, New York, per il Festival di Woodstock. I tre suonarono e cantarono quel brano anche nel corso del tour successivo alla reunion del 1982 che quell’anno aveva visto la pubblicazione di Daylight Again e dal quale è tratta la versione che possiamo vedere e ascoltare qui di seguito:
https://www.youtube.com/watch?v=s8CFluSB1Ds
4. James Taylor & Mavis Staples
Let It Be / Hey Jude
Oltre al Premio Gershwin, Paul McCartney nel 2010 è stato uno dei protagonisti dei Kennedy Center Honors, premi che vengono assegnati negli Stati Uniti a chi si è contraddistinto nell’arte e nella cultura. I riconoscimenti vengono conferiti dal 1978 a Washington presso il Kennedy Center e nell’occasione altri artisti omaggiano il premiato nel campo musicale, suonando i suoi brani; qui, il 5 dicembre 2010, due grandi come James Taylor e Mavis Staples hanno rifatto due grandi classici beatlesiani/mccartneyiani che non hanno bisogno di presentazioni:
5. Joe Cocker
She Came In Through The Bathroom Window
Questo brano è stato scritto da Paul McCartney per il White Album ed è dedicato a una fan che aveva fatto irruzione in casa sua. Fa parte del long medley finale che conteneva tutti brani non conclusi, messi insieme per formare un unico pezzo.
Pochi mesi dopo che i Beatles pubblicarono la loro versione, diedero il pezzo a Joe Cocker che ne fece uscire a sua volta una sua versione sempre nel 1969. La cover di Joe Cocker sarebbe stata poi utilizzata in All This and World War II, documentario musicale sulla seconda guerra mondiale uscito nel 1976 e con la colonna sonora composta da brani dei Beatles eseguiti da altri artisti di successo, tra cui Peter Gabriel, Elton John, Tina Turner, i Bee Gees e tanti altri:
6. Tommy Emmanuel
Day Tripper / Lady Madonna
Il grande chitarrista australiano famoso per il suo fingerpicking Tommy Emmanuel si è cimentato spesso in cover dei Beatles, come sa anche chi assiste abitualmente ai suoi live. Questo è un arrangiamento di Day Tripper e Lady Madonna che ha creato nel 1990 e che è stato perfezionato un po’ alla volta. Si tratta del medley originale, conosciuto nella versione del chitarrista anche come The Beatles Medley, e sarà pubblicato poi nell’album del 1993 The Journey Continues. Nelle esecuzioni dal vivo si può ascoltare anche in Center Stage del 2008 e in Live! Al Ryman del 2017:
7. Dave Grohl
Band On The Run
Tra i grandi amici di Paul McCartney c’è anche Dave Grohl. Il frontman dei Foo Fighters ed ex batterista dei Nirvana ne parla diffusamente anche nella sua autobiografia pubblicata nel 2021, The Storyteller, e racconta anche di quando ha reso omaggio a sir Paul alla Casa Bianca in occasione del Premio Gershwin.
Nell’occasione ha scelto Band On The Run, brano che dà anche il titolo al quinto album di Paul McCartney and Wings, che uscì nel 1973, e che Dave Grohl ha registrato anche con i suoi Foo Fighters:
https://www.youtube.com/watch?v=M3yomVIvN1A
8. Brad Mehldau
For No One
Anche il mondo del jazz non può non essere attento ai Beatles ed è questo il caso del pianista Brad Mehldau che in un concerto del 20 settembre 2020 alla Philharmonie di Parigi ha suonato vari pezzi dei Fab Four e non solo.
Qui c’è tutto il concerto Brad Mehldau plays The Beatles (and More) e noi da lì abbiamo selezionato For No One, pezzo principalmente di McCartney, contenuto in Revolver:
9. Stevie Wonder
We Can Work It Out
Tra i singoli pubblicati nel 1965 dai Beatles c’era anche We Can Work It Out, brano scritto principalmente da McCartney e uno dei brani (si dice) ispirato dalla relazione con la fidanzata dell’epoca, l’attrice Jane Asher. Qui lo ascoltiamo sempre nel corso del Premio Gershwin conferito a Sir Paul alla Casa Bianca nel 2010 nella versione di Stevie Wonder. Quest’ultimo tornerà poi sul palco per la performance di Paul McCartney e per eseguire insieme a lui Ebony And Ivory, brano che registrarono e pubblicarono insieme nel 1982 e che non avevano mai suonato insieme dal vivo:
10. Guns N’ Roses
Live And Let Die
Paul McCartney si riunì col produttore dei Beatles George Martin nel 1973 per questo brano, commissionatogli per la colonna sonora del film di James Bond che aveva lo stesso titolo e che vedeva per la prima volta Roger Moore nei panni dell’agente 007. La versione dei Guns N’ Roses nel 1991 diventerà un singolo di successo del gruppo, estratto in quel caso dall’album Use Your Illusion I:
11. Marvin Gaye
Yesterday
Non poteva mancare in questa selezione il brano con più cover di sempre secondo il Guinness World Records con oltre 1600 versioni registrate.
La fine di una storia d’amore raccontata da Paul McCartney nel 1965 con i Beatles vede tanti interpreti illustri e noi abbiamo scelto la versione soul, jazz, blues di Marvin Gaye. Questa cover esce nell’album pubblicato a inizio 1970, That’s The Way Love Is:
13/06/2022
Intervista ai Calibro 35 – Scacco al Maestro – Vol. 1
I Calibro 35 hanno pubblicato Scacco al Maestro – Vol. 1, primo di due volumi antologici in cui rendono omaggio al Maestro Ennio Morricone, punto di riferimento da sempre della band, sin dagli esordi
Quando si sono trovati in studio per la prima volta nel 2007 hanno reso omaggio al Maestro Ennio Morricone con Trafelato. Successivamente e in altre occasioni, nel corso della loro carriera, non sono mancati altri momenti simili, ma adesso hanno pubblicato un’opera più ampia che si intitola Scacco al Maestro – Vol. 1 (Woodworm/Virgin Records Label and Artist Services, 2022): è questo, infatti, il primo dei due capitoli del nuovo lavoro a firma Calibro 35. Abbiamo scambiato allora quattro chiacchiere con Tommaso Colliva e Massimo Martellotta.
Scacco al Maestro – Vol. 1 è stato anticipato dal singolo e dal video che si può ascoltare e vedere nel corso dell’intervista, La classe operaia va in paradiso, e all’interno del lavoro sono presenti, inoltre, due ospiti come Diodato e come Matt Bellamy dei Muse, rispettivamente voce in C’era una volta il West e chitarra e fischio in Arena; Colliva e Martellotta hanno ricordato allora, sempre a proposito di Matt Bellamy, l’apertura del concerto dei Muse a San Siro nel 2010, in cui iniziarono il loro set con il classico morriconiano Milano Odia.
Abbiamo chiesto poi anche alcune anticipazioni in merito all’evoluzione del progetto, a partire da quelle relative al Vol. 2 di prossima pubblicazione, e non potevamo poi non chiedere quale ulteriore sfida vorrebbero affrontare i Calibro 35 o più semplicemente quali sono i prossimi obiettivi che la band intende raggiungere.
In tempi più recenti il gruppo ha composto, prodotto e suonato la colonna sonora di Blanca, fiction di successo andata in onda su Rai1, e ha accompagnato Rkomi nella serata delle cover durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo, suonando un medley di Vasco Rossi.
Infine, i Calibro 35 saranno presto in tour. Sono state già annunciate infatti le prime date di Scacco al Maestro – Calibro 35 Plays Morricone, una serie di concerti in cui il gruppo proporrà dal vivo il suo nuovo album dedicato al Maestro:
22/07 VIVI FORTEZZA – FORTEZZA MEDICEA – SIENA
23/07 TENERAMENTE FESTIVAL DEL VITTORIALE – GARDONE RIVIERA (BS)
24/07 APOLIDE FESTIVAL – VIALFRÈ (TO)
29/07 TRANSATLANTICA – GENOVA
17/09 SPRING ATTITUDE FESTIVAL – ROMA
12/06/2022
Rufus Wainwright rende omaggio a Judy Garland per i 100 anni dalla nascita
È uscito Rufus Does Judy at Capitol Studios, live registrato l’anno scorso da Rufus Wainwright in cui ha reso (di nuovo) omaggio a Judy Garland. Il nuovo singolo e video estratto dal lavoro è il medley eseguito con Kristin Chenoweth Happy Days Are Here Again / Get Happy
09/06/2022
The Joker – Brano di successo pieno di autocitazioni per la Steve Miller Band
Quando i suoi discografici la ascoltano, esclamano in coro: “Sarà un grande successo!”. Ma Steve ribatte loro: “Sarà un grande successo l’intero album se…”
08/06/2022
Ritratti d’autore – Andrea Mirò
RITRATTI D’AUTORE
Quando la musica incontra l’arte
Una rassegna di parole e musica ideata e condotta da Ezio Guaitamacchi presso lo spazio espositivo “21” a LODI (via San Fereolo, 24)
TERZO “RITRATTO D’AUTORE”
ANDREA MIRÒ
Immaginate di avere nel salotto di casa il vostro artista preferito, di sentirlo svelare i suoi ricordi d’infanzia, raccontare le sue passioni musicali, spiegare come nascono le sue canzoni. E poi magari sentirlo cantare e suonare accompagnato soltanto da una chitarra acustica o da un pianoforte proprio come se, in quel momento, stesse componendo uno dei suoi successi.
Il tutto all’interno di un suggestivo spazio espositivo a fianco di opere d’arte contemporanea, in un contesto confidenziale dove è possibile vivere la musica a 360 gradi, assistere a uno spettacolo emozionante e interagire con chi sta sul palco.
Con garbo, simpatia e competenza, ma con spirito divulgativo, Ezio introduce il pubblico presente alla serata nell’animo musicale degli artisti facendo scoprire un lato nascosto e per certi versi ancor più curioso e affascinante di dieci protagonisti della scena musicale italiana.
06/06/2022
Strange As Angels, i Cure secondo Chrystabell e Marc Collin – Intervista
Marc Collin dei Nouvelle Vague e Chrystabell, cantautrice, modella, attrice e musa di David Lynch, insieme hanno dato vita al progetto Strange As Angels e all’album Chrystabell Sings The Cure (Mhodì Music Company, 2022). Il lavoro è uscito di recente in una nuova deluxe edition e contiene sedici brani dei Cure, tra cui Just Like Heaven, Friday I’m In Love o Lullaby, riproposti in una nuova veste, grazie agli arrangiamenti di Marc Collin – che ha messo insieme archi, percussioni e il primo strumento elettronico, il Therminovox – e alla voce sensuale di Chrystabell. Era quasi inevitabile l’incontro anche artistico del duo e in questa breve intervista siamo partiti proprio da lì, per poi chiedere ovviamente altre curiosità in merito all’album.
05/06/2022
Elton John, la recensione del concerto di San Siro
Ha salutato così il pubblico italiano Elton John, con un vero e proprio debutto nel tempio del rock milanese colmo di fan in delirio, una grande festa per l’ultima data nel nostro paese del Farewell Yellow Brick Road – The Final Tour. “È il nostro ultimo show in Italia, quindi divertiamoci e rendiamolo memorabile”, ha dichiarato in apertura di concerto, e non ha affatto tradito le aspettative. Con lui sul palco, una super band di musicisti che con Rocket Man hanno condiviso anni di carriera, su tutti Ray Cooper alle percussioni.
Oltre due ore di concerto in cui la leggenda del pop condensa il meglio della produzione nata dalla storica collaborazione con Bernie Taupin, da Rocket Man a Crocodile Rock, da Candle in the Wind a Sorry Seems To Be The Hardest Word, e ancora Tiny Dancer, Someone Saved My Life Tonight e Don’t Let The Sun Go Down On Me, che Sir Elton dedica al suo amico Gianni Versace.
Nessuna pausa, solo due rapidi cambi d’abito, classici occhiali à la Elton e giacche sgargianti, fino alla vestaglia rosa con cui torna sul palco per i tre bis finali, Cold Heart nella versione remix uscita qualche mese fa insieme a Dua Lipa, una toccante Your Song e, in chiusura, Goodbye Yellow Brick Road.
Sui tre maxi-schermi scorrono le immagini di una vita, il pianoforte si muove da un lato all’altro del palco e Elton John chiude la serata dando prova, per l’ennesima volta, del suo incredibile talento.
04/06/2022
Rolling Stones, iniziato a Madrid il tour europeo per i 60 anni del gruppo
È iniziato lo scorso 1° giugno da Madrid il tour europeo dei Rolling Stones che celebra i 60 anni dalla nascita del gruppo e che il 21 giugno farà tappa allo Stadio San Siro di Milano. In apertura della prima data di SIXTY era doveroso il ricordo di Charlie Watts, con alcune foto dello storico batterista scomparso il 24 agosto 2021 proiettate sui maxi-schermi, prima di Street Fighting Man. In scaletta non sono mancati ovviamente grandi classici come Honky Tonk Women, Miss You, Start Me Up, Sympathy For The Devil e altri, ma anche brani meno noti, tra cui Out Of Time da Aftermath del 1966 che il gruppo non aveva mai suonato dal vivo in carriera o il più recente Living In A Ghost Town.
Il 1° giugno è stato anche il compleanno di Ronnie Wood che ha compiuto dunque 75 anni sul palco del Wanda Metropolitano, con un Happy Birthday To You intonato da Mick Jagger e dal pubblico, e che come sempre ha personalizzato e dipinto la scaletta del concerto.
Vuoi rimanere sempre aggiornato su rock e dintorni? Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere tutte le settimane nuovi video, contenuti esclusivi, interviste e tanto altro!